Ci risiamo? E ora?

Dopo un’estate in cui in troppi hanno pensato che il virus fosse sparito, i dati degli ultimi giorni tornano a preoccupare. Nelle ultime settimane stiamo assistendo ad un’impennata del numero dei contagiati che mette sinceramente paura. Cerchiamo dunque, per quanto possibile, di leggere i dati senza pregiudizi, con il solo obiettivo di capire qualcosa in più.

Innanzitutto dobbiamo dire che il rapporto tra le perone che risultano positive ed il numero dei tamponi è un dato fortemente sopravvalutato nelle discussioni che ascoltiamo ogni giorno. Dobbiamo infatti sempre ricordare che il paziente uscito dalla malattia deve effettuare il doppio tampone con risultato negativo per essere dichiarato guarito e questo inficia nel rapporto matematico tra i dati: lo stesso paziente infatti avrà due tamponi negativi e ciò non permette un rapporto matematico paritetico con la persona positiva, che invece ne effettua solamente uno. Ciò detto, è però assolutamente innegabile che la percentuale di asintomatici è più alta rispetto ai mesi di marzo e aprile e la capacità di curare i sintomi della malattia è certamente aumentata. Questa considerazione non deve però MAI far sottovalutare la situazione che stiamo vivendo. Il virus continua a circolare e sta a noi quantomeno cercare di limitarlo con comportamenti corretti.

I dati degli ultimi giorni inducono dunque alla preoccupazione per la crescita continua ed inesorabile dei positivi. Ciò che lascia ben sperare è che i ricoverati in terapia intensiva sono un decimo rispetto al picco massimo (circa 400 contro 4.000) e che i medici adesso sanno come trattare fin da subito la malattia. Il problema è che nelle ultime settimane la crescita si sta rivelando esponenziale e sembra non arrestarsi. La fortuna è che i posti in terapia intensiva sono quasi raddoppiati rispetto a marzo, la sfortuna è che iniziano ad esserci diversi contagiati anche nelle regioni del sud che nella prima ondata sono state meno colpite e che purtroppo sono storicamente meno pronte nelle strutture dei distretti sanitari. Se la tendenza si confermerà, sarà fondamentale spostare i pazienti tra regioni, dal sud al nord del paese, per poter curare tutti tempestivamente.

Il governo Conte ha indubbiamente gestito bene, dopo alcuni errori iniziali dovuti alla scarsa conoscenza del virus, la prima ondata prendendo decisioni dure ma necessarie. Ha sempre preferito la salute pubblica all’economia, ma tutti sanno che la scelta non potrà essere replicata. I lavoratori, le aziende, i gestori dei locali non potrebbero sopportare nuove chiusure generalizzate pena il rischio di fallimento. Sarebbe dunque imperdonabile farsi trovare impreparati adesso se dovesse arrivare una vera e propria seconda ondata. L’Italia è citata da tutti, organi di stampa e governi internazionali, quale esempio nella gestione della pandemia: tali capacità di gestione dovranno essere confermate e rafforzate nei prossimi mesi, altrimenti sarà stato tutto vano. In questi giorni è atteso il nuovo DPCM, torneremo dunque a parlarne.

I medici, gli infermieri, il governo, le regioni e tutti gli amministratori devono remare dalla stessa parte e collaborare al benessere pubblico. Ciò che però non potrà e non dovrà MAI mancare è la responsabilità di tutti i cittadini: il popolo italiano si è dimostrato eccezionalmente disciplinato durante la prima ondata della pandemia, non possiamo e non dobbiamo mollare adesso!!!

METTIAMO LA MASCHERINA, SEGUIAMO LE REGOLE E MANTENIAMO LA DISTANZA!!

SE NON VOGLIAMO FARLO PER NOI STESSI, FACCIAMOLO ALMENO PER I NOSTRI CARI!!!

I PROSSIMI MESI DIPENDONO INNANZITUTTO DA NOI!!!

4 pensieri su “Ci risiamo? E ora?

  1. È l’affidarsi al buonsenso delle persone che mi preoccupa, e non poco. Altro aspetto da non sottovalutare sono le ripercussioni che ha la gestione dell’emergenza covid sulle altre attività sanitarie. È di ieri un articolo che parla di una stima di 10000 morti in Lombardia nella prima ondata covid dovute probabilmente all’accesso mancato o ritardato alle cure sanitarie causa covid. Ti invito a seguire questa pagina Facebook gestita da un medico di Careggi, nella quale si analizzano i dati e si fanno considerazioni interessanti. https://www.facebook.com/Notizie-dal-fronte-sanitario-Covid19-104923437832300/

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    • Hai ragione Pippo, ma nella prima fase il buonsenso degli italiani è stato assolutamente decisivo nella gestione dell’emergenza. Voglio sperare che lo stesso atteggiamento verrà tenuto anche nelle prossime settimane che saranno probabilmente decisive! Quanto ai morti per altre cause sono consapevole di ciò che dici, non solo sono morte persone ma altre non hanno fatto la prevenzione… È veramente un problema tanto grande quanto difficilmente gestibile. Adesso vado su Facebook e vedo di iniziare a seguire il medico di Careggi!

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  2. Ne parleremo fino a Natale e anche oltre. Lo stato di emergenza probabilmente andrà ancora un volta posticipato e non ci faremo mancare teatrini di negazionisti, no mask e no cervello.
    Andassero a fare un giro nei reparti di ospedale sti trogloditi.
    In questa seconda fase spero che i media si concentreranno maggiormente sui cittadini e la loro responsabilità di avere a cuore la propria comunità.

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    • Purtroppo la stupidità umana sta conoscendo limiti impensabili. Francamente ciò che proprio non posso tollerare è che si rischia chiusure di interi settori per la superficialità della gente. Speriamo che almeno l’organizzazione e la gestione dell’emergenza sia meno caotica. Finché non arriverà il vaccino dovremo convivere con questa situazione, serve autodisciplina!

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