Il buono, il brutto, il cattivo

SIVASSPOR – FIORENTINA = 1 – 4

Mentre tutta Firenze festeggia ed aspetta il sorteggio per conoscere l’avversaria dei quarti di finale, la gara di ieri sera in Turchia merita comunque alcune riflessioni. Con un match di andata in cui i viola non erano riusciti a chiudere la pratica a causa degli errori sotto porta di Bonaventura (anche ieri sera in ombra nonostante la fascia di capitano) e di Jovic (ieri non utilizzato anche perché arrivato in Turchia solamente poche ore prima del fischio iniziale), la Fiorentina è partita con un discreto approccio mentale e tattico. Gestione della palla, nessun rischio con una difesa posizionata più bassa rispetto al solito, la coppia Mandragora Amrabat a schermare le possibili verticalizzazioni avversarie. Nonostante ciò, il Sivasspor ha avuto il merito di trovare un gol meraviglioso che avrebbe potuto minare le certezze e la tranquillità dei ragazzi di Vincenzo Italiano. Ed invece, ancora una volta, la Fiorentina ha dimostrato di essere cresciuta nella testa, nelle gambe, in panchina: niente panico, nessuna paura, solamente alzare i giri del motore. Se fino a quel punto i viola avevano amministrato, da lì in poi invece, hanno fatto capire qual era la squadra più forte, con più talento, con più soluzioni offensive. Ed allora ecco un nuovo gol di Cabrallone, le discese di Dodò, il dominio di Mandragora in mezzo al campo, le soluzioni dalla panchina, quali Castrovilli. Non c’è niente da fare, la squadra viola è finalmente sbocciata e non ha più paura di imporre il proprio gioco, le proprie qualità, i propri interpreti anche quando questi non sono i titolari che ti aspetti (vero Luca Ranieri?). Resta adesso da conoscere quale sarà la compagine da affrontare ai quarti di finale: certo è che ormai il traguardo minimo è stato raggiunto, tante polemiche si sono sopite, tanti calciatori, seppur con ritardo, sono stati messi nelle condizioni di rendere al meglio. La stagione della Fiorentina è cambiata grazie alle coppe ed adesso è il momento di spingere il pedale sull’acceleratore indipendentemente da quale sarà la squadra che affronteremo: siamo rimasti in 8 ed è un sogno bellissimo!!

Resta poi da scalare anche la classifica in campionato, ma della gara di domenica contro il Lecce ne parleremo da stasera con il nuovo video tattico, comprensivo di frame, del Corner Viola in compagnia del Pappagallone Reale Flavio Bardaro!

IL BUONO

  • Ranieri: per moltissimi una sorpresa, non per me! Chi mi conosce sa che ho sempre creduto tantissimo in questo difensore mancino, un ragazzo serio che può interpretare più ruoli sia nella difesa a quattro che in quella a cinque. Non è certo un fenomeno, ma è un soldatino su cui puoi sempre contare, anche nella gare più difficili ed infuocate. Se pensate che in questa stagione è stato chiamato in causa quasi sempre contro gli attaccanti migliori del campionato da difensore centrale e ieri è stato tra i migliori da terzino sinistro, ho già detto tutto. Prodotto del settore giovanile, Luca uno di noi!
  • Martinez Quarta: sembrerà incredibile che in una partita vinta 4-1 fuori casa i primi due nominati siano difensori, ma il marcatore argentino sta giocando una parte di stagione clamorosa. Attento, rapido, furbo, sempre pronto a far ripartire l’azione, finalmente concentrato per 90 minuti. Dei tre centrali viola appare quello più continuo ultimamente, peccato solamente per il cartellino giallo che lo terrà lontano dalla gara di andata del quarto di finale. Gladiatore.
  • Cabral: quanto abbiamo aspettato un centravanti che segnasse anche gol brutti? Finalmente lo abbiamo trovato! Con Flavio spesso ci siamo interrogati su Cabral, che per noi restava un autentico mistero: grande fisico, tecnica discreta, allungo clamoroso, fiuto del gol dimostrato in Svizzera. Adesso finalmente, premiato anche da una continuità finora sconosciuta, sembra essere sbocciato il vero Cabral. Non sarà Vlahovic ma già così basta ed avanza!! Vai Arturone!
  • Castrovilli: ma quanto ci è mancato il numero 10? Dopo lo scorpione sulla traversa all’andata, ieri sera ha fatto una rete meravigliosa calciando praticamente da fermo un pallone sotto l’incrocio dei pali! Gaetano, ancora non pronto per i 90 minuti, può essere l’arma a gara in corso di una squadra che ha due mediani che danno equilibrio e due esterni che sgassano ma non trovano la porta. E se fosse l’uomo in più dell’ultima parte di stagione?

IL BRUTTO

  • Il campo: spesso nei dilettanti ci si lamenta delle condizioni dei campi da gioco, dopo aver visto quello di Sivasspor prometto di non farlo più! Ho visto più tonalità di verde ieri sera che nell’astuccio di mio figlio, più zolle alzate che ai giardini di Bellariva….quando dicono che la Conference League è una manifestazione anni ’80 hanno ragione da vendere! Menomale non ci sono stati infortuni.
  • Il pugno a Bianco: ciò che è successo al giovane viola, colpito al volto da un delinquente che si fa chiamare tifoso entrato in campo, è di una gravità assoluta. L’organizzazione indecente ed il gesto vigliacco meritano una sanzione severissima. Spero giochino in trasferta per i prossimi 15 anni!!!

