Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – SPEZIA = 3 – 0

Dopo un primo tempo disarmante, indecente, tra i più brutti che io ricordi da tanti anni a questa parte, la Fiorentina sblocca la gara grazie a Vlahovic e da lì inizia a dominare senza correre alcun rischio. Ennesima dimostrazione della fragilità psicologica di una squadra che non ha un leader riconoscibile in campo quando manca Ribery e che non riesce ad ovviare a questa mancanza con un’organizzazione di gioco. La Fiorentina di Prandelli resta un malato convalescente che ha però guadagnato tre punti grazie ai quali la salvezza è ormai vicinissima. Adesso urge tirare una riga ad un bilancio fallimentare della gestione Pradè ed iniziare a pensare al futuro con un nuovo progetto che apra finalmente un ciclo che la piazza di Firenze merita.

IL BUONO

  • Castrovilli: dopo diverse partite brutte in cui il numero 10 viola sembrava il lontano parente di quello della scorsa stagione, stasera finalmente si è rivisto il vero Castrovilli. Subentrato all’infortunato Bonaventura, ha deciso la partita con l’assist per Vlahovic ed il gol della sicurezza. Che la panchina sia servita?
  • Vlahovic: è arrivato al gol numero 9 ed ha fatto rimangiare a moltissimi le critiche di inizio stagione (me compreso). Oggi è meno scintillante e coinvolto del solito, ma segna il gol che sblocca la gara mettendola in discesa e poi si dimostra altruista servendo ad Eysseric la palla del 3-0. Se migliora il piede destro ed attacca maggiormente il primo palo per andare a colpire di testa, può essere un attaccante di livello europeo. Vediamo di farlo rinnovare!!
  • Eysseric: insieme a Castrovilli, cambia letteralmente la partita. Certo fare meglio di Kouamè era veramente semplice, ma entra con un piglio che raramente abbiamo visto a lui e non solo. Si mette subito a giocare in verticale con Vlahovic, attacca tutti i palloni e regala qualità alla manovra. Suggella la propria prestazione con un gol semplice ma comunque importante. Professionista esemplare.

IL BRUTTO

  • Kouamè: non trovo sinceramente un solo motivo per il quale la Fiorentina debba aver comprato l’ex Genoa e, nel caso in cui siano arrivate veramente offerte, non sia stato ceduto. Non tiene una palla, è tecnicamente molto indietro, non gioca mai in verticale. Oltre a ciò è anche supponente e senza grinta, sembra quasi che non gli interessi nemmeno. Irritante oltre che inutile. Non se ne può più, basta!
  • Amrabat: se pensiamo al calciatore che abbiamo ammirato a Verona, viene da piangere. Capisco che in un calcio meno organizzato possa trovarsi maggiormente in difficoltà, ma ogni tanto riuscire almeno a fare un passaggio a 3 metri sarebbe carino. Oltre a ciò, viene sempre anticipato da Ricci e Maggiore, prende il consueto cartellino giallo e non ribalta mai l’azione per far ripartire la propria squadra. Stavolta oltre alla qualità, manca anche la quantità.
  • Il primo tempo: se qualcuno vuol vedere cosa significa paura, terrore ed insicurezza nel calcio, basta vedere il primo tempo viola contro lo Spezia. La squadra di Prandelli era completamente bloccata, incapace di fare due passaggi di fila, di sviluppare una qualunque occasione da rete. Una volta sbloccata la gara, è stata tutta un’altra Fiorentina non certo spettacolare né perfetta, ma comunque una squadra che può stare tranquillamente nelle prime 12 posizioni del campionato. Speriamo che la vittoria possa definitivamente tranquillizzare la truppa di Prandelli.

Ci vediamo domani su YouTube per l’approfondimento tattico con Portobello !!!

Che si gioca??

Dopo due settimane cambia il capoclassifica e si assiste addirittura allo scippo in famiglia! Paderno Dugnano docet, ma la graduatoria resta cortissima. La cosiddetta sorpresa del campionato arride stavolta a quasi tutti, visto che ben 7 prevedono la vittoria della truppa di Conte ed addirittura in due (Joe il Pistoiese ed il Meneghino Senior) azzeccano anche il risultato guadagnandosi il +5. La stranezza di giornata è che ben cinque giocatori invece, sbagliano la partita scontata ed a Francesco il pareggio del Bayern Monaco costa la testa della classifica. Questa settimana il campionato non solo inizia di Venerdì, ma addirittura alle 18,30 e dunque le due gare di oggi non saranno scelte per non mettere in difficoltà nessuno. Prima dei pronostici però, vediamo la classifica aggiornata:

