Tra campionato e mercato

Al termine di una settimana in cui si è parlato di tutto tranne che di calcio, tocca di nuovo alla Fiorentina inaugurare la giornata di campionato. Questa sera, in un Artemio Franchi riaperto finalmente a 1.000 spettatori, la squadra viola se la vedrà con la Sampdoria.

Come detto anche da Iachini in conferenza stampa, sarà una gara insidiosa innanzitutto perché in questi giorni le attenzioni sono state rivolte quasi esclusivamente alle possibili partenze di Chiesa, Pezzella e Milenkovic ed ai relativi sostituti che potrebbero arrivare sulle rive dell’Arno. Speriamo che il mister e la società siano stati bravi a tenere a riparo il più possibile la squadra da queste voci perché altrimenti sarà difficilissimo interpretare al meglio la gara di stasera.

Ulteriori difficoltà arrivano poi dalle scorie della serata di Milano. La sconfitta subita in rimonta contro l’Inter è ancora una ferita aperta dal punto di vista psicologico e fisico. Vlahovic, nel mirino di critica e tifosi in questa settimana, è stato al centro delle attenzioni del mister marchigiano che ha cercato di lavorare soprattutto dal punto di vista della fiducia spalleggiato anche dalla società che ha ribadito la propria stima per l’attaccante. Anche dal punto di vista fisico, la Fiorentina si sta ancora leccando le ferite: Ribery, dopo la “carezza” ricevuta da Barella, ha lavorato quasi sempre a parte e resta in dubbio fino all’ultimo tanto che potrebbe essere impiegato anche a gara in corso. Pezzella non ha praticamente mai fatto parte del gruppo e dunque sembra che sarà sostituito per la terza gara consecutiva da Ceccherini al centro della difesa, mentre Chiesa, uscito a Milano a causa di un affaticamento muscolare, sarà quasi certamente sul prato del Franchi per disputare quella che dovrebbe essere l’ultima partita in maglia viola prima di salutare per vestire quella degli odiati rivali bianconeri. Per il resto, a centrocampo si contenderanno una maglia Duncan e Bonaventura: da vedere dunque se Amrabat sarà nuovamente chiamato a fare il centrale di un centrocampo a 3 oppure se verrà spostato nel ruolo di interno di centrocampo con l’inserimento di Duncan quale vertice basso, ruolo già interpretato all’esordio contro i granata.

Resta comunque inteso che la Sampdoria, dopo la sconfitta rocambolesca subita in casa col Benevento, sarà a Firenze con l’unico obiettivo di iniziare a fare punti. Ranieri probabilmente coprirà ulteriormente la squadra affidandosi ad un 4-5-1 abbottonatissimo con Candreva pronto ad innescare l’unica punta Quagliarella. La squadra di Iachini è chiamata dunque a prendere in mano il pallino del gioco come successo alla prima di campionato contro il Torino nella speranza che gli attaccanti, quali essi siano, riescano a centrare la porta con maggiore frequenza rispetto a quanto successo nelle prime due gare.

Conquistare tre punti e poi la chiusura del mercato:

stiamo in contatto….. Ne vedremo delle belle!!!

Verso l’esordio in campionato

Due amichevoli in due giorni per mettere minuti nelle gambe in vista dell’esordio in campionato sabato prossimo con il Torino. Contro Grosseto e Reggiana si sono notati alcuni spunti interessanti ed utili non solamente in vista del debutto, ma anche per il proseguio del mercato e dell’annata.


1. La coppia Vlahovic Cutrone, seppur contro una squadra di Serie C sta provando a diventare tale. Nella gara contro il Grosseto, al di là delle reti a firma dei due attaccanti, i calciatori viola si sono cercati spesso ed hanno mostrato anche alcuni movimenti discretamente coordinati. A differenza della scorsa stagione quando sembravano sempre essere due individui che giocavano con la stessa maglia per caso, adesso si cercano e spesso si trovano. Ancora una volta si è visto che Cutrone (a segno anche da fuori area!!!) ha movimenti tipici della prima punta che attacca sempre la profondità, mentre Vlahovic svaria maggiormente sugli esterni ed ha bisogno di giocare più faccia alla porta, ma i due si sono mossi insieme e questo non è poco.

