Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – BOLOGNA = 1 – 2

Un passo indietro clamoroso, una caduta fragorosa che provoca dolore come un cazzotto in bocca che non ti aspetti. La sconfitta contro il Bologna rappresenta questo e molto di più per le dichiarazioni ascoltate dopo la gara da chi dovrebbe rappresentare la squadra davanti ai microfoni e dovrebbe spiegare cosa succede nel rettangolo di gioco. La Fiorentina, dopo la vittoria in Coppa Italia contro il Torino, e la prova convincente di Roma contro la Lazio, viene presa a pallonate dal Bologna di Thiago Motta che prepara la partita alla perfezione e vince con merito a Firenze dopo tempo immemore. E stavolta non regge nemmeno la scusa della scarsa qualità della rosa visto che quella rossoblù non è certamente migliore di quella viola: Thiago Motta ha a disposizione una difesa composta da calciatori semi-sconosciuti che farebbero fatica non solamente a Firenze, e davanti ha un attaccante che viene ancora cercato a Parma dal momento che non l’hanno mai visto. Per non parlare di un portiere che anche ieri sembrava la controfigura di Calamity James….Terracciano sul gol di Posch poteva certamente fare di più, ma nel primo tempo ha eseguito un paio di interventi notevoli. Spero solamente che il dubbio che ieri serpeggiava in curva, cioè che inconsciamente la squadra abbia mollato in campionato per puntare tutto sulla Coppa abbia un fondo di verità, perché altrimenti la preoccupazione sarebbe ancora maggiore: una Fiorentina come quella di ieri sera avrà grandi difficoltà anche a superare la Cremonese in una doppia sfida, figuriamoci il Braga secondo in classifica in Portogallo!

Come sa chi mi segue su questo blog, amo ricordare che i numeri non mentono mai e la squadra viola ha guadagnato 1 punto nelle ultime 4 gare, ha vinto 6 partite sulle 21 disputate ed è nella parte destra della classifica: nel contempo però, Commisso e soci hanno chiuso il bilancio con 46 milioni di utili e, probabilmente, per loro è l’unica cosa che conta.

IL BUONO

  • Saponara: dopo aver cambiato faccia alla partita di Roma, ieri sera si è ripetuto confermandosi il migliore in campo tra le fila viola. Certo qualche pallone lo ha perso, ma è stato l’unico ad accendere la luce: un gol, una traversa a dir poco meravigliosa e qualche serpentina che hanno creato quella superiorità numerica che gli altri non riuscivano a trovare. Unico fiore nel deserto viola.
  • Thiago Motta ed il suo Bologna: il mio socio, Flavio Bardaro, non è d’accordo ma ieri i felsinei ci hanno preso a pallonate in lungo ed in largo, hanno dominato il centrocampo, hanno trovato delle verticalizzazioni a noi sconosciute. Hanno giocato un calcio riconoscibile per i propri calciatori che sapevano esattamente cosa fare, a differenza dei nostri che, una volta bloccati Barak e Bonaventura, sono andati completamente in crisi. Il Bologna gioca un calcio in cui si capisce chi deve fare cosa, riesce a valorizzare un mezzo calciatore come Zirkzee ed a far sembrare un bomber anche Orsolini. Grande merito di ciò, deve essere riconosciuto a Thiago Motta che, dopo aver raccolto la difficile successione di Italiano a Spezia, adesso sta cercando di far dimenticare, calcisticamente parlando, Mihajlovic a Bologna. Non ci avrei scommesso un euro, ma sta dimostrando a tutti di essere un allenatore di Serie A: chapeau!  

IL BRUTTO

  • L’approccio alla gara: la Fiorentina è stata letteralmente dominata sia in avvio del primo tempo, che in avvio della ripresa. Ha subito rete su palla inattiva in entrambi i frangenti di gara, ha regalato palloni, spazi di campo e tempi di gioco al Bologna senza mai riuscire a controbattere. L’atteggiamento è stato remissivo, le trame inconcludenti, la reazione nulla. Tra capitano, allenatore e società, c’è qualcuno nel pianeta viola che riesca a far capire l’importanza delle partite?
  • Barak: effettivamente il rinnovo di contratto lo ha tranquillizzato. Ieri, a dire il vero, sembrava addormentato più che tranquillo. Ha sbagliato tutto ciò che poteva sbagliare, ha perso palloni su palloni, ha causato il rigore, non ha mai trovato lo spazio di inserimento nell’area di rigore avversaria. Se la reazione ad un bel contratto fino al 2027 è questa, allora stiamo freschi!
  • Amrabat: contro un Bologna tatticamente perfetto, che ha bloccato i due unici centrocampisti di qualità che abbiamo, è uscito il vero Amrabat, un calciatore tecnicamente non eccelso, che tocca la palla troppe volte prima di rigiocarla, che etra in confusione non appena viene pressato con i tempi giusti. Il nuovo Xavi (o Iniesta se preferite), si dimostra ancora una volta un ottimo gregario incapace di prendere in mano una squadra che voglia giocare a calcio e non fare un combattimento di wrestling. Testa sul manubrio e pedalare!
  • Vincenzo Italiano: al termine dell’ennesima prova indecente della sua squadra, ci offre le solite parole, la stessa conferenza stampa di sempre senza un’assunzione di responsabilità, una spiegazione allo scempio che anche stavolta quasi 31.000 spettatori devono sorbirsi. Stavolta però, ecco la chicca finale: il povero cucciolotto nostro si è offeso perché dalla curva abbiamo cantato un cattivissimo coro che diceva “fate ridere”! Povero topolino, stamattina magari invece che alle 10,00 vi sveglierete alle 9 perché vi abbiamo turbato il sonno. O magari ieri sera invece che lo champagne avete dovuto bere una Vernaccia perché le bolle vi davano acidità….ma non vi vergognate nemmeno un pò? Se solo lavoraste ogni mattina, doveste pagare un biglietto e magari sobbarcarvi un viaggio per vedere queste prove scandalose, scommetto che gridereste anche di peggio. Tacete e chiedete scusa, è l’unico atteggiamento saggio.

