Il buono, il brutto, il cattivo

RFS RIGA – FIORENTINA = 0 – 3

Se dovessi descrivere la partita della Fiorentina in Lettonia attraverso un sentimento, questo sarebbe certamente il rimpianto. Pensare di aver gettato al vento l’occasione di passare per primi in un girone morbido come quello capitato in questa Conference League a causa del pareggio interno nella gara di andata contro il Riga può veramente turbare il sonno. Una squadra di onesti mestieranti che in Italia farebbe probabilmente fatica a militare nella serie cadetta ha però sottolineato la maggior lacuna della Fiorentina della primissima parte di stagione, cioè l’incapacità di trovare la via della rete. La partita di ritorno invece, ha rimesso a posto le cose mostrando a tutti la reale differenza tra le due compagini: la contesa non è praticamente nemmeno iniziata visto che al termine dei primi 45 minuti i viola avevano già tre reti di vantaggio senza nemmeno spingere più di tanto il piede sull’acceleratore. Certo è che comunque anche in terra lettone, il brivido non poteva mancare tanto che, quando ancora i viola erano avanti di una sola rete, il centravanti Ilic, già a segno all’andata, ha accarezzato la parte alta della traversa grazie ad una bella dormita della difesa viola (dormita che si è poi ripetuta nella ripresa quando Terracciano ha fatto due parate mostruose). Finalmente poi, un pò di gioventù in campo! Detto che Venuti capitano è assolutamente inaccettabile dopo tutto ciò che ha combinato in maglia viola, vedere Bianco, Di Stefano e perché no Zurkowski in campo per una bella fetta di gara è stato veramente interessante anche se, sinceramente, Bianco poteva partire dall’inizio.

Adesso pensiamo alla fondamentale trasferta di Genova contro la Sampdoria: se i viola non vogliono vanificare il successo di Spezia, devono assolutamente dare continuità per iniziare una difficilissima rimonta in classifica. 4-2-3-1 come le ultime giornate di campionato o 4-3-3 come a Riga conta poco, serve fare altri 3 punti e basta.

IL BUONO

  • Le reti: è vero, l’avversario era quel che era, ma anche all’andata le squadre erano le stesse e la Fiorentina non riuscì a vincere la partita proprio per la sterilità offensiva. I tre gol viola, diversi per autori e per sviluppo, dimostrano che la squadra di Vincenzo Italiano ha finalmente cambiato marcia. Dal colpo di testa di Barak che batte un portiere imbarazzante quanto i cross di Venuti, al gol di Cabral che segna sull’unica palla giocabile ricevuta, fino alla pennellata deliziosa di Saponara, la Fiorentina finalmente mette la palla in porta, e questo è quel che interessa. Adesso non fermiamoci più.
  • Mandragora: in una partita in cui non si viene praticamente mai pressati, fare il vertice basso in un centrocampo a tre è certamente più facile. Riesce a far girare il pallone e la squadra intorno a sé grazie ad alcuni lanci illuminanti a tagliare il campo soprattutto per accendere Ikonè: il piede è educato ed alcune giocate sono veramente da leccarsi i baffi. Siamo pronti per partite più serie?
  • Terracciano: nel secondo tempo, quando la Fiorentina smette di giocare e mette in campo una formazione infarcita di giovani e rincalzi, conferma il suo momento d’oro. Sfodera un paio di parate clamorose e dimostra ancora una volta chi sia il portiere titolare della Fiorentina. Al momento, tra lui e Gollini non c’é proprio partita. Certezza assoluta.
  • Ilic: cerchiamo un attaccante giovane che possa ancora crescere e segnare con continuità? Ecco, lui è tutto questo e forse anche qualcosa in più. Ennesimo talento uscito dal settore giovanile del Partizan Belgrado, è stato compagno di squadra di un certo Dusan ma questo non significherebbe nulla se non avesse quel fiuto del gol che ha dimostrato sia all’andata che al ritorno. Ha una grande scelta di tempo per colpire di testa, copre bene la palla, tecnicamente discreto. Un classe 2000 che quindi permetterebbe anche una potenziale plusvalenza. Se ci provassimo? Semmai si rivende al triplo!

IL BRUTTO

  • Venuti: la fascia è un insulto a tutti quelli che tifano Fiorentina, ma quella non è colpa sua. La sua colpa è non azzeccare mai un cross, non fare mai una sovrapposizione, non giocare mai una palla in avanti, guadagnarsi un cartellino giallo da principiante anche in questa gara. Provo sincero imbarazzo per lui.
  • Il pareggio di Firenze: è inutile girarci intorno, la qualificazione diretta agli ottavi l’abbiamo gettata via proprio in casa contro i lettoni e questo è un rimpianto colossale. Soprattutto dopo averli visti nella gara di ritorno, non essere riusciti a segnare più di un gol in casa, è una colpa molto grave. Speriamo di non doverci pentire troppo!