Carlo ( il Meneghino di Paderno Dugnano) 18
Francesco (Meneghino Junior) e Bomber Siiimo 17
Argentino Fiorentino e Joe il Pistoiese 16
Niccolò e Lungo 12
Luchino (il diavolo rossonero) e Salva il Molisano 8
Juri (Alan Bencio) 7

Avrei voluto cambiare la squadra protagonista della sorpresa, ma con il derby non mi posso esimere ed allora sotto con i nuovi pronostici:

La gara più scontata: JUVENTUS – CROTONE = 1

La mano di Pirlo ancora non si vede, il centrocampo crea poco, la difesa manca di Chiellini e Bonucci, davanti ci si affida solo agli strappi del simpaticissimo figlio d’arte. Sembra il ritratto di una tragedia annunciata, in realtà è solamente la disamina spicciola del momento della Juventus. Attardata in campionato, ha giocato una pessima partita contro il Porto in Champions League pur rimanendo ampiamente in corsa. Nonostante tutto ciò, credo che i bianconeri vinceranno in casa col Crotone per tanti motivi. Il primo è che la Juve difficilmente sbaglia due partite di fila, poi perché la differenza di qualità tra le due rose è quasi imbarazzante, infine per la tradizione delle due società. All’andata tra l’altro i bianconeri lasciarono due punti in classifica e non credo vogliano ripetere l’errore. Se poi Stroppa, mister del Crotone, continua anche a far giocare Messias in mezzo al campo anziché nella coppia d’attacco, allora la frittata è servita. Vittoria casalinga sicura!

La partita da NON giocare: CAGLIARI – TORINO

Una gara del venerdì la inserisco ed è questa. Credo sia difficilmente pronosticabile sia per motivi di cuore (entrambe sono in lotta con la Fiorentina per non retrocedere), sia per motivi più seri. Due compagini gloriose, con un organico che poteva e doveva permettere loro di vivere un campionato diverso e che invece sono incappate in una stagione disastrosa. Il Cagliari non vince dal 4 novembre scorso, il Torino con il nuovo allenatore Nicola ha fermato l’emorragia di sconfitte ma continua a non trovare la via della vittoria. Entrambe sono ancora alla ricerca di una propria fisionomia nonostante e forse anche a causa di un mercato di gennaio in cui Cairo e Giulini non hanno lesinato operazioni e soldi. Il Torino ritrova Sanabria, il Cagliari gioca in casa… insomma sinceramente ci ho capito il giusto!

La sorpresa della giornata: MILAN – INTER = 2 (Risultato 1 – 3)

Il derby della Madonnina, il derby dello scudetto. Quest’anno, complice una Juventus di cui abbiamo già parlato, Milano è tornata la capitale del calcio italiano e, se sulla sponda nerazzurra era un traguardo obbligato, su quella rossonera è una sorpresa assoluta. Si affronteranno dunque l’Inter che ha come unico obiettivo il tricolore senza il quale la stagione sarà ricordata come uno dei fallimenti più clamorosi degli ultimi anni ed il Milan che è invece la favola stagionale. Dopo alcuni anni di mediocrità, le scelte dirigenziali e la guida tecnica di Pioli hanno permesso ad Ibra e compagni di tornare a giocarsela con tutti e su tutti i fronti. Credo però che saranno i nerazzurri a prevalere sia per la qualità e ricchezza della rosa, sia per il momento attuale. L’Inter avendo ormai solamente il campionato ha avuto tutta la settimana per preparare al meglio la gara ed a parte il lungodegente Sensi si presenterà all’appuntamento al gran completo. Le soluzioni che ha nella rosa Conte sono molteplici e di grande qualità e dopo la vittoria con la Lazio la squadra è in fiducia. Il Milan invece, impegnato ancora ieri in Europa, viene dalla sconfitta contro lo Spezia e dovrà fare a meno di Bennacer e Brahim Diaz. Il momento poi, non sembra dei migliori ed atleticamente nelle ultime uscite i rossoneri sono sembrati meno brillanti. Anche in difesa poi, la saracinesca rimane troppe volte alzata e dunque vado con l’apoteosi nerazzurra!

A voi per i pronostici!

Desaparecido

Quando i Litfiba nel 1985 scrissero una delle canzoni che hanno segnato la mia adolescenza, non pensavano certo ad un calciatore spagnolo ma a cose ben più serie come le sanguinarie dittature del Sud America.

