Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – SAMPDORIA = 1 – 0

E’ stata una partita difficilmente digeribile anche per un malato di calcio come me. Ritmi balneari, gioco inesistente, errori tecnici inconcepibili a questo livello, aggressività pressoché nulla. Se non fosse per la voglia di stare insieme agli amici e per i cori che dalla Curva Fiesole si sono alzati incessantemente, avrei rischiato seriamente di addormentarmi. La Coppa Italia così strutturata è una manifestazione che inizia ad interessare dai quarti di finale in poi, turno in cui la Fiorentina affronterà il Torino che ha superato il Milan espugnando San Siro dopo i tempi supplementari. Venendo alla gara di ieri sera, i ragazzi di Vincenzo Italiano hanno giocato un’altra gara senza ritmo, con trame di gioco piuttosto prevedibili e due grandi problemi nei ruoli che spesso decidono le gare, il portiere (con un Gollini sinceramente imbarazzante) e l’attaccante (con Jovic che continua a giocare come se ci facesse un piacere). C’è veramente poco da salvare in una serata triste come quella di ieri: certamente il passaggio del turno che permette alla Fiorentina di provare a raggiungere la semifinale, la capacità di aver mantenuto la porta inviolata, anche se contro una delle squadre più deboli della serie A, e l’affetto del popolo viola che è accorso con più di 10.000 anime al Franchi alle 18 di un giorno lavorativo. Non ho invece né compreso né tantomeno condiviso le scelte di Vincenzo Italiano: perché continuare a schierare un portiere in prestito in evidente difficoltà tecnica e psicologica invece di provare a vedere se Cerofolini può essere effettivamente il portiere di riserva della squadra oppure addirittura lanciare il giovanissimo Martinelli di cui tutti parlano come il nuovo Donnarumma? E poi ancora, perché non dare continuità al giovane Bianco ma spremere per 90 minuti Duncan che probabilmente tornerà utile anche nella difficile trasferta di Roma? Inoltre era proprio necessario far fare una parte di gara a Biraghi anche ieri sera? In una gara del genere non poteva essere impiegato Kayode? Italiano è certamente un grandissimo tecnico, ma i giovani non li vede proprio!!

Ci attende adesso una sfida decisiva in campionato contro quella Roma che è una diretta concorrente all’Europa. La presentazione della gara la trovate nell’ultima puntata del Corner Viola, ma possiamo certamente dire che la Fiorentina dovrà giocare una partita completamente diversa. Ci vorrà furore agonistico, corsa, attenzione e qualità nelle giocate: sarà decisivo cercare di innescare Ikoné in contropiede ed avere alla svelta il miglior Amrabat nel mezzo che possa tagliare i rifornimenti a Dybala unitamente a due difensori centrali attenti e scaltri non solamente durante il gioco, ma anche sulla palle inattive, vero punto di forza della Roma. Intanto godiamoci il passaggio del turno che domenica sarà durissima!

IL BUONO

  • Barak: in una partita così grigia, almeno un lampo è arrivato ed il protagonista è stato il trequartista ex Verona. Arrivato a Firenze soprattutto per la capacità di arrivare in porta con facilità, sembra finalmente sulla strada giusta seppur tra troppi alti e bassi. Se l’attacco è così spuntato, diventa assolutamente necessario avere almeno centrocampisti che siano capaci di segnare. Speriamo non si fermi più.
  • Terzic: sempre più convincente l’interpretazione del ruolo da parte del giovane serbo. Difensivamente quasi mai impegnato, offre al compagno sempre la sovrapposizione con i tempi giusti disegnando anche cross interessanti. Ha ormai acquisito quella sicurezza che sembrava non avere fino alla scorsa stagione. Ma titolare in campionato proprio mai??
  • Kouamè : trovare il terzo calciatore nel nulla cosmico di ieri sera è veramente difficile. Avrei potuto scegliere Duncan per la dedizione oppure Ranieri per la prova tutto sommato positiva di un ragazzo che non gioca mai, ma voglio citare invece Kouamé soprattutto perché credo che nelle prossime settimane sarà obbligato agli straordinari. Con l’infortunio di Cabral e la penuria di esterni, probabilmente Christian dovrà giocarle tutte o quasi ed allora vedere il suo impegno e coraggio unito alle pochissime doti tecniche mi fà ancora una volta pensare a quanta poca qualità abbia questa rosa. Ma comprare un centravanti no vero?

IL BRUTTO

  • Gollini: capisco che sia come sparare sulla Croce Rossa, ma così non si può! Dopo 20 minuti rischia di far passare in vantaggio la Sampdoria con una papera tragicomica, con i piedi è una disgrazia ed in uscita provoca infarti a buona parte dello stadio. Perché non si sia voluto impiegare un giovane viola resta un mistero. Portiere in crisi profonda, encefalogramma piatto.
  • Amrabat: è il lontano parente del calciatore ammirato nella gara di San Siro e durante i mondiali del Qatar. E’ certamente questione di condizione e di calarsi nuovamente in una realtà completamente diversa da quella del Marocco, ma a Roma serve quello vero. Torna presto in condizione!
  • Jovic: aveva segnato una rete bellissima in un’ennesima prestazione fatta di superficialità, sufficienza, mancanza di grinta. A fine gara, commentando la sua prestazione, Stankovic ha detto che Jovic non sopporta le critiche ma ha bisogno solamente di abbracci. Ma il tecnico della Sampdoria ha sentito volare un fischio ieri? Ha mai sentito una contestazione nei confronti del calciatore che ha sbagliato il rigore con la Juve e si è permesso di zittire i tifosi dopo una rete? Veda di iniziare a correre che è meglio!!

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – SALERNITANA = 2 – 1

La Fiorentina è ufficialmente tornata! Dopo un inizio di stagione in cui la squadra di scioglieva alla prima difficoltà e non riusciva mai a concretizzare il volume di gioco espresso, i ragazzi di Vincenzo Italiano hanno cambiato marcia. I passi in avanti sono chiari ed hanno due protagonisti ben chiari: Giacomo Bonaventura e Vincenzo Italiano. Lo abbiamo invocato tante volte nelle prime settimane di stagione ma sembrava non riuscire più ad esprimere quel calcio, quella qualità, quella continuità che lo avevano eretto all’insostituibile perno del centrocampo viola. Dopo che la squadra ha finalmente cambiato modulo, o meglio l’interpretazione di alcune situazioni di gioco, Jack è rifiorito ed è tornato decisivo! Ma se alcuni calciatori, e non solo Bonaventura, sembrano adesso rinati, il merito è di colui che aveva iniziato la stagione pensando che, cambiando l’ordine degli addendi, il risultato non sarebbe cambiato. Nell’evoluzione del suo calcio, nella ricerca della soluzione dei problemi attraverso il lavoro sul campo, sta la grandezza del lavoro di Vincenzo Italiano. Quanti altri allenatori si sono persi perché non hanno avuto l’elasticità di voler cambiare? Da Montella a Di Francesco, da Giampaolo a Paulo Sousa, ne potremmo ricordare tantissimi. Ecco il mister siciliano ha scelto di non finire nel dimenticatoio e di andare oltre sé stesso con il proprio lavoro e con la disponibilità totale della squadra. Grazie anche ad una società che non lo ha MAI messo in discussione nonostante i risultati scadenti, Italiano ha smesso di chiedere il fraseggio in mezzo per andare maggiormente in verticale, ha abiurato l’idea di un turnover folle, ha dato più equilibrio alla squadra con più muscoli in mezzo al campo ed ha liberato la fantasia e la qualità di Bonaventura ed Ikone’. La trasformazione ha richiesto tempo, lavoro, sudore, ma del resto quale risultato non lo richiede?