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – INTER = 3 – 4

Una partita folle, emozionante, piena di distrazioni ed errori tecnici individuali che condanna la Fiorentina all’ennesima sconfitta interna e spenge le residue speranze di guardare ad un campionato diverso dal vivacchiare. Non si può dire che la squadra di Vincenzo Italiano non ci abbia provato dopo aver riaperto una gara che sembrava senza speranze già dopo 20 minuti, ma Valeri da una parte e Venuti dall’altra hanno tarpato le ali ad una rimonta che aveva fatto volare i cuori viola in Paradiso. A niente sono valsi i gol degli attaccanti, stavolta schierati insieme (sarà un caso?), ma sapere di poter fare male agli avversari aiuta sia dal punto di vista psicologico che tattico, come andremo a spiegare qui sotto. Resta comunque ancora una volta un migliore in campo indiscusso: l’Artemio Franchi pieno di amore ed orgoglio che, guidato da una splendida Curva Fiesole, meriterebbe molto di più da una proprietà che sembra pensare solamente agli utili, alle infrastrutture, alle polemiche con i giornalisti, di calciatori che sanno solo polemizzare per i (troppi) pochi fischi riversati sulla squadra dopo alcune prove oscene, di un allenatore che ha la rapidità di un bradipo nel leggere le partite e provare qualcosa di diverso.  

IL BUONO

  • Kouamè: lotta, si sbatte, salta più volte un difensore del rango di Skriniar. Ancora una volta si sfianca in un doppio, triplo lavoro diviso tra la fase offensiva e quella difensiva. Non riesce a pungere come nelle ultime occasioni, ma resta un perno della squadra. Non possiamo più farne a meno.
  • Cabral: dopo i primi cenni di risveglio visti a Lecce, anche contro l’Inter gioca un’onesta partita per il calciatore che è. Lotta, sgomita, offre sponde, apre spazi: insomma tutto l’armamentario di un centravanti che però non è probabilmente ai livelli del calcio italiano. Almeno non si lascia andare a esultanze sguaiate o gesti antipatici e segna con grande freddezza il rigore che riapre il match. Professionista vero.
  • Ikonè: si conferma un calciatore che rende al meglio quando trova campo davanti per attaccare gli spazi liberi. Il gol è un gioiello grezzo in una serpentina in cui, come al solito, prima aveva incespicato sulla palla. Enigma irrisolto.
  • ltaliano: se la squadra riapre la partita con il cambio modulo e con una prova furente ed aggressiva, è anche perché, volenti o nolenti, il mister siciliano è entrato sottopelle ai calciatori e riesce ad infondere loro quella voglia di non mollare mai che è ormai una bella compagna di viaggio della squadra da quando è sbarcato a Firenze. Di tutto il resto ne parliamo tra poco.

IL BRUTTO

  • Milenkovic: una partita costellata di errori sia nei confronti di Correa che di Dzeko. Troppo dolce, molto spesso distratto, il lontano parente del condottiero di cui la squadra avrebbe bisogno. Un passaggio a vuoto glielo possiamo concedere.
  • Venuti: BASTA….BASTA….BASTAAAAAA (non Dusan). Non ne possiamo più!!! Dopo Udine, Bologna, Istanbul, ancora lui a regalare la partita agli avversari. E lui è quello che prima di una delle ultime partite di Conference League si è lamentato delle polemiche del pubblico? Lollo a te non dovrebbe essere permesso nemmeno di cambiarti davanti ad uno stadio come quello di ieri sera. Sei un miracolato e come tale dovresti ringraziare ogni giorno della situazione in cui ti trovi. Adesso però, fai un gesto da tifoso vero, chiamati fuori: non è la tua dimensione!
  • Jovic: ecco un altro fenomeno che a Lecce sembrava si fosse rotto tutto! Uno che, dopo aver segnato la rete contro l’Inter (il gol mancava dalla prima di campionato contro la Cremonese), si è permesso di esultare in modo polemico. Uno degli ultimi a permettersi una cosa del genere, il Cholito Simeone, da lì in poi fu subissato di fischi: spero faccia la stessa fine!
  • Valeri: l’insopportabile profumo del potere. Deve averlo sentito anche il fischietto romano ieri sera…. il rosso che manca a Di Marco in occasione del rigore viola credo entri direttamente nella saga degli orrori arbitrali della stagione 2022/2023. Sul gol del 3-4 poi, l’azione è viziata da un fallo di Dzeko su Milenkovic. Ma tanto che importa, domenica di nuovo ad arbitrare questo circo! Rien ne va plus!
  • Italiano: ieri sera, quando è entrato Jovic al posto di un centrocampista con oltre mezz’ora da giocare, con la squadra che passava finalmente ad un vero e proprio 4-2-3-1, ho avuto paura iniziasse a nevicare. Il mister viola ci ha messo più di 3 mesi a capire che, per come è costruita questa squadra, non può giocare con il modulo da lui prescelto. Chiaro che ieri sera la squadra ha preso anche alcune imbarcate quando ha giocato con Jovic, Cabral, Kouamè ed Ikoné, ma dobbiamo anche dire che, essendo sotto nel risultato, i due centrocampisti centrali sono sempre stati di costruzione e non di filtro. Con la coppia Mandragora-Amrabat, sono convinto che la Fiorentina possa trovare quegli equilibri necessari per non dover sempre viaggiare sulle montagne russe come ieri sera. Incredibile poi che, quando i calciatori sono stati messi nel loro ruolo, abbiano segnato: qualcuno (Flavio) dirà che i gol sono stati segnati su palla inattiva ma se hai più calciatori offensivi in campo, anche le squadre avversarie dovranno coprirsi in maniera diversa e magari tirarsi indietro. Senza contare poi che, giocando contro l’Inter disposta a 3 dietro, la contemporanea presenza di quattro calciatori offensivi li obbliga a cambiare atteggiamento. Speriamo che l’inversione sia definitiva: anche perché in questo modulo possono trovare spazio nei 3 dietro la punta anche calciatori come Saponara, ultimamente spaesato e Bonaventura, che in mezzo al campo offre qualità ma non quel filtro necessario ad una difesa ballerina. La più grave colpa però, è quella dell’inserimento di Venuti: con Dodò che ha chiesto il cambio ci sono tantissime soluzioni per NON vedere Venuti in campo. Innanzitutto Terzic a destra (visto che Biraghi continuava a fare la sua mediocre figura come sempre), oppure l’inserimento di Igor con lo scivolamento di Quarta o Milenkovic a destra, o perché no l’impiego di Bianco che a Moena ha interpretato quel ruolo per tutto il ritiro. Quando si ha bisogno di portare via almeno un punto (e dovrebbe saperlo anche lui quanto bisogno avevamo), ci si può sempre inventare qualcosa. Ma forse aver già dovuto mettere nel cassetto il 4-3-3 ha tolto lucidità.