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Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – TORINO = 2 – 1

Se nella trasferta di Roma la squadra di Vincenzo Italiano aveva mostrato progressi evidenti, nella gara secca contro il Torino che valeva la semifinale di Coppa Italia, quei segnali iniziano ad essere simil-certezze. Nonostante di fronte ci fosse la stessa compagine che aveva violato il Franchi non più tardi di 10 giorni fa, la Fiorentina è parsa trasformata nello spirito e nel gioco pur avendo trascorso un ultimo giorno mercato non certo molto sereno. Con Mandragora al posto di Amrabat, Terzic in luogo di Biraghi e Jovic confermato al centro dell’attacco, Vincenzo Italiano ha dimostrato di aver azzeccato tutto e di essere nuovamente ben saldo al comando della propria squadra. La Fiorentina è tornata a giocare con due centrocampisti di qualità e di gamba, come Bonaventura e Barak, ed a ringhiare su ogni singolo pallone battendo Juric ed il Torino proprio nella loro arma più potente: l’aggressività e l’intensità. Anche Igor è tornato su livelli più che sufficienti e Dodò si avvicina sempre di più a quel calciatore che è mancato tanto alla squadra viola nella prima parte della stagione. La speranza è che adesso la Fiorentina abbia realmente trovato quella continuità di rendimento che può far sperare in una rimonta in campionato per raggiungere quel settimo posto che potrebbe valere nuovamente l’accesso ad una competizione europea.

Il cammino in Coppa Italia, manifestazione in cui i viola arrivano in semifinale per la seconda volta consecutiva, è diventato tutto ad un tratto estremamente appetitoso: la Cremonese che elimina in gara secca anche la Roma dopo il Napoli, regala ai ragazzi di Vincenzo Italiano una strepitosa occasione per arrivare in finale. I lombardi infatti, nel doppio confronto, non sembrano assolutamente irresistibili e la speranza è che ad aprile, quando verranno giocate le semifinali, la Fiorentina sia finalmente al completo: Martinez Quarta, Sottil e Brekalo potrebbero regalare al tecnico quell’imbarazzo della scelta che troppe volte è mancato in questa sfortunata stagione. Ma ci sarà tempo per pensarci, adesso testa al Bologna!

IL BUONO

  • Terracciano: magari qualcuno se ne sarà dimenticato, ma dopo 80 secondi il buon Pietro ha salvato la porta della Fiorentina con una parata di piede fatta di istinto e reattività. Dopo alcune prove non certo brillantissime, quello che per me resta il miglior numero 12 in Italia, si è riscattato. Speriamo sia solamente la prima di diverse prove convincenti.
  • Terzic: continua la rincorsa del giovane serbo ad un posto da titolare a Firenze. E’ protagonista del perfetto assist servito a Jovic in occasione della prima rete ed è capace di farsi trovare spesso smarcato quando il centrocampista ne ha bisogno. Si conferma una volta di più un’alternativa validissima allo zoppicante capitano: prima di rinnovare Biraghi, facciamo firmare Terzic, che è meglio!  
  • Ikonè: entra in partita finalmente come lo vorremmo vedere sempre. Concentrato, pronto a saltare sempre l’avversario, quasi cattivo: dimostra ancora una volta la sua tecnica deliziosa, la sua capacità innata di tenere il pallone attaccato al piede a qualsiasi velocità. Per la prima volta dopo la sosta, sembra essere nuovamente quel calciatore che avevamo ammirato nelle gare precedenti al mondiale. Se trova continuità, a gara in corso è un’arma clamorosa!
  • Jovic: finalmente decisivo in zona gol come tutti speravamo. Segna una bella rete di testa liberandosi dalla marcatura con un movimento furbo al limite del regolamento. Oltre al gol, libera Kouamé da solo davanti al portiere con un cioccolatino da aprire e gustare. Appare anche più vivo e dentro al gioco della squadra. Insieme ad un Cabral entrato con la cattiveria giusta, speriamo rappresenti il vero acquisto del mercato di gennaio!