Adesso andiamo a San Siro per continuare nel filotto e, se non dovesse riuscire l’impresa, arriveremo comunque alla sosta con la consapevolezza di aver ritrovato la squadra, il mister e la società che remano tutti nella stessa direzione!

IL BUONO

  • Bonaventura: il calciatore più decisivo della rosa per qualità, tempi di gioco, personalità. Interpreta in modo magistrale il ruolo di mezzala, quello di trequartista, quello di bomber. Cosa aspettano a rinnovargli il contratto?
  • Ikonè: come detto nell’analisi iniziale, se Bonaventura è il cervello ed il cuore pulsante della squadra, il francese è l’estro, la fantasia, la magia. Finalmente libero di testa e servito con la faccia alla porta, riesce a saltare avversari come birilli ed a sfornare assist a volontà. Fare rete non rientra nelle proprie prerogative psicologiche, ma questo Ikone’ è già decisivo così. Non si risparmia nemmeno in fase difensiva con alcuni palloni importanti recuperati. Questo è il calciatore che ci aspettavamo!
  • Jovic: turiamoci il naso e giudichiamo solamente il calciatore. Come detto fin da inizio anno, è forse l’unico vero talento che abbiamo in squadra. Al netto della voglia e della professionalità, ieri ha deciso il match in un amen grazie ad un poetico filtrante di Saponara. Una volta che l’arbitro ha assegnato la rete, è corso sotto la Fiesole ad esultare con i tifosi insieme a Ricky: vero coinvolgimento o paraculismo? Contano i 3 punti, stavolta me ne importa il giusto!
  • Terzic: in un quarto d’ora ha fatto tutto ciò che si richiede ad un esterno basso di una difesa a 4. Aggredire l’avversario quando è spalle alla porta per recuperare la palla, offrire sempre l’appoggio alla catena di competenza, ripartire velocemente con le sovrapposizioni e soprattutto cercare il fondo per crossare in mezzo palloni invitanti per gli attaccanti. La titolarità, l’intoccabilità e la fascia di Biraghi sono tra i misteri irrisolti della storia italiana.

IL BRUTTO

  • Kouamè: mi piange il cuore inserirlo tra i peggiori, ma se vogliamo dire le cose come stanno, stavolta l’esterno viola risulta abulico ed inconcludente. Probabilmente spompato da tutte le gare consecutive giocate finora, Kouamè non riesce praticamente mai a ribaltare l’azione né a ripartire in contropiede con le sue solite falcate. Ciò che poi certifica la giornataccia è anche l’assenza di duelli vinti di testa. Succede, ci vediamo a San Siro!
  • Cabral: nella giornata in cui il suo concorrente Jovic decide la gara, Re Artù stecca sotto ogni punto di vista. Non riesce ad addomesticare i pochi palloni che arrivano nonostante la voglia e l’impegno, fallisce una ghiotta occasione nel primo tempo per permettere ai viola di andare sul riposo più tranquillamente. Resta quel tipo di attaccante che non segnerà mai valanghe di reti nel calcio italiano, ma che è comunque un calciatore utile alla squadra. Stavolta però, l’impegno non basta.

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

SAMPDORIA – FIORENTINA = 0 – 2

Finalmente la continuità! Dopo un inizio di stagione condito da troppi bassi ed alcuni alti, la Fiorentina sembra aver trovato la propria squadra. Grazie ad alcuni aggiustamenti tattici, la crescita di condizione generale della rosa ed una maggiore attenzione in fase difensiva, i viola hanno inanellato la quarta vittoria consecutiva, tra Europa e campionato. La strada per la risalita in graduatoria è ancora lunghissima, ma finalmente si intravede una luce in fondo ad un tunnel che ha fatto perdere troppi punti ad inizio stagione.

La gara di Genova si è rivelata meno ostica del previsto innanzitutto per la caratura tecnica dell’avversario, ma soprattutto perché i ragazzi di Vincenzo Italiano hanno trovato la rete alla prima occasione con il redivivo Jack Bonaventura. L’azione è stata magnifica, ha coinvolto diversi giocatori, ed ha aiutato i viola a mettere subito la macchina sulla strada giusta. Nonostante la consueta incapacità di chiudere le gare il prima possibile, la Fiorentina ha finalmente gestito la contesa senza rischiare di buttarla nonostante alcune decisioni arbitrali a dir poco controverse. La crescita di una squadra passa anche dalla gestione dei vantaggi, dall’attenzione con cui si alza o abbassa il ritmo del gioco, dalla capacità di trovare i calciatori in grado di mantenere il possesso palla (Ikoné su tutti) nel momento in cui si devono spengere gli ardori avversari. Mercoledì al Franchi arriva una Salernitana capace di tutto, di vincere fuori casa contro la Lazio e farsi raggiungere dalla Cremonese in casa: tocca alla Fiorentina dimostrare che il percorso di crescita non accenna a fermarsi.