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

ATALANTA – FIORENTINA = 1 – 0

Un’altra occasione sciupata in un campionato mediocre che rischia di far diventare la nostra stagione anonima presto, troppo presto. Anche a Bergamo, come ad Udine e Bologna, una Fiorentina non certo scintillante torna a casa sconfitta pur senza essere stata messa sotto: ancora una volta contano le disattenzioni individuali di calciatori che non sono all’altezza del compito richiesto (citofonare prima di tutti a Venuti). E’ un vero peccato perché probabilmente anche quest’anno, se i viola vorranno provare a tornare in Europa, l’Atalanta sarà una delle dirette concorrenti e vedendola ieri non sembra essere superiore. Ha però un’elasticità diversa, interpreta le gare ed ha cambiato completamente modo di giocare rispetto allo scorso anno: baricentro basso, grande densità in mezzo al campo, ripartenze fulminee sull’attaccante anziché sugli esterni.

Vincenzo Italiano, che non saprei se mettere nel buono o nel brutto, ha dimostrato ancora una volta di essere un grandissimo allenatore quando ha a disposizione il tempo per lavorare con i propri ragazzi. La Fiorentina gioca alla pari per 55 minuti contro la prima in classifica, concede poco e prova a masticare calcio con troppi passaggi in orizzontale (Mandragora regista è troppo anche per un tifoso sfegatato come me) e poca brillantezza sugli esterni (avete mica notizie di Saponara?). Il problema del mister resta ancora una volta la lettura della gara e soprattutto la reazione agli eventi: anche stavolta si prova a forzare la partita, con l’innesto della seconda punta, solo venti minuti dopo aver preso rete e concedendo poco tempo a Jovic e Cabral per incidere. Sicuramente i due non sono fenomeni, ma sarebbe possibile concedere loro almeno un pò di tempo per vedere come vanno insieme? E se proprio le due punte sono impossibili quando la squadra ha in campo Nico e Sottil, quando gli esterni sono Saponara ed Ikoné la qualità la si può trovare solamente nelle combinazioni centrali tra i due attaccanti. Una volta tanto vorrei che Italiano fosse più simile a Gasperini (cosa mi tocca dire!!!): meno dogmi, più reattività per provare a cambiare il corso della gara oppure l’anonimato ci inghiottirà!

IL BUONO

  • Martinez Quarta: molti indicano Terracciano come il migliore in campo ma l’uscita a vuoto di testa e l’indecisione sul pallone successivo quando non attende la palla in area, mi fà propendere per il centrale argentino. Senza paura, sempre pronto a far ripartire l’azione, insuperabile di testa e palla a terra. In occasione della rete avversaria è sfortunato nel rimpallo contro Muriel quando lo accompagna verso il raddoppio di Venuti, raddoppio che stiamo ancora tutti aspettando. Baluardo.
  • Jovic: oltre i tiri in porta c’è di più. Entra in campo finalmente con uno spirito diverso: lotta, rincorre gli avversari, fà a sportellate con tutti quelli che gli capitano vicino. Oltre a ciò, messo finalmente accanto ad un’altra punta, trova quegli spazi tra le linee che invochiamo con Flavio da inizio stagione e dialoga pericolosamente con il compagno di reparto. Tira verso la porta ben quattro volte in un quarto d’ora ed impensierisce Sportiello. Con Amrabat e Duncan in mezzo al campo, è proprio impossibile pensare a Jovic accanto ad un altro attaccante?
  • Terzic: Venuti mi ha portato talmente all’esasperazione che preferisco un mancino a destra, che non sa difendere (come Venuti), che ha difficoltà a crossare perché deve rientrare sul sinistro, che non ha praticamente mai giocato con continuità, ma che almeno NON METTE MAI LE MANI SUI FIANCHI E NON STA AD INVEIRE CONTRO L’ARBITRO OGNI VOLTA CHE PERDE PALLA. Voglio Terzic, Bianco o Favasuli finché non torna Dodò!
  • Il quarto d’ora finale: saranno stati i cambi di Italiano, compreso l’inserimento di Duncan, sarà stata l’Atalanta che si è rintanata in area regalandoci metri di spazio, ma almeno gli ultimi 15 minuti ci hanno restituito brividi, tiri in porta e pressione sulla palla nella metà campo avversaria. La squadra non avrà avuto equilibrio, sarà stata portata ai lanci lunghi su Cabral, ma almeno ci ha provato ed ha costruito qualcosa. Vincenzo per favore ricominciamo da qui!