IL BRUTTO

  • Kouamè: il gol che fallisce su assist di Jovic, è la fotografia imbarazzante delle lacune tecniche di questo ottimo atleta prestato ad uno sport che non è il suo. Si sbatte tantissimo per la squadra, ripiega spesso anche in fase difensiva, ma la qualità è quella che è: con l’arrivo di Brekalo ed il recupero di Sottil, spero scivoli nelle gerarchie di Vincenzo Italiano. Ottimo professionista, calciatore da rivedere.
  • La rete subita: un vero peccato aver dovuto soffrire anche ieri sera negli ultimi minuti. In una delle poche disattenzioni difensive, la Fiorentina subisce gol e non permette ai propri tifosi di festeggiare a lungo quest’importante traguardo raggiunto. Del resto tifare Fiorentina è un atto di fede che richiede tanti sacrifici, anche le coronarie.
  • Rocco Commisso: dopo che la società, insieme al tecnico, è riuscita in qualche modo a gestire il caso Amrabat e dopo che la propria squadra ha appena raggiunto la semifinale di Coppa Italia, il Presidente della Fiorentina non trova da fare di meglio che attaccare ancora una volta i giornali, Cairo, il sistema malato. Mamma mia che pesantezza!! Mai un discorso di calcio, mai un complimento alla squadra, mai un cenno al pubblico accorso allo stadio (anche ieri sera più di 15.000 persone alle 18 in un giorno lavorativo), solo recriminazioni, polemiche accuse: una guerra infinita che non si capisce dove debba portare da parte di un ricco imprenditore che sembra arrivato in Italia come se portasse il verbo della verità. Rocco sorridi! Sei ricco, la Fiorentina è in semifinale di Coppa Italia e gran parte della città pende dalle tue labbra!!   

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Il buono, il brutto, il cattivo

LAZIO – FIORENTINA = 1 – 1

Finalmente! Erano tante settimane che non potevamo utilizzare questo avverbio con un’accezione positiva ed invece stavolta possiamo, anzi dobbiamo farlo. La Fiorentina vista a Roma somiglia finalmente a quella squadra che ci ha fatto innamorare la scorsa stagione: attenta, grintosa, vibrante, finalmente pronta a ripartire anche grazie a giocate di qualità. Undici giocatori che corrono, si aiutano, sanno cosa fare, giocano in funzione dei compagni di reparto. Che sia il primo segnale di un’inversione di tendenza? Che sia finalmente quella scintilla che cercavamo da mesi? Non possiamo saperlo, anche se il recupero fisico e tecnico di due giocatori imprescindibili come Nico Gonzalez (forse ha capito che il mondiale ormai è finito) ed Amrabat, valgono più delle molte scelte errate sul mercato estivo. La compagine di Vincenzo Italiano, anche se ha nuovamente denotato l’incapacità di fare rete, ha giocato alla pari con la tanto strombazzata Lazio del comunista col Rolex Maurizio Sarri, un gruppo di calciatori che forse si è sentito troppo bravo prima di esserlo….problema che capita spesso in una città con così poco equilibrio come Roma. Quel che conta però è la Fiorentina e stavolta possiamo dire che veniamo via dall’Olimpico soddisfatti per la prestazione ma con il consueto amaro in bocca per la traversa finale di Milenkovic, occasione che avrebbe potuto regalare tre punti tanto meritati quanto necessari per rilanciarsi in una classifica ancora anonima.

Non c’è tempo pero per crogiolarsi nei complimenti di una buona prestazione: mercoledì alle 18 al Franchi và in scena il primo match decisivo della stagione contro il Torino. Un quarto di finale in gara secca in casa contro una squadra non certo irresistibile come quella granata è un appuntamento troppo importante per essere fallito: scenderà in campo la Fiorentina di Roma oppure quella già vista proprio contro la banda di Juric pochi giorni fa?

IL BUONO

  • Ranieri: è stata la sorpresa più grande in una formazione inziale che nessuno si aspettava. Al netto di alcune imprecisioni dovute all’insicurezza iniziale, gioca poi una signora partita senza sbavature e con tanti anticipi soprattutto su Milinkovic Savic. Una risorsa da gestire meglio, soprattutto vedendo le diverse stupidaggini combinate in così poco tempo da Igor. Ci possiamo contare!
  • Nico Gonzalez: le chiacchiere stanno a zero, Nico è l’unico calciatore capace di far fare il salto di qualità alla squadra. Finché le gambe lo sorreggono, mette a ferro e fuoco la metà campo avversaria saltando sempre il diretto avversario, lanciandosi in ogni spazio libero, venendo incontro ai compagni in difficoltà, andando a concludere in porta. Segna un gol da fenomeno e sembra finalmente con la testa in Italia anziché in Qatar. Durerà? Intanto speriamo che mercoledì sia in grado di giocare!  
  • Bonaventura: insieme a Nico, è il faro dei viola. Riportato in un ruolo più abituale, qualche metro indietro, in cui può ricevere più spesso faccia alla porta, inventa e ricama come solo lui sa fare nella rosa della Fiorentina. Partecipa attivamente al gol del pareggio e lancia spesso in profondità i propri compagni con lanci intelligenti. Per una sera oscura quel genio che è Luis Alberto tornando il vero Jack, quello che tutti abbiamo imparato ad amare. Insostituibile.
  • La preparazione della gara: in un mondo in cui la colpa di tutto è sempre dell’allenatore, dopo settimane in cui anche su questo blog è stato più volte tirato in ballo, stavolta devo fare i complimenti a Vincenzo Italiano. In una delle gare più temibili, la Fiorentina ha giocato una partita tatticamente perfetta inaridendo le fonti di gioco di Sarri (che si è fatto mettere nel taschino come un pivello) e puntando su calciatori che nessuno si aspettava. Non ha rinunciato alla qualità schierando contemporaneamente Bonaventura e Barak , oltre Nico e Jovic ed ha affrontato uomo contro uomo gli avversari in ogni zona di campo. Ecco che nel gioco delle coppie difensive, Ranieri ha vinto quasi tutti i duelli con Milinkovic Savic, Dodò quasi sempre con Zaccagni, Amrabat ha fatto il difensore aggiunto, Barak e Bonaventura hanno asfissiato Luis Alberto e Cataldi. Non so se abbiamo giocato 4-3-3 o 4-2-3-1, so che abbiamo giocato da squadra, che abbiamo giocato a uomo, che abbiamo giocato sfruttando le nostre migliori doti vincendo ogni confronto individuale. Immagino che per molti adesso sarà merito del mercato, dei calciatori o dell’astrologia. Per me, ieri sera, c’è un netto vincitore al cospetto del finto Masaniello Maurizio Sarri: il suo nome è Vincenzo Italiano.

