Ci siamo lasciati due mesi fa al termine del campionato più faticoso e tribolato da quando esiste questo blog, un campionato il cui unico dato positivo è stato il raggiungimento della salvezza.
Dalla fine di maggio in poi, il mondo Fiorentina si è capovolto totalmente ma nel frattempo abbiamo potuto osservare (non riesco ad utilizzare il termine ammirare) il mondiale più povero tecnicamente e meno interessante tatticamente che io ricordi. Un mondiale che è stato utilizzato dallo scodinzolante Infantino, al guinzaglio di Donald Trump, come cassa di risonanza di un prodotto commerciale che non è più calcio. Dal break di quasi 5 minuti per tempo che ha sostanzialmente diviso la partita in 4 tempi per vendere più spot commerciali, all’intervallo della finale tra Spagna ed Argentina durato praticamente mezz’ora per uno show che sapeva di Super Bowl ma che niente aveva a che fare con quella che ricordavo come la manifestazione più bella del mondo. Il presidente della Fifa, in nome degli interessi economici e del proprio consenso politico, ha tradito gli ideali tecnici e sportivi dello sport più amato del mondo, quello che io amo da quando sono bambino, un disastro che meriterebbe una riflessione molto approfondita a tutti i livelli.
Nel contempo però, a Firenze, si è assistito ad una rivoluzione silenziosa che sinceramente non avrei mai creduto possibile. Il nuovo plenipotenziario dirigente Paratici ha sostanzialmente ridotto al silenzio (il fu) Direttore Generale Ferrari, ha cambiato o integrato tutte le aree tecniche, mediche e gestionali della società ed ha infine dimostrato che sul mercato si può anche comprare senza aspettare di vendere o di mendicare un prestito gratuito nella seconda metà di agosto. Una rivoluzione copernicana ancora a metà ma che ci indica finalmente una rotta dal settore giovanile fino alla prima squadra: la scelta ad esempio di Andreazzoli quale tecnico della Primavera mette finalmente al centro la crescita del potenziale calciatore da inserire in prima squadra anziché la vittoria al Torneo di Viareggio, così come il rafforzamento (o forse la costruzione ex novo) dell’area scouting mostra che si può far arrivare calciatori anche dai campionati esteri e senza affidarsi solamente ai medesimi procuratori. Infine il completamento dell’area medica mostra come le competenze non possano e non debbano arrivare da una singola persona ma da un team di esperti.
Certo però, tutto questo non può essere sufficiente se il lavoro della società non si riflette sul campo da gioco. Dopo le prima due sgambate, la Fiorentina ha affrontato ieri, nell’ormai consueta tournée inglese, il Queens Park Rangers formazione di Championship che inizierà il campionato già il prossimo 9 agosto. La squadra viola è ovviamente ancora in costruzione, alcuni ruoli sono completamente sguarniti con calciatori indietro di condizione o con la testa da un’altra parte. A tutto ciò si deve aggiungere la scarsa conoscenza tra la squadra e mister Grosso che sembra però aver già chiesto alcune cose fondamentali: in fase difensiva ci si chiude tutti insieme centralmente offrendo solamente l’esterno del campo, l’attaccante torna molto dentro la propria metà campo, i due esterni alti vengono ad aggiungersi ai tre centrocampisti formando una linea a 5. Una volta tornati in possesso di palla poi, la squadra deve essere brava ad aprirsi a ventaglio (molto bene in questo Jimenez) e la circolazione della palla deve essere rapida e verticale. Certo sono ancora idee embrionali, ma se il sistema di gioco deve ancora essere oliato, alcune prestazioni individuali e caratteristiche dei calciatori possono farci aprire una piccola riflessione.
