Che si gioca??

La prima giornata di scommesse è passata ed abbiamo anche la prima classifica!

Devo dire che gli studenti si sono applicati tantissimo ed hanno raggiunto ottimi risultati, anche se come spesso accade ci sono poi gli artisti che vogliono percorrere la loro strada alternativa! Innanzitutto devo dare il benvenuto a Sandrino il bressesino che si è unito alla nostra truppa facendo subito capire che non è qui solo per partecipare o giocare, ma per fare le cose seriamente. La gara sorpresa non ha messo in difficoltà quasi nessuno, ma alcuni di voi si sono superati facendo l’en plein! Vediamo dunque, grazie al meticoloso lavoro del mitico Carlo, la prima classifica della stagione 2021/2022 nella speranza che la gara da me scelta in questo weekend veda qualcuno cadere:

Joe il Pistoiese, Sandrino il Bressesino e Niccolò 6
Carlo il Meneghino di Paderno Dugnano, Lungo, Luchino il diavolo rossonero, Francesco il Meneghino Junior e Bomber Siiimo 4
Argentino Fiorentino ormai quasi Parigino e Alan 1

Ecco le partite che ho scelto per provare a sgranare la classifica:

La gara più scontata: SALERNITANA – ATALANTA = 2

Se a Salerno la panchina di Castori sembra già a rischio la colpa non è certo di un allenatore che ha costruito un miracolo sportivo in una piazza che aspettava da tanti anni di tornare nel calcio che conta. La rosa probabilmente più povera della serie A potrà contare fin dall’inizio su Ribery, ma la prima da titolare dell’ex viola non sembra essere sufficiente per fronteggiare alla pari l’Atalanta di Gasperini. I bergamaschi, che sono soliti partire con qualche incertezza in campionato, hanno mostrato in Champions segnali di risveglio ed un portiere fenomenale. Considerando poi la differenza di qualità in tutte le zone del campo, i nerazzurri non dovrebbero avere problemi a sbarazzarsi di Simy e compagni. 2 fisso.

La partita da NON giocare: EMPOLI – SAMPDORIA

Le prime gare di campionato sono state altalenanti per toscani e liguri e dunque non riesco a leggere questa partita. L’Empoli viene dalla brutta sconfitta interna contro la diretta concorrente Venezia mentre la Sampdoria ha fermato la corrazzata nerazzurra. Lo stato d’animo delle due compagini è opposto, ed i toscani in casa devono tornare a fare punti per costruire quella salvezza che è l’unico obiettivo stagionale. La Samp invece, con l’acquisto di Caputo, punta ad un torneo più tranquillo delle ultime stagioni e dare continuità ai due pareggi consecutivi sarebbe importante per non trovarsi fin da subito risucchiata nelle zone calde della graduatoria. Se dovessi giocarla propenderei per un pareggio, ma preferisco evitare.

La sorpresa della giornata: TOTTENHAM – CHELSEA = 1 (Risultato 2 – 1)

Questa settimana andiamo a pronosticare uno dei cento derby di Londra, quello tra Spurs e Blues. La gara sarà certamente apertissima e palpitante, con i padroni di casa che proveranno a vincere per effettuare il sorpasso in classifica. I campioni d’Europa che possono disporre anche di Lukaku, sono ancora imbattuti in Premier ma si troveranno di fronte una delle squadre più in forma del campionato, reduce da tre vittorie consecutive. Vengono entrambe da gare europee un pò stentate ma l’aria di Premier certamente farà girare le gambe a 1000 a tutti i protagonisti. La rosa di Tuchel potrebbe avere la meglio per quantità di calciatori da far ruotare e qualità degli stessi, ma stavolta vado con la possibile sorpresa: i pronostici direbbero quasi tutti Chelsea ma Harry Kane una volta mi darà una gioia? Speriamo sia la volta giusta!

