Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – JUVENTUS = 1 – 1

Una Fiorentina operaia, sporca, che lotta per tutta la gara e riesce a dominare il primo tempo ma paga l’unica disattenzione difensiva della gara. Davanti a sé si ritrova una Juventus certamente diversa rispetto a quella che ha vinto scudetti a raffica, ma il merito deve essere ascritto anche alla squadra viola ed al proprio allenatore che ha preparato la partita al meglio. Resto dubbioso sul cambio effettuato al termine del primo tempo e ne parlerò diffusamente nel prosieguo della rubrica, ma l’intensità della prima frazione, con un gol segnato ed un palo colpito da Pulgar, resta una medaglia da attaccare alla giacca della squadra viola. Indipendentemente dai risultati delle avversarie, una Fiorentina come quella del primo tempo contro la Juventus riuscirà a salvarsi senza troppi patemi d’animo. Avere poi un centravanti con la freddezza di Vlahovic mette la strada leggermente più in discesa!

IL BUONO

  • Amrabat: una volta tanto ho il piacere di inserire il marocchino tra i migliori. Seppur debilitato dal Ramadan, l’ex Verona è finalmente decisivo nel centrocampo viola. Liberato dai compiti di regista affidati al più adatto Pulgar, corre, sgomita, lotta, recupera palloni su palloni e qualche volta riesce anche a far ripartire l’azione. Spesso nel secondo tempo incrocia la strada di Cristiano Ronaldo e non piega mai la testa né depone le armi. Finalmente il condottiero che aspettavamo.
  • Vlahovic: rigore calciato con lo scavetto contro la Juventus. Ripeto, rigore calciato con lo scavetto contro la Juventus. E’ un attaccante nato nel 2000. Basta ed avanza.
  • Igor: schierato largo a sinistra al posto di Biraghi per contenere le scorribande di Cuadrado, non sbaglia praticamente nulla. Un altro che non ha paura di niente e dispone anche di un piede educato quando viene chiamato a crossare. Interpreta in maniera egregia sia la fase difensiva che quella offensiva. Una risorsa fondamentale nella lotta salvezza.
  • Ribery: nelle gare contro le grandi si esalta e torna ad essere il faro della squadra. Seppur non lucidissimo nell’ultimo passaggio, probabilmente anche a causa della terza partita in una settimana in concomitanza con il Ramadan, delizia la platea televisiva con giocate di alta scuola e dribbling in salsa bavarese. Consuma ogni energia per tenere la palla più lontana possibile dall’area viola. La cassaforte di Beppe.
  • Iachini: prepara magistralmente la gara e la squadra risponde con un primo tempo veramente pregevole. La Fiorentina si chiude benissimo e riparte anche con geometrie che regalano occasioni oltre al gol su rigore di Vlahovic. Beppe ancora una volta dimostra che quando c’è da bloccare le squadre avversarie è un maestro; restano grossi dubbi sul cambio effettuato alla fine del primo tempo. Posto che Quarta per Venuti ci può stare, mi chiedo perché andare a toccare l’equilibrio costruito dai tre marcatori: normalmente se la difesa funziona non si tocca mai!! Sarebbe bastato mettere Quarta a fare l’esterno e lasciare Caceres in posizione centrale…ma magari il gol sarebbe venuto lo stesso. Resta il risultato di platino che tutti avremmo firmato prima della gara!

IL BRUTTO

  • Martinez Quarta: va bene la garra, va bene essere argentino, ma qui i passaggi a vuoto iniziano ad essere un pò troppi. La capacità di adattamento al calcio italiano è stata piuttosto rapida, ma adesso deve aumentare la soglia di attenzione all’interno della stessa partita. Il difensore argentino continua ad avere delle pause mostruose che a volte lo portano anche a lasciare sguarnita la retroguardia per la voglia di accompagnare la fase offensiva della squadra. Per quest’anno qui ci dobbiamo salvare e la difesa deve badare a non subire reti!
  • Dragowski: che il taglio della barba gli abbia fatto perdere la forza? A parte gli scherzi, anche oggi ampiamente sotto la sufficienza sia nelle uscite che con i piedi. Continua a non trasmettere sicurezza ai compagni, a sbagliare ogni singola giocata con i piedi quando la squadra decide di ripartire dal basso, a stare bloccato sulla linea di porta sui cross delle squadre avversarie. Sicuri basti la reattività tra i pali?
  • Kouamè: ormai sembra una crociata, ma sarei il primo ad essere felice se un attaccante della Fiorentina cresciuto in una società dilettantistica della provincia fosse importante per i nostri colori. La verità è che anche oggi nei 20 minuti di impiego non compiccia nulla di utile regalando metri e palloni agli avversari senza nemmeno la scusa del Ramadan. Spalluto della Primavera è peggio?

Ci vediamo domani su YouTube per l’approfondimento!!

Diario di un cassintegrato – parte ventunesima

E come cantava Vasco, seppur con un significato diverso: “Io sono ancora qua….eh già!!”

Io sono ancora in cassa integrazione, uno dei pochissimi settori dove ci sono a giro gli untori visto che ormai quasi tutto è riaperto. Sento da più parti la fervente attesa del 26 Aprile, come se quest’anno la festa della Liberazione fosse stata posticipata di un giorno. Quasi tutta Italia in zona gialla, quasi tutti gli esercizi nuovamente aperti, finalmente i ristoranti che hanno spazi all’aperto in funzione anche a cena…vediamo se almeno così si potrà parlare anche di quei settori che non hanno potuto aprire nemmeno quando, durante la scorsa estate, loro lavoravano a pieno regime. Se poi si può evitare di occupare anche le autostrade, sarebbe cosa gradita!