2. Il 3-5-2 continua ad essere inamovibile ma, almeno contro in queste due uscite, è stato interpretato in senso più offensivo. Si è visto attaccare la palla molto più avanti e, forse anche per merito di Amrabat, la riconquista della sfera è stata spesso effettuata conquistando lo spazio in avanti e non aspettando gli avversari nella propria metà campo. Speriamo sia una scelta filosofica e non estemporanea solamente per queste gare. La speranza nasce anche dalla considerazione che contro la Reggiana, pur avendo Duncan nel ruolo di centrale di centrocampo, lo spartito è stato il solito di quello suonato da Amrabat. Probabilmente alla prima contro il Torino sarà di nuovo l’ex Sassuolo ad essere impegnato in zona centrale: speriamo continui a convincere.

3. Gli sprazzi di Bonaventura: giocatore tecnicamente delizioso, ha già mostrato come si gioca la palla quasi sempre di prima cercando la soluzione migliore per la squadra e non fine a sé stessa. Lanci, aperture, assist, tutto fatto sempre a testa alta. Un’aggiunta qualitativamente eccellente per una squadra come la Fiorentina. Gli errori sottoporta contro la Reggiana sono stati bilanciati dai dialoghi continui con Ribery e con gli altri attaccanti. Appena riacquistata una condizione atletica buona, Bonaventura può diventare un vero valore aggiunto.

4. Il calcio di Ribery: il francese è un autentico fuoriclasse e come tutti i calciatori dotati di questo talento, spesso trasformano in oro tutto ciò che toccano. Kouamè e tutti quelli che giocano con lui beneficiano delle sue invenzioni ed adesso il francese sembra voler diventare maggiormente decisivo anche sotto porta. La coppia titolare per l’inizio di campionato sembra decisa….speriamo Beppe abbia fatto la scelta giusta sull’attaccante da affiancare a Frank.

5. Dragowski: in queste amichevoli estive spesso i portieri sono scarsamente impegnati e rischiano di perdere la concentrazione. Sia con il Grosseto che con la Reggiana, i viola hanno subito rete, ma Drago ha parato un rigore dimostrando di non voler perdere le buone abitudini. Speriamo nel frattempo i difensori tornino ad essere impeccabili come nella parte finale della stagione scorsa: con una squadra votata comunque a difendere molto spesso al limite della propria area di rigore, diventa fondamentale vincere i duelli individuali difensivi.

6. Infortuni: dopo due gare in cui i giocatori viola erano usciti sempre incolumi dal campo, contro la Reggiana Biraghi prima e Pezzella poi hanno accusato problemi fisici. Sembra sia stata solo precauzione e speriamo vivamente sia così, visto che la formazione iniziale utilizzata con la Reggiana sarà molto probabilmente quella che dovrà aprire il campionato di Serie A sabato prossimo. Incrociamo le dita!!

Un grande ritorno?

Le indiscrezioni degli ultimi giorni stanno diventando realtà, Borja Valero torna ad indossare la maglia viola!

Sarà necessario scindere l’aspetto tecnico da quello cosiddetto “sentimentale” che molti tifosi dimostrano di provare ancora per il calciatore spagnolo, per scrivere questo articolo. Parlando di calcio, Borja Valero è legato ad uno dei periodi più belli della gestione Della Valle: la prima Fiorentina di Vincenzo Montella, quella del possesso palla, del divertimento, della sfrontatezza su tutti i campi, della rimonta con la Juve. Borja ha convinto fin da subito i fiorentini grazie ad una eccezionale commistione tra le doti tecniche, assolutamente sublimi, e lo spirito di sacrificio dimostrato in ogni singola partita. L’aspetto fisico poi, più simile ad un impiegato delle poste o dell’ufficio delle entrate, ha fatto il resto. Tutti si sono impersonificati in un uomo arrivato in silenzio che senza tanti titoloni e senza tante chiacchiere ha dettato legge nel centrocampo viola per diversi anni. Se a questo poi uniamo il sentimento nei confronti della città che ha dimostrato più volte sui social network insieme alla sua famiglia, Borja Valero è diventato un beniamino ed un leader dentro e fuori dal campo, tanto da venir soprannominato “sindaco”. Ciò che però dobbiamo considerare, è che il Valero che torna adesso, non è più quello di alcuni anni fa. Porta sulle spalle il peso di quasi 36 anni, anche se nell’ultima stagione all’Inter ha dimostrato di essere fisicamente ancora integro. Se già prima non era un fulmine, adesso lo è ancora di meno e probabilmente anche per questo Conte lo ha utilizzato molto spesso davanti alla difesa: la speranza è che il suo ritorno non sia simile a quello di Badelj (presentato lo scorso anno da Pradè come “il miglior acquisto della Fiorentina”).  