Nel nostro caso però, parliamo di calcio e nello specifico di uno dei più grandi misteri della stagione viola, Josè Maria Callejon. Se ci voltiamo indietro alle sole stagioni che ha disputato in Italia con la maglia del Napoli, scopriamo che il talentuoso esterno spagnolo ha giocato 349 partite totali contribuendo alla causa partenopea con 82 gol e 78 assist! Insomma numeri ottimi che dimostrano che in una gara su due Callejon è stato capace di segnare in prima persona oppure di mettere il compagno nella condizione di fare rete. Siamo proprio sicuri che in una squadra quintultima in classifica, con il secondo peggiore attacco del campionato, un giocatore del genere non possa trovare spazio se non in piccolissimi ritagli come gli 8 minuti più recupero concessigli nella gara di Genova contro la Sampdoria?

Riavvolgendo il nastro, ricordiamo che Callejon è arrivato a Firenze per sostituire numericamente e non solo Federico Chiesa anche se fin da subito in molti (noi compresi) si sono chiesti se fosse stata la scelta giusta. All’epoca infatti sulla panchina viola sedeva Beppe Iachini, allenatore abbonato ad un 3-5-2 all’interno del quale lo spagnolo aveva una difficile collocazione. Con l’esonero del tecnico marchigiano e l’arrivo di Prandelli, in molti ci saremmo aspettati un impiego più continuo di Callejon, ma in realtà la squadra ha preferito continuare con il medesimo schieramento tattico. Adesso però, credo sia il momento di cambiare. Se i risultati stessero arridendo alla Fiorentina potrei anche capire il mantenimento dell’assetto tattico, ma poiché la squadra continua a trovarsi invischiata nei bassifondi della classifica principalmente per la difficoltà di finalizzare, è arrivato il momento di osare ed è il momento della qualità.

L’ex Napoli ha dimostrato che quando va in campo è ancora in grado, soprattutto con le squadre da metà classifica in giù, di poter regalare qualità alla manovra. Oltre al gol segnato in Coppa Italia al Monza, Callejon è stato decisivo nella vittoria contro il Cagliari servendo l’assist della vittoria ed ha offerto segnali incoraggianti anche negli spiccioli concessi contro la Sampdoria in coppia con Malcuit. Anche la storia della difesa a 3 non regge più e lo dicono i numeri: sono ormai 5 gare consecutive che la Fiorentina prende gol ed in queste partite le reti incassate sono state addirittura 12! Capirei se Dragowski uscisse imbattuto ogni domenica, ma se facciamo fatica a segnare e subiamo sempre rete, come pensiamo di riuscire a fare qualche punto?

Se poi aggiungiamo che nelle ultime gare Pezzella, il calciatore che sembra aver spinto maggiormente per l’assetto a tre dietro, non sembra più affidabile come una volta, perché non affidarsi finalmente ad una difesa a 4 magari con uno dei due terzini bloccati in modo da non sbilanciare la squadra? E’ una bestemmia pensare a giocare con una linea composta da Caceres, Milenkovic, Quarta e Biraghi? Oppure la coppia di terzini Igor a sinistra e Malcuit a destra? Se poi proprio vogliamo “esagerare” si potrebbe anche schierare contemporaneamente Malcuit e Biraghi sfruttando una mediana muscolare composta da Amrabat e Pulgar, ma forse questo è troppo. Comunque sia, anche l’opzione di un solo terzino bloccato, permetterebbe alla squadra di non dipendere sempre e solo dalle sgroppate di Castrovilli e Bonaventura o dalla vena di Vlahovic e riporterebbe Callejon nella sua veste naturale di esterno offensivo. Non è possibile avere uno dei migliori calciatori della rosa fisso in panchina per questione di modulo!! Soprattutto se poi quel modulo non porta risultati….. E non è nemmeno vero che ormai tutti giocano a 3 dietro in Serie A! Giocano con la difesa a 4 compagini che lottano per scudetto o per la Champions come Milan, Juventus e Napoli, altre che mirano ad un campionato tranquillo con il sogno di entrare in Europa League come Sassuolo, Bologna e Sampdoria e squadre che lottano per non retrocedere come Benevento, Spezia e Parma. Non ho capito perché il dogma deve essere immodificabile solamente a Firenze!

La strada della qualità potrebbe portare qualche gol in più e magari qualche risultato. Comunque sia, l’importante adesso è fare punti, altrimenti saremo condannati a soffrire fino al termine della stagione.

Il talento – parte quindicesima

Nell’ultima puntata della rubrica ho cercato di approfondire sinteticamente gli aspetti più importanti relativi al tesseramento dei ragazzi e dei bambini. Ciò che ho scritto potrebbe però essere spazzato via dalla Riforma dello Sport dell’ex Ministro Spadafora. Vediamone i cardini.

Diciamo subito che i tempi per la conversione attraverso le competenti Commissioni sono strettissimi visto che il termine ultimo è il 28 febbraio. Considerando poi che il nuovo governo Draghi non ha nemmeno il Ministero dello Sport risulta difficilissimo che la legge veda la luce, ma ciò che interessa è il dibattito che si è scatenato intorno ad essa.

