Categoria: Le due T
La tecnica e la tattica calcistica a portata di mano
Il buono, il brutto, il cattivo
FIORENTINA – CROTONE = 2 – 1
Per tutta la settimana la società, il tecnico e la città hanno chiesto alla squadra una reazione dopo il disastro di Napoli e, almeno fino al gol subito, la risposta c’è stata ed è stata piuttosto convincente. La Fiorentina ha conquistato i tre punti attraverso il gioco, con due gol di pregevole fattura e con alcune prestazioni individuali di livello: peccato per l’ennesimo gol subito e per aver ancora una volta dimostrato di non saper chiudere le partite senza soffrire. Ecco dunque tre punti di fondamentale importanza non solo dal punto di vista psicologico, ma anche aritmetico: i viola girano dunque a 21 punti, in linea con una salvezza abbastanza tranquilla (credo infatti che la quota per non scendere di categoria non sarà oltre i 37 punti) ed anche un pareggio venerdì prossimo a Torino contro i granata, permetterebbe di mantenere la zona caldissima a distanza di sicurezza. Speriamo di riuscire a dare continuità per poter lavorare con maggiore serenità e tranquillità.
IL BUONO
- Castrovilli: di gran lunga il migliore in campo. Torna ad incantare i tifosi viola grazie alle sue serpentine mai banali. Corre, rincorre, recupera palla, dribbla, lancia, serve assist, calcia in porta. Decisivo in entrambi i gol, la Fiorentina ritrova l’unico giocatore che in rosa ha quel cambio di passo in grado di “strappare” per ribaltare l’azione da difensiva ad offensiva. Sbaglia qualche rifinitura di troppo, ma si danna l’anima e diventa il punto di riferimento per tutti. Calciatore ritrovato.
- Bonaventura: tanto atteso, tanto cercato, finalmente trovato! Jack segna un gol strepitoso utile a sbloccare una partita fino a quel momento piuttosto complicata. Abituato ad andare in rete con un discreta continuità, Bonaventura finalmente si è sbloccato con una tiro al volo dal limite dell’area e da lì in poi è sembrato un altro. Oltre alle giocate intelligenti offensivamente, ha recuperato decine di palloni rigiocandoli sempre con grande perizia. Con lui e Castrovilli che si alternano accanto ad Amrabat, anche il gioco sgorga meglio e la squadra sembra più ficcante. Strada tracciata, continuiamo a percorrerla!
- Vlahovic: non c’è niente da fare, con Prandelli è un altro calciatore. Nel secondo tempo sbaglia un paio di occasioni clamorose in contropiede per chiudere la partita, ma anche stasera segna al termine di una bellissima azione. Da quando il tecnico di Orzinuovi gli ha dato fiducia illimitata, segna con buona continuità ed è dentro il gioco della squadra. Ha già superato il numero di gol dello scorso anno e punta tranquillamente alla doppia cifra. Che sia finalmente sbocciato ?
- Ribery: diciamo subito che non sopporto il suo continuo lamentìo e l’allargare le braccia ogni volta che il passaggio non è preciso, ma la gara giocata contro il Crotone è finalmente all’altezza della sua fama. Non precisissimo nei dribbling, disegna però un assist meraviglioso per Vlahovic e rincorre ogni avversario fino allo sfinimento. Da solo tiene impegnato la difesa avversaria e gioca un’infinità di palloni: solo perchè è il Crotone oppure sta ritrovando voglia e condizione? Comunque sia, promosso a pieni voti.
- Messias: la sua storia è un inno alla voglia di non mollare mai. L’attaccante del Crotone ancora nel 2018 giocava in Serie D, adesso se i calabresi hanno qualche speranza di rimanere nella massima serie devono attaccarsi a lui ed alle sue invenzioni. Salta fisso Igor, calcia benissimo da fermo, gioca sempre senza palla. Se i calabresi non si salveranno, spero di vederlo comunque ancora in Serie A!
IL BRUTTO
- Igor: ammonito dopo appena tre minuti, gioca una partita piena di errori. Mai sicuro in marcatura, sbaglia spesso anche la giocata in uscita e non risulta mai sicuro tanto che Prandelli gli preferisce Martinez Quarta dopo pochi minuti della ripresa. A Torino un turno di riposo?