Partiamo da chi ha rubato decisamente l’occhio, cioè Arthur Atta: calciatore elegantissimo che sembra quasi giocare in frac, esce sempre a testa alta dalle situazioni spinose, non butta mai via il pallone, ha un cambio di passo notevole palla al piede. Oltre a ciò, si muove spesso tra le linee senza offrire riferimenti agli avversari ed ha una gran bella confidenza col gol: promosso a pieni voti!! Un gradino sotto ecco l’ex Milan Jimenez; seppur impiegato esterno alto, ha mostrato cambio di passo, personalità, voglia di mettersi in mostra, ritmo e capacità di guadagnare il fondo con continuità. Certo non un funambolo tecnicamente ma considerando che ha poco più di 20 anni, un ragazzo assolutamente da seguire! Dei nuovi poi, meritano una menzione anche Viery e Oulai: il difensore brasiliano ha mostrato sicurezza, forza fisica, attenzione nella marcatura ed un discreto piede per far ripartire l’azione. L’ivoriano invece è un furetto che non si ferma mai e vuole sempre il pallone tra i piedi, un calciatore di quelli che si fanno sempre trovare liberi per cercare la giocata, uno di quelli che pensano istintivamente alla verticalizzazione per l’attaccante. Sinceramente nasce qualche dubbio sulla possibile coesistenza con Fagioli, ma dobbiamo ricordare che il neo arrivato lo scorso anno ha giocato spesso mezz’ala sinistra. Per finire, della vecchia guardia, non possiamo non notare che Mandragora ha ancora una volta mostrato una mentalità superiore: considerando l’abbondanza in mezzo al campo avrebbe anche potuto entrare in campo come ha fatto Fabbian (ancora una volta trasparente), invece ha lottato, calciato in porta, trovato l’inserimento di testa (della palla di Croci non parlo perché non vorrei esaltarlo troppo ma cercatela nei video della gara di ieri perché è da leccarsi i baffi), insomma ha fatto ciò che dovrebbe fare un leader silenzioso della squadra.
Chi invece non riesco più a sopportare con la maglia viola addosso è Dodò: ci ho provato più volte a giustificarlo ma adesso basta! Preso spesso in mezzo, commette un fallo da rigore che mostra plasticamente l’atteggiamento con cui è entrato in campo. Il terzino brasiliano, che continua a godere di una stampa benevola nonostante le prove troppo spesso insufficienti spero abbia i giorni contati a Firenze: non bastano più i sorrisi, i capelli viola, i giornalisti e siti amici che lo lisciano spesso, il suo tempo è veramente finito.
A voi per i commenti!

Il 7 Aprile avevo scritto sul tuo blog:
Per costruire una squadra da Europa bisognerebbe prima cedere tutti i giocatori che non sono a quel livello, e poi comprare un sostituto per ciascuno di essi: una rivoluzione del genere non la fai il 20 di Agosto, devi cominciare a lavorarci già a inizio Luglio, quindi già tra 3 mesi scopriremo che campionato ci aspetta.
A distanza di 3 mesi possiamo dire che la rivoluzione è stata effettivamente iniziata, e Paratici la sta attuando reparto per reparto: difesa e centrocampo sono praticamente fatti (manca solo Valdepenas), a breve non ho dubbi che passerà a rivoluzionare anche l’attacco. A piacermi sono non solo le tempistiche, ma anche i nomi su cui ha puntato: finalmente abbiamo smesso di ingaggiare dei giocatori reduci dalla peggiore stagione della loro carriera, e anzi abbiamo accolto a Firenze dei giocatori nella situazione opposta, ovvero all’apice della forma (da Atta a Oulai). Inoltre, come hai detto tu li abbiamo ingaggiati spendendo denaro sonante, non facendo la poracciata di andare col cestino delle offerte a farci elemosinare in prestito Cataldi, Bove e Adli.
Le mosse che ho elencato finora (ingaggiare dei giocatori in forma, comprarli subito a titolo definitivo ed evitare di ridursi all’ultimo minuto) sono tutte perfettamente normali, ma la gestione Pradé era stata così deludente che adesso perfino le cose normali ci suscitano entusiasmo.