La ripartenza dunque, il riavvicinamento alla normalità, la socialità che torna a far parte delle nostre vite. Ma esiste qualcuno in questo paese che pensa che le cose non ripartiranno come per magia? Possiamo ad esempio dire che ricominciare dopo tutti questi mesi non sarà facile come accendere un interruttore? Nel frattempo però si tolgono ristori, sussidi, aiuti, ma nessuno dice niente. E’ un insulto dire che prima di tornare alla normalità vera non si possono togliere gli aiuti a quei settori che sono stati chiusi per mesi? I teatri ad esempio non saranno in grado fin da subito di mettere in programma spettacoli perché una rappresentazione non la si inventa dalla sera alla mattina. Una stagione teatrale normalmente la si progetta con almeno 12 mesi di anticipo, non con 12 ore! Nel settore sportivo poi, le iscrizioni per prendere parte ai campionati ci sono tra luglio ed agosto, ma poi l’attività dura da settembre a giugno! Vabbè lasciamo stare, mica serviamo la carbonara noi!

Il decreto sulle riaperture in questione tra l’altro, ha innescato un corto circuito istituzionale che non vedevamo da tempo. Le Regioni contro il Governo, i ministri che non votano il decreto che hanno appena licenziato, i Governatori che accusano il Premier di voler aprire le scuole troppo presto (effettivamente i nostri ragazzi hanno perso pochissimi giorni…..) denunciando la mancanza di un piano di trasporti pubblici quando sono loro stessi ad esserne i gestori! Senza contare poi che, non più tardi di un anno fa, stavamo già parlando del nodo del trasporto pubblico ed anche io su questo blog avevo accusato l’ex Ministro Micheli per le sue mancanze. Avete capito? Sono passati 12 mesi e la questione è sempre sul tavolo! Una crisi istituzionale che sembra di difficile ricomposizione anche per la disomogeneità della compagine governativa in cui la Lega occupa i ministeri ma nel contempo fa anche opposizione.

In mezzo a questo marasma poi, sta per scadere anche il termine per la presentazione del PNRR che disegnerà l’Italia dei prossimi decenni grazie ai miliardi del Recovery Fund. Mentre alcuni paesi europei, come il Portogallo, hanno già presentato a Bruxelles il piano ed altri stanno invece discutendolo in Parlamento, da noi si conoscono solamente le veline passate ai giornali da Draghi and company. La forza politica (si elettori di Italia Viva sto parlando a voi!!) che aveva buttato giù Conte perché il piano non veniva discusso nelle sedi parlamentari è nel frattempo diventata completamente afona: saranno queste temperature invernali in primavera! A meno di una settimana dal termine per la presentazione, il Parlamento non è ancora stato chiamare a discutere il piano, non ha ancora a disposizione il testo e dunque non avrà certamente il tempo necessario e sufficiente per discutere, emendare ed approvare il progetto. Se a ciò si somma che stanno lavorando al piano quasi solamente i ministri tecnici scelti direttamente da Draghi, siamo o no di fronte all’usurpazione della funzione politica e parlamentare dei nostri rappresentanti? Com’era la storiella della necessità che tutti contribuissero alla scrittura del piano perché altrimenti era uno sfregio alla democrazia? Poi magari vi racconterò anche la leggenda dei commissari che verranno messi a capo di ogni singolo progetto…. Scommettiamo che saranno quasi tutti tecnici provenienti da multinazionali che hanno interessi nel settore?

In questi giorni di arrabbiature e scocciature però, ho avuto anche modo di vedere un film che vi consiglio: “Pelé”. La pellicola è troppo breve per raccontare l’avventura di questo fenomeno, è per quasi metà incentrata sui Mondiali di Svezia, ma ne tratteggia molto bene l’adolescenza e sottolinea giustamente l’occasione di riscatto che questo sport meraviglioso offre ed ha offerto a tanti ragazzi che sono partiti dalla strada. Non mi è però piaciuto il racconto della finale di quel campionato del mondo: alcuni fermo immagine dei protagonisti fanno ricordare più Holly e Benji che altro, mentre credo che sarebbe stato di forte impatto emotivo inserire video originali per mostrare ai ragazzi di oggi ciò che Pelé riusciva davvero a fare su di un campo da calcio. Resta comunque un film da vedere e far vedere anche ai bambini per permettere loro di riflettere su quanto lavoro e quanti sacrifici si debbano fare per ottenere risultati importanti e quanta strada sia stata fatta anche solo dal punto di vista tecnologico in 60 anni grazie allo studio ed alla ricerca.

Alla prossima pagina del mio diario!

Che si gioca??

Turno infrasettimanale interlocutorio per i nostri pronostici senza sconvolgimenti di classifica. Certo qualcuno scivola sulla gara scontata, ma sostanzialmente tutti tengono la posizione e le relative distanze. La bagarre per i primi 4 posti è ancora importante, vediamo se la terza giocata in una settimana si rivelerà decisiva per accorciare o allungare. Ecco pronta, grazie al meticoloso lavoro del mitico Carlo, la nuova classifica aggiornata:

Joe il Pistoiese 56
Carlo il Meneghino di Paderno Dugnano 50
Niccolò 48
Francesco il Meneghino Junior 47
Lungo 43
Bomber Siiimo 38
Salva il Molisano e Argentino Fiorentino ormai quasi Parigino 33
Luchino il diavolo rossonero 26

Dopo che le ultime giocate sono state dedicate alla lotta per la Champions o per lo scudetto, torniamo a nuotare nella melma della bassa classifica. Ecco i miei pronostici di giornata:

La gara più scontata: INTER – HELLAS VERONA = 1

La truppa di Conte ha sprecato un’ottima occasione di chiudere anzitempo i giochi facendosi bloccare in quel di Spezia, ma credo che l’evento non si ripeterà. Contro un Verona ormai sazio ed in caduta libera, Lautaro e Lukaku potranno banchettare a piacimento ed i nerazzurri avvicinarsi senza troppi patemi d’animo al tricolore. Dietro infatti non corrono più e dunque l’inizio dei festeggiamenti è solamente questione di tempo. La squadra di Juric invece ha compiuto un altro miracolo sportivo ed adesso sta rifiatando con il rischio di macchiare una marcia che fino ad un mese fa era stata trionfale. Avrà comunque il tempo di rifarsi nelle prossime gare. A San Siro è 1 fisso.