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

CREMONESE – FIORENTINA = 0 – 2

Stavolta penso proprio si possa dire: la Fiorentina a Cremona ha vinto la partita da grande squadra, gestendo ogni singolo momento senza alcun patema d’animo, controllando i ritmi della gara, aumentando o diminuendo la velocità degli eventi a proprio piacimento. Anche la gestione dalla panchina è stata perfetta, con l’ingresso di Duncan a testimoniare esattamente ciò che sto dicendo: nell’unico momento in cui i viola, probabilmente anche per la stanchezza del doppio impegno così ravvicinato, hanno denotato difficoltà di gestione della palla, l’inserimento dell’ex Sassuolo ha placato i bollenti spiriti ed ha rimesso tutto nella careggiata giusta. C’è da fare i complimenti per l’ennesima volta a mister Vincenzo Italiano ed ai calciatori che sono riusciti a preparare ed interpretare perfettamente la gara con un solo allenamento sulle gambe tra il Sivasspor e la Cremonese. Fortunatamente adesso, prima del ritorno in Turchia, ci sarà più tempo per affrontare una gara tanto insidiosa quanto alla portata: sarà la prova del nove per una Fiorentina che sembra davvero pronta per diventare grande! Se il lavoro di Vincenzo Italiano sta pagando i propri dividendi, dobbiamo però fare i complimenti ad alcuni calciatori che stanno migliorando il proprio rendimento in modo esponenziale, anche perché finalmente messi nella migliore condizione di esprimersi dalla squadra e dal mister. I due calciatori ai quali mi riferisco, sono ovviamente Dodò e Mandragora che, da un mese a questa parte, sembrano essere letteralmente trasformati: il brasiliano sta finalmente mostrando perché la società ha deciso di fare un investimento del genere su di un terzino, mentre il centrocampista, spacciato per un regista, accanto ad Amrabat sta mostrando tutte le sue doti atletiche, dinamiche e tecniche. Se anche quelli che ancora stanno faticando, tipo Jovic ed Ikonè, faranno l’ultimo step, allora le frecce a disposizione di Italiano costituiranno davvero un armamentario completo!

Adesso tre giorni e poi altri 90 minuti (o forse di più) di passione per continuare a percorrere quella strada europea che abbiamo aspettato per tanto, troppo tempo: gettare questa occasione contro una squadra come i turchi del Sivasspor sarebbe un vero peccato, ma le ultime prove dei viola mi fanno essere positivo. Avanti ragazzi, l’impresa è possibile!  

IL BUONO

  • Dodò: un pendolino! Il terzino brasiliano gioca l’ennesima gara da 7,5 in pagella senza sbagliare nulla in fase difensiva ed arrivando diverse volte al cross con sovrapposizioni convincenti. Sarà un caso se l’unica occasione della Cremonese arriva dalla sua parte quando entro Sonnellino Venuti? Avanti senza guardarsi indietro!!
  • Mandragora: non è e non sarà mai un regista nonostante ciò che ci raccontano Pradè e Barone, ma da quando è entrato finalmente nelle pieghe della squadra, la Fiorentina ha cambiato passo. Trova la via della rete dopo tanti tentativi nelle ultime gare, confeziona anche lo splendido assist per Cabral. Se Amrabat mantiene il livello di ieri, il centrocampo viola ha ben poco da invidiare a tantissimi reparti della Serie A: la coppia centrale insieme ad uno tra Bonaventura, Barak e Castrovilli è veramente tanta roba. Reparto dominante!
  • Barak: stavolta non segna ma entra in tutte le azioni più importanti della Fiorentina. Adesso in Turchia non vorrei essere nei panni di Italiano visto che dovrà scegliere tra lui e Bonaventura. Dove si cade, si cade bene!
  • Sirigu e Cabral: quando la serietà è un valore. L’attaccante brasiliano non gioca certo una partita scintillante, ma ancora una volta si trova al posto giusto al momento giusto. I suoi numeri iniziano ad essere interessanti ma…occhio a fermarsi! Quanto al portiere invece, dopo le incredibili affermazioni del portiere rap di sabato sera, Sirigu dimostra perché alla sua età trova ancora contratti in serie A. Giocatore affidabile, serio, senza fronzoli, risponde presente nell’unica occasione creata dalla Cremonese. Questi sono i calciatori che servono nelle squadre!

IL BRUTTO

  • Saponara: gioca col freno a mano tirato, non salta mai l’uomo, non regala alcun lampo di gioco. Viene giustamente sostituito dopo soli 45 minuti ed un primo tempo trasparente. Involuzione netta.