IL BRUTTO

  • Kouamè: semplicemente imbarazzante. Gioca un primo tempo pieno di errori tecnici, imprecisioni, strafalcioni. Dopo un inizio di stagione incoraggiante, è tornato rapidamente quel quattrocentista senza tecnica che la Fiorentina ha provato a sbolognare per tre mercati consecutivi. Brekalo, we need you!!!
  • Biraghi: semplicemente raccapricciante. Non trova i propri compagni nemmeno con le rimesse laterali, i cross nemmeno a parlarne, i calci d’angolo poi….. Ma siamo proprio sicuri che Terzic sia peggiore?
  • L’arbitraggio: se invece di Saponara fosse caduto Zaccagni, sarebbe stato fischiato il rigore ed il difensore avrebbe guadagnato anche l’ammonizione. Oltre alla chiamata vergognosa, il Sig. Colombo ammonisce solamente i calciatori in maglia viola ed inverte tutte le punizioni necessarie a permettere l’assedio finale della Lazio. Missione fallita, ma il suo fischietto farà carriera, ne sono certo.   

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Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – SASSUOLO = 2 – 1

Una delle più brutte prestazioni interne della Fiorentina gestione Italiano regala comunque ai viola tre punti che permettono di sperare ancora in una difficilissima rimonta alle posizioni europee. La compagine di Commisso ha giocato una gara sotto ritmo, senza idee, con poca voglia di raggiungere quei tre punti che tutti avevano dichiarato essere l’obiettivo irrinunciabile della gara: non dimentichiamoci che si affrontava il Sassuolo, squadra che aveva avuto il coraggio di perdere tre giorni fa in casa contro la derelitta Sampdoria! Ciò che preoccupa maggiormente è il ritmo bassissimo con cui ha giocato la squadra di Vincenzo Italiano, la mancanza di idee, l’assenza di variazioni sul tema: la sosta, invece di aver oliato i meccanismi della manovra, sembra averla arrugginita sottolineando ancor di più la mancanza di qualità di una rosa che in mezzo al campo, tolto Bonaventura, si muove nel deserto. Una volta tanto però, Italiano ha fatto i cambi al momento giusto e dopo 45 minuti ha inserito Saponara (che quando entra a gara in corso sembra un altro calciatore) e successivamente il desaparecido Nico Gonzalez che ci ha fatto anche il piacere di battere il rigore decisivo.

La strada per la rimonta è ancora lunga ma giovedì è già il giorno di tornare in campo contro la Sampdoria in Coppa Italia: che siano proprio le coppe la strada per dare un senso a questa stagione in chiaroscuro? Se la Fiorentina dovesse passare il turno troverebbe probabilmente l’Inter ma in gara secca perché non pensare all’impresa? E perché non credere che la ripresa a rilento non sia dovuta alla voglia di fare più strada possibile in Europa? Del resto per la doppia sfida contro il Braga mancano ancora quasi 5 settimane: tutto possiamo permetterci tranne che pensare che poco dopo la Befana la stagione sia già finita!