I tre temi fondamentali della riforma interessavano il professionismo del calcio femminile, l’abolizione del vincolo sportivo ed il riordino delle società e dei relativi collaboratori. Partendo dal primo tema, credo sia giustissima l’equiparazione delle calciatrici ai calciatori in linea teorica. Ciò che però dobbiamo considerare è la sostenibilità di tale opzione: come sappiamo nel calcio maschile da anni si dibatte sulla possibile (per me necessaria) diminuzione delle società professionistiche con l’abbassamento del numero delle squadre che disputano i vari campionati a partire dalla Lega Pro. Questo perché i costi fissi non sono più sostenibili e non lo erano nemmeno in periodo pre-pandemico. Credo dunque che debba essere pensata l’equiparazione non d’imperio, ma con una programmazione pluriennale in cui il professionismo avvenga dopo che saranno aumentati gli introiti attraverso gli sponsor, i diritti televisivi, le politiche commerciali e gli incassi dei botteghini. Fare il passo subito rischia di far collassare i piccoli nel breve volgere di un paio di stagioni. Proporrei dunque di attuare un piano quinquennale di sviluppo al termine del quale introdurre l’equiparazione delle calciatrici professioniste.

Quanto poi al vincolo sportivo, possiamo dire che è una tematica scottante. Dobbiamo renderci conto che il mantenimento del vincolo rappresenta uno dei pochi sostentamenti economici che le società hanno. Toglierlo e liberalizzare tutto significa svantaggiare soprattutto quelle società che curano il settore giovanile ma non hanno le categorie di élite o i campionati regionali di cui abbiamo parlato ultimamente. Credo che sia necessario riconoscere a chi ha seguito, cresciuto e formato il ragazzo, un indennizzo nel momento in cui questo se ne va. Purtroppo però, sappiamo anche che molti dirigenti o squadre utilizzano il vincolo come arma di ricatto nei confronti di famiglie o società avversarie arrivando anche a far smettere ragazzi che vorrebbero continuare solamente a divertirsi. Io ho una proposta che cerco di portare avanti da anni: ogni calciatore deve avere un proprio parametro che la società presso la quale va a giocare deve riconoscere alla società cedente e tale importo deve essere gestito dal Comitato Regionale di competenza. Faccio un esempio: il calciatore Pippo si trasferisce dalla società A alla società B. Nel momento in cui il ragazzo firma il cartellino con la nuova squadra, il Comitato addebita il parametro fisso a B ed esegue l’accredito ad A sul conto federale. Poiché il Comitato Regionale gestisce sia il tesseramento che la contabilità e detiene un conto federale per il tesseramento ed uno per l’attività agonistica, il passaggio di denaro sarebbe alla luce del sole, non ci sarebbero diatribe né trattative strane. In questo modo poi, il ragazzo sarebbe libero di accasarsi dove vuole mentre le società avrebbero l’indennizzo deciso dalla FIGC a seconda della categoria da cui proviene e quella della squadra in cui va a giocare. Mi sembra una soluzione semplice, corretta, veloce e pulita.

Quanto poi alla parte relativa al riordino delle società, credo che questo sia il problema più spinoso della riforma. Con la nuova legge, le società sportive sarebbero equiparate ad alcune forme di imprese con la conseguenza di dover trasformare i collaboratori sportivi in lavoratori dipendenti. Ciò scriverebbe la parola fine alla storia della stragrande maggioranza delle società sportive. Come tutti sappiamo infatti, alcuni tecnici ed allenatori dei nostri bambini hanno un rimborso spese mentre altri prestano la loro opera come volontari. Obbligare questo mondo a regole speculari alle aziende, significa non conoscere la materia di cui si sta parlando. La sempre maggiore professionalizzazione delle società sportive sta già portando molte di esse ad assumere, seppur con forme contrattuali saltuarie, alcuni operatori, ma chiedere di diventare un’azienda dall’oggi al domani rischia di uccidere un settore che già così presenta grandissimi rischi.

La riforma è dunque quantomeno da emendare fortemente, ma il governo Draghi, con la mancata costituzione del Ministero dello Sport, sembra non avere grande urgenza di occuparsene. Ciò che è comunque necessario, è cercare di riformare il mondo dello sport dal di dentro o comunque in collaborazione con esso: le riforme calate dall’alto non hanno mai funzionato.

Alla prossima!

Il governo dei migliori (?)

Il Conte 2 è andato in soffitta ed adesso ci apprestiamo ad essere governati dalla squadra scelta da Mario Draghi, il salvatore della Patria. Non starò a scrivere la lista completa dei ministri che potete trovare qui ma mi interessa soffermarmi su alcuni aspetti della compagine.