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – SIVASSPOR = 1 – 0

Avete presente quei film in cui ad un certo punto i protagonisti sono costretti a vivere nuovamente situazioni già vissute? Ecco, ieri sera al Franchi, contro i turchi del Sivasspor, ci siamo sentiti come se le lancette del tempo fossero tornate indietro di tre o quattro settimane, quando la Fiorentina creava gioco, sprecava occasioni, rischiava di non riuscire a vincere partite contro compagini assolutamente abbordabili. Menomale che l’incantesimo non è durato per tutti i 90 minuti ed i viola sono riusciti, nonostante le occasioni clamorosamente fallite in avvio da Jovic e Bonaventura, a conquistare la quinta vittoria consecutiva anche se con un solo gol di scarto, troppo poco per vivere serenamente la gara di ritorno. La partita è stata proprio come l’avevo presentata nell’articolo di martedì, con i turchi chiusi nella propria metà campo con tutti gli 11 giocatori sotto la linea della palla e la Fiorentina alla ricerca spasmodica di spazi in cui riuscire ad entrare per avvicinarsi alla porta. Questo ha fatto ancora una volta emergere i problemi strutturali di una compagine che, senza regista, dipende unicamente dalle qualità individuali degli interpreti: menomale che, a fronte di un Ikonè evanescente ed un Nico molto confusionario, Castrovilli ha dato segnali ottimi e Dodò si è confermato in un momento di crescita esponenziale. Resta il rammarico per un passaggio del turno che poteva e doveva essere messo al sicuro nella gara interna e che invece dovrà essere conquistato in uno stadio in cui si gioca in condizioni climatiche difficili, a 1200 metri di altezza, con un campo spesso al limite della praticabilità: i viola dovranno trasformarsi in leoni e soprattutto dovranno essere più cinici sotto porta per sfruttare le occasioni concesse dalla squadra avversaria.

Prima di rituffarsi in campionato con la trasferta di Cremona, resta da sottolineare lo striscione con cui i tifosi del Sivasspor hanno voluto ringraziare il popolo italiano per l’aiuto, la collaborazione, la vicinanza dimostrata in occasione dell’ultimo terremoto che ha colpito il loro paese devastando città intere. La faccia migliore del nostro paese, quello che sa aiutare, che sa accogliere indipendentemente dalla nazionalità, dal colore della pelle, dal mezzo di trasporto su cui ci si muove. Che i tifosi turchi abbiano usato una partita di calcio per farlo, dimostra ancora una volta come lo sport sia uno dei mezzi di socializzazione più importante che esistano.  

IL BUONO

  • Barak: non avrà cambio di passo, non avrà entrambi i piedi, non sarà rapido nel dribbling, ma quando c’è da scaraventare la palla in porta con cattiveria è indubbiamente il numero 1 in questa squadra. Anche ieri sera risolve la pratica con un gol da opportunista e dimostra che almeno il suo acquisto è stato azzeccato. Professionista esemplare, giocatore sottovalutato.
  • Martinez Quarta: Vincenzo Italiano, dopo la grande prova collettiva di sabato, decide di dare fiducia e continuità ai quattro difensori che si erano comportati egregiamente contro il Milan ed ha ragione. Non tutti si ripetono (vedi Igor che ha qualche sbavatura), ma qualcuno riesce a fare addirittura meglio; Lucas Martinez Quarta gioca una partita perfetta difensivamente, intelligente nel far ripartire il gioco ed interessante in fase offensiva dove arriva anche al tiro in porta. Leader!
  • Castrovilli: ma se il colpo di tacco al volo fosse entrato anziché sbattere sulla traversa, almeno stavolta, la Fiorentina avrebbe avuto un pò di risalto sulle testate nazionali? A parte le polemiche, il numero 10 viola sembra ormai recuperato nelle movenze e nella corsa anche se la condizione non può non latitare dopo così tanti mesi di assenza. Torna finalmente a danzare sul pallone, salta avversari come birilli, si getta in profondità con una falcata imperiosa. Bentornato numero 10!
  • Dodò: se Martinez Quarta è indubbiamente il migliore della linea difensiva viola, voglio però spendere due parole anche sul terzino brasiliano che, dopo essere stato massacrato dalla critica per mesi interi, adesso sta tornando su livelli molto alti con grande continuità. Dopo aver asfaltato Doig a Verona ed aver combattuto alla pari con Theo Hernandez, Dodò gioca la terza partita consecutiva fatta di sovrapposizioni, chiusure difensive intelligenti, cross pericolosi. Se continua così, Odriozola lo dimentichiamo presto!

IL BRUTTO

  • Jovic: sbaglia un gol clamoroso dopo pochissimi minuti a causa di quella sufficienza che mi fa sempre imbestialire. E’ successo anche a Bonaventura di fallire una rete, ma il centrocampista ex Atalanta poi si danna l’anima per tutti i minuti che gioca senza risparmiarsi. L’attaccante serbo invece, continua a passeggiare sul rettangolo verde come se fosse un bambino in gita scolastica. Semplicemente irritante.
  • Biraghi: se qualcuno pensa che la mia valutazione risenta dello stupido (ed in parte immeritato) cartellino giallo rimediato negli ultimi minuti, si sbaglia di grosso. Contro i turchi il capitano ha giocato una gara difensivamente discreta, ma come ha superato la metà campo ha combinato disastri in serie. Cross sbagliati, lanci imprecisi, dribbling mai riusciti. Quanto manca Terzic!

A voi per i commenti!!

Il momento viola

Come avrà notato chi mi segue, in questo weekend non è uscita la rubrica “Il buono, il brutto, il cattivo” a causa di problemi personali.

