Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – BENEVENTO = 0 – 1

La prima di Prandelli viene sporcata e rovinata da una prestazione incolore che non regala brividi, né speranze ma solo arrabbiature. La squadra gioca un primo tempo appena sufficiente ma nella ripresa, soprattutto dopo il gol subito, non ha il gioco, il carattere e la condizione per risalire la china. Se questa partita doveva rappresentare l’inizio di un nuovo amore tra la città e la squadra, siamo partiti col piede sbagliato. Avanti di questo passo, Firenze non sarà orgogliosa della propria squadra, ma se ne vergognerà!!

IL BUONO

  • La formazione iniziale: quantomeno la squadra ha cominciato la gara con più giocatori offensivi rispetto al solito. Inoltre abbiamo finalmente visto una difesa a 4 in cui gli esterni sfruttavano tutta l’ampiezza del campo senza cercare subito la palla in verticale sull’attaccante spalle alla porta dentro la propria metà campo oppure su Ribery. Prandelli ha deciso di lasciare fuori i nazionali sudamericani e, visto il modo in cui è entrato Pulgar, credo abbia fatto bene. Nel primo tempo il possesso palla è stato lento e prevedibile, è mancato il genio dei calciatori più talentuosi quali Ribery o Castrovilli ma la difesa non ha rischiato quasi niente. Sembrava quasi una squadra di calcio, lenta ma una squadra di calcio.
  • Dragowski: pensare che il portiere nella gara casalinga contro il Benevento sia tra i migliori in campo, fa accapponare la pelle, ma così è. Drago dimostra ancora una volta di essere una sicurezza e, differentemente dall’inizio della propria carriera, riesce ad essere decisivo anche nelle partite in cui non viene sollecitato frequentemente. Sicurezza.
  • Igor: schierato a sorpresa nella difesa a 4 quale centrale di centrosinistra, gioca una partita onesta. Non rischia mai, sbaglia pochissimo, è sicuro nelle chiusure. In fase di impostazione, il piede non è così educato, ma non gli si può chiedere anche ciò che non è nelle sue corde. Partita onesta.

IL BRUTTO

  • Biraghi: con un controllo degno delle peggiori scuole calcio di Bogotà, regala la rete della vittoria al Benevento. Dopo alcuni minuti ci riprova, ma stavolta Dragowski ci mette una pezza. Sbaglia ogni cross tentato: dalla linea di fondo o da quella laterale, dalla trequarti o da palla ferma il risultato è sempre lo stesso, colpire il difensore avversario. Dopo alcune prove convincenti, torna ad essere il Biraghi di Pescara. Imbarazzante.
  • Ribery: oggi viene impiegato largo a sinistra nel 4-2-3-1 iniziale ma, nonostante riceva spesso palla faccia alla porta, non è in grado di fare la differenza. Non salta praticamente mai il proprio marcatore e non risulta mai decisivo né con gli assist, né con la conclusione in porta. In un’azione di contropiede poi, rimedia anche un infortunio muscolare. Incolore.
  • Kouamè: spostato nel ruolo di esterno di attacco, non ne azzecca mezza. Non attacca e non difende, non salta mai l’uomo e non lo rincorre in fase difensiva. A che serve?
  • Vlahovic: impalpabile quando gioca da unica punta, irritante quando gioca insieme a Cutrone. Sbaglia una rete da pochi passi scegliendo il colpo di tacco come soluzione. Questo è il momento delle cose semplici e di lottare con il coltello tra i denti. Qualcuno glielo può spiegare please?
  • Lirola: sembra non tocchi nemmeno a lui. Sbaglia tutto ciò che è possibile sbagliare senza mai dare l’impressione di impegnarsi. Indolente, poco applicato, senza cattiveria. I giocatori normali per diventare almeno discreti, devono lottare su tutti i palloni come se fosse questione di vita o di morte: Lirola, Pulgar, Saponara, Amrabat avete voglia di far parte della famiglia viola? Basta con questa roba!!!

Ci vediamo domani su YouTube per considerazioni molto arrabbiate!!!

2 pensieri su “Il buono, il brutto, il cattivo

  1. Tralascio l’attacco, letteralmente di un’altra categoria (serie B o, forse, Lega Pro), con particolare e grave nota di demerito a Vlahovic, che personalmente non avrei fatto giocare anche solo per RISPETTO di Cutrone e dello spogliatoio in generale e che non farei più scendere in campo per tutto il resto della stagione, e punto il dito, in modo particolare, sui vari Ribery, Castrovilli, Biraghi e, ultimo e staccato, Milenkovic, in quanto gli uomini di maggior spessore ed esperienza, e dunque i maggiori responsabilità della VERGOGNA di ieri: il francese, che reduce da una carriera di ben altra fattura e a libro paga per 8 milioni lordi, dovrebbe fare la differenza da solo, specie contro squadre tecnicamente modeste come il Benevento (anche quello volenteroso, attento e applicato visto ieri, a Firenze): se non ha più voglia di stare qui (legittimo, visto le scarse ambizioni societarie, almeno nei fatti), può anche togliere il disturbo; Castrovilli dovrebbe capire che non gioca nel Real, nel Barcellona o nel PSG, e che c’è quindi bisogno di maggiore concretezza, senza grandi svolazzi o volteggi (non siamo al Bolshoi, ma il Franchi) e con anzi molte verticalizzazioni in più, una sostanziosa velocizzazione della manovra e un numero maggiore di inserimenti, visto che il nostro attacco è INESISTENTE, chiunque venga schierato in avanti; Biraghi, non può sbagliare, in quel modo, lo stop da cui nasce il gol partita sannita: urge un bagno di umiltà, dopo le positive partite delle ultime settimane!; infine, come detto staccato, perché sicuramente meno responsabile, Milenkovic, e comunque sonnecchiante sull’inserimento dell’autore del gol partita, non seguito e, dunque, non contrastato a dovere.

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    • Hai analizzato perfettamente molto di ciò che è successo ieri al Franchi. Credo però che stavolta, più di tutto ciò che hai giustamente sottolineato, sia mancata la voglia, il rispetto per la maglia ed il sudore. E credo che questo sia l’aspetto più grave della gara di ieri. È comunque da rimarcare tutto ciò che hai scritto per ricordare a lor signori che di fenomeni in giro non se ne vedono.

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