La partita da NON giocare: LAZIO – MILAN

Anche se sicuramente molti di voi avranno pensato fosse questa la gara da azzeccare, questa settimana ho preferito lasciarla stare. La Lazio, senza la guida di Inzaghi, sembra in un sonno profondo. Nonostante qualche fischio non proprio favorevole, a Napoli è stata dominata in lungo ed in largo e la zona Champions è sempre più lontana anche se ancora deve essere recuperata la partita con il Torino. Lo scontro diretto con i rossoneri dell’ex Pioli diventa così determinante. Anche il Milan non sta certo vivendo un gran periodo ed il suo secondo posto è stato mantenuto più per gli inciampi delle rivali che per meriti propri. Tra le due grandi in crisi, meglio non ficcarci il naso!

La sorpresa della giornata: BENEVENTO – UDINESE = 2 (Risultato 1 – 2)

Ed eccoci ad una partita che, se non avessi inventato questa rubrica, non avrei mai voluto pronosticare! Una sfida in cui i nervi saldi, l’esperienza e gli episodi faranno probabilmente pendere l’ago della bilancia da una parte o dall’altra. Il Benevento continua a rimanere aggrappato alla Serie A con le unghie ed i denti, ma sta spendendo tantissime energie emotive e forse non ha una rosa così completa per potersi permettere tre gare in 7 giorni. L’Udinese invece, un pò per le squalifiche (rientra De Paul dopo il riposo forzato di mercoledì), un pò per la profondità dell’organico (vedi le rotazioni davanti tra Okaka, Nestorovski e Llorente), dovrebbe arrivare all’appuntamento più fresca. Inoltre può contare su calciatori più abituati a certi appuntamenti anche se le 4 sconfitte nelle ultime 5 gare hanno fatto suonare il campanello d’allarme ed hanno ricacciato l’Udinese in una brutta posizione di classifica. Se non dovesse vincere a Benevento infatti, la truppa di Gotti sarà chiamata a lottare fino alla fine del campionato. Devo ammettere che stravedo per De Paul e dunque penso che la deciderà lui, con qualche giocata o con una rete. Comunque sia, vittoria esterna ed Udinese salva!

A voi per i pronostici!

Il buono, il brutto, il cattivo

HELLAS VERONA – FIORENTINA = 1 – 2

Una Fiorentina brutta, sporca e cattiva! Insomma la squadra che tutti i tifosi avevano chiesto dopo la vergognosa sconfitta di Reggio Emilia contro il Sassuolo e che serviva per guadagnare finalmente 3 punti che fanno tirare un sospiro di sollievo. Intendiamoci bene, se qualcuno voleva vedere una bella partita di calcio spero non fosse sintonizzato sulle frequenze televisive di Sky Calcio perché avrebbe visto una squadra che non ha più niente da chiedere al campionato che ha giocato con una logica contro una compagine impaurita, direi quasi terrorizzata che sperava solamente in un episodio a proprio favore. Iachini ed i suoi hanno interpretato una gara prettamente difensiva in cui si doveva aspettare per ripartire sperando di non subire rete e così è stato. Non finiremo mai di ringraziare abbastanza Cesare Prandelli che ci ha donato un centravanti di livello internazionale che sgomita, lotta, calcia in porta, colpisce di testa, segna rigori decisivi. Altri poi meritano una menzione e li citeremo finalmente con piacere nella nostra rubrica!

IL BUONO

  • Vlahovic: non mi nascondo, io ero tra quelli che ad inizio anno pensavo fosse meglio per lui andare a giocare dal momento che Iachini lo vedeva poco. Fortunatamente Pradè ha azzeccato almeno questa e Prandelli ha allenato la Viola per 6 mesi durante i quali ha fatto sbocciare un attaccante eccezionale. Continua a migliorare senza soluzione di continuità: anche se ancora a volte scopre la palla, è diventato cattivo non solamente nei confronti della porta avversaria ma anche nei contrasti con i difensori, ha iniziato a colpire pericolosamente di testa e si batte come un leone su ogni pallone. Oltre a tutto ciò tira senza difficoltà un calcio di rigore che pesa un quintale ed a fine gara, in contropiede, si dimostra anche altruista. Resta con noi vero?
  • Venuti: in questa rubrica sono stato spesso duro con il Lollo viola, ma stasera mi ripaga di tutte le delusioni che ho patito in questa stagione. Salva sulla linea il possibile gol dello svantaggio e poi avvia l’azione del rigore di Bonaventura con una giocata da esterno puro. Oltre a ciò non appena Iachini, con colpevole ritardo gli posiziona Amrabat accanto, blocca le sortite offensive di Di Marco che fino ad allora lo aveva messo in croce. Anche nel secondo tempo resta sempre concentrato e gioca una partita di spessore. Ma quanto è bello omaggiare un vero cuore viola!
  • Bonaventura: chissà perché, ma quando abbiamo bisogno di giocate di qualità, di giocate intelligenti, dobbiamo sempre affidarci a Jack. Dopo il gol contro il Sassuolo, Bonaventura si guadagna il rigore che spacca la partita con un taglio da scienziato alle spalle dei marcatori del Verona. Ancora una volta dimostra un’intelligenza calcistica ed una capacità di leggere le situazioni enormemente superiore rispetto ai suoi compagni. Oltre a ciò fa tantissime cose utili che magari si notano meno, ma che fanno la differenza; peccato solamente per il giallo che lo costringerà a saltare la gara di domenica contro la Juventus. Nella Fiorentina attuale è una fuoriserie.
  • Caceres: con lui la difesa a tre acquisisce una maggiore sicurezza e quando le partite contano davvero difficilmente sbaglia. Al secondo gol stagionale, dopo il primo contro la Juventus, dimostra ancora una volta di essere uno di quei calciatori su cui si può sempre contare quando la palla scotta. Io ripartirei anche da lui.

