Una doccia gelata

Dopo l’inversione di tendenza vista nelle prime due uscite della Fiorentina di Paolo Vanoli, la sconfitta di Genova fa piombare i viola nuovamente in zona retrocessione e presenta dubbi su formazione, calciatori, atteggiamento. A Marassi infatti, contro un Genoa alla ricerca della prima vittoria con il sangue agli occhi, la Fiorentina si è presentata quasi disarmata, senza intensità, con pochissima attenzione difensiva, con trame di gioco poggiate quasi esclusivamente sull’uno contro uno di Mastantuono.

La cosa che ha fatto più male è stato sicuramente l’approccio: dopo tre settimane senza calcio, ci saremmo aspettati una squadra affamata, vogliosa di tornare in campo e di mostrare il lavoro fatto al Viola Park. In realtà, a Marassi, le uniche persone in maglia viola trepidanti di tornare al campionato, sono state le migliaia che hanno seguito Vanoli, De Gea e compagni incitandoli senza sosta nonostante la prestazione.

Se certamente la diversa aggressività ha fatto la differenza, dobbiamo però dire che si sta avvicinando a grandi passi il momento delle scelte, il momento in cui andranno sciolti alcuni nodi che stanno venendo al pettine. La Fiorentina vista in campo a Marassi infatti, è una squadra completamente senza equilibrio: come si può pensare che la contemporanea presenza di Oulai, Fagioli, Jimenez, Valdepenas, Gnonto, Mastantuono e Beto possa permettere alla squadra di coprire bene il campo sia in fase offensiva che difensiva? Una linea a 4 che presenta due esterni bassi più bravi nella metà campo avversaria, ha necessità di un centrocampo capace di fare filtro non solo centralmente ma che abbia gamba per coprire le fasce laterali quando il terzino si sgancia. Non solo, ma con un centrocampo quasi esclusivamente tecnico, diventa difficile anche sostenere tre calciatori come Beto (in condizioni atletiche quantomeno discutibili), Mastantuono (sceso dall’aereo appena 36 ore prima) e Gnonto (l’unico dei tre a giocare anche per la squadra). Credo poi che si debba prendere una decisione in merito allo schieramento offensivo: pensiamo di giocare 4-2-3-1 oppure 4-3-3? Si decida in fretta e si lavori bene su quell’idea di gioco! Quando avremo assimilato quei concetti, allora potremo saltare da un modulo all’altro anche in corso d’opera.

Ad un’evidente mancanza di equilibrio ed un approccio del tutto sbagliato, si sono poi aggiunti gli errori marchiani dei singoli. In pochi l’hanno sottolineato ma sul primo gol del Genoa De Gea è responsabile: il tiro di El Shaarawy è forte ma leggibile ed un portiere con l’esperienza dello spagnolo, ha il tempo e la visuale perfetta per deviare il pallone esternamente anziché addosso ad Ellertsson. Certo poi il calciatore del Genoa andrebbe marcato, ma se la palla fosse stata mandata lateralmente sarebbe stata tutt’altra storia. Di Ranieri sul secondo gol non voglio parlare perché non c’è niente da spiegare: manca il pallone in modo quasi comico, ma già la marcatura è del tutto sbagliata!

Resta poi l’amaro in bocca per la ripresa che ha dimostrato che sarebbe stato sufficiente poco di più per tornare da Marassi con un risultato positivo: amaro in bocca che diventa più forte se guardiamo alla gestione dei cambi. Davvero era necessario tenere in campo Beto per quasi 70 minuti? E davvero non era possibile inserire Goncalves (uno dei pochi in rosa a vedere la porta) per uno spezzone più lungo? Ed inoltre dovevamo per forza aspettare la fine del primo tempo per togliere due calciatori ammoniti ed in totale confusione?

Per chiudere la riesumazione di Dodo’: almeno questa, caro Vanoli ce la potevi risparmiare. La perla finale di un pomeriggio da dimenticare.

3 pensieri su “Una doccia gelata”

  1. Le regole della serie A impongono che ogni club abbia in rosa 4 giocatori provenienti dal proprio vivaio + altri 4 provenienti dal vivaio di un altro club italiano. Volendo puoi anche registrare 8 ragazzini, ma chiaramente se tra questi 8 puoi metterci dei giocatori “veri” è meglio. Alla luce di questa regola, trovo perfettamente sensata la scelta di rinnovare il contratto a Ranieri. Ma dobbiamo solo pagargli lo stipendio, non farlo anche giocare: infatti se lo teniamo in panchina perdiamo solo i soldi, se lo mettiamo in campo perdiamo anche la serie A. La partita con il Genoa l’ha dimostrato in maniera evidente.
    Tu dici che il nostro centrocampo è quasi esclusivamente tecnico. A mio giudizio il problema maggiore di quel reparto è che lì non ci sono 2 giocatori per ruolo, quindi giocare con 3 centrocampisti diventa difficile. A mio giudizio è per questo che Vanoli sta provando il 4 – 2 – 3 – 1, non certo perché abbia delle velleità di calcio offensivo.
    A proposito di Vanoli, può darsi che sbagli qualche scelta, ma è un dato di fatto che lui la salvezza te la porta. Se prendi un altro perché invece della salvezza vuoi un piazzamento europeo va a finire che ti ritrovi ultimo in classifica, l’abbiamo visto prima con Pioli e poi con Grosso. Di conseguenza teniamoci stretto Vanoli, perché quando siamo andati a cercare qualcuno che sulla carta era meglio abbiamo scoperto che in realtà non era affatto così. 

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    • Credo sinceramente che Ranieri nella rosa possa starci. Quanto al centrocampo ho sempre pensato e scritto che manca un incontrista ma resta il fatto che dopo le gare in nazionale se vuoi far giocare Fagioli allora lo aiuti con Ndour, altro reduce dalla nazionale, e Brescianini! Tutto ciò per parlare di calcio non certo per mettere in dubbio la posizione di Vanoli. Non scherziamo, non siamo al circo! 😉

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      • In effetti sono finiti i tempi in cui gli Zamparini, i Cellino e i Preziosi alla decima giornata erano già al terzo allenatore (Ballardini andrebbe fatto santo per averli sopportati tutti e 3). A Firenze poi dei soggetti così non li abbiamo mai avuti: anche quando il nostro presidente ha cambiato dopo poche giornate (come è successo con Grosso) l’ha fatto a ragion veduta, non perché fosse un impulsivo che prendeva decisioni drastiche sull’onda della rabbia.
        Su Brescianini sfondi una porta aperta, perché anch’io lo stimo molto. Ti dirò di più: mi ispira più fiducia lui di Oulai, perché quest’ultimo è stato preso sull’onda di una partita fatta bene al Mondiale, Brescianini invece ha fornito ottime prestazioni per anni e anni. Alla Fiorentina è effettivamente peggiorato, ma non può aver disimparato a giocare. Sono convinto che alla lunga si imporrà anche in maglia viola.

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