A voi per i pronostici!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – NAPOLI = 0 – 2

Una discreta Fiorentina lotta finché può contro un Napoli superiore dal punto di vista tecnico, tattico e fisico. La squadra di Iachini ha cercato di vendere cara la pelle per cercare di riscattare il cappotto della gara di andata ma dopo il gol del vantaggio di Insigne, non ha più avuto la forza ed il cuore di rendersi pericolosa. Resta da sottolineare quanto sia diversa questa Fiorentina, ormai salva, da quella timorosa ed impaurita che non riusciva a fare tre passaggi di fila. Nonostante la sconfitta, stavolta Ribery e compagni se la sono giocata per un tempo contro la compagine più in forma del torneo ed hanno dimostrato che avrebbero potuto e dovuto disputare una stagione diversa, che magari non avrebbe portato Firenze in Europa, ma nemmeno a soffrire fino a 180 minuti dal termine del campionato.

Ricordo che se avete domande, dubbi o curiosità, scrivete nei commenti che vi rispondiamo domani nel “Corner Viola”!

IL BUONO

  • Terracciano: il numero 12 perfetto. Dopo aver fatto qualche prestazione non proprio indimenticabile, stavolta risponde presente. Già nel primo tempo è chiamato alla doppia parata dopo poco più di dieci minuti, poi si ripete ad inizio ripresa. Riesce anche a respingere il rigore di Insigne, che è però il più lesto a ribattere in rete. È protagonista anche di un paio di uscite sicure e non sfigura nemmeno con i piedi. Non so se Dragowki sia in partenza, ma comunque a Crotone possiamo stare tranquilli con Pietrone tra i pali!
  • Ribery: non c’è niente da fare, quando sente profumo di grandi sfide si esalta ed offre il meglio di sé stesso. Delizia la platea televisiva con giocate di altissima qualità saltando avversari come birilli e mettendo la palla in cassaforte. Cerca anche di concludere verso la porta avversaria ma come sempre il meglio lo dà nell’opera di raccordo tra centrocampo ed attacco. Cosa darei per togliergli cinque anni….
  • Pulgar: se la Fiorentina delle ultime settimane e quella del primo tempo inizia ad assomigliare ad una squadra in cui i reparti sono maggiormente legati assieme è sopratutto grazie al centrocampista cileno. Anche oggi, anche se quasi esclusivamente nel primo tempo, riesce a intasare le diagonali di passaggio avversarie ed a far ripartire l’azione viola con alcuni cambi di campo notevoli. Finalmente assomiglia a quello di Bologna.
  • L’atteggiamento della squadra: in un calcio in cui i biscotti sono sempre all’ordine del giorno, la grinta con cui la Fiorentina ha lottato per 90 minuti rappresenta la fotografia di ciò che dovrebbe sempre succedere anche nelle ultime giornate di campionato. Bravi ragazzi.

IL BRUTTO

  • Milenkovic: il fallo da rigore che commette è tanto plateale quanto stupido. Dimostra ancora una volta di avere pause preoccupanti per un calciatore che sembra ambire ad altri palcoscenici. Anche se è il più evidente, non è certo l’unico strafalcione di giornata. Ennesima prova horror di una stagione da buttare.
  • Dragowski: se non voleva giocare l’ultima a Crotone bastava lo dicesse a Beppe senza dover cercare giustizia sommaria dal momento del rigore in poi. Immagino che bruciassero ancora i 6 gol presi all’andata, ma allora avrebbe dovuto menare anche il compagno Callejon che ebbe la brillante idea di fare anche qualche foto sorridente nello spogliatoio avversario alla fine della partita. Se il giudice sportivo non sarà clemente, rischia di saltare almeno la prima gara del prossimo campionato!
  • La Fiorentina dopo il gol subito: la squadra si è ritratta tutta dentro la propria tre quarti campo e non è più uscita. I soliti difetti strutturali e di gioco di cui abbiamo ripetutamente parlato. Speriamo che il nuovo corso sia diverso, pieno di gioco, divertimento e magari se possibile anche di risultati positivi.