Nonostante ciò, una riflessione dopo la bellissima vittoria interna contro il Milan ed a 48 ore dalla sfida di Conference League contro il Sivasspor, credo sia doverosa. Quella di sabato sera è stata la classica partita perfetta per tantissimi motivi: innanzitutto l’atmosfera magica che solamente il ricordo di Davide Astori a cinque anni dalla scomparsa può regalare unita al ritorno di quello che è stato l’allenatore che riuscì a gestire magistralmente il tragico evento, Stefano Pioli. Poi perché finalmente si sono viste le migliori versioni di calciatori che stavamo aspettando da tanto, troppo tempo! Da Dodò che è tornato ai livelli di Donetsk in Champions League grazie ad una prestazione sontuosa sia in fase difensiva che finalmente offensiva (vedasi l’assist a Jovic), ad un Mandragora sempre più centrale nello scacchiere tattico di Vincenzo Italiano, giocatore che permette alla Fiorentina di poter interpretare più moduli all’interno della stessa gara (dal 4-2-3-1 accanto ad Amrabat al 4-3-3 in una squadra un po’ più coperta), fino a Luka Jovic che, entrato a poco più di dieci minuti dalla fine, ha dimostrato di sentirsi sempre più dentro il progetto viola con un gol splendido (il movimento per liberarsi dal difensore dovrebbero insegnarlo nelle scuole calcio), un recupero di 30 metri da mediano puro ed altre giocate pericolose. Ai calciatori che abbiamo aspettato tanto tempo poi, si sono aggiunti quelli che finalmente stanno tornando ai migliori livelli: da Terracciano sempre sicuro e reattivo, alla coppia Igor-Quarta che ha concesso pochissimo agli attaccanti rossoneri, dal recuperatore di palloni Amrabat fino ad Ikoné che con il rigore guadagnato ad inizio del secondo tempo ha spaccato la partita in due, senza dimenticare un infaticabile Cabral che ha lottato su tutti i palloni, ha permesso alla squadra di guadagnare metri, ha dimostrato di saper giocare anche per gli altri.

Resta il rammarico per il consueto gol subìto, fortunatamente troppo tardi per riaprire la contesa, ma che resta una bruttissima abitudine per una squadra che ha ancora la possibilità di arrivare in fondo a tre manifestazioni. Proprio giovedì, contro il Sivasspor, sarà assolutamente necessario non avere cali di attenzione perché potrebbero rivelarsi fatali: quella turca infatti, è una compagine che difende con la linea piuttosto bassa ma è capace di recuperare palla aggredendo ferocemente in mezzo al campo soprattutto con l’ex Genoa Cofie. L’arma migliore degli avversari è costituita dalle ripartenze veloci grazie a verticalizzazioni spesso mortifere: la Fiorentina dovrà essere brava a posizionarsi bene sulle diagonali di passaggio in modo da non farsi trovare attaccata alle spalle dei propri centrocampisti, cosa che potrebbe creare tantissimi grattacapi. I ragazzi di Italiano invece, dovranno cercare di tenere l’intensità, il ritmo, la qualità delle giocate viste  nelle ultime settimane. Al netto degli interpreti che scenderanno in campo, la Fiorentina vista col Milan è piaciuta proprio perché, seppure con dei migliori e dei peggiori, ha dimostrato di essere una squadra vera, compatta, che lotta per il solito obiettivo, che crede in ciò che fa ed in ciò che viene proposto da Vincenzo Italiano.

Il sorteggio è stato tutto sommato benevolo, perché non approfittarne? 

Il buono, il brutto, il cattivo

HELLAS VERONA – FIORENTINA = 0 – 3

Finalmente una Fiorentina sporca, brutta, cinica e cattiva!! Dopo tanti, troppi punti lasciati stupidamente per strada, i viola conquistano una vittoria fondamentale in quel di Verona e si tirano fuori, speriamo definitivamente, dalle secche della bassa classifica. Vincenzo Italiano ha dimostrato ancora una volta due cose che non dobbiamo dimenticare mai: innanzitutto che è un allenatore di campo, uno che ha bisogno di tempo per modellare le sue squadre, un tecnico che però, quando ha i giorni sufficienti a preparare la partita resta uno dei migliori della nuova generazione. Anche a Verona, contro una compagine in salute che nelle ultime settimane aveva messo in difficoltà chiunque, è riuscito a trovare i punti deboli degli avversari colpendoli senza pietà. Il ritorno al 4-2-3-1, in cui Barak galleggiava tra le linee e la coppia dei mediani composta da Mandragora ed Amrabat schermava ancora una volta la coppia difensiva con l’italiano più propenso a gestire il pallone, è stata la mossa vincente che ha spento i due esterni scaligeri (Doig e Faraoni) ed ha fatto ammattire Tameze intento a rincorrere tutti senza poi avere la lucidità necessaria per far ripartire l’azione. La seconda cosa da sottolineare è che il gruppo squadra è con Vincenzo Italiano: anche quando il mister fa turnover e lascia in panchina contemporaneamente il capitano Biraghi, l’acciaccato Milenkovic, il faro Bonaventura ed il simpatico Jovic, il gruppo resta compatto e dimostra di remare tutto nella stessa direzione. Se sono felice di fare i complimenti al mister ed alla squadra per aver portato a casa tre punti fondamentali, resta ancora qualche punto interrogativo da risolvere. Innanzitutto le occasioni ghiotte che la Fiorentina ha lasciato nel primo tempo a Lasagna (clamoroso il suo errore) e nella ripresa a Gaich, poi la fluidità di manovra che anche stavolta è stata piuttosto farraginosa forse anche per la maggioranza di calciatori mancini contemporaneamente in campo ad inizio gara, ben sei su dieci giocatori di movimento!  