- Biraghi: dopo una prima parte di campionato in cui ci aveva fatto gridare al miracolo, la cura Conte probabilmente ha smarrito gli effetti. Pasticcia in ogni situazione, crossa male sia in movimento che con palla da fermo, commette falli evitabilissimi. Probabilmente la mancanza di un esterno a destra su cui poter appoggiare il gioco, sovraccarica Biraghi di palloni da giocare, ma ogni tanto si potrebbe comunque far meglio. Speriamo sia solamente un periodo di appannamento.
- Caceres: potrei fare copia ed incolla con il commento precedente su Biraghi, ma l’uruguagio si macchia anche della disattenzione in marcatura su Simy in occasione del gol calabrese. Sembra che Caceres quando non gioca con le prime della classe, non trovi quella voglia, quell’attenzione e quella grinta che invece fanno di lui un perno contro le grandi. Un esterno meglio di lui non si riesce proprio a trovare?
- Dragowski: dopo la prova di Napoli in cui aveva subito 6 gol con solamente 7 tiri nello specchio, anche stavolta non brilla. Mai sicuro in uscita, il Crotone sembra quasi scegliere scientificamente il cross dentro l’area piccola, dove il polacco non prova mai ad uscire. Dopo che su Reca rischia la frittata, resta fermo sulla linea di porta in occasione del cross di Pereira e si accartoccia malamente sul colpo di testa di Simy subendo un gol evitabile. Da un paio di settimane sembra involuto e meno sicuro: speriamo torni presto a volare come nella prima parte di stagione!
Ci vediamo domani su YouTube per l’approfondimento tattico con Portobello !!!
Una trasmisssione ricca ed interessante su ATSport24!
Toccato il fondo, si può solo risalire!
Il buono, il brutto, il cattivo
NAPOLI – FIORENTINA = 6 – 0
Non ce lo aspettavamo, o almeno non così. Dopo alcune prove confortanti, la Fiorentina viene travolta allo stadio Maradona contro un Napoli scintillante ma fortemente aiutato da una prestazione viola molto deludente. E’ vero, ci avevamo creduto, lo avevamo sperato ma da oggi si torna alla realtà: la squadra di Prandelli non ha la le qualità tecniche né fisiche per potersi permettere di giocare con il 3-4-2-1 e la contemporanea presenza di Castrovilli, Ribery, Callejon e Vlahovic. E’ bene tornare sulla terra e guardare in faccia la realtà e questa dice che la Fiorentina dovrà unicamente lottare per la salvezza. Un’altra stagione da buttare, un’altra annata di delusioni per una piazza innamorata follemente della propria squadra.
IL BUONO
- L’assenza di infortuni: se un aspetto positivo dobbiamo proprio trovarlo, allora direi che il fatto di riportare la squadra a casa senza infortuni né squalifiche (e sarebbe difficile visto che i viola hanno perso 6 – 0 senza prendere nemmeno un cartellino giallo!) in vista del match salvezza contro il Crotone è da sottolineare. Per come la squadra ha giocato oggi, forse avrei preferito almeno un atteggiamento più battagliero, ma guardiamo alla classifica ed all’importanza capitale della gara di Sabato prossimo alle 20,45. Speriamo serva.
IL BRUTTO
- Difesa: dopo che nelle ultime settimane sembrava che la retroguardia viola avesse trovato la quadra, si assiste ad una prestazione sconcertante. Nessuna capacità di adattarsi al gioco del Napoli, con Milenkovic ed Igor che commettono gli stessi errori dall’inizio alla fine della partita. Insigne e Lozano dominano in lungo ed in largo ed anche Pezzella soccombe fisicamente e tecnicamente contro Petagna, mentre da Biraghi e Venuti non arrivano mai i raddoppi necessari e dunque la nave imbarca acqua a più riprese. Dalla panchina poi, non arriva alcun correttivo e Dragowski ci mette del suo: prendere 6 gol facendo una sola parata in tutta la partita credo sia il record del mondo. Sulle conclusioni da fuori di Zielinski e Lozano era lecito attendersi di più: disastro senza appello.