IL BRUTTO

  • Biraghi: sta diventando quasi una gag dover parlare sempre dell’ex terzino dell’Inter, ma anche stasera è uno dei pochi che riesce a stare sotto la sufficienza. Faraoni lo asfalta ogni volta che vuole ed è colpevole anche sul gol di Salcedo quando proprio l’esterno del Verona gli vola in testa per confezionare l’assist. Non riparte mai e difende spesso male. Considerando che tanto deve fare il difensore, con la Juve perché non Igor?
  • La gestione del vantaggio: capisco la paura, capisco la posizione di classifica. Ma considerando che hai la fortuna sfacciata di andare in vantaggio al riposo grazie ad un rigore realizzato proprio all’ultimo secondo di una frazione giocata in un modo non certo indimenticabile, non potevi ripartire un pò meglio? La Fiorentina esce dallo spogliatoio timorosa, senza furore agonistico, tutta rintanata negli ultimi 35 metri di campo. Sicuri sia l’atteggiamento giusto? Non è bastato il Sassuolo?
  • Kouamè: come mi ha detto l’amico di questo blog Bomber Siiimo “Kouamé che inciampa controllando una palla datagli da un metro di distanza rasoterra è puro futurismo”. L’ennesimo cartellino giallo guadagnato senza nemmeno toccare palla invece è impressionismo. 18 milioni di scapaccioni!

Ci vediamo domani su YouTube per l’approfondimento!!

Che si gioca??

Saranno state le gufate multiple, saranno state le partite più difficili del solito, ma stavolta Joe è costretto a frenare in testa e con lui anche il Meneghino Junior. La Dea ha dato ragione solamente a tre di noi e dunque la classifica si accorcia sensibilmente. Ci sono poi i poeti maledetti di Parigi che, mentre in passato cantavano l’amore e sorseggiavano vino nelle brasserie, adesso scivolano sui tortellini inseguiti da un Amrabat qualunque. Da questa giocata poi, Alan Bencio, essendo ormai scomparso da alcune settimane ed avendo raggiunto la quota zero viene temporaneamente estromesso dalla classifica, prontissimi a riaccoglierlo come se fossimo una SuperLega qualunque. Andiamo allora a vedere la graduatoria aggiornata, grazie al meticoloso lavoro del mitico Carlo:

Joe il Pistoiese 52
Francesco il Meneghino Junior 47
Niccolò e Carlo il Meneghino di Paderno Dugnano 46
Lungo 42
Bomber Siiimo 34
Salva il Molisano 32
Argentino Fiorentino ormai quasi Parigino 31
Luchino il diavolo rossonero 27

Vediamo dunque se la magia pistoiese è del tutto svanita oppure è stata solo una battuta d’arresto. Ecco i miei pronostici di giornata:

La gara più scontata: JUVENTUS – PARMA = 1

La qualificazione dei ragazzi di Pirlo alla SuperLega non fermerà certo la corazzata bianconera. La Juve, reduce dalla sconfitta di Bergamo, ritrova al centro dell’attacco Cristiano Ronaldo che dovrebbe essere affiancato da Dybala. I tre punti diventano fondamentali per mantenere a distanza le inseguitrici che tra l’altro vivranno confronti diretti (Napoli-Lazio e Roma-Atalanta) e dunque il risultato vale doppio. Il Parma intanto, buttati nel cestino troppi punti nelle ultime giornate, è ormai virtualmente in Serie B nonostante la squadra di D’Aversa abbia dato del filo da torcere a tutti. La sconfitta di Cagliari però, ha definitivamente condannato gli emiliani ad una retrocessione che in pochissimi avevano pronosticato ad inizio anno. 1 fisso.

La partita da NON giocare: GENOA – BENEVENTO

Una gara a dir poco importante nella zona calda della classifica. Entrambe vengono da strisce di risultati poco soddisfacenti ma nell’ultimo turno hanno dimostrato di essere ancora vive e battagliere. Con una vittoria i ragazzi di Ballardini si avvicinerebbero ad ampie falcate alla salvezza, mentre una sconfitta li farebbe ripiombare nella zona caldissima. Il Benevento invece, ha lottato fino all’ultimo secondo a Roma con la Lazio ma la difesa ha regalato troppo per sperare di venire via con un risultato positivo. Il calendario dei sanniti è tosto, non riuscire a fare punti a Genova contro una diretta concorrente potrebbe essere molto grave. Troppi dubbi e troppo poco disinteressato per pronosticarla!