IL BRUTTO

  • Venuti: è ufficiale, non lo sopporto più! Con gli amici del Parterre, facciamo sempre la battuta il giovedì, dicendo che se non è buono per la serie A come può esserlo per giocare in Europa? Al netto delle qualità tecniche, certamente insufficienti per una squadra che voglia competere dalla metà classifica in su, ciò che trovo assolutamente insopportabile è la supponenza con cui gioca. Quando Venuti si è affacciato in serie A con la Fiorentina, almeno potevamo dire che fosse un lottatore, uno che dava tutto per la maglia, un calciatore arcigno e sempre concentrato. Adesso nemmeno più questo: ieri, in occasione della rimessa laterale da cui scaturisce il gol del vantaggio orobico, si disinteressa dell’attaccante che ha alle spalle e quando si accorge che Quarta deve uscire per tappare la falla, non ha nemmeno il buongusto di aiutarlo con un raddoppio di marcatura. Oltre a ciò è sempre a protestare con l’arbitro come se si meritasse la benevolenza arbitrale non si sa per quale motivo. Ma Udine non ti ha insegnato nulla? Per non parlare poi del suo ormai inevitabile show personale fatto di passaggi all’indietro e cross sulla schiena dell’avversario. Bastaaaaaaaaaaaaaaa!!
  • Irrati: due errori talmente gravi da non poterne non parlare perché aiutano a spiegare il regolamento. Il cartellino rosso a Kouamé è contro lo spirito del gioco: l’attaccante viola commette certamente fallo perché entra in modo scomposto ma per il cartellino manca sia la violenza che la volontarietà. Errore per certi versi ancor più grave Irrati lo commette più tardi quando, dopo aver toccato la palla in un’azione di gioco, non ferma la gara e permette alla Fiorentina di ripartire in contropiede. Semplicemente assurdo.
  • Saponara: se avete notizie per favore contattatemi in privato. Ghost.

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

UDINESE – FIORENTINA = 1 – 0

Se prima o poi doveva arrivare la prima sconfitta stagionale, la Fiorentina ha scelto il modo peggiore per subirla. La squadra viola ha giocato una partita senza nerbo, senza idee, senza grinta, senza gioco, una delle peggiori partite della gestione di Vincenzo Italiano. Al netto degli errori individuali e delle prestazioni insufficienti della quasi totalità dei calciatori in campo, anche il mister ci ha messo decisamente del suo. Dalla formazione iniziale, con gli ennesimi 9 cambi rispetto alla formazione di domenica scorsa, alle gestione delle sostituzione in corso d’opera, fino all’assenza completa di un’alternativa di gioco e di calciatori rispetto al piano iniziale di gara. Dopo la sconfitta di Udine, restano i numeri e quelli solitamente non mentono e sono decisamente impietosi: 5 punti in 4 gare in campionato, zero reti nelle ultime 4 partite e la Juventus alle porte. Serve altro, oltre ad un calciomercato assolutamente incompleto, per far suonare il campanello d’allarme?

IL BUONO

  • Terracciano: il fatto che la Fiorentina abbia perso ad Udine e gli unici due da salvare siano il portiere ed un attaccante che fino ad un mese fa non volevo vedere nemmeno in foto, dà la giusta dimensione della prova sconcertante dei ragazzi di Vincenzo Italiano. San Pietro, senza dover ricorrere ai miracoli olandesi, si dimostra ancora una volta un estremo difensore affidabile e di qualità e stavolta aiuta la squadra con una dote fondamentale contro le squadre che fanno tanto contropiede come l’Udinese: accorcia il campo. Deulofeu e Beto infatti, ripartono spesso alle spalle dei difensori o lanciano gli esterni oltre i terzini, ma Terracciano non si fà mai trovare impreparato uscendo in presa bassa o alta. Ennesima prova superata.
  • Kouamè: ripreso dalla cassetta dagli attrezzi vecchi inutilizzati, l’ex Genoa dimostra ancora una volta di avere voglia di dare finalmente un senso all’avventura in viola. Unico a puntare l’uomo, spesso riuscendo a saltarlo, arriva sul fondo diverse volte riuscendo anche a mettere in mezzo palloni interessanti sui quali però nè Cabral (il confronto con Beto è stato ingeneroso), né Saponara (chi??) si fanno trovare pronti. Professionista esemplare, dimostra attaccamento ma…. non è diventato Joaquin eh!!!!

