La nuova Fiorentina di Prandelli

E’ quasi terminata la prima settimana della nuova esperienza di Cesare Prandelli alla guida della squadra viola ed iniziano a filtrare le prime indiscrezioni in merito al lavoro svolto.

La prima cosa che sembra ormai assodata, è che la compagine viola conterà nelle prossime partite su di un numero diverso e maggiore di giocatori offensivi. A differenza della gestione Iachini infatti, sembra che venga abbandonata la strada dell’unico attaccante con a fianco Ribery o Callejon (non voglio nemmeno parlare della parentesi senza punte di Roma), per far spazio ad un tipo di calcio diverso: una punta, Vlahovic o Cutrone, e due calciatori offensivi sugli esterni in grado di creare rifornimenti per cercare la via della rete.

Partendo dunque dal basso, al di là della disposizione difensiva, che dovrebbe comunque essere a 4, sembra che l’obiettivo primario sia quello di cambiare il modo di interpretare il possesso palla e dunque quello di impostare l’azione. Differentemente dalla squadra di Iachini infatti, l’idea di Prandelli è quella di far ripartire l’azione dal basso allargando gli esterni quasi sulla linea laterale in modo da avere maggiori spazi per impostare, e di dare meno punti di riferimento centrali agli avversari. Sfruttando l’ampiezza del campo, sarà probabilmente più semplice anche per i centrocampisti venire a prendere palla con più libertà di azione e maggiori spazi di verticalizzazione. Se Prandelli deciderà di impostare la squadra con quattro difensori, i due centrali dovrebbero essere Milenkovic e Pezzella, mentre conoscendo il mister, i due esterni dovrebbero essere uno più difensivo (Caceres o in caso diverso Lirola) ed uno più offensivo, ovviamente Biraghi. Avere difensori dai piedi discreti sugli esterni, dovrebbe offrire ai centrocampisti (Pulgar ed Amrabat dovrebbero essere i titolari), la possibilità di ricevere palla già con il corpo rivolto verso la porta avversaria anziché spalle alla porta. Può sembrare un dettaglio di poco conto, ma avere già la visuale libera verso la metà campo avversaria, permette di velocizzare l’azione e giocare più spesso ad uno o due tocchi. Qui Castrovilli con gli inserimenti in verticale, Ribery e Callejon con movimenti coordinati sugli esterni, possono creare superiorità numerica oppure sfidare i marcatori nell’uno contro uno partendo in movimento anziché da fermi. Anche in questo caso, l’opportunità di ricevere palla in movimento, non solo crea maggiori presupposti di pericolosità, ma limita anche il rischio di subire quei falli che causano infortuni perché gli interventi arrivano da dietro con il calciatore spalle alla porta. Alternativi a Ribery e Callejon, sugli esterni possono essere chiamati in causa sia Kouamè che Bonaventura: un peccato aver fatto partire un giovane come Sottil che a Cagliari sta facendo bene esattamente in quel ruolo!

L’incognita resta poi sempre quella del centravanti. Dalle prime indicazioni, sembra che Prandelli voglia provare a dare fiducia a Vlahovic; io continuo a pensare che il serbo non sia una prima punta ed anzi credo che in una squadra che riesce a portare spesso palla sugli esterni d’attacco per giocarsi gli uno contro uno, Vlahovic potrebbe interpretare anche il ruolo di esterno a piede invertito per arrivare a calciare in porta. Dovrà poi essere chiaro se Cutrone sia impiegabile liberamente oppure no, viste le clausole esistenti per il riscatto del calciatore dal Wolverhampton; altrimenti il serbo sarà certamente il prescelto.

Molto, se non tutto, passa dunque dall’interpretazione di un calcio completamente diverso. Un calcio in cui si torni a cercare lo spazio da creare per fare i movimenti giusti ed il tempo della giocata, come unica stella polare: senza spazi da attaccare e con tempi di gioco troppo prevedibili, si tornerà ad ingolfarsi in un calcio grigio, triste e noioso.

A Prandelli ed ai calciatori viola spetta prenderci per mano e portarci verso la luce in fondo al tunnel.

2 pensieri su “La nuova Fiorentina di Prandelli

  1. Pure io sono propenso a pensare che Vlahovic non sia una prima punta, non possiede i movimenti né un innato istinto al gol, ma sono comunque curioso di vedere come potrebbe destreggiarsi all’interno di un impianto di gioco che non lo costringa a giocare costantemente spalle alla porta e come unico, isolato punto di riferimento offensivo: sebbene, proprio in virtù della mia premessa, non mi aspetto possa fare sfaceli come punta centrale, nemmeno in un calcio meno raffazzonato.. Ciò detto, una squadra meno macchinosa in fase di impostazione (mi riservo solo un dubbio sui “piedi buoni” di Caceres ;)), più propensa a giocare in ampiezza e con tutti (o quasi) gli interpreti messi finalmente al posto giusto, non può che far sperare in un prosieguo di stagione maggiormente all’altezza delle aspettative!

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    • Effettivamente sui piedi discreti (non buoni!! :)) di Caceres forse mi sono fatto trasportare dall’entusiasmo, ma la possibilità di giocare su un esterno invece che centralmente lo potrebbe aiutare. Credo inoltre che se riusciamo a dare ampiezza alla squadra, anche i centrocampisti potrebbero essere serviti in uno spazio più grande e dunque senza rischiare troppo. Quanto alla punta oggi si legge che potrebbe tornare Pedro… Io penso che se la squadra crea di più Vlahovic e soprattutto Cutrone sono attaccanti che possono soddisfare le pretese di una squadra che comunque ha l’unico obiettivo dichiarato di rimanere nelle prime 10 del campionato.

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