La trasferta di Verona ci lascia dunque sensazioni positive, con il morale e la serenità forse finalmente ritrovati anche in campionato, dopo che nelle coppe i viola stanno regalando gioie e sogni. Sabato i viola affronteranno il lanciatissimo Milan di Pioli che, dopo un periodo difficile, è stato capace di rimettersi in carreggiata grazie ad alcuni accorgimenti tattici azzeccati. La gara del Franchi potrebbe permettere alla Fiorentina di sfatare diversi tabù, dal successo interno che manca da troppo tempo, alla vittoria contro una squadra che occupa una posizione di classifica migliore, cosa mai riuscita a Vincenzo Italiano ed i suoi ragazzi in questa stagione. Tre punti contro il Milan potrebbero riportare definitivamente il sereno in vista dello sprint finale!  

IL BUONO

  • Barak: riproposto nel ruolo di trequartista, gioca finalmente una partita totale. Si inserisce negli spazi, attacca sempre Tameze, trova la via della rete: insomma si traveste da quel giocatore che tutti aspettavamo. Speriamo non si fermi più.
  • Ikonè: una volta tanto è una sua giocata a decidere la partita. Sgomma a 100 all’ora contro il malcapitato Dawidowicz e serve perfettamente il sinistro di Barak che, dopo poco più di dieci minuti, mette in discesa la partita. Alterna poi come al solito giocate di classe pura ad errori incommentabili, ma per stavolta va bene così. Assist man importante!
  • Cabral: l’attaccante di lavoro deve spedire i palloni in porta e Arturone anche stavolta non tradisce. Peggio di altre volte in fase di copertura della palla, meno coinvolto nel gioco di squadra, sfrutta comunque il corner grazie al quale anticipa Hien e regala alla propria squadra il raddoppio. Titolare fisso!
  • Dodò: una volta tanto gioca una partita assolutamente convincente. Contro quello che doveva essere il giocatore più in forma del Verona, Doig, corre su e giù sulla fascia regalando anche palloni invitanti agli attaccanti senza farsi mai prendere alle spalle dal dirimpettaio. Risveglio vicino?
  • Clean sheet: avrei potuto premiare il gesto tecnico di Biraghi (che però poi rovina tutto con la solita polemica da quattro soldi) oppure l’ennesima solida prova di Mandragora (che non è un regista ma si fà sentire), però la notizia della porta inviolata di Terracciano è la più importante. Dopo troppe gare in cui la Fiorentina subiva sempre almeno una rete, riuscire a tornare a Firenze con la porta inviolata regala serenità e fiducia. Avanti così!

IL BRUTTO

  • Occasioni concesse: anche se Terracciano è uscito imbattuto dal Bentegodi, l’occasione fallita da Lasagna nel primo tempo è clamorosa. Forse il vento sta cambiando ed i viola non vengono più puniti al primo errore, ma sarebbe comunque preferibile non sfidare la buona sorte. Col Milan certe disattenzioni potrebbero costare care!

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – EMPOLI = 1 – 1

Di nuovo delusi, di nuovo amareggiati. Come dopo il pareggio di Roma contro la Lazio, anche la vittoria di Braga non ha dato quella svolta che tutti auspicavamo. Non si è accesa la scintilla, non abbiamo messo benzina emotiva nel motore tanto che abbiamo visto per l’ennesima volta la stessa Fiorentina, quella che approccia bene la gara, che cerca di imporre il proprio gioco ma poi regala un gol alla prima occasione ed è costretta a rincorrere in spazi sempre più angusti, in partite sempre più complicate. Non c’è niente da fare, la squadra viola in campionato è un’altra cosa. Sarà perché in Europa la scuola allenatori non è all’altezza di quella di Coverciano con tecnici che non studiano le avversarie preparando la partita nei minimi dettagli come siamo abituati a fare da noi in Italia, sarà perché nessuno gioca mai pensando solamente a bloccare l’avversario in ogni zona del campo, ma il modo di fare calcio della Fiorentina e del proprio tecnico Vincenzo Italiano viene ormai letto con una discreta facilità da ogni avversario. Anche contro l’Empoli, un po’ per gli errori individuali viola, un po’ per l’interpretazione della gara da parte degli ospiti, Jovic e compagni sono riusciti ad esprimere raramente quel calcio che abbiamo visto invece a Braga. Una squadra lenta, subito pressata in ogni zona del campo, mai capace di spezzare il raddoppio (Castrovilli dove sei????), la Fiorentina ha fatto tantissima fatica a trovare la porta e, solamente grazie al gol di Cabral, ha acciuffato un pareggio molto prezioso per la salvezza. 