- Centrocampo: è vero, lo abbiamo invocato e ci siamo spesi per avere un centrocampo a 2 con Amrabat, ma giocare con Castrovilli in quella posizione è sembrato un azzardo fin da subito. Considerando poi che la Fiorentina dispone di due esterni di centrocampo (?!) che attaccano poco e saltano l’uomo quasi mai ecco fatta la frittata. Venuti e Biraghi sono stati quasi sempre costretti a rincorrere i dirimpettai e dunque la coppia dei centrali viola è risultata sempre in inferiorità numerica ed in balìa degli avversari. Anche Ribery e Callejon hanno accorciato poco e male e dunque Castrovilli ed Amrabat sono stati presi sempre nel mezzo. Dopo oggi direi che l’esperimento è da mettere definitivamente da parte per un centrocampo più muscolare in cui accanto all’ex Verona giochi uno tra Pulgar e Borja Valero con Castrovilli più avanti sempre che nel frattempo (con calma… mi raccomando!!!) la Fiorentina non voglia comprare anche un centrocampista centrale che unisca qualità e quantità. Tornare velocemente sui propri passi per favore!!
- Attacco: qui vorrei fare una distinzione tra Vlahovic, che ha lottato fino alla fine e si è reso anche pericoloso in alcune occasioni e i due calciatori che in teoria lo dovevano supportare, Ribery e Callejon. I due più pagati in rosa, hanno giocato una partita trasparente; se togliamo il tiro che Ribery ha scagliato verso la porta avversaria a metà primo tempo, il resto è da dimenticare. E’ chiaro che il francese al momento non è assolutamente in condizione, ma deve partire titolare per contratto oppure quando non è pronto può anche stare in panchina e magari subentrare? Già al top della forma ritarda spesso i tempi di gioco, ma riesce quasi sempre a saltare il diretto avversario, ma in queste condizioni fisiche a che serve? Quanto a Callejon poi, la sua prestazione è ingiudicabile perché la palla non l’ha praticamente mai toccata. Capisco l’emozione per il ritorno, capisco anche le difficoltà dovute ad un ruolo non proprio a lui congeniale, ma la sua prova è stata degna di un fantasma. In una squadra che già fatica tantissimo a costruire, se anche i due calciatori dal maggior talento si nascondono per tutto il tempo, la cima della montagna diventa assolutamente irraggiungibile. Prova da dimenticare!
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Portobello, la panchina e le 2 punte
Il buono, il brutto, il cattivo
FIORENTINA – INTER = 1 – 2 (d.t.s.)
Dopo l’importantissima vittoria in campionato contro il Cagliari, arriva la Coppa Italia ma soprattutto si rivede una bella Fiorentina! Nonostante la beffa finale, la squadra di Prandelli dimostra di aver intrapreso la strada giusta e gioca una partita gagliarda contro la corrazzata nerazzurra. Dopo un primo tempo troppo rinunciatario, i viola si trasformano nel secondo tempo e giocano alla pari con Eriksen e compagni segnando un bellissimo gol con Kouamè e giocandosela a viso aperto fino al 120°. Solo un errore evidente di Martinez Quarta regala ai nerazzurri la rete della vittoria. Speriamo che la scelta di giocare finalmente con due punte non sia estemporanea, ma diventi una tendenza consolidata. Spazio allora ai migliori ed i peggiori.
IL BUONO
- Kouamè: una volta tanto l’ex Genoa si prende il proscenio. Dopo un primo tempo a tratti imbarazzante, con errori tecnici incredibili, nel secondo tempo sembra trasformato. La presenza di un altro attaccante accanto certamente lo aiuta e lui inizia a trovare quegli spazi di cui si ciba. Al termine di un’azione confusionaria, trova un gol meraviglioso con un tiro splendido che lascia impietrito Handanovic. Da lì in poi sembra un altro: lotta, corre, dialoga con Vlahovic. L’alba di un nuovo inizio?
- Igor: nettamente il più sicuro dei tre dietro non sbaglia praticamente nulla. Cancella dal campo chiunque gli passi accanto, è anche più propositivo con la palla tra i piedi. Punto fermo.
- Amrabat: nella battaglia contro la squadra più fisica della serie A non fa mai un passo indietro, non tira mai indietro la gamba. Gioca una partita completa grazie anche alla crescita di Castrovilli e Bonaventura. Continua a portare troppo la palla per riuscire a dettare i tempi di gioco, ma finalmente si avvicina ai livelli di Verona. Crescita impetuosa.