IL BUONO

  • Bonaventura: nel nulla della squadra viola, la qualità del piede di Jack risulta ancora una volta decisiva. Nei primi 45 minuti è l’unico che vede la verticalizzazione e manda in contropiede un paio di volte gli esterni, nella ripresa quando viene schierato tra i due davanti alla difesa dirige il traffico con grande sapienza. Non è ancora il miglior Bonaventura, ma già così è sul piedistallo per distacco. Prima rinnovategli il contratto, poi clonatelo!
  • Saponara: se contro il Monza Italiano aveva fatto lo spettatore non pagante, nella gara odierna è attivo, cambia la partita con le sostituzioni ed azzecca tutte le mosse. E’ infatti Saponara ad aprire le danze con il gol del vantaggio, quel Ricky che nel giorno del compleanno del grande amico Davide Astori gli dedica la rete. Si dimostra ancora una volta molto più decisivo a gara in corso che dall’inizio. Tecnicamente delizioso, uno dei migliori calciatori part time della serie A.
  • Terracciano: nel disastroso primo tempo viola, il portiere è un baluardo decisivo per tenere la porta imbattuta. Prima su Frattesi, poi su Pinamonti, copre gli errori incredibili di un Igor da mettere dietro la lavagna. I tifosi viola tremano nel momento in cui sembra infortunarsi ma poi riesce a portare a termine una gara senza macchie. Pietro il grande!
  • Terzic: ancora oggi non si capisce come mai questo ragazzo non abbia spazio. Il capitano della Fiorentina non si chiama Cabrini e nemmeno Maldini ma nonostante ciò si continua a non far mai giocare Terzic che non sarà un fenomeno ma almeno ci prova in tutti i modi. Contro il Sassuolo, in un quarto d’ora, conquista metri e si proietta in avanti più volte fino a prendere il rigore decisivo. Ma al Bologna non possiamo dare Biraghi?
  • Nico Gonzalez: è decisamente un calciatore di un’altra categoria. Cambia la partita con la sua sola presenza perché trova quegli spazi che sembravano non esserci fino a qualche minuto prima. Sfiora la rete di testa prima, realizza il rigore decisivo poi con una freddezza glaciale. Resta il rammarico di alcuni mesi non disputati per rincorrere il sogno di un mondiale che è svanito per sfortuna o forse solo per giustizia divina. Ora silenzio e pedalare che prima di farmi nuovamente esultare ad un tuo gol ne deve passare di acqua sotto i ponti……
  • Italiano: come l’ho criticato contro il Monza perché i cambi sono stati tardivi, oggi è giusto dire che ha azzeccato tutte le sostituzioni ed ha avuto il coraggio di provarci fino in fondo con un centrocampo a 2 composto da Bonaventura e Castrovilli. In una squadra in cui manca tanta qualità, le doti del mister sono fondamentali. Vincenzo abbiamo bisogno di te!

IL BRUTTO

  • Igor: dopo la prova insufficiente contro il Monza, riesce a fare addirittura peggio! La scelta di Italiano di confermarlo è incomprensibile soprattutto perché, con un centrocampo senza qualità composto da Duncan e Bianco, servirebbe un difensore centrale capace di impostare il gioco e, dopo l’assist a Cabral, perché non confermare Quarta? La stagione del brasiliano continua ad essere assolutamente insufficiente, dov’è il vero Igor? Meno muscoli sui social e più concentrazione grazie!
  • Duncan: nel grigiore generale, il centrocampista ex di giornata si dimostra in confusione totale. Non solo non riesce a far ripartire l’azione, ma perde anche diversi palloni che si rivelano pericolosi per la difesa viola. Avrebbe assolutamente bisogno di avere un regista accanto, ma la società ha deciso che la squadra non ne avesse bisogno. Fuori ruolo e fuori condizione.

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Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – MONZA = 1 – 1

Se la Fiorentina dopo la sosta doveva ripartire a razzo per accorciare sulle posizioni di classifica che consentono di accedere alle manifestazioni europee della prossima stagione, la prima prova è stata fallita. La delusione per la mancata vittoria proviene da molteplici fattori: la squadra è sembrata stanca già dopo poco più di 50 minuti, ha nuovamente mostrato limiti evidenti di costruzione del gioco, ha rischiato troppo in fase difensiva e soprattutto non ha avuto alcuna reazione (né in campo né tantomeno in panchina) alle mosse del Monza che nella ripresa ha messo in evidente difficoltà i viola. L’occasione del doppio impegno casalingo alla ripresa del campionato doveva essere assolutamente sfruttata, tenendo conto anche dei passi falsi delle dirette concorrenti, Atalanta e Lazio su tutte. Se l’obiettivo, come dichiarato dal mister e dalla società, è riuscire a centrare nuovamente l’ingresso in Europa, la strada è decisamente in salita.

Alla prova collettiva certamente insufficiente, si aggiungono poi alcune prestazioni individuali che lasciano tanti dubbi sulla reale qualità di una rosa che sembra dipendere da alcuni calciatori senza i quali il gioco sgorga troppo lentamente per essere efficace. Bonaventura ad esempio appare ancora imprescindibile, così come gli strappi in avanti di Amrabat, la personalità di Milenkovic e la qualità del desaparecido Nico Gonzalez. Resta un sorriso però, quello che ci ha regalato il ritorno in campo di Gaetano Castrovilli, ragazzo educato, talento sfortunato: che possa essere lui l’arma in più del girone di ritorno?