IL BUONO

  • Bonaventura: bentornato Jack!! Il rettore del centrocampo ha finalmente giocato una partita sui propri livelli. Quantità, qualità, capacità tecniche, leadership. Con questo Bonaventura la Fiorentina è tutta un’altra squadra: acquisisce imprevedibilità, capacità di inserimento, cattiveria sottoporta. Quanto ci sei mancato!
  • Milenkovic: se Bonaventura è stato il grande assente del centrocampo, Nikola lo è stato della retroguardia. Il centrale serbo fino ad oggi non era riuscito a trovare grande continuità a causa di acciacchi, infortuni, squalifiche. Adesso che è tornato in pianta stabile in mezzo alla difesa, come per magia i viola subiscono meno reti e sembrano anche meno frenetici nella protezione degli spazi. Sicuramente qualche aggiustamento c’è stato, ma la presenza di Milenkovic è il primo ingrediente: nonostante il mondiale poi, Nikola non tira indietro la gamba e non si risparmia mai. Ha ricominciato anche a segnare: il nostro vero capitano!
  • Ikonè: finalmente dentro al gioco viola, finalmente protagonista. Riesce a dare continuità alle ultime prestazioni e, nonostante l’ennesima incertezza davanti al portiere avversario, è interprete di una prova convincente non solo nel saltare l’uomo, ma anche nella gestione della palla. Nel secondo tempo, quando la Fiorentina ha bisogno di nascondere il pallone agli avversari, si appoggia spesso all’esterno francese che sbaglia poco o nulla. Jonathan stavolta mi hai proprio convinto!
  • Difesa imbattuta: in una domenica finalmente serena, ho notato un paio di cose che mi sono veramente piaciute. Innanzitutto l’azione del primo gol che coinvolge tantissimi calciatori viola che riescono a fare la cosa giusta: da Ikoné a Dodò che arriva sul fondo fino a Bonaventura che si inserisce e calcia di prima, la Fiorentina ha segnato proprio un bel gol, probabilmente il più bello di questa stagione finora. E poi la difesa imbattuta: con un Terracciano che regala tranquillità, ed una coppia di centrali concentrata e sportivamente cattiva, i viola hanno ritrovato delle certezze che ad inizio anno sembravano svanite. Avanti così ragazzi!

IL BRUTTO

  • Jovic: continua a giocare come se ci facesse un piacere. Italiano nel post match cerca di giustificarlo dicendo che ha giocato con un dolorino, Flavio, il mio socio al Corner Viola, dice che viene servito male. Io so solamente che Cabral, nella seconda frazione di gioco, viene servito nello stesso modo ma gioca molti più palloni, si rende pericoloso e soprattutto esce con la maglia sudata. Tra i due serbi poi, se riuscite, trovate la differenza!
  • Rigore tolto al VAR: una volta tanto che un Direttore di Gara si era preso la responsabilità di fischiare un rigore senza prima andare alla TV, la chiamata viene cancellata proprio dalla tecnologia. Detto che il rigore era evidente, trovo la giustificazione al cambio di decisione ancora più grave della topica: il VAR ha tolto il rigore perché Marinelli aveva visto il fallo di Audero, mentre invece la spinta era di Villar. Quindi, siccome il fischio aveva punito un calciatore che in realtà non aveva commesso l’infrazione, il fallo successivo di Villar non poteva essere punito perché Marinelli lo aveva visto ma non lo aveva sanzionato. Siamo oltre la soglia del ridicolo.

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

SPEZIA – FIORENTINA = 1 – 2

Arriva finalmente la vittoria anche in campionato! Un successo che mancava da troppo tempo e che, nonostante la classifica sia ancora deficitaria, potrebbe regalare quella tranquillità e quella fiducia che è mancata in troppe occasioni in questo inizio di stagione. La Fiorentina è stata più volte sovrastata nel primo tempo quando uno Spezia feroce sia nel pressing che nelle marcature preventive, ha più volte rubato la scena ai calciatori di Vincenzo Italiano. Solamente un Terracciano in formato deluxe ha permesso ai viola di andare al riposo ancora in partita, anche se Milenkovic, autore prima del gol di alcuni strafalcioni incredibili, aveva addirittura regalato il vantaggio ai suoi. Il calcio è talmente strano che con Jovic, che ha colpito il palo anziché raddoppiare, la Fiorentina avrebbe addirittura potuto segnare il secondo gol, ma i ragazzi di Gotti hanno giustamente raggiunto il pareggio. Nella ripresa poi, uno Spezia che non poteva reggere quel ritmo per 90 minuti, ha ceduto campo e possesso palla ai viola e la Fiorentina ha sbloccato la gara con Cabral che, dopo aver guadagnato il rosso di Nikolau, ha anche chiuso il match. Un giusto riconoscimento per un calciatore che non sarà un fenomeno, ma sta al suo posto senza polemiche e si danna l’anima anche se gli vengono concessi pochi minuti.

Antenne dritte adesso in vista della trasferta di giovedì a Riga dove i viola sperano di superare l’Istanbul Basaksehir e di guadagnare la testa della classifica per accedere direttamente agli ottavi. In campionato intanto la classifica è più serena, speriamo di completare l’opera anche in Conference League. Italiano sembra aver definitivamente scelto un sistema di gioco più adatto ai calciatori che ha a disposizione, il 4-2-3-1 con il doppio mediano, ma appare ancora scoperta la posizione del trequartista oggi interpretata in modo insufficiente da Bonaventura. Merito comunque al mister che sta smentendo tutti quelli che lo reputavano un integralista che non voleva modificare il proprio sistema di gioco (ad esempio me!).

IL BUONO

  • Terracciano: se i viola tornano da Spezia con 3 punti è soprattutto merito di questo portierone che, arrivato in sordina a Firenze, ha scalzato tutti i propri competitori meritandosi i galloni del titolare. Compie almeno quattro interventi degni di nota sia da distanza ravvicinata che da lontano: si dimostra anche attentissimo nelle uscite basse ed alte. Man of the match.
  • Quarta: nella prima frazione, quando Milenkovic ha l’unico merito della rete, tiene su la baracca difensiva insieme a Terracciano. Gioca una gara solida, senza paura, pronto a guerreggiare in marcatura ed a far ripartire l’azione. Sempre concentrato, mai incerto, è ormai il titolare del ruolo. Colonna portante.
  • Cabral: ancora una volta scartato come possibile centravanti titolare, gioca una gara di grande sostanza. Ha il merito di entrare fin da subito bene nella contesa nonostante il suo ingresso in campo sia ritardato. Bravissimo a guadagnare il rosso di Nikolau che attenta alla sua gamba con un intervento da killer, decide il match con freddezza da bomber. Speriamo sia la svolta! Professionista che si merita la rete.
  • Jovic: non è un mago della simpatia, ma quando calcia in porta è sempre pericoloso e questa è la cosa più importante. Anche contro lo Spezia non ruba l’occhio ma, seppur con pochi rifornimenti, sfiora più volte la rete. Colpisce un palo nel primo tempo e manca per poco il gol del vantaggio un paio di volte nella ripresa. E’ tra i primi ad andare ad abbracciare Cabral dopo il gol e saluta i tifosi viola sia prima che dopo la partita. Se diventa un perno del gruppo, può cambiare la stagione viola.
  • Ikoné: in netta crescita anche sbaglia troppo in fase conclusiva, è comunque l’unico esterno offensivo impiegato capace di saltare il diretto avversario e puntare la porta. Gioca una gara solida, senza troppi fronzoli, completa. Ecco il Jonathan che vogliamo!