La caratteristica più dirompente credo sia la connotazione politica apartitica dei ministri che dovranno gestire i soldi del Recovery Fund e dovranno emendare o magari stravolgere il piano che il governo Conte aveva già in gran parte preparato. Se andiamo a vedere le aree più interessate dalla trattativa con l’Unione Europea, scopriamo che i ministri che gestiranno i fondi sono tutti tecnici: Franco, Cingolani, Giovannini, Colao saranno chiamati ad allocare circa il 70% delle risorse del Recovery e sono tutti personaggi fuori dai partiti. Questo è il segno più lampante del fallimento di una classe dirigente che, pur di continuare nelle lotte personalistiche, si è spogliata dei suoi poteri e li ha ceduti ad altri. Un bel risultato per quella forza politica che ha aperto la crisi perché voleva la centralità del Parlamento sulla destinazione dei fondi europei!!

Altro aspetto curioso è il ritorno del manuale Cencelli: tutte le forze politiche che sostengono il governo sono state accontentate con uno strapuntino più o meno grande e chi magari ha qualcosa da recriminare verrà ripagato adesso con il giro dei vice ministri e dei sottosegretari. Il governo Draghi si appresta a riscuotere la più ampia fiducia della storia repubblicana (tutti dentro tranne Fratelli d’Italia e Sinistra Italiana), ma gli appetiti devono essere saziati ed in questo Draghi è stato un perfetto equilibrista. Certo se questo esecutivo doveva aprire una porta verso il domani, sembra più un bel salto all’indietro che non un passo verso il futuro. Tra l’altro poi trovo assolutamente incredibile che il nuovo Presidente del Consiglio non abbia ancora proferito verbo sul programma: capisco l’importanza dell’unità nazionale nei momenti difficili, ma sentirsi dire che ci stanno tutti senza aver minimamente capito quale sia anche una minima idea di futuro del paese non è molto rassicurante. Ricordo che fino a soli 10 giorni fa, i partiti avevano bisogno della visione del futuro, di sapere quale sarebbe stata l’Italia tra 50 anni, avevano necessità di un cronoprogramma con scadenze prefissate….ed ora col salvatore della patria diamo carta bianca ad un governo i cui tecnici gestiranno quasi tutti i fondi europei?

Devo poi ammettere che alcune scelte all’interno della squadra appaiono sconcertanti. Ad esempio affidare nuovamente la gestione della Pubblica Amministrazione a Brunetta credo sia un errore: il Senatore di Forza Italia aveva già ricoperto l’incarico nel 2008 ed aveva tentato alcune riforme contrastate fortemente dai lavoratori e dai sindacati. Le sue uscite poi, sono spesso risultate eccessive e dunque rimetterlo proprio a capo di quel ministero, seppur senza portafoglio, appare quasi una provocazione. Stesso discorso si può fare per Gelmini che, dopo aver firmato una delle peggiori riforme della scuola dell’era repubblicana ed aver inanellato gaffe quasi come Toninelli, adesso rientra nel governo a gestire gli affari regionali. Viste le difficoltà quasi quotidiane dei rapporti tra stato centrale e governi regionali, una figura più condivisa e conciliante sarebbe stata consigliabile. Torna poi a capo di un ministero anche Erika Stefani della Lega, già impegnata anche nel Conte 1, molto conosciuta per le prese di posizioni molto pesanti contro lo Ius Soli e contro la politica di integrazione in genere. Non si scollano poi dalla poltrona Dario Franceschini, immarcescibile uomo buono per tutte le stagioni del PD e Luigi Di Maio, il barricadero alla camomilla, colui che ha sconfitto la povertà e che con la Lega, il PD o Draghi sempre al governo sta (ed ho fatto pure la rima!). Fa sanguinare il cuore poi la cancellazione del Ministero dello Sport. Già per molti anni questo dicastero non era stato presente all’interno delle compagini governative, ma in un momento così difficile per lo sport di base e per le migliaia di società che quotidianamente sul territorio si adoperano per tenere insieme la nostra società, questa è una coltellata al cuore che denota la completa mancanza di attenzione verso questo mondo.