Riguardo a Dodò, a mio giudizio il fallo da rigore dipende non da un atteggiamento sbagliato, ma da delle lacune difensive che lui ha sempre avuto. Indimenticabile ad esempio quella volta che Zalewski lo fece ammattire al punto da fargli prendere 2 cartellini gialli in 24 minuti, costringendoci a giocare in 10 per oltre un’ora. E stiamo parlando di Zalewski, non di Cristiano Ronaldo. E’ per questo che Paratici sta trattando Valdepenas: allo stato attuale la difesa titolare sarebbe Dodò – Viery – Dragusin – Jimenez, ma con l’arrivo di Valdepenas quest’ultimo giocherebbe terzino sinistro, Jimenez si sposterebbe a destra e Dodò andrebbe in panchina. Onestamente ho dei dubbi che questo scenario si realizzi (perché questa trattativa si sta trascinando da troppo tempo per gli standard di Paratici), ma comunque anche se non andasse in porto il nostro ds ne tratterebbe un altro: va bene che di mancini ce ne sono pochi, ma Valdepenas non è certo l’unico terzino sinistro al mondo. Anzi, io sarei quasi contento se non arrivasse: non per il fatto che sia praticamente un Primavera (anzi questo per me è un pregio), ma perché se fosse buono se lo terrebbe il Real Madrid. Per lo stesso motivo dobbiamo evitare accuratamente di farci rifilare il pacco Mastantuono: uno che ha fatto un gol e zero assist giocando nel Real Madrid figuriamoci se combinerebbe qualcosa nella Fiorentina. E poi, dopo essersi bruciato l’occasione della vita Mastantuono è destinato a convivere per il resto della sua carriera con un rimpianto disumano, e quindi non avrà mai più la serenità necessaria per giocare ad alti livelli. Lo dico fin d’ora: se il Real Madrid sta dicendo a Paratici “O ti prendi sia Valdepenas che Mastantuono o non se ne fa di nulla”, Paratici scappi a gambe levate e vada a cercare il terzino sinistro da un’altra parte.
A proposito del Real Madrid, ti faccio notare che nella Spagna campione del mondo c’era soltanto un suo giocatore. Peraltro è suo per modo di dire, perché il Real Madrid aveva comprato Cucurella subito prima del Mondiale, ma lui non ha ancora giocato neanche un minuto con quella squadra: ergo, di fatto il Real Madrid ha cessato di essere quella fucina di talenti che poi andavano in Nazionale e le facevano vincere trofei a ripetizione. Adesso sta provando a riconquistare quel ruolo, perché Arbeloa ha fatto esordire una marea di Primavera nell’ultima stagione (e si trattava di presenze “vere”, non di passerelle a risultato acquisito): il fatto che nonostante questo Valdepenas non venga ritenuto all’altezza dovrebbe farci scattare un campanello d’allarme.
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Ciao Wwayne! Finalmente si torna a parlare di calcio sul blog! Quanto a Dodo’ è verissimo che difensivamente è sempre stato lacunoso ma l’errore di ieri significa non esserci con la testa: aspetta il rivale da fermo, cerca la palla non appena l’altro la muove, tutto il contrario di ciò che si fa in quella situazione. Un calciatore di serie A non farebbe mai i due errori difensivi più grandi nella stessa azione se avesse il cervello connesso! Quanto a Valdepenas non lo conosco e sono solito giudicare i calciatori solo dopo averli visti: ti dico ad esempio che Jimenez ci può stare alla grande perché è il terzino di spinta che normalmente vuole Grosso. Il mancino del Real Madrid è più strutturato, nasce centrale e dunque dovrebbe essere quel terzo bloccato dietro che a Sassuolo era Walukiewicz. L’idea è quella, gli interpreti li giudicherò quando li vedrò. Certo è che adesso stiamo parlando di calciatori ex Real, fino allo scorso anno andavamo a cercare i giocatori in Cagliari, Empoli e Parma….