La sorpresa della giornata: NAPOLI – LAZIO = X (Risultato 1 – 1)

Nel posticipo di giovedì, una gara vietata ai deboli di cuore. Non tanto e non solo per il buon calcio che normalmente le due squadre offrono, ma soprattutto per l’altissima posta in palio. Gattuso ed Inzaghi, dopo una lunghissima rincorsa, sono ormai in scia della Juve e dell’Atalanta per un posto nell’Europa più prestigiosa. Se contiamo che la Lazio ha ancora da giocare anche il recupero con il Torino, il mucchio diventa ancora più interessante. Il Napoli viene dal pareggio casalingo contro la capolista Inter, fermata dopo 11 vittorie consecutive. La Lazio invece ha faticato più del previsto a regolare un Benevento mai domo e soprattutto ha imbarcato troppa acqua in difesa. Sono due squadre a cui piace giocare, creare, divertirsi grazie ad un centrocampo stellare da una parte ed una batteria di trequartisti meravigliosi dall’altra. Il fatto di giocare per ultimi però, potrebbe portare a fare troppi calcoli in base anche ai risultati della altre. Come si dice in questi casi, magari meglio due feriti che un morto!

A voi per i pronostici!

Il buono, il brutto, il cattivo

SASSUOLO – FIORENTINA = 3 – 1

Una partita dai due volti, con una Fiorentina che ha gestito bene il primo tempo chiuso con un gol di vantaggio. Poi il patatrac: una seconda frazione imbarazzante di cui la squadra dovrebbe vergognarsi e che ha portato la società a decretare l’immediato silenzio stampa ed il conseguente ritiro. Ormai le scuse sono finite: sono cambiati allenatori, moduli difensivi ed offensivi, calciatori impiegati e tenuti in panchina ma la nave sta imbarcando acqua ormai da troppo tempo ed adesso rischia di affondare. Ci sono dirigenti in società capaci di ribaltare la situazione? C’è qualcuno che ha finalmente voglia e coraggio di chiamare le cose con il proprio nome? Il tempo è scaduto e continuando così la Serie B diventerà una tristissima attualità. Solo per rispetto del blog, di chi mi segue e della rubrica, proverò a citare i migliori ed i peggiori di un pomeriggio da dimenticare.

IL BUONO

  • Il primo tempo: nella prima frazione la squadra ha fatto esattamente la gara che doveva. Si è chiusa con ordine, ha tenuto centrocampo e difesa vicinissime, è riuscita ad occupare tutte le diagonali di passaggio non permettendo al Sassuolo di verticalizzare. La compagine di Iachini ha avuto anche la capacità di creare alcune occasioni in attacco grazie a ripartenze veloci e cambi di passo importanti di Bonaventura e Castrovilli. Poi il buio.
  • Castrovilli e Bonaventura: se la Fiorentina nel primo tempo ha chiuso in vantaggio ed è riuscita più volte a creare occasioni, è soprattutto grazie alla qualità di questi due centrocampisti. Jack è sembrato finalmente il calciatore che avevamo salutato con entusiasmo al suo arrivo, mentre il numero 10 ha regalato nuovamente accelerazioni eccezionali. Il problema è che tutto ciò è durato solamente un tempo.
  • Ordine difensivo: nell’approfondimento tattico parleremo anche di questo. Di una squadra che ha avuto una logica per 45 minuti forse perché con Caceres nei 3 dietro al posto di Quarta si riesce a coprire meglio gli spazi senza un difensore che vaga per il campo, o forse perché il Sassuolo giocava con la squadra B. Una volta entrati Berardi e Defrel infatti, è calato il buio e non ci abbiamo capito più nulla. Chissà dove sta la verità.

IL BRUTTO

  • Pezzella: E’ ORA DI DIRE BASTA! Basta con la fascia, basta soprattutto vederlo in campo. Gioca con una superficialità imbarazzante, sembra quasi ci faccia un piacere e la fascia di Astori sul suo braccio è un brutto segnale per tutti i tifosi. Non è mai in grado di far ripartire l’azione già nel primo tempo, mentre nella ripresa ne combina una dietro l’altra: sul primo rigore si addormenta e tiene in gioco Berardi sul taglio alle sue spalle, sul secondo gol commette un fallo da principiante su Raspadori che non sarebbe mai riuscito a tirare in porta. Oltre a tutto questo, non si fa mai sentire, non guida la difesa, non mostra mai un minimo di leadership. Se questo è il momento degli uomini, passi la fascia ad altri.
  • Venuti e Biraghi: quando si gioca con il modulo 3-5-2, la base è data da un difensore centrale che comanda i movimenti dei due difensori accanto, da un organizzatore di gioco e da due esterni che siano capaci di giocare a tutta fascia. Di Pezzella abbiamo detto, Pulgar fa quel che può, ma anche giocare con Venuti e Biraghi sugli esterni non è semplicissimo. Difendono con volontà e poco più, non vincono mai l’uno contro uno, non arrivano mai sul fondo per il cross. Sono calciatori mediocri che probabilmente potrebbero essere migliori se fossero inseriti in un contesto di calcio organizzato e non in una squadra che gioca a caso. Quanto ancora dobbiamo ingoiare?
  • Le sostituzioni: cerco sempre di non dare alibi ai calciatori, ma che senso ha inserire Callejon e Eysseric al posto di Castrovilli e Bonaventura senza cambiare modulo di gioco? Come è mai possibile continuare ad impiegare calciatori fuori ruolo considerando anche che i risultati non arrivano? Io capirei se giocare così portasse ad avere una difesa imperforabile e risultati a ripetizione, ma qui si continua a subire reti ed a perdere su ogni campo. Non era meglio passare a 4 dietro togliendo uno dei due esterni e provare a giocare 4-2-3-1? Tanto non è che con le sostituzioni effettuate abbiamo smesso di faticare…. Al peggio non c’è mai fine!

Ci vediamo domani su YouTube per l’approfondimento arrabbiato!!

Che si gioca??