Credo sia comunque un’operazione intelligente. Indubbiamente il calciatore ha spinto e spinge per tornare a Firenze, ed è certamente una presenza che nello spogliatoio può aiutare a superare quei momenti difficili all’interno della partita e della stagione che lo scorso anno sono spesso sembrati insormontabili per problemi di leadership. Con Borja Valero, Ribery, Bonaventura la società sta cercando di colmare il gap di personalità con le squadre che nelle ultime stagioni le sono arrivate davanti in classifica. E’ chiaro però che non ci possiamo aspettare lo stesso giocatore di 5 o 6 anni fa. Dovrà essere un uomo di rotazione e non più il fulcro del centrocampo viola.

Quanto all’aspetto emozionale poi, io sono tra quelli che hanno smesso di innamorarsi dei calciatori. Dopo aver visto Batistuta andare a vincere in giallorosso, ho promesso a me stesso che non lo avrei più fatto. Con la maglia viola addosso ci sono solamente due persone che meritano di rimanere eternamente nei cuori dei tifosi come vere e proprie bandiere, Davide Astori e Giancarlo Antognoni. Tralasciando la tragedia del povero Astori, “La luce” è stata l’unica vera bandiera mai ammainata: diversamente da tutti gli altri, ha respinto al mittente ogni tipo di offerta per giocare sempre con la stessa maglia! Ha detto no alla Juve di Agnelli, al Milan di Liedholm ed a tutti coloro che si sono presentati a bussare alla porta. Giancarlo Antognoni è l’unica bandiera che si merita di non essere mai riposta in un cassetto. A differenza di tutti gli altri, ha giocato in maglia viola quando si puntava a vincere, quando si lottava per salvarsi, quando era considerato un peso dalla società senza lamentarsi mai. A qualcuno magari fischieranno le orecchie, ma le vere bandiere sono queste. Tutto il resto è social network, comunicazione, merchandising.

Bentornato Borja Valero!

Che la nuova avventura sia entusiasmante quanto la precedente!

Il giorno di Jack

Finalmente è arrivato a Firenze! Giacomo Bonaventura è virtualmente un nuovo calciatore della Fiorentina e sta per firmare il contratto che presumibilmente lo legherà alla maglia viola per i prossimi 2 anni. Arriva svincolato dal Milan che, nell’ottica della nuova gestione tecnica, ha deciso di non avvalersi più delle prestazioni del centrocampista di San Severino Marche.

Bonaventura, nato il 22 agosto del 1989, ha esordito in Serie A con la maglia dell’Atalanta nella stagione 2007/2008, ma ha iniziato a giocare con continuità nella seconda parte del 2009/2010 con la maglia del Padova. Tornato poi alla sua casa calcistica, a Bergamo è rimasto fino alla stagione 2014/2015 prima di approdare al Milan. Fino ad oggi ha disputato 254 gare in Serie A in cui è riuscito a segnare 44 reti ed a smistare 38 assist: in una gara ogni tre è dunque entrato, in un modo o nell’altro, nel tabellino dei marcatori.

Personalmente credo sia un grande colpo. Frenato spesso da troppi infortuni, Bonaventura è innanzitutto un calciatore intelligente ed ha una grandissima dote, quella di saper giocare in quasi tutti i ruoli della metà campo: interno di un centrocampo a 3 sia a destra che a sinistra, trequartista dietro 1 o 2 punte, esterno offensivo di un attacco a 3 oppure esterno offensivo in un 4-2-3-1. In altre parole ha cultura calcistica, nel senso che conosce il gioco e dunque sa interpretarne i vari aspetti. E’ un calciatore che raramente fa la giocata da lasciare a bocca aperta, ma quasi mai sbaglia la scelta decisiva: questa si chiama competenza. Oltre a tutto ciò, vede anche la porta! Le sue statistiche parlano chiaro, considerando anche che negli ultimi anni al Milan ha spesso giocato spezzoni di gara a causa degli infortuni. Se la malasorte deciderà di lasciarlo finalmente in pace, ci potremo godere il tipico calciatore che fa la fortuna di ogni allenatore.