Ci vediamo domani con la 5′ puntata del Corner Viola! Parleremo della conferenza stampa di Commisso e risponderemo alle vostre domande!!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA -LAZIO = 2 – 0

Diciamo le cose come stanno: se la Fiorentina avesse giocato almeno metà delle partite con la voglia, la grinta, l’attenzione e l’organizzazione difensiva dimostrata contro la Lazio, staremmo commentando ed ammirando un campionato completamente diverso. I giocatori di calcio sono dei personaggi strani, spesso vivono una realtà parallela e non sono capaci di gestire emozioni, situazioni, difficoltà. Questo gruppo, che tecnicamente può stare nelle prime 12 del campionato, ha probabilmente problemi interni e di leadership che non permettono di ottenere risultati e piazzamenti dignitosi. Nonostante tutto questo, finalmente i ragazzi di Iachini hanno giocato la partita che tutti i tifosi viola sognavano: squadra più alta, sempre pronta a ripartire, attentissima nella fase difensiva, cattiva nel tirare in porta. E poi c’è lui: Dusan Vlahovic. Attaccante del 2000 che con la doppietta contro la Lazio ha raggiunto quota 21 reti, uno dei soli quattro attaccanti stranieri a riuscire a superare la soglia dei venti gol stagionali in maglia viola. Ma oltre alla fase difensiva ed a Vlahovic, stasera contro il centrocampo migliore d’Italia, il trio Pulgar Bonaventura e Castrovilli ha sbagliato niente in fase difensiva risultando attentissimo a non subire verticalizzazioni e ripartenze. Insomma una difesa granitica, un centrocampo pronto a difendere ed a ripartire, un attacco basato sull’esplosivo talento di Vlahovic e sulla grandissima esperienza calcistica di Ribery.

IL BUONO

  • Vlahovic: non ho più parole per descrivere questo attaccante meraviglioso. Ormai ha una sicurezza incredibile, fa reparto da solo, copre la palla e vede sempre la porta. E’ diventato il playmaker della squadra: tutti i compagni si appoggiano su di lui che è capace di giocate intelligenti oltre che bellissime. I tempi di gioco vengono gestiti sempre in base alle sue giocate e lui ripaga di questa fiducia senza sbagliare praticamente mai nei 16 metri. Se a qualcuno è sfuggito, consiglio di vedere come Vlahovic controlla un rinvio di Dragowski al 38′ del primo tempo: giocata di una bellezza abbacinante. Da blindare!!!
  • Dragowski: la parata che compie su Correa dopo appena 11 minuti vale mezza vittoria. Andare sotto di un gol così presto avrebbe costretto la Fiorentina a rincorrere ed a scoprirsi contro una Lazio che in contropiede è tra le squadre più forti d’Europa. Anche successivamente si dimostra sempre sicuro ed è finalmente anche più reattivo sulle palle alte riuscendo anche ad accorciare il campo agli attaccanti avversari. Deve ancora crescere ma la strada sembra finalmente giusta.
  • Ribery: dopo un primo tempo appena sufficiente, nella seconda metà della gara prende in mano le redini del gioco e diventa il factotum viola. Torna dietro a prendere palla, inventa traiettorie interessanti per gli altri, guadagna metri e punizioni in sequenza. Ancora una volta dimostra che, pur non essendo più il funambolo dei tempi del Bayern, è assolutamente imprescindibile per una squadra come la Fiorentina in cui mancano dei veri leaders e manca una trama di gioco ben riconoscibile. Ci mette tutto sé stesso e rischia spesso anche le gambe. Bentornato sui suoi livelli!
  • Pulgar: i tre centrocampisti hanno giocato una partita encomiabile. Tra un Bonaventura che si è dedicato maggiormente alla fase di copertura ed un Castrovilli che ha cocciutamente voluto restare in campo ed ha ispirato il gol del vantaggio, stavolta scelgo di premiare la partita di Pulgar. Non ruba l’occhio, non compie lanci di quaranta metri, non effettua dribbling fulminanti, ma contro il centrocampo più forte d’Italia non subisce mai le famose verticalizzazioni che solitamente fanno della Lazio una squadra immarcabile. Non sbaglia mai il posizionamento, è sempre sulla diagonale di passaggio. Tanto invisibile, quanto finalmente decisivo.
  • La difesa viola: probabilmente il trio difensivo ha guardato la prima puntata del Corner Viola (chi l’ha persa la trova qui) e stasera è sembrato finalmente un reparto organizzato. Si è finalmente vista una difesa che su palla scoperta è riuscita a scappare, posizionamenti del corpo adeguati, marcature asfissianti. Certo che è proprio strano vedere come soprattutto Milenkovic e Pezzella, che contro le squadre meno blasonate faticano a tenere gli occhi aperti dal sonno, riescano invece a somigliare a muri impenetrabili contro squadre come Juventus e Lazio che hanno davanti calciatori del calibro di Ronaldo, Immobile, Morata etc… Non sarà certo perché si vogliono mettere in mostra dai!
  • Iachini: stavolta il mister marchigiano ha preparato bene la partita, la difesa ha letto bene le pieghe della partita ed anche a gara in corso Beppe non ha sbagliato nulla. Ottima l’idea di invertire Bonaventura e Castrovilli, come azzeccatissima la scelta del numero 10 dall’inizio al posto di Amrabat. Finalmente la Fiorentina inizia ad attaccare gli avversari almeno 30 metri più alti e riparte sul corto con Ribery, sulla corsa di Castrovilli e con l’appoggio di un immenso Vlahovic. Anche quest’anno dovremo dire un immenso grazie al mister marchigiano!