IL BRUTTO

  • Venuti: per scherzare spesso dalla Fiesole ricordo a Venuti che non basta essere tifoso viola per giocare in serie A altrimenti la Fiorentina giocherebbe sempre in superiorità numerica. Ecco, dopo il clamoroso errore contro il Twente che nessuno ricorda solo perché non ci ha fatto subire rete, ieri ci riprova e stavolta ci riesce. La topica è grossolana, ma ciò che mi disturba di più è la sceneggiata di Venuti per mimare un fallo che potrebbe essere fischiato su di un campo da basket, non su quello da calcio. Considerando le non eccelse doti tecniche di Lollo (e gli ho voluto bene) ed il fisico che non regala falcate da quattrocentista, possiamo almeno metterci attenzione e grinta? Oppure è chiedere troppo al grande cuore viola che ieri addirittura indossava la fascia in quella maledetta Udine? A proposito, ma almeno contro l’Udinese non potrebbe tornare la fascia di Astori? Comunque Lollo, se tu vieni in Parterre, una birra ti si paga!
  • Martinez Quarta: gli errori del difensore argentino iniziano ad essere davvero troppi. Dopo 5 minuti rischia di far andare sotto la propria squadra con una disattenzione da calcio amatoriale. Inizio poi a pensare che la struttura fisica di Quarta non sia così adatta al calcio italiano: viene quasi sempre sovrastato fisicamente dall’attaccante che deve marcare, come stavolta Beto, e non riesce a sopperire a questa difficoltà con altre armi. Non cerca l’anticipo, non cerca il contatto fisico, usa male le mani ed il posizionamento del corpo. Talvolta abbiamo giustificato l’argentino perché veniva schierato sul centrosinistra pur essendo un destro, ma anche con Igor la figura rimediata è stata desolante. Sicuri manchi solamente un centrale difensivo e non due?
  • Italiano: Ho sinceramente pensato di dedicare tutta la rubrica alle scelte del mister, ma poi mi sono accorto che forse questo avrebbe accresciuto l’ego già smisurato del tecnico siciliano. Non discuto l’esigenza del turnover in una stagione così compressa, ma continuare a ruotare 9 calciatori per volta non aiuta certamente la conoscenza e gli automatismi della squadra. Scendendo poi nello specifico di queste scelte, la formazione di ieri è stata veramente incredibile! Venuti e Terzic insieme senza la colonna Milenkovic in mezzo, tre mancini…. ripeto tre mancini in mezzo al campo e due esterni offensivi come Saponara (chi??) e Kouamè. Era sinceramente difficile fare peggio, ma Italiano ci è riuscito nella gestione della gara. Dopo un primo tempo talmente brutto da creare imbarazzo ad ogni singolo tifoso viola, la panchina ha deciso di non effettuare alcuna sostituzione all’intervallo!!! Una roba incredibile!!! Forse perché poi quando sono stati fatti, la toppa è stata quasi peggio del buco: Benassi a destra in difesa (ma perché non schierarlo tra i tre centrocampisti visto che avevamo solo sinistri?), Ikoné terzo centrocampista (forse perché è mancino anche lui) e Jovic non insieme a Cabral ma al suo posto….uno scenario desolante. Faccio poi umilmente una domanda: ma Bianco cosa lo abbiamo tenuto a fare? Se nemmeno ieri, nel grigiore più assoluto, può fare almeno un quarto d’ora perché non lo mandiamo a giocare? Avrebbe fatto peggio di Benassi da esterno destro difensivo, ruolo tra l’altro già ricoperto per gran parte del ritiro di Moena? Sarebbe stato più invisibile di Ikoné in mezzo al campo? Finora le chiacchiere, adesso voglio ripetere i numeri: 5 punti in 4 partite di campionato, senza reti nelle ultime 4 gare giocate…..Miste che vogliamo fare? Abbiamo qualche alternativa in mente per rendere la squadra meno prevedibile?

A voi per i commenti: a presto!!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – HELLAS VERONA = 1 – 1

Un pareggio sostanzialmente giusto premia in egual misura le due contendenti che hanno giocato una partita piacevole in cui entrambe avrebbero potuto realizzare più reti. La squadra di Italiano, dopo la doppia atroce delusione contro Sassuolo e Juventus, ha dovuto far fronte a diverse assenze: rinunciare contemporaneamente a Nico Gonzalez, Bonaventura ed Odriozola diventa pesante soprattutto per lo sviluppo della manovra. Forse anche per questo Terracciano, dopo aver provato inizialmente a far partire l’azione dal basso, ha iniziato a lanciare lungo nella speranza di scavalcare la prima linea del pressing scaligero. E’ chiaro che il pareggio di oggi rallenta ulteriormente la corsa europea della Fiorentina, ma credo sia assolutamente da evitare un atteggiamento di delusione. Vorrei ricordare a tutti da dove arriviamo (tre stagioni consecutive in lotta per la salvezza), e cosa sia stata questa estate con la staffetta tra un Gattuso rincorso e poi lasciato ed un Italiano tirato fuori dal cappello del prestigiatore. Senza poi contare la scelta di far partire il capocannoniere del campionato nel mercato di gennaio… mettendo tutto sulla bilancia siamo sicuri che sia un campionato deludente? Certo è che se i viola vorranno rimanere in corsa per un posto in Europa, nel lunch match di domenica contro il Bologna si deve per forza vincere!