Joe è ormai diventato una macchina inarrestabile. Per la seconda settimana di fila centra il +6 e scava un solco tra lui ed il primo inseguitore in classifica….la speranza è che inizi a giocare alla SNAI i pronostici che gratuitamente ci offre su questo blog. La gara del Napoli porta fortuna a quasi tutti, ma il Meneghino di Paderno Dugnano scivola sulla buccia di banana del suo paladino Joao Mario e prende la penalizzazione prevista. La graduatoria dunque si allunga ma azzeccando qualche bonus, potrebbe riaprirsi tutto! Andiamo quindi a vederla, grazie al meticoloso lavoro del mitico Carlo:

Joe il Pistoiese 51
Francesco il Meneghino Junior 46
Niccolò e Carlo il Meneghino di Paderno Dugnano 42
Lungo 38
Salva il Molisano e Bomber Siiimo 33
Argentino Fiorentino ormai quasi Parigino 32
Luchino il diavolo rossonero 26
Juri detto Alan Bencio 1

Basta con la zona salvezza, questa settimana si torna a parlare dei piani alti! Ecco i miei pronostici di giornata:

La gara più scontata: LAZIO – BENEVENTO = 1

In un turno di campionato con alcuni scontri diretti in zona Champions, il derby dei fratelli Inzaghi non dovrebbe riservare sorprese. I biancoazzurri, nonostante un Immobile che continua a non segnare, dopo l’uscita dall’Europa sembrano aver ritrovato lo smalto e dunque non potranno fare sconti. La vittoria di Verona ha permesso alla Lazio di restare in scia, ma se vuole accorciare su Napoli, Atalanta e Juventus è la domenica giusta! I sanniti di contro, stanno attraversando un periodo piuttosto buio in cui l’unica luce è stata la clamorosa vittoria contro CR7 e compagni. La classifica è ancora relativamente tranquilla, ma il Cagliari potrebbe avere l’occasione giusta per accorciare. Anche contro il Sassuolo, il Benevento ha dimostrato di non vivere un grande momento e la gara contro la Lazio potrebbe prolungarlo nonostante l’assenza di quel Caicedo spesso decisivo nei finali di gara. Per me 1 fisso.

La partita da NON giocare: NAPOLI – INTER

La striscia di vittorie dei nerazzurri è a rischio? Il Napoli che ultimamente ha trovato una grandissima continuità con le squadre medio-piccole riuscirà a replicare tali prestazioni anche contro la prima in classifica? L’Inter vuole uccidere il campionato oppure, avendo un vantaggio consistente, può anche iniziare ad amministrare accontentandosi magari di un pareggio? Gattuso continuerà a giocare con un solo incontrista in mezzo al campo e 5 giocatori offensivi come contro la Juventus oppure visto il risultato, cercherà di dare maggiore copertura alla propria difesa? Tantissimi interrogativi, nessuna certezza. Io me la guardo disinteressato!

La sorpresa della giornata: ATALANTA – JUVENTUS = 1 (Risultato 2 – 1)

Una partita che vale tantissimo per entrambe: vincere significherebbe avere un piede nella prossima Champions League soprattutto per l’entusiasmo che deriverebbe dal risultato positivo, perdere vorrebbe dire avere il fiato sul collo non solo del Napoli ma probabilmente anche della Lazio. Prevedo una gara con gol perché la retroguardia di Pirlo non ha mai dato prova di grandissima stabilità e contro Muriel e Zapata è dura per tutti, mentre i bergamaschi dovranno fare a meno del perno Romero (ex incredibilmente ceduto da una squadra che dietro si affida ancora a Bonucci e Chiellini!!). L’Atalanta di mister simpatia gioca un gran bel calcio e solitamente contro le grandi non cambia mai l’atteggiamento, mentre la Juve è alle prese con qualche polemica di troppo, come la maglia gettata a terra da Cristiano Ronaldo al termine della partita con il Genoa. In panchina poi, non c’è proprio partita tra un tecnico che negli ultimi anni non sta sbagliando una mossa, ed un quasi allenatore alle prime armi gettato allo sbaraglio di fronte ad un compito per il quale probabilmente non era ancora pronto. Io dico Atalanta, per il gioco, per lo stato di forma, per chi siede in panchina!

A voi per i pronostici!

L’evoluzione dei ruoli nel calcio

Nel calcio, come nella vita, ci sono i periodi storici ed il loro succedersi comporta cambiamenti tecnici, tattici, filosofici.

Se guardiamo anche solo agli ultimi 15 anni, siamo passati da un calcio fatto di ricerca di conquista di spazio in avanti, di verticalizzazioni veloci e di duelli individuali soprattutto sugli esterni, ad un calcio fatto da una fittissima rete di passaggi, spesso in orizzontale, che mirava a muovere le difese per trovare quegli spazi necessari ad andare verso la rete avversaria (il cosiddetto tiki-taka). Quest’ultimo presupponeva un’idea di calcio basata sullo spazio e sul possesso palla che veniva usato anche come metodo difensivo. Negli ultimi anni poi, anche per l’esasperazione di determinati concetti, si sta tornando verso la marcatura preventiva, l’aggressione in avanti, il recupero della palla nella metà campo avversaria per andare a verticalizzare velocemente, il lancio lungo sull’attaccante più fisico ed i centrocampisti che si buttano sulle seconde palle.

Ogni evoluzione del gioco ha comportato anche il cambiamento dell’interpretazione di determinati ruoli. Chi non ricorda la lotta ideologica tra il 4-4-2 che non prevedeva numeri 10 e gli amanti dei meravigliosi Zola e Roberto Baggio? Chi può dimenticare il Beppe Signori capocannoniere in Italia costretto a fare l’esterno sinistro del centrocampo a 4 nella nazionale di Arrigo Sacchi? E Gianfranco Zola quasi costretto ad emigrare da Parma perché l’allora integralista Carlo Ancelotti non lo “vedeva” nella sua disposizione tattica?