IL BRUTTO

  • L’approccio al secondo tempo: se in una serata come questa vogliamo proprio trovare il pelo nell’uovo, allora devo dire che l’atteggiamento così rinunciatario mostrato nel primo quarto d’ora del secondo tempo non mi è piaciuto. La Fiorentina ha ricominciato difendendo bassissima e si è fatta schiacciare nella propria area di rigore anche se occasioni colossali non ci sono state. Resta comunque da sottolineare come, nel momento in cui Pulgar e soci si sono messi a difendere sulla linea dell’area di rigore, è ricominciata la sofferenza. Menomale che stavolta ciò non ha significato subire un gol!

Ci vediamo domani con la 3 puntata del Corner Viola: risponderemo anche alle vostre domande!!

Il buono, il brutto, il cattivo

BOLOGNA – FIORENTINA = 3 – 3

Una partita rocambolesca, con continui cambi di fronte, con rovesciamenti di risultato e con tantissimi errori. La Fiorentina torna da Bologna con un punto certamente prezioso, vista la sconfitta del Benevento, ma l’occasione sprecata per i troppi errori difensivi grida vendetta. I ragazzi di Iachini non sono riusciti a gestire il vantaggio nonostante davanti avessero un Bologna non certo irresistibile decimato dalle assenze. Un Vlahovic devastante ha ancora una volta permesso ai propri compagni di conquistare un risultato positivo e stavolta ha potuto contare anche sulla collaborazione di un Bonaventura degno dei tempi del Milan. Peccato che le clamorose disattenzioni di capitan Pezzella e di tutto il reparto difensivo, hanno permesso ai felsinei di acchiappare i viola nei minuti finali. Gli ennesimi gol subiti su palla scoperta con un taglio alle spalle dei difensori che analizzeremo nell’approfondimento di martedì, sono costati due punti che speriamo non siano decisivi nella corsa salvezza. Seguitemi nel nuovo format “Il Corner Viola” e fate tutte le domande che vi vengono in mente nei commenti a questo articolo: vi risponderò domani in video!!

IL BUONO

  • Vlahovic: semplicemente devastante. Altre due reti, che lo portano a 19 in classifica cannonieri, per un ragazzo che ormai si è fatto leader. Lotta, sgomita, tiene palla, fa ripartire la squadra, fa reparto da solo. Oltre all’ennesimo rigore calciato con la freddezza di un veterano, segna il secondo gol di rapina approfittando dell’errore del portiere avversario. Sta insomma imparando anche a segnare gol brutti, che magari non rubano l’occhio, ma che spesso risultano decisivi. Unico neo il contropiede finale in cui poteva servire Kouamé per il gol del nuovo vantaggio. Colonna portante.
  • Bonaventura: una partita praticamente perfetta. Quando Jack gioca su questi livelli diventa un titolare inamovibile nello scacchiere viola. Inventa per gli altri, salta gli avversari come birilli con giocate da prestigiatore come in occasione dell’elastico contro Danilo, calcio da fuori scheggiando la traversa, segna un gol da seconda punta nata. Oltre a tutto ciò, commette il fallo tattico quando il Bologna cerca di ripartire e detta i ritmi alla squadra dimostrando un quoziente intellettivo calcistico altissimo. Impossibile fare a meno di lui.
  • Pulgar-Amrabat: i due centrocampisti centrali viola, dopo tre quarti di campionato insufficienti, sembrano finalmente essere entrati in sintonia. Riescono a fare un discreto filtro davanti alla difesa (due dei tre assist di Vignato sono semplicemente passaggi filtranti a difesa schierata), fanno ripartire l’azione con i lanci del cileno (suo anche il tiro da cui nasce il rigore) o le scorribande del marocchino, tengono la squadra legata senza che si spezzi in due tronconi. Mancano certamente le intuizioni illuminanti, ma quelle non sono nelle loro corde. Finalmente una coppia affidabile.