IL BUONO

  • Terracciano: nel primo tempo risulta decisivo in più occasioni e non solo come portiere. E’ infatti eccezionale nel neutralizzare il tiro di Lasagna trovatosi da solo contro l’estremo difensore viola ma non si limita a questo. L’azione di Ikonè che porta al gol di Piatek infatti, nasce da un rilancio preciso del portiere viola sui piedi del francese che si invola in contropiede. Una domenica da protagonista.
  • Piatek: è vero non regge un pallone davanti, non riesce a far salire la squadra, non viene quasi mai incontro ai centrocampisti. Però ha una dote eccezionale: ogni volta che una palla vacante arriva in area di rigore lui è lì! Segna un gol bellissimo, ne sfiora altri due con tre sole conclusioni verso la porta. Probabilmente ha ragione Italiano quando dice che la squadra ancora non lo conosce così bene da servirlo nel modo migliore, ma già così basta ed avanza. Pum pum pum!
  • Torreira : sbaglia una rete incredibile, ma nel secondo tempo arriva alla conclusione tre volte di piede e di testa. E’ l’anima, il cuore, il cervello ed i polmoni della squadra tanto che nel momento in cui alza bandiera bianca ed al suo posto entra Amrabat si spenge completamente la luce e viene a mancare anche l’ardore. Imprescindibile.

IL BRUTTO

  • La coppia Venuti – Biraghi: i due esterni bassi viola hanno disputato una gara imbarazzante. Lollo peggio del capitano, ma comunque entrambi sono stati l’anello debole dell’undici viola. Nella prima frazione di gioco, Venuti è stato scherzato in ogni situazione da Lazovic che ha messo diversi palloni invitanti in area di rigore, mentre Biraghi non solo non è mai riuscito a ribaltare l’azione, ma ha anche sofferto oltremodo la coppia Tameze Faraoni. L’assenza di Odriozola a destra non ha probabilmente permesso a Torreira e compagni di avere quegli sbocchi a destra che solitamente aiutano l’azione viola, mentre quella di Bonaventura a sinistra non ha offerto al capitano della Fiorentina quell’equilibrio necessario per giocare il calcio che piace a Italiano. Due oneste riserve se vogliamo alzare l’asticella.
  • Milenkovic: se vuole essere il perno difensivo viola non può fare questi errori! L’ingenuità che costa il rigore del pareggio è un remake già visto e rivisto. Peccato, veniva dalla prova sontuosa contro la Juventus ed anche oggi, prima e dopo l’episodio in questione, si era disimpegnato molto bene. La corsa per l’Europa però si gioca anche sui particolari e non è più consentito sbagliare. Bisogna crescere mentalmente!
  • Vincenzo Italiano : stravedo per il tecnico siciliano che ha finalmente rimesso la Fiorentina sulla carta geografica del calcio che conta ma stavolta non l’ho proprio capito. La scelta di Maleh contro una squadra così forte fisicamente è solamente un bruscolino rispetto all’errore che compie nel secondo tempo quando, una volta deciso di sostituire Piatek (chissà perché), inserisce Nico Gonzalez come punta centrale. La squadra già da alcuni minuti stava perdendo lucidità ed aveva iniziato a lanciare palloni lunghi per la punta…ed allora perché non un attaccante come Cabral? L’inserimento dell’argentino poteva avere un senso se la squadra avesse cambiato modo di giocare cercando di andare dentro con scambi palla a terra in velocità ma, una volta uscito poi Torreira, il fosforo in campo non c’era più. Allora perché?
  • Maleh: il giovane centrocampista sembra in un periodo di involuzione e, contro un Verona fisico, non riesce a ribaltare l’azione né a recuperare troppi palloni. Probabilmente non è una gara adatta a lui, ma qualcosa in più si poteva e si doveva fare. Rimandato.

Alla prossima!

Il buono, il brutto, il cattivo

LAZIO – FIORENTINA = 1 – 0

Un peccato… Un vero peccato. La Fiorentina gioca una partita più che discreta ma torna da Roma a mani vuote. I ragazzi di Italiano hanno risposto presente di fronte ad una delle candidate alla Champions league ma purtroppo non è bastato per portare a casa un risultato positivo. La difesa, soprattutto nella coppia difensiva, ha mostrato un’intesa pressoché perfetta, mentre ancora una volta dalla metà campo in avanti si sono palesate quelle deficienze che vengono da un mercato estivo assolutamente insufficiente di cui parleremo in modo approfondito nel Corner Viola. Calma però, perché una vittoria con lo Spezia potrebbe rimettere tutte le cose a posto!

IL BUONO

  • MilenkovicQuarta: basta con gli esperimenti, basta con i giochi di ruolo. Quando per 95 minuti rubi tutti i palloni giocabili e le possibili ripartenze ad Immobile hai superato l’esame di maturità. A meno di squalifiche o infortuni questa deve essere la coppia titolare!!
  • Torreira: gioca un primo tempo sontuoso in cui detta i tempi e disegna gli spazi. Appena cala lui, si ritrae in difesa tutta la Fiorentina. Qualcuno ancora lo mette in dubbio?
  • Vlahovic : gioca un primo tempo molto buono, poi piano piano si spenge…. Certo avesse un ricambio! Non è un attaccante che va in profondità ma quando si deve fare a sportellate e far ripartire l’azione è secondo a pochi….Peccato che nei 16 metri faccia ancora tanta fatica…. Migliorerà lontano da qui….

IL BRUTTO

  • Venuti : dispiace, è un tifoso viola (come me), ci mette l’anima (come me), ma certe partite in serie A non sono alla sua portata (come per me) . Odriozola dove sei?
  • Callejon: per l’unico giocatore al mondo che conosce solamente il passaggio orizzontale o all’indietro ho finito le parole. A voi!
  • Occasioni da rete: in una partita così bloccata quando capita la palla buona è necessario sfruttarla! Sia nel primo che nel secondo tempo, cross invitanti non sono stati concretizzati perché mancava l’esterno dalla parte opposta a buttarla dentro… Mister pensaci te!!

