Il buono, il brutto, il cattivo

NAPOLI – FIORENTINA = 2 – 3

E’ la più bella impresa dell’anno! La Fiorentina, contro un Napoli che doveva continuare la corsa per lo scudetto, ha vinto una partita che resterà nella memoria e nei cuori dei tifosi per anni. Senza Torreira, Odriozola e Bonaventura, i ragazzi di Italiano tornano dal Maradona con tre punti fondamentali nella corsa per l’Europa vista anche la contemporanea caduta dell’Atalanta. L’inizio della gara non aveva fatto presagire il meglio, ma l’organizzazione e la personalità dei ragazzi messi in campo da Vincenzo Italiano, hanno dimostrato che a volte non basta aver maggior talento per vincere le partite. Quando all’inizio della ripresa Spalletti ha avuto la possibilità di pescare in panchina Lozano e Mertens, il Napoli avrebbe dovuto soverchiare, anzi spazzare via la squadra viola ed invece no! La Fiorentina ha vinto in trasferta a Napoli grazie al primo gol di Ikonè, alla magia di Cabral, alla sapienza tattica di un preziosissimo Kokorin che negli ultimi 10 minuti è stato scaltro nel tenere palla nella metà campo avversaria. Senza contare la crescita esponenziale non solo di Igor (ormai diventato un muro invalicabile), ma anche di Amrabat e di Maleh. Sarà difficile trovare qualcuno da premiare più di altri, ma ci proviamo:

IL BUONO

  • Italiano: chiamatelo mago, chiamatelo profeta, chiamatelo come volete io so solo che è il maggior artefice di questa meravigliosa stagione viola. Se la Fiorentina, dopo tre stagioni indecenti, è tornata sulla cartina del campionato italiano, è grazie al lavoro del tecnico che, in occasione di una delle trasferte più difficili dell’anno, non solo deve fare a meno di tre pedine fondamentali, ma addirittura rispolvera Kokorin! I Viola giocano un calcio bello, ma non fine a sé stesso, creano occasioni, portano a casa tre punti di platino nella corsa per l’Europa. Cosa aspettiamo a rinnovargli il contratto?
  • Cabral : per alcuni era grasso, per altri era goffo, adesso spero solamente di ascoltare il loro silenzio. Gioca una partita di grandissimo sacrificio, “pulisce” decine di palloni sparatigli addosso dai difensori viola, lotta senza paura contro Koulibaly, miglior difensore della Serie A. Segna poi un gol fantastico, scherzando la difesa avversaria e trafiggendo Ospina sul palo lontano. Abbiamo notizia di qualcuno dei contestatori?
  • Nico Gonzalez: ma che diavolo di giocatore ci hanno comprato? Interpreta una partita perfetta allungando gli spazi, attaccando quando serve, andando al tiro. Arriva addirittura a segnare la seconda rete consecutiva iniziando a migliorare in quello che finora è stato il tallone d’achille, la concretezza. Gioca una partita totale, conduce i viola a rispondere colpo su colpo. Immenso.
  • Igor: dopo essersi messo in tasca quasi tutti i migliori attaccanti del campionato, stavolta tocca ad Oshimen. Siccome però il centravanti del Napoli è veramente uno speciale, nonostante la prova sontuosa del brasiliano, dapprima offre l’assist del pareggio a Mertens e poi segna il gol che restituisce speranza a Spalletti e soci grazie anche ai crampi che hanno colpito Igor. Considerando inoltre il piede educato, credo sia necessario costruire la difesa del futuro sulla coppia centrale di oggi. Bellissima conferma.
  • La squadra: da Biraghi a Milenkovic, da Amrabat a Maleh, da Ikoné a Venuti fino a Saponara, voglio fare i complimenti a tutti i protagonisti di una domenica da ricordare. Le assenze, i cartellini gialli, i punti di differenza in classifica, non hanno fermato la voglia, l’abnegazione, l’amore che questi ragazzi stanno dimostrando per la nostra maglia, per la nostra città, per il proprio allenatore. Comunque vada, GRAZIE!

IL BRUTTO

  • Il primo quarto d’era dei due tempi: se proprio vogliamo trovare il classico pelo nell’uovo, all’inizio di entrambe le frazioni la Fiorentina ha trovato difficoltà soprattutto nel ripartire. Venuti a destra e Duncan a sinistra sono stati spesso schiacciati dai diretti avversari, Amrabat ha fatto fatica a far sgorgare il gioco, ma poi i viola hanno trovato le giuste contromisure ed hanno portato a casa i tre punti. Ed allora… chi se ne frega!!