IL BRUTTO

  • Biraghi: a volte mi chiedo cosa abbiamo fatto di male per dover subire una cosa del genere. Tecnicamente inadeguato in fase offensiva, manca di sensibilità di piede. Sbaglia tutto ciò che è possibile sbagliare, i passaggi elementari, i cross su palla in movimento, quelli a gioco fermo. Oltre a ciò non è mai troppo preciso nel contenere Orsolini. Sabato Igor sarà squalificato, ma un’alternativa la troviamo vero?
  • Ribery: al netto degli acciacchi che certamente lo hanno condizionato, è lontano anni luce dal calciatore che può decidere le sorti della squadra viola. Non regge quasi mai palla, non vince praticamente mai il confronto diretto, non inventa mai niente degno di nota. Anche vocalmente non sembra più essere il leader a tutto campo che abbiamo ammirato in passato. Siamo al canto del cigno?
  • La difesa: Pezzella, Milenkovic, Caceres e tutti coloro i quali hanno contribuito a questo scempio. Se dovessi citare Fedez direi “provo imbarazzo per voi”! Riuscire a far segnare una tripletta a Palacio che in questa stagione aveva segnato solamente una volta il 28 settembre del 2020 è inaccettabile. Ed ancora di più è subire tre reti praticamente uguali a tutte le ultime già subite contro Sassuolo, Atalanta e Juventus. Menomale che Iachini è un mago della difesa, altrimenti chissà quanti ne avrebbe subiti la Fiorentina! La verità è che il reparto difensivo è completamente da rifondare e necessita di una bella tabula rasa. E’ impossibile che calciatori di rango internazionale quali quelli che compongono la retroguardia viola incappino sempre nei soliti errori! Se sabato prossimo contro la Lazio si rivedranno queste disattenzioni, il rischio è dover usare il pallottoliere. La testa dei nostri difensori non è più a Firenze? Speriamo la società faccia quel che deve questa estate!

Ci vediamo domani su YouTube per il nuovo format dell’approfondimento!!

Il buono, il brutto, il cattivo

GENOA – FIORENTINA = 1 – 1

E’ stata una Fiorentina operaia, una squadra che ha badato al sodo, che ha reagito senza paura alle difficoltà. Prima il gol subito dopo un quarto d’ora di nulla, poi lo scellerato intervento di Ribery che ha costretto la squadra a giocare in inferiorità numerica per 40 minuti. Nonostante ciò, è arrivato un pareggio d’oro considerando la contemporanea sconfitta interna del Cagliari ed il pareggio tra Benevento e Parma che permette di guardare ai prossimi difficilissimi impegni con maggiore serenità. Iachini ha cercato di mettere la squadra nella migliore condizione possibile giocando con un 3-5-2 molto abbottonato in cui gli esterni di centrocampo erano due terzini come Caceres e Venuti, ma ha dato prova di intelligenza sfruttando quei calciatori che sono stati rivitalizzati da Prandelli e che con lui venivano impiegati col contagocce: Vlahovic e Quarta nella formazione iniziale, Eysseric come sostituto in mezzo al campo quando Bonaventura ha finito la benzina. Insomma un mix di passato e presente per guardare con maggiore tranquillità al futuro prossimo grazie anche ai risultati delle dirette concorrenti.

