Il buono, il brutto, il cattivo

BRAGA – FIORENTINA = 0 – 4

Non so se è solamente un raggio di luce oppure è tornato a splendere il sole, quel che so è che finalmente, almeno per 90 minuti, con una buona continuità di manovra e ritmi assolutamente accettabili, siamo tornati ad ammirare la vera Fiorentina, quella che Vincenzo Italiano ci ha mostrato per tutta la scorsa stagione. La trasferta di Braga, molto temuta prima di scendere in campo, potrebbe averci restituito quella viola che abbiamo ammirato ed osannato nel primo anno di gestione Italiano, o almeno questa è la nostra speranza. Stavolta infatti, la Fiorentina è tornata a seguire quell’idea di calcio che ci aveva inebriato lo scorso anno: linee corte e strette, ricerca dell’anticipo quasi spasmodica, ma soprattutto gestione della palla finalmente in ampiezza anziché nell’imbuto della zona centrale del campo. Quasi miracolosamente sono tornate a funzionare le catene esterne della squadra, specialmente quella di sinistra in cui Mandragora e Biraghi (!!!) hanno imperversato più volte e solamente la serataccia di Saponara non ha permesso di chiudere i giochi già dopo 45 minuti. Gran parte del merito di ciò, credo sia da ricercare nel ritorno alle sovrapposizioni esterne dei terzini: nelle puntate del Corner Viola, già nel periodo di stop del campionato per i Mondiali del Qatar, avevamo fatto notare come Dodò e Biraghi avevano cambiato il modo di attaccare facendo movimenti interni rispetto ai compagni offensivi di fascia. Ieri finalmente, siamo tornati a giocare con Nico e Saponara che tagliavano dentro al campo e Biraghi e Venuti che, quando spingevano, si posizionavano quasi sulla linea laterale. Questo movimento ha permesso anche ai centrocampisti di andare dentro con più continuità trovando anche la via del tiro in porta. A tutto questo si è poi sommata la serata degli attaccanti: Jovic e Cabral hanno finalmente trovato la via della rete addirittura con una doppietta a testa ed hanno riacceso la speranza di avere due punte non proprio goleador di razza, ma comunque in grado di capitalizzare almeno una parte della mole di gioco che viene costruita dalla squadra. E per questo, per i meriti della Fiorentina, per l’approccio alla gara, per la qualità delle giocate, il Braga è sembrato veramente poca roba, una squadra capace di rendersi pericolosa solamente grazie ad errori difensivi e non alle trame di gioco inaridite dal pressing viola e dalle letture preventive di Amrabat e Madragora finalmente convincenti.

Resta la soddisfazione per una serata perfetta con quel retrogusto amaro di ciò che poteva essere e finora non è stato. Siamo ancora in tempo per raddrizzare la stagione anche in campionato? Con l’Empoli sarà già un test attendibile per capirlo, ma sarebbe assolutamente doveroso provarci almeno per quei 1600 eroi che si sono sobbarcati spese di viaggio, hanno preso giorni di ferie, hanno sfidato gli scioperi aerei per continuare ad inseguire un sogno in uno stadio portoghese che doveva essere colorato del rosso del Braga, ma che ieri sera è sembrato solo ed esclusivamente viola.

IL BUONO

  • Jovic: finalmente a segno con una doppietta. In una gara in cui certamente viene servito più e meglio, realizza il primo gol da centravanti di razza con un bellissimo colpo di testa e poi raddoppia prendendo in contropiede il difensore in un disperato recupero. Sembra finalmente più dentro il gioco tanto da causare anche un’espulsione. I ritmi non sono certo infernali, ma le movenze sono da attaccante puro. Se solo avesse voglia……
  • Biraghi: come sapete non è il mio giocatore preferito, ma cerchiamo sempre di dire le cose che pensiamo ed allora ieri sera abbiamo visto il terzino che vorremmo sempre vedere in campo. Finalmente coraggioso, capace di arrivare sul fondo per il cross, sempre pronto ad aiutare il centrocampista per dargli l’appoggio. Allora si può fare!
  • Mandragora: ecco un altro calciatore di cui ho criticato in lungo ed in largo sia l’acquisto che le prestazioni. Ieri sera però ha finalmente fatto intravedere le doti per cui è stato acquistato. Tosto, sempre dentro la partita, pronto a fare sia la fase offensiva che quella difensiva con continuità, pericoloso al tiro. Se la catena di sinistra funziona così bene, è anche grazie al suo lavoro. Avanti così adesso!
  • Cabral: il gol del 3-0 è semplicemente meraviglioso anche se, dobbiamo dirlo, non si può prendere una rete direttamente dalla rimessa laterale! Arturone però, al quale vogliamo un gran bene per l’impegno che ci mette sempre, in Conference League sembra nel giardino di casa. Due gol fondamentali per il morale. Che possa essere la scintilla?

IL BRUTTO

  • Milenkovic: in una partita in cui il Braga si fa vedere raramente nella metà campo avversaria, se i portoghesi riescono a trovare la via di Terrracciano è sempre e solamente nella zona del serbo. Dopo il mondiale, non abbiamo più ammirato il condottiero difensivo. Nikola sveglia che abbiamo bisogno di te!
  • Saponara: un qualunque altro esterno del campionato italiano avrebbe terminato il primo tempo avendo segnato almeno una rete. Con il talento che ha, resta un enigma irrisolto.
  • Nico Gonzalez: un fantasma che vaga per il campo senza essere mai decisivo né partecipe. Che sia rimasto in pista?
  • Cartellini gialli: qualcuno può spiegarmi come sia possibile che i tuoi esterni offensivi prendano due cartellini gialli quando la propria squadra ha il vantaggio di un uomo e vince 3-0 in trasferta? Semplicemente assurdo.