IL BRUTTO

  • Bonaventura: chi mi segue su questo blog e non solo, conosce perfettamente la stima che io provo per questo calciatore magnifico. Purtroppo questa non è la sua miglior stagione e la gara contro lo Spezia lo conferma. Stavolta Italiano, che non rinuncia mai all’ex Milan, lo impiega da trequartista, ma la resa è sempre la stessa: lento, compassato, senza estro, con poca fantasia e poca qualità. Jack torna in te, sei fondamentale per questa squadra!
  • Dodò: ho aspettato molto prima di inserire il terzino brasiliano tra i peggiori ma adesso, per onestà intellettuale, devo assolutamente farlo. Anche al Picco, Dodò non attacca e non difende, offre poca ampiezza al gioco viola e sbaglia troppe volte sia in fase offensiva che difensiva. Certo che alla sola idea di poter impiegare Venuti da quella parte, mi tengo stretto Dodò ma da lui mi attendo molto di più! Peccato perché prima dell’infortunio sembrava il giocatore giusto per occupare la fascia destra viola per anni. Speriamo sia solo questione di condizione atletica.
  • Mandragora – Amrabat : se nella prima frazione di gioco i viola sono in netta difficoltà, è anche perché i due mediani non propongono gioco, non fanno filtro, vanno spesso in apnea. All’inizio della stagione credevo sinceramente che questa fosse una coppia che potesse funzionare ma, arrivati a questo punto della stagione, tanti dubbi mi assalgono. La seconda frazione giocata da Duncan è stata solida, convincente dal punto di vista dell’intensità e della grinta, certamente superiore. Che debba essere l’ex Sassuolo il titolare?

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – ISTANBUL BASAKSEHIR = 2 – 1

Contava centrare l’obiettivo minimo e la Fiorentina, almeno stavolta, non ha sbagliato. Contro i turchi che all’andata avevano sculacciato la squadra di Vincenzo Italiano, i ragazzi viola hanno dato alcuni segnali certamente incoraggianti. Schierati stavolta fin dall’inizio con un riconoscibile 4-2-3-1, sono stati innanzitutto capaci di reagire allo svantaggio, hanno creato tante occasioni da rete ed hanno portato a casa i tre punti che servivano. Ciò che ancora purtroppo non funziona sono i troppi errori individuali, sia in fase difensiva che offensiva. La rete subita ieri sera entra direttamente nella galleria delle cose orribili che siamo costretti a vedere in questa stagione, ma anche la rete sbagliata da Ikonè resterà negli occhi di tanti di noi per un bel pò di tempo. L’esterno offensivo francese resta un rebus irrisolvibile: come può lo stesso calciatore che ha segnato un gol meraviglioso con l’Inter, sbagliare la rete del 3-1 di ieri sera? Mah! Salviamo comunque il buono, un attacco che finalmente segna, una vittoria che finalmente arriva: resta da vedere se, con l’obbligatoria vittoria da conseguire nell’ultimo turno in Lettonia, i viola accederanno direttamente agli ottavi oppure sarà necessario giocare il turno in più spareggiando con una delle terze classificate nei gironi di Europa League. Adesso però testa al campionato ed alla trasferta di La Spezia perché in caso di sconfitta, la Fiorentina si ritroverebbe direttamente in lotta per non retrocedere!

IL BUONO

  • Kouamè: sta diventando inquilino fisso della rubrica e si merita tutto quel che gli sta succedendo. Anche nella gara di ieri sera ha corso, lottato, ma soprattutto sfornato assist e sfiorato la rete. Se penso solamente a che tipo di giocatore era fino a due anni fa, i miglioramenti sono esaltanti. Certamente merito della società che lo ha trattenuto, di Vincenzo Italiano che lo ha finalmente messo a giocare faccia alla porta, ma soprattutto del calciatore che, a differenza di tanti colleghi, ha voluto dimostrare a tutti che in questa squadra ci poteva stare. E’ migliorato tecnicamente, ha imparato a giocare in un ruolo diverso, si è messo a disposizione della squadra con sacrifici importanti anche nei ripiegamenti difensivi. Con tutto il talento che ha, se quello che ha sempre le mani sulle orecchie avesse un quinto della voglia di Kouamé, sarebbe ancora al Real. Continua così Christian!
  • Jovic: siamo stati tre mesi a dire che mancava chi la buttava dentro e dunque adesso è giusto dare a Cesare quel che è di Cesare. L’attaccante serbo è il calciatore di Serie A che ha segnato di più nel mese di ottobre ed anche ieri sera ha svolto in pieno il proprio compito. Peccato che avrebbe potuto segnarne almeno un altro ma per stavolta accontentiamoci. Si conferma un calciatore che non aiuta tantissimo lo sviluppo del gioco quando deve fare il riferimento unico davanti, ma si conferma anche che, quando viene accompagnato maggiormente e non deve fare a sportellate da solo, è un altro giocatore. Continua così ragazzo, fortunatamente non devo tifare in base alla simpatia!
  • Reazione della squadra: diciamoci la verità, dopo il gol assurdo preso dopo pochi minuti, potevamo anche mollare e sbracare definitivamente. Invece ancora una volta la Fiorentina, così come già successo contro l’Inter, ha dimostrato di voler ribaltare la situazione e ci è riuscita. Magari gli avversari non erano un granché, ma qualche settimana fa ci hanno sommerso di reti e di vergogna. La squadra ha dimostrato di stare con Vincenzo Italiano e credo sia merito anche del lavoro che il tecnico sta facendo per risolvere i problemi iniziando anche ad ammorbidire alcune sue convinzioni. Mi hanno convinto le sue parole di ieri quando ha candidamente ammesso che abbiamo cambiato modo di giocare con gli esterni di attacco ai quali viene chiesto di giocare più dentro il campo avvicinandosi alla punta e gli esterni bassi che invece giocano in ampiezza. Poi manca chi serve per bene questi movimenti, ma questa è un’altra storia. Se la squadra ci crede, avrà sempre Firenze dalla propria parte.