Qui però veniamo al dunque. Nel 3-5-2 che abbiamo visto riproposto nelle prime amichevoli stagionali, Bonaventura può giocare nei due ruoli di centrocampo vicino al centrale (dove con Castrovilli e Amrabat inamovibili ci sarebbero lui e Duncan a giocarsi una maglia), oppure vicino all’attaccante (ma qui Ribery non si discute). Possibile che la Fiorentina abbia investito su di un calciatore della nazionale italiana che ha appena compiuto 31 anni un contratto biennale economicamente pesante solo per avere un’alternativa? Oppure davvero il buon Beppe sta pensando a qualcosa di diverso? Solo il tempo ci fornirà la risposta, ma intanto noi lo speriamo con tutto il cuore.

E’ tornato Ribery

La seconda uscita stagionale viola si è conclusa con un perentorio 5-0 contro la Lucchese.

Ma cosa ci hanno raccontato questi 90 minuti?

1. La partita non ha avuto grande significato non tanto per l’avversario, quanto per le molteplici assenze dei calciatori impegnati con le rispettive nazionali. In mezzo ad una gara insipida, come al solito ha giganteggiato Frank Ribery. Autore di una doppietta dopo aver colpito anche un palo, il francese ha dimostrato ancora una volta di essere l’unico fuoriclasse e l’unica fonte di gioco della squadra. Tutto passa dai suoi piedi e dalle sue invenzioni…. Basterà per vivere una stagione diversa rispetto alle ultime?
2. La prova positiva degli esterni Lirola e Venuti: spingono spesso e volentieri ed a volte dialogano tra loro quasi fossero gli esterni dell’Atalanta di Gasperini. Non hanno purtroppo quella qualità e si vede, ma per il resto niente da dire.
3. Kouamè : malissimo nel primo tempo quando si divora incredibilmente due occasioni nitide a tu per tu col portiere, si rifà con una doppietta nella ripresa. Si muove tanto, detta spesso il passaggio, ma sembra non avere il killer instinct del bomber. Una buona seconda punta che però fatica a fare il riferimento solitario. Servirà in un 3-5-2 in cui Ribery interpreta il ruolo di seconda punta?
4. La rete fallita da Eysseric : già il colore bianco non gli dona, vederlo poi sbagliare il gol con un rigore in movimento a 7 metri dalla porta, è una roba da ridolini… Grazie Pantaleo, per lui, Cristoforo, Montiel, Dabo, Zekhnini, Terzic e chi più ne ha più ne metta…

Chiudo poi con una riflessione più generale: anche stavolta, tanto per non sbagliare, abbiamo assistito ad una squadra schierata con un 3-5-2 assolutamente scolastico nelle mani di Ribery. Questo modulo, per essere efficace, ha bisogno di esterni di grande qualità che saltino spesso l’avversario che si trovano di fronte. Siamo proprio sicuri che con Biraghi, Lirola, Venuti, Chiesa fuori ruolo, sia questo il modulo più adatto a questa squadra? La relativa novità della serata, non so quanto dettata dall’avversario e quanto da una precisa volontà tattica, è stata una ripresa del gioco con verticalizzazioni più frequenti dai difensori (soprattutto Caceres) su Ribery scavalcando il centrocampo. Se fosse un’inversione di tendenza, non sarebbe preferibile investire su un difensore che sappia impostare bene dal basso, anziché su un centrocampista, visto che i viola dispongono già di Amrabat, Duncan, Castrovilli e Pulgar? La squadra poi è piena zeppa di seconde punte che sono capaci di sfruttare le seconde palle e di buttarsi negli spazi: Kouamè, Vlahovic, Ribery, Chiesa sono tutti attaccanti esterni o comunque hanno bisogno di un riferimento là davanti. L’unica punta centrale è Cutrone…perché giocare con un 3-5-2 dove Ribery gioca dietro una punta che nemmeno abbiamo? Un’ultima domanda che rimarrà senza risposta, come tutte le altre: che senso ha togliere Igor dopo 55 minuti per mettere Ceccherini e far fare i 90 minuti a due titolari inamovibili come Caceres e Pezzella? Far mettere minuti nelle gambe anche agli altri forse sarebbe preferibile ed aiuterebbe anche a prevenire possibili infortuni.