Una prima evoluzione diversa dalla trasformazione del trequartista in seconda punta, la mise in campo Carletto Mazzone a Brescia. Quando ebbe tra le mani uno dei talenti più cristallini del calcio italiano, Andrea Pirlo, non potendolo schierare dietro agli attaccanti sia perché avrebbe sbilanciato troppo la squadra, sia perché riteneva il calciatore acerbo fisicamente per sopportare la fisicità dei difensori avversari, lo mise davanti alla difesa. Nacque in quel modo uno dei migliori registi della storia del calcio italiano, un giocatore che riusciva a miscelare tecnica, senso tattico, qualità ma anche quantità. L’idea fu dunque quella di non mettere i piedi buoni solo a disposizione dell’attaccante, ma di tutta la squadra. Provare a giocare la palla fin dalla propria metà campo grazie a lanci millimetrici ed a cambi di fronte che avrebbero disorientato le difese avversarie. Da lì in poi, lo stesso esperimento ebbe risultati straordinari con Pizarro, ex Udinese, Roma e Fiorentina ed ancora oggi il centrale di centrocampo deve abbinare la qualità dei piedi buoni alla quantità delle doti atletiche.

Nelle ultime stagioni poi, soprattutto in Italia, è tornata in auge la difesa a tre: non più quella degli anni ottanta con il libero staccato dietro a due marcatori arcigni, ma una linea che si adatta ai movimenti degli attaccanti cercando di lavorare molto sulle linee di passaggio e sulle marcature preventive. Si cerca cioè di marcare gli attaccanti senza seguirli per tutto il campo, ma cercando di anticiparli per recuperare palla il più vicino possibile alla porta avversaria. La rinascita della difesa a 3, di cui abbiamo parlato diffusamente nell’approfondimento che trovate qui, ha comportato difficoltà per il ruolo degli attaccanti esterni. In quasi tutte le compagini che si schierano con questa impostazione difensiva, il centrocampo diventa a 5 con i due esterni che sono però a tutta fascia e non attaccanti! Ecco che in questo schieramento, questo tipo di calciatori sono impiegati solamente in quelle porzioni di gara in cui le squadre si dispongono con il 3-4-3 (quanto ci manca il calcio dell’Udinese di Zaccheroni!!!). Il problema che si pone è dunque come impiegare gli attaccanti esterni: alcuni di essi sono stati trasformati in seconde punte (vedi El Shaarawy), altri in esterni a tutta fascia (come Lazovic). L’evoluzione che però in questo momento trovo più interessante è quella che stanno cercando di percorrere due squadre invischiate nella lotta per la retrocessione, Torino e Crotone.

Quando vediamo attaccanti esterni che vengono impiegati come seconde punte, spesso si nota fin da subito la loro desuetudine a giocare in quella zona di campo: sia El Shaarawy, che Callejon a Firenze ad esempio, scoprono molto spesso la palla poiché non sono abituati a giocare spalle alla porta con il raddoppio sempre pronto. Cercano inoltre di giocarsi l’uno contro uno anche nelle zone centrali del campo dove perdere il pallone diventa pericolosissimo per un possibile contropiede avversario. Quanto a Lazovic invece, la trasformazione è avvenuta con maggior successo anche per l’organizzazione della squadra che aiuta tantissimo l’ex Genoa. Giocando con Faraoni da una parte e Lazovic dall’altra, si nota che la squadra accompagna in maniera diversa i due esterni sia in fase difensiva che offensiva arrivando anche a servirli con tempi e modi quasi opposti.  

Venendo al Torino di Nicola ed al Crotone di Cosmi, possiamo trovare due calciatori che hanno già consumato l’esperienza da seconda punta ed adesso hanno di nuovo cambiato “mestiere”. Simone Verdi e Junior Messias nascono entrambi attaccanti esterni seppur con caratteristiche diverse: il primo, bravissimo a calciare con entrambi i piedi, più adatto a tagliare verso il centro per concludere in porta, il secondo più bravo a saltare l’uomo per creare la superiorità numerica e servire l’assist. Entrambi i calciatori non sono certo dei bomber, ma il percorso che hanno fatto nelle ultime stagioni è piuttosto simile. Entrambi infatti, giocando in squadre che difendono a tre, sono stati trasformati in seconde punte che avrebbero dovuto servire assist e calciare da fuori ma, soprattutto nel caso di Verdi, non hanno sfondato. Colui che a Bologna era capace di fare rete nella stessa partita calciando una punizione con il destro ed una col sinistro, sembrava essere finito nel dimenticatoio, mentre Messias, al primo campionato in Serie A, alternava ottime prestazioni ad altre anonime.

Il cambio di panchina però, ha portato per entrambi nuova vita: Nicola e Cosmi avevano ed hanno bisogno di fare rete oltre che di conquistare punti. Ecco allora l’intuizione: Verdi e Messias posizionati nei tre centrali di centrocampo con accanto due centrocampisti di quantità (Rincon e Mandragora da una parte, Petriccione e Molina dall’altra), per una formazione più offensiva. Torino e Crotone da allora sono diventate più imprevedibili, segnano di più, divertono di più ed i rispettivi attaccanti, tra cui Simy e Sanabria, hanno ricominciato a segnare con un’ottima frequenza. Ma soprattutto hanno rispolverato due calciatori, e perché no forse una schiera di giocatori nati nel ruolo di attaccante esterno, che possono tornare a dire la loro. In un calcio in cui gli attaccanti ricevono palla quasi sempre spalle alla porta e gli esterni devono essere in grado di coprire tutta la fascia, la qualità tecnica deve trovare altre strade per poter creare la pennellata dell’assist o del gol. In questa nuova zona di campo, coperti da due scudieri a centrocampo e dai tre difensori centrali, possono probabilmente anche prendersi la libertà di giocarsi l’uno contro uno senza essere subito affogati dal raddoppio difensivo ed una volta saltato il diretto avversario, quasi sempre un centrocampista e non un arcigno marcatore, avere lo sguardo verso la porta per l’assist o la conclusione.