Ci vediamo al Corner Viola!!

Il buono, il brutto, il cattivo

ROMA – FIORENTINA = 3 – 1

Una discreta Fiorentina viene punita oltre i propri demeriti da una Roma cinica e tecnicamente superiore nella prima giornata di campionato. La squadra di Italiano paga le troppe disattenzioni difensive ed una decisione molto discutibile dell’arbitro Pairetto che espelle Dragowski dopo soli 17 minuti per un fallo su Abraham. Nonostante l’inferiorità numerica, i viola hanno alcune occasioni da rete importanti, dopo il pareggio di Milenkovic, per andare in vantaggio ma mollano sul più bello. Se vorremo soffrire meno rispetto alle ultime stagioni, sarà necessario un intervento sul mercato per tappare le falle nel ruolo di regista e di terzino destro e registrare meglio una difesa apparsa troppo fragile in diverse occasioni. Nel prossimo turno contro il Torino, visto anche il calendario, sarà necessario portare a casa il bottino pieno per non iniziare a fare brutti pensieri!

IL BUONO

  • Nico Gonzalez: in assoluto la nota più lieta della serata. Inizia da esterno offensivo, ma deve traslocare velocemente vicino a Vlahovic a fare la seconda punta. In entrambi i ruoli risulta tra i migliori per doti tecniche ed abnegazione: spesso si presta a fare la sponda al centravanti viola ma non disdegna la possibilità di mettersi in proprio riuscendo anche a guadagnarsi i due cartellini gialli di Zaniolo. Sembra proprio un acquisto azzeccato!
  • Bonaventura: certamente nell’occasione da rete al 34° potrebbe fare di più, ma vogliamo parlare di come riesce a guadagnarsela? E tutte le altre cose utili che fa durante la gara? E’ una spina nel fianco del centrocampo della Roma e trova sempre i tempi giusti per le giocate e per gli inserimenti. Elemento imprescindibile.
  • Milenkovic: dei difensori è certamente il migliore (insieme a Biraghi) anche perché riesce a siglare il momentaneo pareggio su di uno schema da calcio d’angolo (finalmente si torna a lavorare sulle palle inattive!!!). Come sapevamo, non è il leader che possa guidare la retroguardia, ma comunque è una spalla su cui potersi sempre appoggiare. Alcune indecisioni in copertura sono ampiamente bilanciate dalla capacità di far ripartire l’azione e dalla rete da attaccante consumato. Rinnovo benedetto!

IL BRUTTO

  • Pulgar e Vlahovic: la contemporanea bocciatura proviene soprattutto dalla palla persa da entrambi sul primo e sul secondo gol della Roma. In una gara in cui la Fiorentina è riuscita a gestire per ampi tratti di gara il gioco, prendere gol in occasioni in cui la palla era gestita originariamente dai viola fa sanguinare il cuore. Il centrocampista cileno inoltre non riesce a gestire bene diverse occasioni di possesso palla, il bomber non finalizza a dovere alcune occasioni. Se però il regista magari deve venire dal mercato, sul centravanti mettiamo la mano sul fuoco!
  • Venuti: se Zappacosta ce lo soffia l’Atalanta, comunque il nostro Lollo non può essere il titolare in queste partite. In fase offensiva non è nemmeno così deleterio, ma nella nostra metà campo gli esterni romanisti se lo mangiano. Onesto ricambio, ma se vogliamo stare nella parte sinistra della classifica, urge un altro calciatore.
  • Pairetto: se qualcuno fra di voi riesce a convincermi che Dragowski doveva essere espulso con tre difensori alle proprie spalle ed Abraham che andava alla bandierina del calcio d’angolo, gli pago da bere. Promesso!
  • Igor: non discuto le scelte di Mister Italiano che avranno certamente una logica dietro, ma il centrale brasiliano è sembrato veramente un pesce fuor d’acqua. Preso d’infilata più volte dagli attaccanti giallorossi, incapace di far ripartire l’azione. Ma Quarta era peggio di questo Igor?

Ci vediamo in settimana con il Corner Viola! Diteci quali sono stati i calciatori migliori ed i peggiori!!

Un’altra stagione buttata – l’annata viola

Speravamo di vivere un’altra stagione, altre soddisfazioni, altre gioie ma soprattutto pensavamo di non dover più soffrire come era già accaduto in occasione dell’ultima parte della gestione Della Valle e del primo anno targato USA. Purtroppo invece si sono riproposti i soliti fantasmi e le risposte che la società e la squadra hanno dato sono stati spesso contraddittori e quasi sempre insufficienti. Ad agosto la conferma di Iachini voluta fortemente da Commisso poi l’esonero dopo appena 7 partite con la chiamata dell’amato Cesare Prandelli. Dapprima una staffetta di attaccanti con la suddivisione quasi in parti uguali del minutaggio tra Cutrone, Kouamè e Vlahovic accompagnata da una difesa non più impermeabile come nella passata gestione, poi la fiducia al centravanti serbo che ha preso sulle spalle e condotto alla salvezza una squadra impaurita, senza gioco e senza cuore. Sorvolerò volutamente su tutti i problemi di spogliatoio che verosimilmente hanno accompagnato l’intermezzo di Cesare (basti vedere i vari messaggi social arrivati a Iachini quando è stato ufficializzato l’addio a differenza di quanto accaduto con Prandelli), nella speranza che l’arrivo di una figura come Gattuso spazzi via le diatribe interne e possibilmente porti ad un bel repulisti che farebbe bene tanto alla squadra quanto ad una città che ha voglia solamente di tornare ad innamorarsi di un gruppo di calciatori unito, battagliero, spumeggiante.