La prima sgambata

Cosa resta della prima amichevole disputata dalla Fiorentina contro la Primavera? Tre curiosità e tre riflessioni di campo per iniziare a pensare alla nuova stagione.

Le 3 curiosità:

  1. Gaetano Castrovilli con la n. 10: il gol col cucchiaio che ha segnato in occasione del 5 – 0 testimonia che la scelta (non ancora ufficiale) di affidargli il numero più pesante del gioco del calcio, potrebbe essere la mossa più azzeccata degli ultimi anni. Finalmente dopo Mutu, e dopo aver visto con il 10 perfino Rùben Olivera o il Tanque Silva (!!!), un nuovo interprete degno di quella maglia?
  2. L’aver indossato subito la terza maglia, che tra l’altro a me piace tantissimo. Dopo aver abbandonato (purtroppo) i colori del calcio storico, la nuova proprietà ha dimostrato di non aver dimenticato del tutto la storia di Firenze con l’omaggio alla Repubblica Fiorentina. E’ nota la gelosia e l’orgoglio che i tifosi viola hanno nei confronti delle proprie tradizioni e della propria città e credo che la nuova maglia interpreti perfettamente questo spirito.
  3. La standing ovation tributata dalla squadra viola ai ragazzi della Primavera nel momento dell’ingresso in campo è stata la pagina più bella del pomeriggio. Vedere Castrovilli, Pezzella e soci attendere l’ingresso dei ragazzi di Aquilani per tributare loro il giusto applauso è sinonimo di un vento che cambia: finalmente si guarda al Settore Giovanile come un tutt’uno con la prima squadra, e la nascita del Centro Sportivo che verrà utilizzato da tutte le squadre viola, ne è il segno più tangibile.

Le 3 riflessioni tecnico-tattiche:

  1. Amrabat era il calciatore più atteso di questa amichevole e non ha deluso le aspettative. Intanto credo sia giusto dire che se l’acquisto fosse stato definito adesso anziché a gennaio scorso, l’entusiasmo della piazza sarebbe ben diverso. Sicuramente il nuovo centrocampista della Fiorentina non difetta in personalità (basti vedere come si è preso ed ha difeso il pallone per tirare il rigore), né in prestanza atletica (ha sradicato decine di palloni dai piedi avversari per far ripartire l’azione). Non è un mediano classico, ma ha i tempi per giocare davanti alla difesa: non capisco dunque tutto questo affannarsi dietro la ricerca di un regista in una squadra che difenderà molto bassa e cercherà di rubare palla agli avversari e ripartire. In più, Amrabat ha bisogno di spazi per correre perché è difficile ingabbiarlo in un ruolo, dunque un centrocampo a 2 sarebbe più adatto che un centrocampo a 3 con un regista accanto.
  2. Se qualcuno in questa estate aveva pensato che la Fiorentina potesse sperimentare nella prossima stagione la difesa a 4, ho paura rimarrà deluso. Anche contro la Primavera, la squadra è stata schierata con il solito 3-5-2, con i soliti tre difensori titolari, con Chiesa largo a destra a fare tutta la fascia. Ma un esperimento anche solo per farci sperare non si può fare nemmeno contro Aquilani e soci? Una difesa a 4 con due terzini che spingono dal basso proprio mai? Una squadra con due esterni offensivi (tra cui Chiesa) che arrivano sul fondo e servono decentemente gli attaccanti non si possono vedere nemmeno a fine Agosto?
  3. Saponara continua ad essere uno dei giocatori tecnicamente più deliziosi del panorama italiano. Se solo la Fiorentina dovesse giocare sempre le gare amichevoli o partite contro le compagini di bassa classifica sarebbe un titolare fisso. Anche contro la Primavera ha disegnato calcio con lanci, assist e cross meravigliosi: un enigma irrisolto del calcio italiano.  

PS: il magazziniere arbitro ci ha restituito l’immagine di un calcio che non c’è più!!!