6 pensieri su “Corner Viola – 43 puntata – I voti al mercato viola!

  1. Nel primo anno di Iachini dovevamo affrontare una delicatissima e super decisiva trasferta a Parma: qualsiasi risultato diverso dai 3 punti ci avrebbe fatto mettere un piede e mezzo in serie B. Ebbene, non dimenticherò mai che quella partita la vincemmo grazie alla freddezza glaciale di Erick Pulgar, che trasformò entrambi i rigori assegnati alla nostra squadra e ci portò sul 2 – 0 per noi. Poi il Parma dimezzò lo svantaggio, e da quel momento in poi i nostri giocatori furono letteralmente divorati dalla paura: lì capii che eravamo una squadra molto debole dal punto di vista psicologico. Questo anche per colpa di Iachini, che nelle conferenze stampa pre – partita metteva paura alla squadra con dichiarazioni molto timorose, in cui dipingeva sempre l’avversario di turno come uno scoglio difficilissimo da superare (anche quando l’avversario in questione era il Brescia allora ultimissimo in classifica).
    Tornando a Pulgar, nonostante la gratitudine eterna che provo nei suoi confronti, ritengo che sia stato giusto cederlo, perché il suo rendimento era crollato negli ultimi anni. I numeri dicono tutto:
    Stagione 2019 – 2020: 37 partite, 7 gol, 6 assist
    Stagione 2020 – 2021: 31 partite, 1 gol, 3 assist
    Stagione 2021 – 2022: 6 partite, 0 gol, 1 assist
    E al di là dei numeri, capii che era un calciatore ormai bruciato alla prima di campionato, quando l’ho visto fornire una prestazione indegna contro la Roma: era già nell’aria l’acquisto di Torreira, lui lo sapeva e quindi giocò quella partita totalmente demotivato. Ci sono dei giocatori che davanti alla concorrenza si esaltano e altri che invece si intristiscono: Pulgar (così come Amrabat) appartiene a quest’ultima categoria, è uno di quei calciatori che se non hanno il posto da titolare fisso si lasciano totalmente andare.
    Riguardo a Duncan, gli faccio i complimenti, perché è riuscito a togliere il posto un campione d’Europa come Castrovilli. Nei panni di Italiano anch’io metterei Duncan titolare e Castrovilli riserva, per un motivo molto semplice: è meglio far giocare un calciatore che fa sempre gare da 6,5 anziché uno che alterna gare da 8 a gare da 5 (a maggior ragione se consideriamo che nel caso di Castrovilli le partite da 5 sono molto più frequenti delle gare da 8).
    Il tuo interlocutore ha perfettamente ragione quando dice che Piatek e Cabral andranno assistiti di più rispetto a Vlahovic. Quando avevamo il serbo in attacco non importava fargli 5 assist a partita, perché lui si avventava sulla palla per conto suo e si inventava i gol letteralmente dal nulla; Piatek e Cabral non credo che abbiano né la sua ferocia né la sua fantasia, quindi hanno bisogno di qualcuno che gli metta la palla sui piedi. Meno male che abbiamo Odriozola.

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    • Grazie mille! Io credo che Pulgar avrebbe fatto comodo anche perché può giocare anche insieme a Torreira. Quanto agli attaccanti purtroppo abbiamo perso un attaccante che riusciva anche a crearsi i gol, mentre chi è arrivato ha più bisogno della squadra. Saremo già pronti sabato? Spero proprio di sì!

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      • La verità? Anche se ci mettessimo un mese prima di essere pronti e di far integrare vecchi e nuovi, per me è già una grande vittoria aver smesso di agguantare delle salvezze soffertissime. Ad esempio, ricordo ancora la disperazione che provai guardando un’altra partita con il Parma, alla penultima giornata della stagione 2018 – 2019: bastava un pari per salvarci, ma quello scarpone di Gerson fece un autogol a 10 minuti dalla fine e ci condannò a giocarci tutto all’ultima giornata in un drammatico spareggio – salvezza con il Genoa. Poi per fortuna l’Inter batté l’Empoli a San Siro, e grazie a questo regalone noi e i liguri potemmo tagliare il traguardo a braccetto.
        Anche l’anno scorso ho sofferto da morire. Soprattutto nel girone d’andata, quando non era ancora arrivato Prandelli a insegnare a Vlahovic come si gioca a calcio, e quindi il nostro gioco dipendeva quasi interamente dalle invenzioni di Ribery. E se un giorno il francese non poteva giocare, potevamo star certi che la partita era persa prima di cominciare. Peraltro anche dopo l’esplosione di Vlahovic abbiamo continuato a soffrire, e infatti ricordo ancora la liberazione che ho provato quando battemmo 2 – 0 la Lazio a 3 giornate dalla fine: era una vittoria assolutamente imprevedibile alla vigilia, e senza quei 3 punti rischiavamo di doverci giocare tutto in un altro drammatico spareggio – salvezza con il Cagliari.
        Ti vengono in mente altre partite memorabili di questi ultimi anni (o anche di quelli precedenti)?

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        • Effettivamente abbiamo sofferto decisamente troppo. La nostra stagione resta molto positiva perché sicuramente non soffriremo fino alla fine, ma la stagione in cui finalmente possiamo tornare a sognare l’Europa avremmo dovuto giocarla fino in fondo con Vlahovic centravanti. Spero tanto di sbagliarmi, ma ho paura che potremmo aver sprecato una grande occasione!

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