Detto dei Ministri, credo sia necessario anche fare una rapida analisi politica che sorge dai primissimi giorni del nuovo esecutivo. Certamente si assiste ad un’inversione a U dal punto di vista comunicativo: pochi social, poche dichiarazioni, nessuna passerella. In questo vuoto però, c’è già la corsa a riempire questi spazi cercando di spararla sempre più grossa. Primo esempio è stato fornito dalla gestione delle chiusure degli impianti sciistici sulla cui giustizia e liceità non sto qui a discutere. Ciò che però appare fin da subito chiaro è che la Lega continuerà a bombardare da dentro per paura di perdere voti a destra da Fratelli d’Italia ma senza avere il coraggio di colpire il nuovo Presidente del Consiglio. In tre giorni il partito di Salvini ed il neo ministro Garavaglia hanno chiesto la rimozione del Comitato Tecnico Scientifico, del Commissario Arcuri e di Speranza: non sarebbe male avvertire la Lega che adesso fa parte del governo e dunque la responsabilità decisionale si condivide con gli altri! Senza un chiarimento veloce sarà dura gestire una maggioranza così variegata e lo sarà ancor di più quando si avvicineranno le elezioni del Presidente della Repubblica che potrebbero segnare anche la fine della legislatura.

In bocca al lupo al premier Draghi ed al governo (che doveva essere) dei migliori!

Il buono, il brutto, il cattivo

SAMPDORIA – FIORENTINA = 2 – 1

Un altro passo falso, un’altra sconfitta, un’altra prova insufficiente. Contro una Sampdoria brutta e sotto ritmo, la Fiorentina riesce a perdere nonostante la gara fosse ampiamente alla portata. Non hanno convinto né Dragowski, né soprattutto Prandelli che aspetta addirittura 82 minuti per effettuare i primi cambi e dimostrare di volerci provare. Dopo alcune prestazioni in cui i viola sembravano aver imboccato una strada diversa, oggi la delusione è cocente. Menomale che intanto il Cagliari continua a perdere, ma siamo stufi di fare sempre la corsa sugli altri per cercare di evitare la Serie B!

IL BUONO

  • Martinez Quarta: in una squadra impaurita è uno dei pochi che si assume la responsabilità di fare qualcosa in più del compitino. E’ sempre attento in fase difensiva, è pronto al lancio per far scattare il contropiede, è bravo nell’uno contro uno sia a difendere che ad attaccare. Sfiora addirittura la rete nel secondo tempo quando con un bel colpo di testa colpisce il palo. Unico neo il calcio d’angolo regalato da cui viene il gol di Keita, ma non può fare tutto lui. Imprescindibile.
  • Vlahovic: con quello di oggi siamo a quota 8! Otto reti su 22 complessivi della squadra (penultimo attacco del campionato) mostra quanto sia diventato fondamentale il serbo per la Fiorentina. Si abbassa colpevolmente in occasione del vantaggio di Keita, ma probabilmente viene ingannato dalla chiamata del proprio portiere. A parte ciò, oltre al gol, sta finalmente diventando un attaccante completo: vede la porta, copre benissimo la palla, inizia ad avere ottimi movimenti anche spalle alla porta. E’ chiaro che sta lavorando tantissimo e Prandelli lo sta facendo crescere. Se inizia a saper usare anche il destro, diventa un crack europeo!
  • Bonaventura: quando ad inizio secondo tempo si accende, la Fiorentina domina in lungo ed in largo e potrebbe segnare a più riprese. Se desse maggiore continuità alla sua azione sarebbe il centrocampista titolare della nazionale italiana. Lotta fino alla fine, ci prova e ci riprova ma non è la sua giornata fortunata. Colonna portante.
  • Pulgar: dopo diverse prove incolori, oggi guadagna ampiamente la sufficienza grazie ad una prova in cui unisce quantità, grinta ed alcune giocate apprezzabili come la punizione da cui nasce il pareggio di Vlahovic. Con un Castrovilli in netta flessione di rendimento, contro uno Spezia che và a 100 all’ora, potrebbe essere riproposto accanto ad Amrabat per non prendere infilate pericolose. Speriamo sia la prima prova di una lunga serie.