A più tardi con il Corner Viola!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – BOLOGNA = 1 – 0

Una Fiorentina più fortunata che bella conquista tre punti che tengono viva la speranza per la rincorsa all’Europa. Una volta tanto anche la Dea bendata ha arriso a Vincenzo Italiano ed i suoi ragazzi: i due pali colpiti dal Bologna nella prima frazione avrebbero potuto minare tutte le certezze viola, ma stavolta è andata decisamente bene. L’espulsione di Bonifazi poi, ha cambiato del tutto le gerarchie della gara ed ha permesso alla Fiorentina di giocare un secondo tempo arrembante e convincente. Ancora una volta è stato il capitano morale di questa squadra, il condottiero di Firenze Lucas Torreira ad essere decisivo non solamente con una prestazione sontuosa ma stavolta anche con la rete che ha deciso il match. L’uruguagio, insieme alla coppia difensiva composta da Igor e Milenkovic, ha permesso alla Fiorentina di tornare alla vittoria e di continuare a sognare quel traguardo che ad inizio anno sembrava impossibile. Certo il prossimo appuntamento a Milano, contro l’Inter di Simone Inzaghi, non è tra i più agevoli, ma i ragazzi di Italiano hanno dimostrato più volte di essere in grado di giocarsela con tutti a viso aperto. Vediamo adesso i migliori ed i peggiori della gara contro il Bologna.

IL BUONO

  • Torreira : che vita sarebbe senza il centrocampista uruguagio? Certo in questi anni Pradè ne avrà sbagliate tante di scelte, ma questa è una di quelle che cambia la faccia della squadra. Lotta, sgomita, recupera palloni, imposta il gioco, gestisce i ritmi della contesa. Ultimamente poi, per farlo uscire dalle grinfie delle marcature avversarie, Italiano gli ha chiesto di inserirsi di più in area e di andare ad attaccare l’area avversaria con continuità. Dopo che con il Verona aveva sprecato una chance clamorosa su assist di Callejon, stavolta segna il gol da 3 punti dopo aver colpito anche un palo. Leader indiscusso.
  • Nico Gonzalez: uno dei giocatori più antipatici contro cui giocare in serie A. Cerca sempre il contatto, simula spesso, picchia almeno quanto viene picchiato….ma quando gioca nella tua squadra lo ami perché non si risparmia mai ed è sempre in grado di fare la differenza. Anche contro il Bologna guadagna decine di falli, riempie gli avversari di cartellini, recupera tantissimi palloni. Fastidioso come una birra calda a Ferragosto.
  • La coppia Igor Milenkovic: contro una squadra che ha un attacco in cui si mischiano potenza e velocità sbagliano pochissimo. Finalmente si conoscono e si coprono le spalle, le rispettive caratteristiche si sposano perfettamente ed anche le pause sono limitate al minimo. Solo in un’occasione Igor si fa saltare secco da Orsolini che fortunatamente prende il palo, poi più nulla. Coppia titolare.
  • La Dea bendata: spesso nelle ultime settimane ci siamo rammaricati perché tutti gli episodi sembravano averci voltato le spalle. Contro il simpaticissimo Mihajlovic ci siamo rifatti con gli interessi! Se solo penso a come poteva essere la partita sotto di un gol dopo dieci secondi mi vengono i brividi….Speriamo non ci abbandoni più!

IL BRUTTO

  • La coppia Piatek – Cabral: la gara contro il Bologna ha dimostrato che purtroppo, al momento, non abbiamo un attaccante completo per l’assalto all’Europa. Piatek, mortifero nei sedici metri, ha nuovamente messo in luce tutti i suoi limiti nella fase di copertura della palla e di costruzione del gioco insieme alla squadra. Pur non avendo di fronte dei mastini insormontabili, il polacco ha perso quasi tutti i duelli personali e non si è mai reso pericoloso. Il brasiliano che lo ha sostituito poi, si è certamente dato da fare, ma è apparso indietro sia nella condizione atletica che nella comprensione del calcio italiano. Spesso anticipato, non è mai riuscito a concludere verso la porta avversaria. Strada in salita!
  • Terracciano: anche lui sembra essersi fermato al gol subìto contro la Juventus nel recupero. Non è più così sicuro né in presa né soprattutto con i piedi rischiando almeno un paio di volte di regalare occasioni clamorose agli attaccanti felsinei. Se la differenza tra lui e Dragowski risiede soprattutto nel gioco tra i piedi, urge tornare a trovare sicurezza ed intraprendenza. Forza Pietro!

A più tardi con il Corner Viola!