IL BRUTTO

  • Gollini-Mandragora: la Fiorentina anche ieri ha subito una rete da “oggi le comiche”. E’ vero che Igor esce troppo sull’attaccante avversario e che Milenkovic è troppo largo, ma mi spiegate cosa fanno quei due? Mandragora lascia l’uomo come se non toccasse a lui, Gollini esce ma non abbastanza per arrivare primo sul pallone e resta nella terra di nessuno. Ma perché non aspettare in area di rigore l’avversario per provare almeno la parata? E menomale che abbiamo cambiato il preparatore dei portieri, sennò chissà cosa combinava….Ma se l’estremo difensore non ha poi altre occasioni per rimediare, Mandragora le avrebbe pure, ma gioca la consueta partita insufficiente di fase di palleggio e di riproposizione del gioco e non riesce nemmeno ad essere una diga sicura davanti alla difesa. Pradè, Barone, Commisso, sono questi i rinforzi del mercato vero?
  • Errori individuali: certamente Vincenzo Italiano ha tante responsabilità nell’avvio stagionale insufficiente della Fiorentina, ma chi non vede gli errori individuali dei calciatori è in malafede. Dopo la pepita di Venuti contro l’Inter, ieri il gol subito a freddo e tutti i gol sbagliati: è anche questo colpa del mister? Il problema di questa squadra è che, al netto della qualità non eccelsa degli interpreti, abbiamo anche dei cali di concentrazione clamorosi che si ripercuotono sul risultato. La fortuna vuole che si inizi a segnare qualche rete, altrimenti sarebbe veramente dura. Non avremo però sempre i turchi davanti, sveglia!
  • Jovic: lo ammetto, io sono uno di quelli che ha fischiato sonoramente l’attaccante al momento della sostituzione. E non l’ho fatto per il gesto delle mani alle orecchie che può anche essere un’esultanza (antipatica, ma ci può stare). L’ho fatto per il gesto che ha rivolto alla Curva Fiesole in occasione della gara contro l’Inter quando ci ha mimato che chiacchieravamo troppo. Sinceramente una cosa insopportabile: Jovic fà parte di una compagine che occupa il 14° posto in classifica, ha perso contro un Bologna senza allenatore, ha preso due volte consecutive 4 gol in casa, ha pareggiato in casa contro il Riga, ha perso 3-0 in Turchia. Nonostante questo, lo stadio Artemio Franchi è al top in Italia come indice di riempimento per le gare interne (comprese le 36.000 persone accorse a vedere quella partita nonostante la classifica, il mercato, le polemiche, l’assenza di obiettivi di questa stagione) e non ha mai fischiato la squadra durante i 90 minuti anche se tante volte ne avrebbe avuto tutto il diritto. Ascolta Luka, pensa a segnare…. dai retta ad un bischero!

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – INTER = 3 – 4

Una partita folle, emozionante, piena di distrazioni ed errori tecnici individuali che condanna la Fiorentina all’ennesima sconfitta interna e spenge le residue speranze di guardare ad un campionato diverso dal vivacchiare. Non si può dire che la squadra di Vincenzo Italiano non ci abbia provato dopo aver riaperto una gara che sembrava senza speranze già dopo 20 minuti, ma Valeri da una parte e Venuti dall’altra hanno tarpato le ali ad una rimonta che aveva fatto volare i cuori viola in Paradiso. A niente sono valsi i gol degli attaccanti, stavolta schierati insieme (sarà un caso?), ma sapere di poter fare male agli avversari aiuta sia dal punto di vista psicologico che tattico, come andremo a spiegare qui sotto. Resta comunque ancora una volta un migliore in campo indiscusso: l’Artemio Franchi pieno di amore ed orgoglio che, guidato da una splendida Curva Fiesole, meriterebbe molto di più da una proprietà che sembra pensare solamente agli utili, alle infrastrutture, alle polemiche con i giornalisti, di calciatori che sanno solo polemizzare per i (troppi) pochi fischi riversati sulla squadra dopo alcune prove oscene, di un allenatore che ha la rapidità di un bradipo nel leggere le partite e provare qualcosa di diverso.  

IL BUONO

  • Kouamè: lotta, si sbatte, salta più volte un difensore del rango di Skriniar. Ancora una volta si sfianca in un doppio, triplo lavoro diviso tra la fase offensiva e quella difensiva. Non riesce a pungere come nelle ultime occasioni, ma resta un perno della squadra. Non possiamo più farne a meno.
  • Cabral: dopo i primi cenni di risveglio visti a Lecce, anche contro l’Inter gioca un’onesta partita per il calciatore che è. Lotta, sgomita, offre sponde, apre spazi: insomma tutto l’armamentario di un centravanti che però non è probabilmente ai livelli del calcio italiano. Almeno non si lascia andare a esultanze sguaiate o gesti antipatici e segna con grande freddezza il rigore che riapre il match. Professionista vero.
  • Ikonè: si conferma un calciatore che rende al meglio quando trova campo davanti per attaccare gli spazi liberi. Il gol è un gioiello grezzo in una serpentina in cui, come al solito, prima aveva incespicato sulla palla. Enigma irrisolto.
  • ltaliano: se la squadra riapre la partita con il cambio modulo e con una prova furente ed aggressiva, è anche perché, volenti o nolenti, il mister siciliano è entrato sottopelle ai calciatori e riesce ad infondere loro quella voglia di non mollare mai che è ormai una bella compagna di viaggio della squadra da quando è sbarcato a Firenze. Di tutto il resto ne parliamo tra poco.

IL BRUTTO

  • Milenkovic: una partita costellata di errori sia nei confronti di Correa che di Dzeko. Troppo dolce, molto spesso distratto, il lontano parente del condottiero di cui la squadra avrebbe bisogno. Un passaggio a vuoto glielo possiamo concedere.
  • Venuti: BASTA….BASTA….BASTAAAAAA (non Dusan). Non ne possiamo più!!! Dopo Udine, Bologna, Istanbul, ancora lui a regalare la partita agli avversari. E lui è quello che prima di una delle ultime partite di Conference League si è lamentato delle polemiche del pubblico? Lollo a te non dovrebbe essere permesso nemmeno di cambiarti davanti ad uno stadio come quello di ieri sera. Sei un miracolato e come tale dovresti ringraziare ogni giorno della situazione in cui ti trovi. Adesso però, fai un gesto da tifoso vero, chiamati fuori: non è la tua dimensione!
  • Jovic: ecco un altro fenomeno che a Lecce sembrava si fosse rotto tutto! Uno che, dopo aver segnato la rete contro l’Inter (il gol mancava dalla prima di campionato contro la Cremonese), si è permesso di esultare in modo polemico. Uno degli ultimi a permettersi una cosa del genere, il Cholito Simeone, da lì in poi fu subissato di fischi: spero faccia la stessa fine!
  • Valeri: l’insopportabile profumo del potere. Deve averlo sentito anche il fischietto romano ieri sera…. il rosso che manca a Di Marco in occasione del rigore viola credo entri direttamente nella saga degli orrori arbitrali della stagione 2022/2023. Sul gol del 3-4 poi, l’azione è viziata da un fallo di Dzeko su Milenkovic. Ma tanto che importa, domenica di nuovo ad arbitrare questo circo! Rien ne va plus!
  • Italiano: ieri sera, quando è entrato Jovic al posto di un centrocampista con oltre mezz’ora da giocare, con la squadra che passava finalmente ad un vero e proprio 4-2-3-1, ho avuto paura iniziasse a nevicare. Il mister viola ci ha messo più di 3 mesi a capire che, per come è costruita questa squadra, non può giocare con il modulo da lui prescelto. Chiaro che ieri sera la squadra ha preso anche alcune imbarcate quando ha giocato con Jovic, Cabral, Kouamè ed Ikoné, ma dobbiamo anche dire che, essendo sotto nel risultato, i due centrocampisti centrali sono sempre stati di costruzione e non di filtro. Con la coppia Mandragora-Amrabat, sono convinto che la Fiorentina possa trovare quegli equilibri necessari per non dover sempre viaggiare sulle montagne russe come ieri sera. Incredibile poi che, quando i calciatori sono stati messi nel loro ruolo, abbiano segnato: qualcuno (Flavio) dirà che i gol sono stati segnati su palla inattiva ma se hai più calciatori offensivi in campo, anche le squadre avversarie dovranno coprirsi in maniera diversa e magari tirarsi indietro. Senza contare poi che, giocando contro l’Inter disposta a 3 dietro, la contemporanea presenza di quattro calciatori offensivi li obbliga a cambiare atteggiamento. Speriamo che l’inversione sia definitiva: anche perché in questo modulo possono trovare spazio nei 3 dietro la punta anche calciatori come Saponara, ultimamente spaesato e Bonaventura, che in mezzo al campo offre qualità ma non quel filtro necessario ad una difesa ballerina. La più grave colpa però, è quella dell’inserimento di Venuti: con Dodò che ha chiesto il cambio ci sono tantissime soluzioni per NON vedere Venuti in campo. Innanzitutto Terzic a destra (visto che Biraghi continuava a fare la sua mediocre figura come sempre), oppure l’inserimento di Igor con lo scivolamento di Quarta o Milenkovic a destra, o perché no l’impiego di Bianco che a Moena ha interpretato quel ruolo per tutto il ritiro. Quando si ha bisogno di portare via almeno un punto (e dovrebbe saperlo anche lui quanto bisogno avevamo), ci si può sempre inventare qualcosa. Ma forse aver già dovuto mettere nel cassetto il 4-3-3 ha tolto lucidità.