IL BRUTTO

  • Dragowski: dopo diverse prove da saracinesca, oggi è protagonista di un film horror. Tralasciando il fatto che con i piedi non riesce a tenere praticamente mai la palla in campo, è colpevole sul gol di Keita poiché chiama la palla a Vlahovic inducendolo all’errore. Anche sul raddoppio blucerchiato, il tiro di Quagliarella non sembra irresistibile anche se deviato da Pezzella. Offre l’idea di una partenza ritardata per lui che fà dell’esplosività uno dei marchi di fabbrica. Peccato perché i veri portieri non sbagliano mai le partite decisive, ed oggi era una di quelle. Lo aspettiamo pronto al riscatto contro lo Spezia.
  • Castrovilli: il calciatore ballerino di cui tutti ci siamo innamorati è ormai un lontano ricordo. Certo lo sviluppo di un gioco che non gli regala mai la profondità non aiuta, ma sembra si stia piano piano spengendo anche dal punto di vista caratteriale. Non abbiamo più il tempo di aspettare nessuno!
  • Prandelli: inizia la partita con due attaccanti (ma non si era detto che non si poteva?!?!) e la Fiorentina non demerita assolutamente anche se ancora una volta paga le disattenzioni sulle palle inattive. La cosa grave è però che sembra che Cesare subisca la partita ed i cambi di Ranieri. Decide infatti di non prendere contromisure quando la Samp butta dentro Candreva e Quagliarella e poi aspetta più di 10 minuti per rispondere al gol avversario. I primi due cambi (un terzino ed un esterno di centrocampo) vengono effettuati all’82° e da lì inizia l’assedio. Pensarci prima no?
  • Pradè: la società viola, ed il responsabile tecnico, avevano l’obbligo di portare a casa giocatori pronti ed un sostituto di Ribery, visto che il talento francese appare di cartapesta. Oggi Kokorin non è stato presentato nemmeno per un minuto in una gara che non potevamo perdere. L’altro acquisto è stato un terzino reduce da un intervento al crociato senza dimenticare che il DS ha deciso di sostituire Chiesa con Callejon ben sapendo che la squadra avrebbe giocato con il 3-5-2. Cos’altro deve combinare per essere avvicendato?

Ci vediamo domani su YouTube per l’approfondimento tattico con Portobello !!!

Diario di un cassintegrato – parte quattordicesima

Eccoci nuovamente al termine di una settimana da cassintegrato. Se vi ricordate, in una delle prime pagine del diario, avevo considerato uno degli effetti più forti ed anche migliori di questo periodo difficilissimo la possibilità e la capacità di adattarsi. Credo infatti che nei momenti difficili, sia fondamentale crearsi nuove opportunità provando a reinventarsi ed io sto facendo proprio questo. Al lavoro da me infatti, sono tornato giovane: come nei primi periodi in cui collaboravo con l’Ente di cui poi sono diventato dipendente, da questa settimana sono nuovamente impegnato in magazzino. Nonostante non sia più il mio ruolo lavorativo ormai fin dal 2008, nei momenti dell’emergenza ogni tipo di lavoro è ben accetto a patto che ci si senta rispettati come persona e come lavoratore. Devo dire sinceramente che aver lavorato tutta la giornata senza mai fermarmi insieme ad uno dei dipendenti che stimo di più, mi ha fatto tornare vivo, mi ha fatto nuovamente sentire utile.

Le buone notizie poi non finiscono qui poiché finalmente il mio settore sta lavorando per ripartire, seppur parzialmente. La novella è comunque da sottolineare perché è sinonimo di voglia e vitalità anche se francamente è in controtendenza con ciò che sta succedendo in Toscana. Da domani infatti, la nostra regione tornerà in zona arancione per il peggioramento dei dati e ci rimarrà per almeno due settimane dopodiché la speranza è che possa tornare nuovamente gialla. Ci eravamo abituati male visto che tra le grandi regioni la nostra è quella che ha retto per più tempo in fascia gialla, ma purtroppo le nuove varianti hanno iniziato a farsi strada anche qui. Diventa a questo punto ancor più importante che la campagna vaccinale proceda spedita in attesa della primavera con la quale magari si riuscirà finalmente a svoltare per tornare quasi alla normalità.

L’altra buona notizia è che nelle prossime ore giurerà il nuovo governo Draghi. Fermo restando l’opinione personale che ho già espresso nell’articolo che vi linko qui, la nascita di un nuovo esecutivo è comunque da apprezzare perché non c’è altro tempo da perdere per il nostro paese. Ancora una volta è stato decisivo il Movimento 5 Stelle (che non ci dimentichiamo alle ultime elezioni politiche aveva preso il 33%) che ha fatto esprimere 70.000 tra i propri iscritti sulla piattaforma Rousseau. Al di là di cosa si possa pensare di questa specie di democrazia diretta, io apprezzo le forze politiche che ascoltano la propria base in qualunque modo lo facciano. Anche stavolta ha prevalso la linea governativa del Movimento ma sembra che il risultato non sarà indolore: Di Battista ha già annunciato l’uscita ed anche alcuni parlamentari sembrano poterlo seguire. Nonostante i travagli che stanno attraversando diversi partiti, il governo Draghi nascerà e tutti ci auguriamo che abbia successo per il bene del nostro Paese, del lavoro e del futuro delle nuove generazioni: gestire bene i soldi del Recovery potrebbe essere la base dello sviluppo dei prossimi 50 anni!