Al netto delle polemiche, delle sceneggiate del simpaticissimo Joe Barone fuori dallo stadio, restano i numeri e quelli fanno veramente paura! Due punti conquistati nelle ultime sei gare di campionato, 14° posizione in classifica con 25 punti in 23 partite e 25 reti realizzate: anche ieri mister Italiano si è trincerato dietro le statistiche che recitano di 27 tiri verso la (non IN) porta, ma la verità è che la squadra prende rete al primo tiro subìto e non riesce a segnare in quelle occasioni che invece potrebbero cambiare il verso di una partita. Anche ieri contro l’Empoli, tante palle inattive a favore dei viola mai concretizzate, non uno straccio di schema che liberi qualcuno al tiro….anche questo è colpa del mercato così misero? Credo che ogni tanto, un minimo di autocritica da parte della società come dell’allenatore aiuterebbe a crescere! Lunedì, dopo il ritorno contro il Braga, la Fiorentina è chiamata a giocare una sfida contro il Verona che potrebbe significare tranquillità o terrore: tocca alla squadra decidere come vuol vivere l’ultima parte di stagione in campionato.

IL BUONO

  • Cabral: se dal punto di vista caratteriale è sempre stato preferibile rispetto a Jovic, adesso sembra iniziare ad essere anche più cattivo sotto porta. Fisicamente più asciutto, sempre pronto a buttarsi su tutti i palloni, scaltro a credere anche a palloni che sembrano impossibili, quali il cross di Dodò di ieri. Non l’ho mai considerato un fenomeno, mai nemmeno un bidone ma credo anche che un pochina di continuità potrebbe aiutare Arturone a trovare fiducia e ritmo. In una partita piena di scintille come quella che si prospetta a Verona, un carro armato così non lo lascerei fuori!
  • Il risultato: mi vergogno quasi a scriverlo ma, per come si era messa la partita e per l’incapacità cronica della Fiorentina di recuperare lo svantaggio, alla fine il pareggio può andare bene. Mi sembra ormai chiaro che la nostra stagione passerà tutta dalle coppe ed allora, riuscire almeno a lasciare la zona pericolosa a 8 punti, è quantomeno confortante. Del resto per l’ennesima stagione la gestione di questa proprietà ci relega alla mediocrità e bisogna anche stare zitti…..

IL BRUTTO

  • Amrabat: un errore inaccettabile che segna indelebilmente la sua prestazione. Purtroppo non è la prima volta che si macchia di queste leggerezze in fase di impostazione anche se continua ad essere impiegato in questo ruolo. Dimostra ancora una volta di non essere un regista: siamo proprio sicuri che Amatucci sia peggio?
  • Terracciano: un’altra grandissima delusione. Alla lunga escono sempre i reali valori dei calciatori e Pietro si dimostra ancora una volta ciò che è: un ottimo numero 12 di Serie A pronto all’occorrenza. Subisce una rete evitabile e viene salvato solamente dal fuorigioco in occasione del raddoppio empolese. Nonostante non avesse la sua migliore giornata, con Vicario in viola ieri probabilmente la Fiorentina avrebbe portato a casa 3 punti. Ma tanto noi abbiamo vinto lo scudetto del bilancio!
  • Ikonè: un tipo da psicanalisi. E’ incredibile come non riesca mai non dico a segnare, ma nemmeno a centrare la porta. Ennesima prestazione indecorosa. Di Stefano è peggio di questo?
  • Il mancato impiego di Castrovilli: in questo weekend ho avuto il piacere di essere ospite su Lady Radio dal Benzivendolo e su Radio Firenze Viola dal PucciViola invocando l’ingresso in campo, almeno part time, dei nostro numero 10. Non perché pensi che un solo calciatore possa risolvere i problemi della Fiorentina, quanto perché in gare bloccate come quella contro l’Empoli serve un giocatore che abbia cambio di passo, velocità e soprattutto qualità per vincere l’uno contro uno e creare la superiorità numerica. Possibile che dopo aver giocato a Torino contro la Juve non trovi posto Castrovilli? Mah….

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

BRAGA – FIORENTINA = 0 – 4

Non so se è solamente un raggio di luce oppure è tornato a splendere il sole, quel che so è che finalmente, almeno per 90 minuti, con una buona continuità di manovra e ritmi assolutamente accettabili, siamo tornati ad ammirare la vera Fiorentina, quella che Vincenzo Italiano ci ha mostrato per tutta la scorsa stagione. La trasferta di Braga, molto temuta prima di scendere in campo, potrebbe averci restituito quella viola che abbiamo ammirato ed osannato nel primo anno di gestione Italiano, o almeno questa è la nostra speranza. Stavolta infatti, la Fiorentina è tornata a seguire quell’idea di calcio che ci aveva inebriato lo scorso anno: linee corte e strette, ricerca dell’anticipo quasi spasmodica, ma soprattutto gestione della palla finalmente in ampiezza anziché nell’imbuto della zona centrale del campo. Quasi miracolosamente sono tornate a funzionare le catene esterne della squadra, specialmente quella di sinistra in cui Mandragora e Biraghi (!!!) hanno imperversato più volte e solamente la serataccia di Saponara non ha permesso di chiudere i giochi già dopo 45 minuti. Gran parte del merito di ciò, credo sia da ricercare nel ritorno alle sovrapposizioni esterne dei terzini: nelle puntate del Corner Viola, già nel periodo di stop del campionato per i Mondiali del Qatar, avevamo fatto notare come Dodò e Biraghi avevano cambiato il modo di attaccare facendo movimenti interni rispetto ai compagni offensivi di fascia. Ieri finalmente, siamo tornati a giocare con Nico e Saponara che tagliavano dentro al campo e Biraghi e Venuti che, quando spingevano, si posizionavano quasi sulla linea laterale. Questo movimento ha permesso anche ai centrocampisti di andare dentro con più continuità trovando anche la via del tiro in porta. A tutto questo si è poi sommata la serata degli attaccanti: Jovic e Cabral hanno finalmente trovato la via della rete addirittura con una doppietta a testa ed hanno riacceso la speranza di avere due punte non proprio goleador di razza, ma comunque in grado di capitalizzare almeno una parte della mole di gioco che viene costruita dalla squadra. E per questo, per i meriti della Fiorentina, per l’approccio alla gara, per la qualità delle giocate, il Braga è sembrato veramente poca roba, una squadra capace di rendersi pericolosa solamente grazie ad errori difensivi e non alle trame di gioco inaridite dal pressing viola e dalle letture preventive di Amrabat e Madragora finalmente convincenti.