- Castrovilli e Bonaventura: giocano una partita molto simile. Primo tempo timoroso, senza lampi, senza ripartenze. Nella ripresa e nei tempi supplementari invece seminano avversari, cercano il tiro in porta, svariano su tutto il fronte senza fermarsi mai. Un peccato che Bonaventura non riesca ancora a centrare la porta avversaria e Castrovilli a servire assist vincenti, ma finalmente il centrocampo funziona! Coppia bellissima!!!
IL BRUTTO
- Eysseric: piange il cuore a vederlo in campo, fa veramente tenerezza. Si impegna, lotta, corre, sgomita, si guadagna anche un cartellino giallo dopo appena 5 minuti. Il problema è che non azzecca mai una giocata nella metà campo avversaria, non combina niente di utile. Sinceramente non me la sento di addossargli colpe specifiche: semplicemente non è adatto al calcio italiano e non si capisce come mai continui a trovare spazio. Speriamo sia l’ultima volta.
- Caceres: altra prova insufficiente dell’uruguaiano impiegato sulla linea dei centrocampisti. Continuo a credere che Caceres non possa giocare in quel ruolo soprattutto se, avendo poca qualità nel mezzo al campo, la Fiorentina ha bisogno di un esterno che inventi qualcosa di importante per gli attaccanti. La società viola dovrà intervenire sul mercato per coprire un buco innegabile nella rosa. In questa occasione poi, oltre a non inventare nulla, Caceres soffre oltremodo gli attacchi nerazzurri. C’è bisogno di un’alternativa di peso.
- Martinez Quarta: come macchiare una prova più che sufficiente con un errore decisivo. Il centrale argentino disputa una gara molto positivo per 118 minuti ma commette l’errore decisivo lasciando Lukaku libero di colpire da due passi senza marcatura. Merita comunque tutta la fiducia necessaria: ha personalità, grinta e voglia di crescere, ma in Italia non ci si possono permettere errori simili. Il ragazzo si farà!
- Massa: combina disastri su disastri! Concede, dopo averlo rivisto al VAR, un rigore molto generoso all’Inter, dal momento che Sanchez ha già calciato e Terracciano non può scomparire. Dopo pochi minuti ne assegna un altro inesistente alla Fiorentina e giustamente lo cancella (nuovamente grazie al video), ma l’errore più marchiano, che non può essere corretto, è il mancato secondo giallo a Skriniar al 55°. Con l’Inter in 10 uomini e quasi un tempo da giocare, probabilmente avremmo assistito ad un’altra partita. Da fermare subito!
Ci vediamo domani su YouTube per l’approfondimento tattico con Portobello !!!
Portobello è tornato!
Il buono, il brutto, il cattivo
FIORENTINA – CAGLIARI = 1 – 0
“Vincere non è importante, vincere è l’unica cosa che conta”. Citando Vince Lombardi, il più grande coach di football americano della storia, oltreché il più vincente, il riassunto della partita della Fiorentina sta tutto qui. Avremo poi modo di approfondire il come ed il perché, ma i tre punti strappati al Cagliari, sono la notizia più importante di giornata. Non è stata una Fiorentina scoppiettante, non ha giocato bene, non ha creato caterve di occasioni, ma ha vinto: ha scavalcato in classifica Bologna ed Udinese ed adesso, se riesce a superare il Crotone in casa all’ultima giornata di andata, gira ad almeno 21 punti senza considerare la trasferta di Napoli. La formazione iniziale ha fatto storcere il naso a diverse persone, tra cui il sottoscritto, per la mancanza di coraggio nell’inserimento della seconda punta accanto a Vlahovic, ma anche di questo parleremo nel video di stasera. Ciò che è certo è che la Fiorentina esce ancora una volta dal campo con la porta inviolata, grazie soprattutto alla prova di Dragowski, e ritrova in Amrabat e Callejon due perni importanti della squadra. Se ad essi aggiungiamo Vlahovic che finalmente inizia a segnare anche su azione, si può tirare un sospiro di sollievo.