Chiudo con il consueto consiglio che questa settimana è dedicato ad una rivista ed un’associazione: Altroconsumo, una pietra miliare per me e la mia famiglia. La rivista mensile approfondisce tantissime tematiche interessanti e smaschera spesso truffe cercando anche di organizzare le persone grazie alle class actions a difesa dei consumatori raggirati. Oltre a ciò Altroconsumo effettua delle comparazioni molto interessanti su tutta una serie di prodotti quali elettrodomestici, apparecchi tecnologici, filtri per acqua, cibi, bevande e non solo. E’ insomma un’ottima guida all’acquisto poiché è veramente indipendente. Non ci dimentichiamo poi l’Osservatorio sulle banche e sulla relativa stabilità di esse, strumento assolutamente necessario per muoversi nella giungla dei contratti, delle clausole, delle regole del bail-in e non solo. Ultimo servizio da ricordare, tra quelli che ho sperimentato, è lo sportello di consulenza gratuita: in passato, mi sono rivolto a loro per liberarmi di un contratto vessatorio di una compagnia telefonica contro la quale battagliavo da più di 1 anno. Grazie al loro intervento, ho ottenuto il passaggio ad un’altra compagnia con una sola comunicazione in modo completamente gratuito. Insomma, i soldi dell’abbonamento mensile e della tessera di socio, sono decisamente ben spesi!

Alla prossima puntata!

Che si gioca??

Stavolta non cambia la testa della classifica ed il Meneghino junior resta primo grazie al pronostico scontato. La gara sorpresa che ho scelto mette in difficoltà praticamente tutti visto che solo l’Argentino Fiorentino riesce a prevedere il Bologna corsaro a Parma anche se poi sbaglia la gara scontata. Ecco allora che l’ammucchiata nelle posizioni di testa continua ad avanzare felicemente, mentre in coda Luchino inizia a staccarsi tradito dalla banda di Gasperini. Grazie al consueto lavoro del mitico Carlo, qui sotto la classifica aggiornata:

Francesco (Meneghino Junior) 15
Argentino Fiorentino 14
Bomber Siiimo 13
Joe il Pistoiese e Carlo ( il Meneghino di Paderno Dugnano) 12
Lungo 11
Niccolò 10
Luchino (il diavolo rossonero) 7

La scorsa settimana Parma Bologna è stata ostica praticamente per tutti, vediamo come ci comportiamo con i nuovi pronostici:

La gara più scontata: ROMA – UDINESE = 1

La squadra giallorossa viene dalla sconfitta di Torino contro la Juventus ed ha affrontato la prima settimana di convivenza Dzeko-Fonseca dopo la fine del mercato. L’Udinese, che ritrova De Paul dopo la squalifica, è reduce da due vittorie consecutive che gli hanno permesso di iniziare a respirare. Il momento bianconero è certamente migliore, ma la differenza tra le due rose dovrebbe risultare decisiva. Dobbiamo inoltre ricordare che la Roma contro le squadre che lottano per la salvezza non sbaglia mai un colpo né in casa né in trasferta ed inoltre si vedrà per la prima volta nuovamente in maglia giallorossa il Faraone El Sharaawy. Per tutti questi motivi, sommati anche alla volontà di non perdere terreno nei confronti della zona Champions, per me è 1 fisso!

La partita da NON giocare: CAGLIARI – ATALANTA

La squadra di Gasperini viene dalla conquista della finale di Coppa Italia e dunque, alla stanchezza già mostrata nella gara col Torino, se ne aggiungerà altra. Il Cagliari ha assoluto bisogno di punti, non vince da inizio novembre ma il motore sembra essersi inceppato. Anche a Roma contro la Lazio Nainggolan e soci non hanno sfigurato ma non riescono più a fare rete. Contro l’Atalanta sarà fondamentale riuscire ad arginare le scorribande degli esterni e ripartire veloci, ma ci riusciranno? E l’Atalanta sarà quella dei primi 35 minuti contro il Torino o quella dei successivi 55? Troppe domande senza risposte per i miei gusti!

La sorpresa della giornata: INTER – LAZIO = 2 (Risultato 1 – 2)

Ci provo, mi butto…. Carlo e Francesco non mi toglieranno il saluto! La compagine di Conte viene dall’ennesima delusione stagionale e potrebbe risentire dell’impegno infrasettimanale. Lukaku sta iniziando a segnare meno e Lautaro manca di continuità. La Lazio invece viene da 6 vittorie consecutive ed in questo periodo, in cui non ha la Champions, sembra tornata il rullo compressore ante Covid. Con Musacchio poi potrebbe aver messo a posto la difesa ed in mezzo al campo è una delle poche squadre che può lottare ad armi pari con Barella e compagni. Se vogliamo azzardare una chiave di lettura, la partita la potrebbero decidere i due esterni destri di centrocampo, Lazzari ed Hakimi. Chi avrà la meglio? Io provo a puntare sulla Lazio che sembra aver anche trovato la stella della fortuna. Biancocelesti corsari!

A voi per i pronostici!