Resta la soddisfazione per una serata perfetta con quel retrogusto amaro di ciò che poteva essere e finora non è stato. Siamo ancora in tempo per raddrizzare la stagione anche in campionato? Con l’Empoli sarà già un test attendibile per capirlo, ma sarebbe assolutamente doveroso provarci almeno per quei 1600 eroi che si sono sobbarcati spese di viaggio, hanno preso giorni di ferie, hanno sfidato gli scioperi aerei per continuare ad inseguire un sogno in uno stadio portoghese che doveva essere colorato del rosso del Braga, ma che ieri sera è sembrato solo ed esclusivamente viola.

IL BUONO

  • Jovic: finalmente a segno con una doppietta. In una gara in cui certamente viene servito più e meglio, realizza il primo gol da centravanti di razza con un bellissimo colpo di testa e poi raddoppia prendendo in contropiede il difensore in un disperato recupero. Sembra finalmente più dentro il gioco tanto da causare anche un’espulsione. I ritmi non sono certo infernali, ma le movenze sono da attaccante puro. Se solo avesse voglia……
  • Biraghi: come sapete non è il mio giocatore preferito, ma cerchiamo sempre di dire le cose che pensiamo ed allora ieri sera abbiamo visto il terzino che vorremmo sempre vedere in campo. Finalmente coraggioso, capace di arrivare sul fondo per il cross, sempre pronto ad aiutare il centrocampista per dargli l’appoggio. Allora si può fare!
  • Mandragora: ecco un altro calciatore di cui ho criticato in lungo ed in largo sia l’acquisto che le prestazioni. Ieri sera però ha finalmente fatto intravedere le doti per cui è stato acquistato. Tosto, sempre dentro la partita, pronto a fare sia la fase offensiva che quella difensiva con continuità, pericoloso al tiro. Se la catena di sinistra funziona così bene, è anche grazie al suo lavoro. Avanti così adesso!
  • Cabral: il gol del 3-0 è semplicemente meraviglioso anche se, dobbiamo dirlo, non si può prendere una rete direttamente dalla rimessa laterale! Arturone però, al quale vogliamo un gran bene per l’impegno che ci mette sempre, in Conference League sembra nel giardino di casa. Due gol fondamentali per il morale. Che possa essere la scintilla?

IL BRUTTO

  • Milenkovic: in una partita in cui il Braga si fa vedere raramente nella metà campo avversaria, se i portoghesi riescono a trovare la via di Terrracciano è sempre e solamente nella zona del serbo. Dopo il mondiale, non abbiamo più ammirato il condottiero difensivo. Nikola sveglia che abbiamo bisogno di te!
  • Saponara: un qualunque altro esterno del campionato italiano avrebbe terminato il primo tempo avendo segnato almeno una rete. Con il talento che ha, resta un enigma irrisolto.
  • Nico Gonzalez: un fantasma che vaga per il campo senza essere mai decisivo né partecipe. Che sia rimasto in pista?
  • Cartellini gialli: qualcuno può spiegarmi come sia possibile che i tuoi esterni offensivi prendano due cartellini gialli quando la propria squadra ha il vantaggio di un uomo e vince 3-0 in trasferta? Semplicemente assurdo.