E’ certamente presto per dire se sia solamente una necessità del momento o una nuova tendenza, ma spesso le piccole rivoluzioni nascono in provincia, come abbiamo visto con Pirlo a Brescia. Ed allora perché non seguirne l’evoluzione?

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – ATALANTA = 2 – 3

Una partita incredibile, con dentro tante storie, tanti episodi, tanti errori. La Fiorentina perde nuovamente al Franchi e, solamente grazie alla contemporanea caduta del Cagliari, resta a +8 sulla zona salvezza. La compagine di Iachini ha giocato un primo tempo imbarazzante: squadra lunga, lenta, sempre battuta negli scontri diretti, mai reattiva, che è riuscita ad andare al riposo sotto di due gol solo alla grande prestazione di Dragowski. Nel secondo tempo poi, un pò per il calo bergamasco, un pò per il talento assoluto di Vlahovic, la Fiorentina ha rimesso in piedi la gara ma non è bastato. Ancora una volta, nel momento del bisogno, la squadra di Iachini ha dimostrato assenza di leadership e soprattutto prestazioni individuali imbarazzanti, primo tra tutti Amrabat. La strada per la salvezza è in salita ma fortunatamente il vantaggio è rimasto lo stesso ed adesso manca una partita in meno alla fine di questo scempio. Sabato alle 18,00 contro il Sassuolo occorrerà almeno non perdere per tenere a debita distanza il Cagliari.

IL BUONO

  • Vlahovic: mi vengono i brividi ad immaginare la stagione viola senza Dusan davanti. Il centravanti serbo segna altre due reti, tiene in vita la Fiorentina e dimostra ancora una volta la grandezza del regalo di Cesare Prandelli a Firenze. Se solo penso che fino a pochi mesi fa doveva lottare per giocare al posto del suo collega di reparto di stasera, mi viene da ridere per non piangere. Oltre ai gol poi, lotta come un leone, si scambia calcioni con Romero, inizia ad essere pericoloso anche col piede destro e di testa. Resta un mistero perché l’ultima punizione venga calciata da Biraghi anziché da lui, ma dopo aver visto Bonaventura marcare Zapata su calcio d’angolo allora vale tutto. Una pepita d’oro in una valle di lacrime.
  • Dragowski: se la Fiorentina resta in partita fino in fondo è soprattutto grazie alle parate del polacco che finalmente torna sicuro e convincente. Continuo a pensare che non si possa vivere di sola reattività e che non si possa essere decisivi solo nella partite in cui si viene bombardati continuamente. I grandi portieri sono quelli che restano sempre dentro al match e che comandano la difesa dominando l’area, ma Dragowski è ancora giovane e dunque ha tutto il tempo per crescere ancora. Ci vorrà anche il miglior Drago per ottenere i punti che mancano alla salvezza.
  • Caceres: in una partita molto complicata riesce ad essere utile soprattutto in fase offensiva. Nel primo tempo ha una buona occasione di testa, poi nella ripresa confeziona l’assist per il gol di Vlahovic che riapre il match. Rispetto a Biraghi sull’altro fronte è più vivo e dimostra di ricordarsi anche come si difende quando nell’ultimo spicchio di gara torna nei tre dietro. Con il Martinez Quarta di queste ultime settimane, diventa insostituibile.

IL BRUTTO

  • Amrabat: il pupillo del Presidente gioca l’ennesima partita imbarazzante. Iachini gli affida le chiavi del centrocampo e la consegna della marcatura a uomo di Pasalic: risulta insufficiente in entrambi i compiti mancando anche di quella corsa, grinta e cattiveria agonistica imprescindibili per un calciatore come lui. Se oltre a ciò perde anche i contrasti, mi spiegate a che serve?
  • Bonaventura: la marcatura di Zapata sul gol che apre la gara spettava a lui (e sinceramente vorrei sapere perché), ma non è l’unico errore della sua partita. Da Bonaventura ci si aspetta non solo quantità ma soprattutto qualità e personalità: il buon Jack è arrivato a Firenze per essere uno dei leaders in campo, per prendere in mano la squadra e gestire i vari aspetti del gioco. Contro l’Atalanta niente di tutto questo.
  • Martinez Quarta: al netto del fallo di mano da cui arriva il rigore decisivo, dimostra ancora una volta di aver smarrito quelle certezze di alcune settimane fa. Soffre di tantissime pause che contro squadre tecniche e rapide come l’Atalanta non sono ammissibili. Cerca spesso la sortita in avanti, ma anche gli anticipi ed i lanci in verticale non riescono praticamente mai. C’è bisogno di crescere velocemente!
  • L’approccio alla partita: la Fiorentina è entrata in campo passeggiando, con un atteggiamento timido, quasi arrendevole. In più ha cercato di sfidare l’Atalanta con le sue stesse armi, marcature a uomo in tutte le zone del campo e lancio lungo sull’attaccante. Il problema è che i viola non hanno mai vinto nessun confronto diretto, non hanno mai attaccato le seconde palle, non sono mai riusciti a leggere i tagli degli attaccanti bergamaschi. Il risultato è stato una sorta di allenamento del giovedì in cui i ragazzi di Gasperini si sono divertiti ed hanno preso a sculaccioni la banda di Iachini che non ha mai dato l’impressione di poter entrare in partita. Quarantacinque minuti vergognosi che, se replicati, potrebbero far rischiare alla Fiorentina la serie B.

Ci vediamo domani su YouTube per l’approfondimento tattico!!