IL BUONO

  • Bianco: al netto dell’errore in occasione della rete di Carlo Augusto quando non accorcia sul calciatore del Monza, gioca una partita di sostanza, grinta e costrutto. Recupera tantissimi palloni, sprizza energia da tutti i pori, rincorre ogni singolo avversario. Nella ripresa poi, cala insieme a tutta la squadra e denota quei limiti fisici di cui abbiamo parlato spesso anche al Corner Viola. Resto convinto che sia un profilo che può stare ampiamente nella rosa della Fiorentina, ma che abbia bisogno di irrobustirsi per diventare protagonista in maglia viola. Ad oggi è certamente più adatto per un ecntrocampo a 3 oppure per essere il centrocampista accanto ad Amrabat, ma la prova resta convincente. Una bella pianticella da annaffiare facendola giocare.
  • Cabral: se non fosse per l’entusiasmo regalatomi dal vedere un prodotto del settore giovanile viola all’esordio da titolare, oggi la copertina sarebbe tutta sua. Segna una rete di una bellezza abbacinante, tanto da farci tornare alla mente un numero 9 che ha fatto la storia a Firenze e non solo. La prestazione dell’ex Basilea però, non si ferma al 18° minuto del primo tempo perché è fatta di movimenti giusti, di palloni difesi finalmente in modo accurato, di tanta generosità. La scarsa vena di Barak e Saponara però, limitano ancora una volta i rifornimenti tanto che l’assist per il gol è del difensore Quarta. Che possa essere la svolta?
  • Martinez Quarta: in una difesa che nel secondo tempo si fa trovare troppe volte impreparata, resta il baluardo più sicuro. Arricchisce poi la sua prestazione con l’assist per il gol e due conclusioni in area avversaria che avrebbero potuto regalare la vittoria ai viola. Titolare inamovibile!
  • Primo tempo: dopo 52 giorni di sosta, la prima frazione dei viola ha sinceramente illuso un pò tutti. La squadra di Vincenzo Italiano ha corso, lottato, fatto vedere belle trame di gioco, ha mostrato qualità e quantità quasi che la partita di San Siro contro il Milan non fosse mai finita! Purtroppo però, come troppo spesso è capitato da gennaio 2022 in poi, la Fiorentina non è stata capace di concretizzare la mole di gioco espressa e non ha avuto la capacità di tenere il minimo vantaggio fino alla fine. Ennesima occasione sprecata!

IL BRUTTO

  • Igor: in una Fiorentina in cui manca completamente la leadership in campo, il difensore brasiliano si dimostra ancora una volta l’anello debole della difesa. La compagine viola, senza Amrabat e Milenkovic, appare senza una guida sicura nei momenti di difficoltà, senza un condottiero che prenda per mano i compagni in difficoltà per tirarli fuori dalle secche. L’ex Spal, sempre il primo a mostrare i muscoli sui social network, dovrebbe essere così solerte a farlo anche durante le partite! Combina diversi pasticci in fase difensiva ma soprattutto non offre mai la sensazione di calma e tranquillità, cosa di cui la squadra avrebbe estremamente bisogno. Nikola dove sei?
  • Barak: se nella gara di San Siro, ultima prima della sosta, e nelle amichevoli era sembrato in netta crescita di condizione, ieri sera è stato di gran lunga il peggiore in campo. Lento, mai capace di un guizzo né di trovare libertà tra le linee, gioca inspiegabilmente troppi minuti. Proprio quando sembrava essere vicino a tornare il calciatore ammirato a Verona, torna nel tunnel in cui passeggia da inizio stagione. Con il probabile rinnovo di Bonaventura ed il rientro di Castrovilli, siamo proprio sicuri di riscattarlo?
  • Italiano: è vero, la rosa non ha quella profondità e quella qualità che spesso servono per cambiare le gare in corsa ma restare completamente imbambolato a subire le mosse del tecnico avversario ed ammirare la propria squadra affondare non è degno di un tecnico della sua bravura. Che la Fiorentina avesse ricominciato il secondo tempo con due marce in meno del primo credo lo avessero visto tutti e magari era anche nel piano gara, ma non aver reagito alle sostituzioni di Palladino mi ha sorpreso. E’ assolutamente plausibile che la Fiorentina, dopo una sosta così lunga, non fosse in grado di tenere il ritmo dei primi 45 minuti, ma l’insistenza su alcuni calciatori è stata incredibile: perché tenere in campo Saponara e Barak? Perché non provare a rinforzare il centrocampo quando Bianco è andato in apnea? A che servono due cambi al minuto 89? Forza mister, stupiscici ancora una volta che questa squadra ha bisogno di te!

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Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – SALERNITANA = 2 – 1

La Fiorentina è ufficialmente tornata! Dopo un inizio di stagione in cui la squadra di scioglieva alla prima difficoltà e non riusciva mai a concretizzare il volume di gioco espresso, i ragazzi di Vincenzo Italiano hanno cambiato marcia. I passi in avanti sono chiari ed hanno due protagonisti ben chiari: Giacomo Bonaventura e Vincenzo Italiano. Lo abbiamo invocato tante volte nelle prime settimane di stagione ma sembrava non riuscire più ad esprimere quel calcio, quella qualità, quella continuità che lo avevano eretto all’insostituibile perno del centrocampo viola. Dopo che la squadra ha finalmente cambiato modulo, o meglio l’interpretazione di alcune situazioni di gioco, Jack è rifiorito ed è tornato decisivo! Ma se alcuni calciatori, e non solo Bonaventura, sembrano adesso rinati, il merito è di colui che aveva iniziato la stagione pensando che, cambiando l’ordine degli addendi, il risultato non sarebbe cambiato. Nell’evoluzione del suo calcio, nella ricerca della soluzione dei problemi attraverso il lavoro sul campo, sta la grandezza del lavoro di Vincenzo Italiano. Quanti altri allenatori si sono persi perché non hanno avuto l’elasticità di voler cambiare? Da Montella a Di Francesco, da Giampaolo a Paulo Sousa, ne potremmo ricordare tantissimi. Ecco il mister siciliano ha scelto di non finire nel dimenticatoio e di andare oltre sé stesso con il proprio lavoro e con la disponibilità totale della squadra. Grazie anche ad una società che non lo ha MAI messo in discussione nonostante i risultati scadenti, Italiano ha smesso di chiedere il fraseggio in mezzo per andare maggiormente in verticale, ha abiurato l’idea di un turnover folle, ha dato più equilibrio alla squadra con più muscoli in mezzo al campo ed ha liberato la fantasia e la qualità di Bonaventura ed Ikone’. La trasformazione ha richiesto tempo, lavoro, sudore, ma del resto quale risultato non lo richiede?