IL BUONO

  • Vlahovic: è il vero baluardo viola. Il calciatore imprescindibile, l’ultimo regalo di Cesare Prandelli alla sua amata Fiorentina. In una partita dura, sporca, difficile, Dusan dimostra ancora una volta quanto sia maturato negli ultimi 6 mesi. Difende palla spalle alla porta, lotta su tutti i palloni, allarga i gomiti se necessario, ma soprattutto è letale nei sedici metri. Sull’assist di Castrovilli, non si lascia pregare ed incrocia una gran bel sinistro che regala alla squadra una ritrovata tranquillità ed un altro punto in classifica. Rocco, blindalo appena torni dagli States!!!!
  • Castrovilli: dopo un lungo periodo di appannamento, finalmente sprazzi del vero Castrovilli. Con Ribery in ombra già prima del folle intervento che gli costa il rosso, spetta al numero 10 inventarsi qualche giocata e creare la superiorità numerica in mezzo al campo. Ancora non riesce a ritrovare pericolosità verso la porta avversaria, ma stavolta attacca continuamente lo spazio libero e recupera tanti palloni trasformando l’azione da difensiva in offensiva. Avesse fatto gol in rovesciata allo spirare dei primi 45 minuti di gioco, l’anno prossimo lo avremmo ammirato sulla copertina dell’album Panini! Se ricomincia a girare lui, possiamo tornare a divertirci.
  • Pezzella: come trasformarsi da Comunardo Niccolai in Franz Beckenbauer in due settimane. Da difensore timoroso e svagato a condottiero che rimedia anche agli errori di Milenkovic ed in parte Martinez Quarta. Contro il Genoa non cade mai, temporeggia, svetta di testa. Chissà che pozione magica avrà trovato?!?!?!?

IL BRUTTO

  • Caceres – Milenkovic: una vera e propria banda del buco. In apnea per tutta la partita contro Zappacosta, non contro Cafù o Serginho….con tutto il rispetto dovuto. Il serbo conferma il suo momentaccio evidenziato anche nelle gare in nazionale, mentre l’uruguagio appare fin da subito un pesce fuor d’acqua. Non attacca, ma soprattutto non difende, viene sempre preso alle spalle dai lanci rossoblù, non sembra mai in grado di limitare la corsa dell’ex Chelsea da cui nascono tutti i pericoli per la retroguardia viola. Continuo a pensare che Caceres non sia assolutamente adatto ad interpretare un ruolo in cui quasi mai serve il corpo a corpo, quasi sempre la falcata di almeno 30 metri. Speriamo Beppe trovi la soluzione.
  • Ribery: una partita disastrosa. Già prima del cartellino rosso, il francese non era mai riuscito a saltare il diretto avversario, era sembrato sempre fuori dal gioco, mai decisivo né per far ripartire l’azione andando a prendere la palla sui difensori, né trovando la giocata decisiva o l’assist per il compagno. Nella ripresa poi, la sciocchezza che avrebbe potuto costare la sconfitta viola. Un’entrata scellerata, senza senso, direttamente sull’uomo simile a quella di Cuadrado su Castrovilli a Torino in Juventus Fiorentina. Fortunatamente i compagni di squadra riescono a stringere le maglie difensive e portano comunque a casa un punto fondamentale in ottica salvezza. Da un calciatore della sua tecnica, della sua esperienza, non si possono accettare questi errori. Qualche settimana per riflettere caro Frank sono assolutamente necessarie.
  • Pulgar: dopo alcune prove ampiamente sufficienti, oggi si è rivisto il calciatore timoroso, lento e falloso che aveva iniziato la stagione. Nel primo tempo perde tantissimi palloni in uscita permettendo ai grifoni di ripartire in contropiede, anche se il filtro davanti alla difesa è comunque più che sufficiente considerando anche che Castrovilli e Bonaventura ai lati lo aiutano a fasi alterne. Nel secondo tempo, costretto ad abbassarsi ulteriormente sui difensori centrali, migliora il proprio rendimento ma il cartellino giallo finale che gli costa la squalifica, conferma che non è proprio la sua giornata. Urge recuperare il centrocampista mortifero sui calci piazzati.

Ci vediamo domani su YouTube per l’approfondimento tattico…e ci sarà anche Portobello!!!