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

HEARTS OF MIDLOTHIAN – FIORENTINA = 0 – 3

E’ vero, non giocavamo certamente contro una squadra dalle grandi abilità tecniche, né molto organizzata tatticamente o fortissima fisicamente, ma forse il Riga lo era? E l’Istanbul era una compagine da cui subire tre reti senza quasi mai tirare in porta? Certamente no! Ed allora caliamoci nella realtà attuale della manifestazione e della nostra Fiorentina dicendo che è una vittoria importante, anzi fondamentale, insomma era proprio quello che ci voleva!

Per la squadra intristita, moscia, spenta vista spesso in questo primo scorcio di stagione, una vittoria così netta potrebbe essere quella scintilla che Italiano cercava da settimane. Spesso dove non arrivano le gambe, la qualità, la tattica, arrivano testa e cuore e, se l’impegno non era mai mancato, la gara di ieri potrebbe far tornare brillantezza in quel motore che sembrava ingolfato. L’approccio al match, davanti ad una bolgia di 20000 scozzesi, è stato perfetto: la Fiorentina ha preso fin da subito il comando del gioco attaccando alto con un centrocampo fisico ed ha avuto il merito e la fortuna di segnare alla prima occasione con Mandragora su bellissimo assist di Terzic. Che il vento stia cambiando? Le prestazioni dei singoli saranno approfondite qui sotto, ma mi sento di poter dire che Vincenzo Italiano sta cercando di far cambiare marcia alla squadra grazie anche all’abbandono di qualche dogma che sembrava ormai stantio. La squadra gioca maggiormente in verticale cercando di scavalcare la linea difensiva avversaria anche con il lancio lungo, gli inserimenti dei terzini, in particolare Terzic, non vengono più effettuati solamente con la sovrapposizione esterna, ma talvolta con il taglio dentro il campo tra la mezz’ala e l’esterno di attacco, i centrali difensivi sono tornati ad accompagnare maggiormente il gioco lasciandosi spesso alle spalle il fido Amrabat. Non so se tutto ciò sarà sufficiente per la partita di Lunedì contro la Lazio, ma se la Fiorentina inizia anche a recuperare calciatori del calibro di Dodò, Milenkovic, Nico e Sottil, il vento può veramente cambiare!

IL BUONO

  • Kouamé: il migliore in campo per distacco. Segna una rete meravigliosa, serve un assist perfetto per Jovic, lotta su tutti i palloni come se fosse l’ultimo della sua partita. Mette il fisico al servizio della squadra ed, oltre ad essere dominante di testa come sempre successo, sembra migliorato anche nei movimenti offensivi. Si lancia a prendere il ruolo di prima punta ogni qualvolta Jovic viene a legare il gioco con i centrocampisti e non si tira mai indietro quando deve aiutare la squadra in fase difensiva. L’abbraccio ad Italiano dopo il gol è la fotografia più bella della serata.
  • Jovic: visto che in molti avevamo evidenziato l’attacco come il problema più grave di questa squadra, mi sembra giusto citare subito anche l’ex Real Madrid. Dopo lo scampolo di Bergamo in cui era entrato in modo convincente, in terra scozzese Jovic si conferma perché risulta nuovamente volenteroso ed attento alle giocate della propria squadra. Lega le azioni, riempie di cartellini gialli e rossi gli avversari, dialoga bene con Kouamé e, dopo qualche tentativo a vuoto, torna finalmente al gol. Mister per favore, proviamo a dargli continuità che magari si è sbloccato!
  • Mandragora: dopo averlo bacchettato più volte, stavolta dobbiamo dire che la sua gara è stata finalmente molto buona. Oltre al decisivo gol che ha sbloccato il risultato, ha mostrato quella capacità di inserimento che molti ricordavano come una delle sue qualità migliori. Nel ruolo di incursore alla Barak, si è più volte reso pericoloso senza però dimenticare di randellare in mezzo al campo all’occorrenza. Dimostra ancora una volta di NON essere un regista, spero l’abbiano capito tutti. Avanti così!
  • Martinez Quarta: continua la crescita impetuosa di questo marcatore argentino. Anche ieri sera chiusure attente, impostazioni intelligenti, ripartenze fulminee, come in occasione del terzo gol. Speriamo Igor stia bene, ma con il recupero di Milenkovic possiamo comunque stare tranquilli.
  • Terzic: mi piace premiare nuovamente il terzino serbo che, seppur impiegato a destra, ha mostrato grande applicazione, discreti spunti offensivi ed addirittura cross al bacio sia con il mancino, come in occasione del gol di Mandragora, sia con il destro. Mai con le mani sui fianchi, mai supponente. Tra lui e Venuti non c’è gara!