Adesso andiamo a San Siro per continuare nel filotto e, se non dovesse riuscire l’impresa, arriveremo comunque alla sosta con la consapevolezza di aver ritrovato la squadra, il mister e la società che remano tutti nella stessa direzione!

IL BUONO

  • Bonaventura: il calciatore più decisivo della rosa per qualità, tempi di gioco, personalità. Interpreta in modo magistrale il ruolo di mezzala, quello di trequartista, quello di bomber. Cosa aspettano a rinnovargli il contratto?
  • Ikonè: come detto nell’analisi iniziale, se Bonaventura è il cervello ed il cuore pulsante della squadra, il francese è l’estro, la fantasia, la magia. Finalmente libero di testa e servito con la faccia alla porta, riesce a saltare avversari come birilli ed a sfornare assist a volontà. Fare rete non rientra nelle proprie prerogative psicologiche, ma questo Ikone’ è già decisivo così. Non si risparmia nemmeno in fase difensiva con alcuni palloni importanti recuperati. Questo è il calciatore che ci aspettavamo!
  • Jovic: turiamoci il naso e giudichiamo solamente il calciatore. Come detto fin da inizio anno, è forse l’unico vero talento che abbiamo in squadra. Al netto della voglia e della professionalità, ieri ha deciso il match in un amen grazie ad un poetico filtrante di Saponara. Una volta che l’arbitro ha assegnato la rete, è corso sotto la Fiesole ad esultare con i tifosi insieme a Ricky: vero coinvolgimento o paraculismo? Contano i 3 punti, stavolta me ne importa il giusto!
  • Terzic: in un quarto d’ora ha fatto tutto ciò che si richiede ad un esterno basso di una difesa a 4. Aggredire l’avversario quando è spalle alla porta per recuperare la palla, offrire sempre l’appoggio alla catena di competenza, ripartire velocemente con le sovrapposizioni e soprattutto cercare il fondo per crossare in mezzo palloni invitanti per gli attaccanti. La titolarità, l’intoccabilità e la fascia di Biraghi sono tra i misteri irrisolti della storia italiana.

IL BRUTTO

  • Kouamè: mi piange il cuore inserirlo tra i peggiori, ma se vogliamo dire le cose come stanno, stavolta l’esterno viola risulta abulico ed inconcludente. Probabilmente spompato da tutte le gare consecutive giocate finora, Kouamè non riesce praticamente mai a ribaltare l’azione né a ripartire in contropiede con le sue solite falcate. Ciò che poi certifica la giornataccia è anche l’assenza di duelli vinti di testa. Succede, ci vediamo a San Siro!
  • Cabral: nella giornata in cui il suo concorrente Jovic decide la gara, Re Artù stecca sotto ogni punto di vista. Non riesce ad addomesticare i pochi palloni che arrivano nonostante la voglia e l’impegno, fallisce una ghiotta occasione nel primo tempo per permettere ai viola di andare sul riposo più tranquillamente. Resta quel tipo di attaccante che non segnerà mai valanghe di reti nel calcio italiano, ma che è comunque un calciatore utile alla squadra. Stavolta però, l’impegno non basta.

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Corner Viola – Spezia Fiorentina: il cambio modulo arma vincente? – 79 puntata

Nelle ultime settimane, con il Pappagallone Reale Flavio Bardaro, autore di questo pezzo, è purtroppo sempre più difficile trovare il tempo per fare il video, ma il cambio modulo della Fiorentina ci sembrava una tematica troppo importante per non parlarne in modo approfondito. Ecco allora una riflessione sulla gara di Spezia e sulle novità tattiche dei ragazzi di Vincenzo Italiano.

La Fiorentina centra la prima vittoria esterna in campionato grazie ai guantoni di Terracciano, più volte decisivo, e alla rete, la seconda in campionato, di Arthur Cabral. Il primo tempo è stato contraddistinto dalla grande sofferenza, con la pressione alta dello Spezia a soffocare la manovra Viola e i ragazzi di mister Italiano più volte in difficoltà nel contenere la squadra di Gotti.
La seconda frazione invece, complice anche il calo di ritmo dei bianconeri, ha visto la squadra di Italiano prendere in mano le redini del gioco, gestire i ritmi della gara, concedere poco, sfiorare più volte il vantaggio e ottenere al fotofinish tre punti pesantissimi con il subentrante Cabral.