A voi per i commenti!!

10 pensieri su “Il buono, il brutto, il cattivo

  1. Seguendo il calcio da tanti anni ho capito che un giocatore raramente migliora a piccoli passi, ma spesso esplode all’improvviso. Poche partite prima sembrava del tutto inadeguato, poi di punto in bianco comincia a sfornare una prestazione da urlo dietro l’altra. A Firenze l’ultimo esempio in ordine di tempo è Vlahovic: fino al 2020 compreso era tecnicamente grezzissimo e con un fiuto del gol pari a zero, poi arriva Prandelli, gli insegna a giocare a calcio e nel giro di pochissimo lo trasforma in un attaccante da 20 gol.
    Naturalmente esistono anche i casi opposti, ovvero quei calciatori che da giovani sembravano fortissimi, poi anziché esplodere implodono e finiscono in serie C o addirittura nei dilettanti. Anche qua un esempio in salsa viola è quello di Federico Carraro: nel 2010 eravamo tutti convinti al 100% che sarebbe stato l’erede di Mutu, poi andò a finire che l’erede di Mutu diventò Jovetic e Carraro fu ceduto al Pavia a titolo gratuito. Oggi a 30 anni gioca nella Feralpisalò, e il suo profilo Transfermarkt parla chiaro: a Febbraio ha messo insieme 13 partite, zero gol e zero assist. Ergo, non incide neanche in serie C.
    Onestamente non so se Jovic farà la fine di Vlahovic o quella di Carraro, e non so neanche se la doppietta di ieri servirà a sbloccarlo o se invece sarà solo un fuoco di paglia. Se dovessi azzardare una previsione, credo che per lui sia più probabile la fine di Carraro, perché per arrivare ad alti livelli e restarci bisogna essere umili, e lui invece si sente un fenomeno solo perché ha giocato (peraltro poco e male) nel Real Madrid. Anzi, ti dirò di più: per me non farà la fine di Carraro, smetterà punto e basta, perché lui piuttosto che scendere in serie C preferirà appendere le scarpette al chiodo.
    Riguardo al tuo post, onestamente non so da chi fosse molto temuta la trasferta di Braga. Io personalmente la temevo quanto una trasferta a Rufina o a Pienza. Il motivo l’hai scritto tu stesso: il Braga è poca roba, come tutte le squadre che partecipano alla Conference League (tranne le 3 eccezioni che ho elencato in un altro tuo post: Lazio, Villarreal e West Ham). E infatti anche i giocatori che contro le squadre serie fanno ridere (ma non ditelo a Italiano che si offende) contro il Braga sembravano dei fulmini di guerra. Detto questo, una squadra totalmente priva di gioco come quella di Iachini non avrebbe prodotto calcio champagne neanche contro il Braga, quindi va dato atto a Italiano che con una squadra più o meno identica a quella del suo predecessore (anzi, pure con un Vlahovic in meno) sta ottenendo dei risultati notevoli. Se poi riuscisse a ottenere anche un trofeo tra Coppa Italia e Conference League, allora sì che ci sarebbe da fargli una statua! 🙂

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    • Ciao wwayne!
      Mamma mia quanto ci ho sperato anche io in Federico Carraro…mi sembrava un pò leggerino ma aveva colpi fantastici! Quanto a Jovic io credo che abbia movenze da attaccante talmente perfette che, magari in campionati di seconda fascia (come è quello italiano adesso), troverà sempre spazio e modo di segnare qualche gol. Certo hai ragione quando dici che bisognerà vedere cosa si aspetta lui dalla sua carriera….ci sta che a 30 anni dica basta perché crede di essere un fenomeno incompreso!!
      La trasferta di Braga io sinceramente la temevo e con me quasi tutta la stampa specializzata ed i tifosi: la Fiorentina è tutt’ora in un momento da psicanalisi ed ha tantissimi problemi irrisolti quindi non sappiamo mai cosa aspettarci. Certo quel che non mi aspettavo era uno stadio pieno per meno della metà con un tifo paragonabile alla nostra seconda categoria.
      Io non so se Italiano riuscirà a portare a casa un trofeo ma so che dopo tanti anni, con lui in panchina, siamo tornati in Europa e lo abbiamo fatto divertendoci, senza spendere un granché e migliorando quasi ogni singolo della rosa. In questa stagione è tutto maledettamente più complicato ma ancora, soprattutto nelle coppe, stiamo ballando ed allora perché non crederci?

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      • A mia memoria non ricordo la Viola in due finali di coppe nella stessa stagione. Posso sbagliarmi ma sarebbe un record.
        Ora c’è da sperare che la Lazio se la giochi per la Champions e snobbi la coppa

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      • In vita mia mi è successo tante volte di vedere realizzarsi degli eventi che sembravano assolutamente impossibili, e quindi il “perché non crederci” per me è un vero e proprio stile di vita. Tra l’altro sarebbe paradossale che quelle coppe solo sfiorate con gli squadroni di Prandelli e di Montella arrivassero adesso che abbiamo una squadra 10 volte più debole di allora. Ma il calcio è bello proprio per questo, perché non va sempre secondo logica: talvolta hai uno squadrone e perdi, talvolta hai una squadretta e vinci. Speriamo di essere noi la variabile impazzita che fa saltare tutti gli schemi! 🙂

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  2. Editoriale bellissimo e pieno di passione Viola. Complimenti.
    Secondo me più che la tattica in Conference contano le motivazioni individuali. È una vetrina europea contro avversari meno scafati di quelli della serie A. Fino a qualche settimana fa Jovic, su quell’assist di Saponara, non ci sarebbe arrivato

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