IL BUONO
- Dragowski: anche stavolta, il portierone polacco si merita indubbiamente la palma di migliore in campo. Para un rigore a Joao Pedro e compie un intervento miracoloso, da prestigiatore, con il piede, pochi minuti dopo il gol del vantaggio. Restano delle lacune sui rinvii, ma oggi se la porta viola resta imbattuta, il merito è pressoché tutto suo. Saracinesca.
- Callejon: nel primo tempo non riesce ad incidere molto poiché viene servito spesso spalle alla porta troppo dentro il campo. In questo modo, diventa un punto di riferimento facilmente marcabile dalla retroguardia avversaria. Dalla sua parte poi, soffre le troppe sortite offensive di Caceres che gli toglie spazi importanti. Nella seconda frazione invece, torna a calpestare le proprie zolle ed inizia a scodellare palloni invitanti in area di rigore: grazie ad un suo assist magistrale, Vlahovic sblocca la partita e segna il gol decisivo. Redivivo, altro che Eysseric!
- Amrabat: finalmente torna a giocare in un centrocampo a due, dove ha spazio per correre e rincorrere tutti gli avversari e, come per magia, torna ad essere lui. Non gli chiedete qualità, non gli chiedete tiro in porta, ma quanto a cuore e polmoni non è secondo a nessuno. Limita alla grande Nainggolan che riesce a farsi vedere solo quando gli gira al largo. Se solo avesse accanto un giocatore con un pò di fosforo in più, la Fiorentina non soffrirebbe così. Gladiatore.
- Vlahovic: nel primo tempo non riesce ad approfittare del retropassaggio sbagliato da Ceppitelli facendosi ipnotizzare da Cragno. Sembra in una serata non eccelsa, spesso in fuorigioco, servito poco e male. Poi però il movimento di smarcamento che effettua in occasione del gol è da grandissimo attaccante: del resto giocare con campioni come Callejon che hanno l’assist nelle vene aiuta, ma senza un movimento fatto bene, quel gol non si segna. Dategli un attaccante con cui dialogare, per favore!!!
- Martinez Quarta: entra a freddo ma è sicuro e senza paura. Si fa sorprendere un paio di volte da Simeone all’inizio del secondo tempo, ma l’anticipo da cui nasce il gol decisivo è il suo: ribalta velocemente l’azione e si prende la responsabilità di verticalizzare. In crescita, titolare aggiunto.
IL BRUTTO
- Pezzella: aldilà dell’ennesimo infortunio (sembra che la soglia di sopportazione sia sempre più bassa per il capitano viola), gioca comunque una partita insufficiente. Molte sbavature in chiusura, non si prende mai la responsabilità di far ripartire l’azione da dietro ed infine il gol sbagliato. L’errore commesso sotto porta al 28′ del primo tempo grida vendetta perché il centrale argentino può incornare libero da marcature e senza nemmeno saltare. Nonostante ciò, non centra nemmeno la porta. Pomeriggio da dimenticare.
- Igor: se Pezzella non è nella sua miglior giornata, la stessa cosa possiamo dirla di Igor. Veniva da alcune prove veramente convincenti, ma stasera è uno dei punti deboli della retroguardia viola. Lo cercano e lo puntano spesso ma lui non demerita: il grandissimo neo è il netto ed ingenuo fallo da rigore che commette al 37′ quando non trova di meglio da fare che calciare la gamba di Joao Pedro. San Dragowski permette alla Fiorentina di restare in partita, ma l’errore è da matita rossa. Percorso di crescita.
- Caceres: la partita di Torino ha illuso tutti, in primo luogo Cesare Prandelli. Martin Caceres in una partita in cui la Fiorentina cerca di imporre il proprio gioco non può ricoprire il ruolo di esterno destro di centrocampo. E questa bocciatura deve essere equamente divisa con una società che sta continuando a sfoltire senza avere già i sostituti dei partenti. Caceres stasera, oltre ad avere spesso occupato quegli spazi che sarebbero serviti a Callejon per incidere, non è mai stato capace di servire un pallone giocabile ai compagni. Protagonista di una quantità inenarrabile di inutili cross dalla trequarti campo, ha svirgolato a piacimento finché non è stato sostituito da Venuti. Salvate il soldato Martin (ha lo stesso nome ma non è Jorgensen).
Ci vediamo stasera su YouTube per l’approfondimento tattico con Portobello !!!