La trasferta di Spezia, dopo la gara interna in Conference contro il Başakşehir, certifica il cambio di sistema di gioco adottato da mister Italiano, il quale schiera i suoi con un chiaro 4-2-3-1 sin dal calcio di inizio (come si può vedere dalla copertina). Se giovedì era toccato a Barak giocare a ridosso di Jovic, contro gli aquilotti Italiano si è affidato a Bonaventura per innescare la manovra offensiva Viola. Il cambio tattico di Italiano, in barba alle critiche piovutegli addosso negli ultimi mesi, denota grande elasticità da parte del mister, il quale, in una stagione piena zeppa di impegni e con pochi allenamenti a disposizione per preparare le gare, aveva solo bisogno di tempo per trovare una chiave tattica diversa per la sua Fiorentina. Purtroppo ciò che non può cambiare, almeno fino a gennaio, sono gli interpreti: la Viola, anche a Spezia, fatica tantissimo ad uscire in maniera fluida dalla difesa palla al piede, riducendo troppo spesso la transizione dalla fase difensiva alla fase offensiva al lancio lungo per la testa di Koumè o la spizzata di Jovic. Questo soprattutto perché manca un giocatore in mediana capace di andare a prendersi palla dalla difesa, dettare i ritmi del gioco, verticalizzare ed eludere la pressione alta avversaria. In poche parole un regista: senza voler per forza ripetersi, ciò che faceva molto spesso e bene Torreira lo scorso anno e che sta mancando tremendamente in questa stagione. Oltretutto la coppia Amrabat Mandragora a Spezia, in particolare nella prima frazione di gioco, ha mostrato carenze anche in fase di filtro, con i bianconeri che hanno sfondato più volte il muro gigliato. Con questo modulo, chi soffre della mancanza di un regista è in primis il trequarti, nel caso specifico Bonaventura, il quale, senza rifornimenti in verticale, non può ricevere palla fra le linee avversarie ed innescare gli esterni o la punta. Vero anche che nella gara del Picco lo stesso Bonaventura, quando ha ricevuto palla, è apparso sempre sotto ritmo e poco lucido nella giocata, perdendo spesso il duello personale con il diretto avversario. Chi segue il Corner Viola conosce la stima che proviamo per Jack, ma, con altrettanta obiettività, saprà che noi stessi, già dalla fine della passata stagione, avevamo lanciato il campanello di allarme su un giocatore che si sarebbe avviato verso i 34 anni e che avrebbe avuto difficoltà nel gestire il doppio impegno. Infatti la stagione di Bonaventura, fino ad oggi, è nettamente al di sotto delle aspettative, con il gioco della squadra che ha inevitabilmente risentito della flessione del suo giocatore di maggiore qualità a centrocampo. Che possa essere il “nuovo” ruolo a rivitalizzare il nostro Bonaventura? Speriamo. Anche perché, al momento, le alternative latitano. Lo stesso Barak può ricoprire quel ruolo, ma, anche contro i turchi, è sembrato ancora lontano parente di quello ammirato nelle ultime tre stagioni di serie A. L’opzione Jovic dietro Cabral è la più suggestiva, ma allo stesso tempo anche la meno percorribile, poiché, in una squadra che già concede molto come quella Viola, gli equilibri tattici sono fondamentali e, schierare la doppia punta da inizio gara, potrebbe aprire praterie pericolose per i contropiedi avversari. Più facile a gara in corso, soprattutto se la partita richiede uno sforzo maggiore in attacco per essere recuperata o vinta. In questo Italiano sicuramente deve crescere e mostrare più coraggio, perché, anche contro lo Spezia, nonostante un punto servisse a poco per la classifica, invece di forzare il match con il doppio attaccante, ha preferito togliere Jovic per inserire Cabral. Fortunatamente il risultato gli ha dato ragione al novantesimo, ma quanta fatica!

Tornando al cambio tattico improntato da mister Italiano, anche contro i ragazzi di Gotti, in fase difensiva abbiamo notato una squadra con un baricentro leggermente più basso, che non è andata a prendere lo Spezia nella sua area di rigore, ma che alzava la pressione sul portatore palla dalla trequarti in poi, con il trequartista (Bonaventura) a schermare il vertice basso avversario (Bourabja) e i mediani che a turno si alzavano su Ekdal ed Agudelo. Questo meccanismo, nel primo tempo, non sempre ha funzionato, con lo Spezia che troppe volte si è reso pericoloso nell’area di Terracciano (complice anche la giornata no di Milenkovic e Dodó, spesso in difficoltà).
In fase offensiva invece, dopo aver già menzionato le difficoltà in regia, la Fiorentina ha cercato spesso la palla alta per Kouamè, con Bonaventura o Jovic che gli sfilavano dietro per sfruttare la spizzata e recuperare la seconda palla. Le cose migliori la Viola però le ha mostrare quando, palla a terra, è riuscita a coinvolgere Jovic, che, a sua volta, ha innescato in campo aperto la velocità di Ikonè. Da questo deve ripartire la Fiorentina, perché coinvolgere i giocatori di maggior qualità non può essere un’alternativa, ma la prima soluzione.

Ora non resta che vedere se la Viola nelle prossime gare confermerà i segnali incoraggianti visti nelle ultime due uscite e se saprà recuperare terreno in campionato, per una rimonta che avrebbe dell’incredibile, ma che servirebbe, quantomeno, per far divertire noi tifosi.

SEMPRE FORZA VIOLA!