IL BRUTTO

  • Gollini: seppur rimasto imbattuto, rischia anche stavolta di combinarla grossa con un’uscita improvvida al limite dell’area di rigore. Si riprende poi con la parata salva risultato quando la Fiorentina è ancora sul 2-0 ma regala sempre quella sensazione di insicurezza che è inammissibile a certi livelli. Da ritrovare.
  • Saponara: è in un momento di crisi persistente. Probabilmente gioca solamente per le contemporanee assenze di tutti gli altri esterni, ma la sua prova è ancora una volta insufficiente. Non salta quasi mai il diretto avversario, non accende mai la luce con i suoi passaggi in verticale, ma soprattutto si macchia della disattenzione che potrebbe riaprire la partita quando vuole stoppare un pallone in area viola combinando una bella frittata. Menomale che Gollini ci mette una pezza ed il vantaggio resta rassicurante. Ricky lunedì con la Lazio ci riposiamo ok?

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

ATALANTA – FIORENTINA = 1 – 0

Un’altra occasione sciupata in un campionato mediocre che rischia di far diventare la nostra stagione anonima presto, troppo presto. Anche a Bergamo, come ad Udine e Bologna, una Fiorentina non certo scintillante torna a casa sconfitta pur senza essere stata messa sotto: ancora una volta contano le disattenzioni individuali di calciatori che non sono all’altezza del compito richiesto (citofonare prima di tutti a Venuti). E’ un vero peccato perché probabilmente anche quest’anno, se i viola vorranno provare a tornare in Europa, l’Atalanta sarà una delle dirette concorrenti e vedendola ieri non sembra essere superiore. Ha però un’elasticità diversa, interpreta le gare ed ha cambiato completamente modo di giocare rispetto allo scorso anno: baricentro basso, grande densità in mezzo al campo, ripartenze fulminee sull’attaccante anziché sugli esterni.

Vincenzo Italiano, che non saprei se mettere nel buono o nel brutto, ha dimostrato ancora una volta di essere un grandissimo allenatore quando ha a disposizione il tempo per lavorare con i propri ragazzi. La Fiorentina gioca alla pari per 55 minuti contro la prima in classifica, concede poco e prova a masticare calcio con troppi passaggi in orizzontale (Mandragora regista è troppo anche per un tifoso sfegatato come me) e poca brillantezza sugli esterni (avete mica notizie di Saponara?). Il problema del mister resta ancora una volta la lettura della gara e soprattutto la reazione agli eventi: anche stavolta si prova a forzare la partita, con l’innesto della seconda punta, solo venti minuti dopo aver preso rete e concedendo poco tempo a Jovic e Cabral per incidere. Sicuramente i due non sono fenomeni, ma sarebbe possibile concedere loro almeno un pò di tempo per vedere come vanno insieme? E se proprio le due punte sono impossibili quando la squadra ha in campo Nico e Sottil, quando gli esterni sono Saponara ed Ikoné la qualità la si può trovare solamente nelle combinazioni centrali tra i due attaccanti. Una volta tanto vorrei che Italiano fosse più simile a Gasperini (cosa mi tocca dire!!!): meno dogmi, più reattività per provare a cambiare il corso della gara oppure l’anonimato ci inghiottirà!

IL BUONO

  • Martinez Quarta: molti indicano Terracciano come il migliore in campo ma l’uscita a vuoto di testa e l’indecisione sul pallone successivo quando non attende la palla in area, mi fà propendere per il centrale argentino. Senza paura, sempre pronto a far ripartire l’azione, insuperabile di testa e palla a terra. In occasione della rete avversaria è sfortunato nel rimpallo contro Muriel quando lo accompagna verso il raddoppio di Venuti, raddoppio che stiamo ancora tutti aspettando. Baluardo.
  • Jovic: oltre i tiri in porta c’è di più. Entra in campo finalmente con uno spirito diverso: lotta, rincorre gli avversari, fà a sportellate con tutti quelli che gli capitano vicino. Oltre a ciò, messo finalmente accanto ad un’altra punta, trova quegli spazi tra le linee che invochiamo con Flavio da inizio stagione e dialoga pericolosamente con il compagno di reparto. Tira verso la porta ben quattro volte in un quarto d’ora ed impensierisce Sportiello. Con Amrabat e Duncan in mezzo al campo, è proprio impossibile pensare a Jovic accanto ad un altro attaccante?
  • Terzic: Venuti mi ha portato talmente all’esasperazione che preferisco un mancino a destra, che non sa difendere (come Venuti), che ha difficoltà a crossare perché deve rientrare sul sinistro, che non ha praticamente mai giocato con continuità, ma che almeno NON METTE MAI LE MANI SUI FIANCHI E NON STA AD INVEIRE CONTRO L’ARBITRO OGNI VOLTA CHE PERDE PALLA. Voglio Terzic, Bianco o Favasuli finché non torna Dodò!
  • Il quarto d’ora finale: saranno stati i cambi di Italiano, compreso l’inserimento di Duncan, sarà stata l’Atalanta che si è rintanata in area regalandoci metri di spazio, ma almeno gli ultimi 15 minuti ci hanno restituito brividi, tiri in porta e pressione sulla palla nella metà campo avversaria. La squadra non avrà avuto equilibrio, sarà stata portata ai lanci lunghi su Cabral, ma almeno ci ha provato ed ha costruito qualcosa. Vincenzo per favore ricominciamo da qui!

IL BRUTTO

  • Venuti: è ufficiale, non lo sopporto più! Con gli amici del Parterre, facciamo sempre la battuta il giovedì, dicendo che se non è buono per la serie A come può esserlo per giocare in Europa? Al netto delle qualità tecniche, certamente insufficienti per una squadra che voglia competere dalla metà classifica in su, ciò che trovo assolutamente insopportabile è la supponenza con cui gioca. Quando Venuti si è affacciato in serie A con la Fiorentina, almeno potevamo dire che fosse un lottatore, uno che dava tutto per la maglia, un calciatore arcigno e sempre concentrato. Adesso nemmeno più questo: ieri, in occasione della rimessa laterale da cui scaturisce il gol del vantaggio orobico, si disinteressa dell’attaccante che ha alle spalle e quando si accorge che Quarta deve uscire per tappare la falla, non ha nemmeno il buongusto di aiutarlo con un raddoppio di marcatura. Oltre a ciò è sempre a protestare con l’arbitro come se si meritasse la benevolenza arbitrale non si sa per quale motivo. Ma Udine non ti ha insegnato nulla? Per non parlare poi del suo ormai inevitabile show personale fatto di passaggi all’indietro e cross sulla schiena dell’avversario. Bastaaaaaaaaaaaaaaa!!
  • Irrati: due errori talmente gravi da non poterne non parlare perché aiutano a spiegare il regolamento. Il cartellino rosso a Kouamé è contro lo spirito del gioco: l’attaccante viola commette certamente fallo perché entra in modo scomposto ma per il cartellino manca sia la violenza che la volontarietà. Errore per certi versi ancor più grave Irrati lo commette più tardi quando, dopo aver toccato la palla in un’azione di gioco, non ferma la gara e permette alla Fiorentina di ripartire in contropiede. Semplicemente assurdo.
  • Saponara: se avete notizie per favore contattatemi in privato. Ghost.