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Ti faccio notare anche un altro progresso rispetto al passato. Prima quando compravamo un calciatore forte noi tifosi non provavamo un briciolo di entusiasmo, perché sapevamo che quell’acquisto era stato fatto solo per farci digerire l’imminente cessione di un calciatore ancora più forte. Penso ad esempio a Gudmundsson, che quando arrivò era reduce da una stagione da urlo, ma venne accolto a bocca storta perché già sapevamo che se veniva lui allora partiva Nico Gonzalez. Con Paratici invece i calciatori forti vengono per aggiungersi ad altri calciatori forti, non per sostituirli: ad esempio, a centrocampo Oulai e Atta giocheranno titolari con Fagioli, ma Ndour resterà comunque.
Riguardo all’idea tattica di Grosso, ti confesso che mi si è gelato il sangue quando ho letto “terzo bloccato dietro”: questa squadra è assolutamente inadatta a difendere a 3 (uno dei motivi per cui l’anno scorso abbiamo seriamente rischiato di retrocedere è stato proprio il fatto che siamo passati a difendere a 4 con grave ritardo), quindi voglio sperare che questo modulo non venga mai più riproposto a Firenze. Comunque questa è una preoccupazione relativa, perché il modulo si può cambiare in qualsiasi momento; gli attaccanti invece o li compriamo ora o non li compriamo più, quindi esorto Paratici a comprarci al più presto degli esterni, e soprattutto una punta in grado di fare da sola i 12 gol che Piccoli e Kean hanno fatto insieme nell’ultima stagione. E sia chiaro, la punta di riserva dev’essere Kean, non Piccoli.
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Parto dalla fine: io spero Kean venga venduto perché un calciatore che mentre la squadra rischia di retrocedere pensa a non farsi troppo male alla tibia per me può accomodarsi. Non solo, ma uno che la domenica non gioca perché ha dolore e poi in nazionale diventa fondamentale in due partite in 4 giorni può tranquillamente traslocare a Como. Ciò detto, quando ho scritto terzo bloccato dietro intendevo che Grosso gioca sempre con la difesa a 4 ma dei due terzini uno spinge molto e l’altro tende a dare sempre copertura per non lasciare i due centrali a giocare due contro due contro gli attaccanti avversari. Grosso ha sempre giocato 4-3-3 e la squadra che Paratici sta costruendo garantirà continuità a questa idea di calcio.
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La prima partita del 2026 è stata Fiorentina – Cremonese. Eravamo solo a Gennaio, ma già allora era chiaro che si trattava di uno spareggio salvezza, e noi dovevamo assolutamente vincerlo. Kean entrò all’85’, e i 5 minuti che aveva a disposizione gli bastarono per fare un gol semplicemente fondamentale ai fini della nostra rimonta. Un calciatore in grado di incidere anche in così poco tempo a mio giudizio va tenuto stretto, anche se ha avuto dei comportamenti sbagliati in passato.
La mia perplessità maggiore è un’altra: Kean fa parte di un nutrito gruppo di giocatori (Dodò, Ndour, Mandragora eccetera) che sono destinati a passare da titolari a riserve. Considerato l’ego mostruoso che hanno quasi tutti i calciatori, gli elementi che ho nominato accetteranno di buon grado questo declassamento? Non è che disturberanno l’ambiente con atteggiamenti sbagliati e/o dichiarazioni di fuoco da parte dei loro procuratori? Spero che Paratici abbia già messo le cose in chiaro con tutti loro, dicendogli che se fanno casino peggiorano solo la situazione, perché passerebbero non da riserve a titolari, ma da riserve a fuori rosa. Si diventa grandi anche rispondendo con fermezza a questi atteggiamenti sbagliati.
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Io credo che Kean non accetterà mai di fare la riserva del resto è venuto a Firenze per giocare. Ecco perché lo darei via; non dimenticare poi che il gol con la Cremonese fu quanto meno fortunato e comunque per lo stesso discorso allora sarebbe stato da tenere ancora anche Gosens!
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