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

JUVENTUS – FIORENTINA = 1 – 0

È sempre la solita storia, sono sempre le solite interviste post gara, sono sempre le solite sconfitte. Nella settimana in cui il patron Rocco Commisso è riuscito a distogliere l’attenzione della città dalla partita più importante dell’anno con dichiarazioni lunari, nel giorno in cui il direttore generale Joe Barone, subito prima del match, si mette a parlare di un articolo de La Gazzetta dello Sport, la Fiorentina affonda davanti ad una Juventus talmente brutta da sembrare davvero una compagine che si deve salvare. Se penso alla prestazione di una squadra che in campo ha talenti del calibro di Vlahovic, Chiesa, Di Maria, Kostic, Locatelli e successivamente Paredes, mi vengono i conati di vomito. Stavolta però abbiamo poco da fare gli schizzinosi visto che i viola confermano il trend delle ultime settimane: con la sconfitta di Torino, adesso le statistiche dicono che la compagine di Italiano ha raccolto 1 punto nelle ultime 5 gare ed adesso deve iniziare seriamente a guardarsi alle spalle, altro che mirare al settimo posto!! È stata l’ennesima gara condotta per larghi tratti dalla Fiorentina con un possesso palla sterile, un attacco mai in grado di impensierire gli avversari, esterni e mezz’ali che quasi mai creano la superiorità numerica e soprattutto sono capaci di sfornare cross ed assist invitanti. Sarà un caso ma, appena entrato, Terzic ha servito a Jovic l’unica palla decente di uno scorcio di partita anche stavolta giocato con le infradito dall’insopportabile ex Real Madrid. Se a questo uniamo il solito gol subito in modo demenziale (Nico dov’eri?), la partita è presto raccontata: Terracciano ancora una volta non riesce ad uscire dal campo imbattuto e la statistica più incredibile della gestione di Vincenzo Italiano continua a gonfiarsi. Da quando il tecnico siciliano è arrivato sulla panchina viola, la sua squadra si è trovata in svantaggio 31 volte, compresa la gara in questione: sapete quante volte i viola hanno ribaltato il risultato? In una sola occasione!! Ed allora di che parliamo? Di una squadra che, per bocca di Commisso, ha in rosa due attaccanti fortissimi, talmente forti che a Torino, per giocare contro la Juve, si decide di fare giocare in quel ruolo Kouame’. E dire che stavolta le scelte del tecnico si sono rivelate anche abbastanza azzeccate, con Ranieri che, dopo Immobile, ha concesso poco o nulla anche a Vlahovic e Duncan che ha giocato la sua solita onesta partita da gregario (anche se quando è entrato Castrovilli la squadra ha cambiato marcia).

La cosa che fa più male però, è che non si è mai parlato di quella che è e resterà la partita dell’anno per Firenze e per i tifosi della Fiorentina. Non nella settimana della gara, grazie alle incredibili dichiarazioni di Commisso, non subito prima della partita, grazie alla polemica inutile del Direttore Generale Barone contro la Gazzetta dello Sport, non dopo la sconfitta perché tutti si sono affrettati a dire che adesso dobbiamo pensare a Braga. Questo significa che, dopo 4 anni di proprietà, NON AVETE ANCORA CAPITO COSA SIA FIRENZE. Ma tornando al campo, sempre che ancora vi interessi, lo ripeto per l’ultima volta: Rocco, Joe, Vincenzo, Daniele, uscite dal metaverso e tornate alla realtà che la situazione non è quella che raccontate voi!! Qui, sulla terra, abbiamo giocato 22 partite e ne abbiamo vinte 6, abbiamo 24 punti e tra poco saremo in zona retrocessione. Fatevi un esame della coscienza, sempre che ne abbiate ancora una!!!

IL BUONO

  • Approccio e piglio: tra le pochissime cose da salvare, stavolta c’è l’approccio alla gara. Se contro il Bologna la Fiorentina aveva perso gara e faccia nei primi minuti di entrambi i tempi di gioco, a Torino l’ingresso nella gara è stato positivo. I viola hanno dimostrato ancora una volta che, quando mister Italiano ha una settimana di tempo per preparare la partita, difficilmente ne sbagliano l’interpretazione. Anche la “cattiveria” è stata quella giusta, peccato che a questo giochino poi vinca chi la butta dentro…..Anche se alla partita di Braga mancano solo tre giorni, speriamo ci si ripeta!
  • Ranieri: una delle più grandi sorprese della formazione iniziale è anche il migliore in campo per distacco. Sono anni che dico (con testimoni presenti) che Ranieri, seppur penalizzato dalle proprie doti fisiche, è un difensore che può tranquillamente stare nella rosa viola (altro che strapagare Nastasic!!!). Nonostante sia nuovamente messo sotto pressione, dopo aver giocato a Roma contro Immobile, dimostra ancora una volta di essere presente con la testa e col cuore non mancando mai di rispondere per le rime ai due simpaticissimi ex con la maglia a strisce. Forse l’unico ad aver capito cosa significa questa partita per Firenze!
  • Castrovilli: una luce in mezzo al buio. Il suo ingresso in campo regala fin da subito una scossa importante a tutta la squadra: viaggia al doppio della velocità rispetto ai compagni, mangia l’erba, ha una voglia matta di tornare ad essere importante per la propria squadra. La rete che gli viene giustamente annullata, lascia la speranza di poter rivedere presto un calciatore degno di questo nome indossare il numero 10 viola. Adesso non fermarti più!

IL BRUTTO

  • Kouamè: è semplicemente inadatto ad un sport che preveda l’utilizzo di un attrezzo di forma sferica.
  • La scelta di far giocare Duncan: considerando la solita partita condita dal nulla (cioé una gara in cui si veleggia tra il 5,5 ed il 6- in cui ci si esalta per una corsa palla al piede di 30 metri), non si poteva proprio far giocare Bianco che abbiamo visto due volte in tre giorni e poi è sparito come se fosse vittima dell’anonima sequestri? Ah già, ma l’idea del Viola Park serve solo per la patrimonializzazione della società, mica per lanciare i giovani!
  • Ikonè: quando si dice la competenza dei propri dirigenti da difendere contro tutto e contro tutti….. questo è costato 5 milioni più di Kvara del Napoli. Eh ma il Napoli è fuori dalla Coppa Italia (cit.)
  • Dodò: quando si dice la competenza dei propri dirigenti da difendere contro tutto e contro tutti….. questo è costato più del doppio di Di Lorenzo del Napoli. Eh ma il Napoli è fuori dalla Coppa Italia (cit). Game, set and match.

A voi per i commenti!!