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

BOLOGNA – FIORENTINA = 2 – 1

Se la gara di Bologna doveva essere quella del riscatto, Italiano ed i suoi ragazzi hanno sbagliato approccio, tenuta e sviluppo della partita. Per l’ennesima volta in questa stagione, la Fiorentina è stata lontana parente da quella dello scorso anno per ritmo, geometrie e conclusioni in porta. Una volta tanto che era riuscita ad andare in vantaggio grazie al gol del miglior difensore in campo oggi, Martinez Quarta, ha pensato bene di farsi raggiungere e poi superare da una squadra mediocre, senza allenatore, senza qualità. Se ad inizio stagione qualcuno aveva persino la sfacciataggine di parlare di Champions, adesso a me viene da ridere per non piangere per una situazione di oggettiva difficoltà dalla quale sembra non si riescano a trovare vie d’uscita. Oltre all’atavica idiosincrasia nel trovare la porta avversaria, adesso la Fiorentina non riesce più nemmeno a tenere la propria inviolata e questo è un campanello d’allarme enorme in una stagione resa complicatissima anche da gare così ravvicinate. Stavolta Italiano, forse stanco di sentirselo dire, ha provato qualcosa di nuovo dal punto di vista tattico con una sorta di 4-2-3-1 con Jovic alle spalle di Kouamè e Bonaventura arretrato tra i due centrocampisti centrali. L’esperimento però è parso tardivo (erano già più di 10 minuti che i viola erano passati in svantaggio) e frutto più di disperazione che non di convinzione. I problemi sono tanti e spesso si ripetono di gara in gara, cerchiamo di capirne almeno in parte le cause.

IL BUONO

  • Martinez Quarta: qualche errore lo commette sempre ma almeno stavolta sembra esserci con la testa e con quella cattiveria agonistica che pareva smarrita nelle ultime settimane. Sblocca la gara con una rete da attaccante consumato (e ciò non può non essere premiato) ma poi è protagonista sfortunato della rete di Arnautovic: probabilmente il contatto falloso c’è, ma questo non lo solleva completamente dalla responsabilità di un posizionamento imperfetto. Resta comunque uno dei migliori.
  • Jovic seconda punta: ho aspettato più di un mese a scriverlo per non sembrare prevenuto nei confronti di un giocatore appena arrivato e nella speranza che il nostro tecnico dopo aver trasformato tanti calciatori in rosa potesse riuscirci anche con lui. Per avere successo nei processi di trasformazione e di crescita però, si ha bisogno anche della voglia del calciatore ed in questo caso, al momento, non mi sembra ci sia forte corrispondenza. Ecco allora che credo sia necessario utilizzare il calciatore per le migliori caratteristiche in dote anche per restituirgli quella fiducia ormai scomparsa. Diciamolo dunque a chiare lettere: Jovic è una seconda punta fatta e finita e come tale deve essere utilizzato. L’azione del primo tempo in cui manda in porta Dodò è la fotografia di un calciatore che ha bisogno di staccarsi dalla marcatura per poter giocare faccia alla porta. Possiamo farlo giocare nel suo ruolo??

IL BRUTTO

  • Jovic: non voglio essere frainteso quindi, a scanso di equivoci, dico subito che l’atteggiamento e la voglia mostrata dal serbo in campo è stata indecente. Proprio perché non voglio dargli nemmeno un alibi, chiedo che venga messo dove ha dimostrato nella sua carriera di essere un giocatore di calcio sopraffino: almeno saremo liberi di dirgli tutto ciò che pensiamo. Resto convinto che non possa aver disimparato a giocare, ma si deve svegliare!!!!
  • Orsato: il gol del raddoppio del Bologna è palesemente irregolare. Come sa chi ci segue, su questo blog non parliamo praticamente mai di arbitri ed anche in occasione del gol subìto dalla Fiorentina ad Udine dove tutti invocavano il fallo su Venuti, ho detto chiaramente che la rete era regolare. In questo caso invece, il contatto è evidente ma si è scelto di far proseguire: la decisione è errata! Ciò non significa che, per coprire gli evidenti limiti della prestazione, ci si possa attaccare ad Orsato. Gol irregolare, ma i viola sono stati orribili!!!
  • Igor: l’errore sul gol di Barrow che riapre la partita è quello di un calciatore che si sente più bravo di quel che é. Se vi ricordate, già nelle precedenti puntate della rubrica, avevo fatto notare che il difensore brasiliano stava esagerando quasi che ci volesse dimostrare che era diventato il migliore del mondo, cosa che ovviamente non è accaduta. Consiglio a Hulk di tornare sulla terra e di smettere di credere di essere un super eroe. Il difensore che abbiamo ammirato nella scorsa stagione ci basta ed avanza!
  • Vincenzo Italiano ed il suo staff: ho la netta impressione che la situazione stia sfuggendo di mano a quello che era stato probabilmente il miglior allenatore della scorsa stagione. Colpa dei troppi impegni che creano problemi? Oppure di un calcio sempre uguale a sé stesso che è diventato troppo leggibile? O magari dell’ottusità di un tecnico che ha un suo credo che non riesce a variare? Sinceramente non lo so, ma quel che so è che il contratto del mister è stato prolungato, lautamente arricchito e dunque sta a lui trovare la soluzione ad una serie di problemi che sembrano incancrenirsi anziché risolversi. Spesso la soluzione dell’enigma viene consigliata dallo staff ma siamo sicuri che questo ne sia capace? La Fiorentina gioca sempre lo stesso tipo di calcio, sembra non avere soluzioni alternative ed adesso iniziano anche ad esserci problemi fisici. A parte il primo tempo con il Twente, i viola non sono mai sembrati brillanti, rapidi, veloci, non hanno cambio di passo, variazioni di ritmo…. ed inoltre gli infortuni iniziano veramente a preoccupare. Ieri altri due infortuni muscolari che si sommano a quelli già avuti. Siamo sicuri non ci sia qualcosa da rivedere? Ed anche dal punto di vista tattico, si continua a giocare un calcio fatto di possesso palla e gioco in orizzontale in cui gli interpreti sembrano incapaci di cambiare lo spartito. Sono loro o chi li guida? Forza mister siamo con te! La fiducia è intatta, ma giovedì e domenica non possiamo più sbagliare!

A voi per i commenti: a presto!!