STATISTICHE A CONFRONTO CON LA STAGIONE 2019-2020

Posizione finale:  13° (10° nel 2019-2020)

Punti:  40 media punti 1,05 (49 media punti 1,29)

Vittorie: 9 (12)

Pareggi: 13 (13)

Sconfitte:  16 (13)

Gol fatti: 47 (51)              

Gol subiti: 59 (48)

Differenza reti: -12  (+3)

Capocannoniere: Vlahovic con 21 reti (Chiesa con 10 reti)

Assist man: Ribery 6 (Chiesa 6)

Miglior gara dell’anno:

l’angolo del tifoso suggerirebbe chiaramente la vittoria a Torino contro la Juventus prima di Natale quando lo scavetto di Vlahovic, la regia di Borja Valero e la saggezza di Prandelli ci portò ad una soddisfazione talmente grande da farci pensare alla svolta della stagione. Se però guardiamo alla prestazione ed all’interpretazione della gara, scelgo la sconfitta di Milano contro l’Inter alla 2° di campionato quando una Fiorentina gagliarda, divertente e sfacciata riusciva ancora a farci sperare in un campionato diverso, assai migliore. Contro i futuri campioni d’Italia, una squadra con Ceccherini al centro della difesa ed un Chiesa ancora ad imperversare sulla fascia, ci riempì gli occhi e ci fece gonfiare il petto per tutta la durata della gara sfiorando l’impresa e giocando un calcio offensivo che non avremmo più visto per tutta la stagione. Un’illusione durata troppo poco!

Peggior gara dell’anno:

non è stato facile scegliere perché purtroppo, anche quest’anno, i ragazzi in maglia viola hanno dato del loro meglio per farci deprimere ma l’umiliazione subita allo Stadio Maradona credo resterà scolpita nella mente di ogni tifoso per un pò. Quando penso a cosa vorrei sempre vedere in una partita della Fiorentina, penso all’impegno, al sudore, alla dedizione alla causa, al rappresentare al meglio la città ed i tifosi. Dover assistere ad uno scempio come quello andato in scena lo scorso 17 gennaio è un insulto a tutti coloro i quali ancora credono che il calcio non sia solamente uno sport o un gioco, ma sia anche sinonimo di senso di appartenenza ad una comunità. Credo che Gattuso sia una bella risposta a tutti quelli che la pensano come me.

Miglior calciatore: Dusan Vlahovic

Un attaccante del 2000 che segna 21 reti in un campionato di Serie A in cui per le prime 7 gare di campionato ha giocato poco più di un tempo per volere dell’allenatore, non può che essere eletto il migliore dell’anno e non può che essere ringraziato perché senza le sue reti magari adesso staremmo progettando il futuro in cadetteria. Oltre alle realizzazioni, impressiona la freddezza con cui ha realizzato rigori decisivi in partite bloccate e la crescita incredibile che ha avuto in tutti gli aspetti del gioco oltreché nel fisico. Dusan ha imparato a coprire la palla come pochi altri in Italia, ha iniziato a segnare anche i gol sporchi e non solo quelli belli, è ormai capace non solo di finalizzare ma anche di inventarsi gol senza l’ausilio dei compagni (giusto per approfondire potete leggere il mio articolo qui) ed inoltre appare sempre più come leader anche vocale della squadra. Il futuro è tutto dalla sua parte, sta a lui imparare da Ribery che non si finisce mai di crescere e migliorare attraverso il lavoro in allenamento!

Peggior calciatore : German Pezzella

Avrei potuto dire Kouamè, oppure Milenkovic e perché no Biraghi, ma scelgo il capitano. Se infatti gli altri hanno giocato meno, come nel caso dell’attaccante, oppure sono stati protagonisti di alcune prove convincenti, il capitano ha giocato una stagione talmente mediocre dalla prima all’ultima giornata di campionato che inizio a non capire più quale sia la sua reale dimensione. La prima stagione in maglia viola ci aveva fatto sperare in un calciatore diverso: il marcatore argentino senza paura, che predilige il corpo a corpo, dotato di grande personalità e che ogni tanto trova anche la porta di testa. Purtroppo le ultime due annate raccontano invece di un calciatore timoroso, poco risoluto, spesso disattento in marcatura e mai decisivo. La delusione più grande proviene poi dalle scarse doti di leadership nonostante la fascia di capitano. Pezzella ha infatti dimostrato troppo spesso di non saper guidare un reparto apparso scollegato e di farsi sentire poco anche dai direttori di gara o dai calciatori avversari. Peccato, ci avevo sperato!

La sorpresa: Lorenzo Venuti

Un grande cuore viola, un perfetto uomo spogliatoio: questo pensavo fosse Venuti quando ho visto che sarebbe stato parte della prima squadra per questa stagione. In realtà il Lollo viola è decisamente di più, è un calciatore di Serie A! La stagione appena conclusasi ha infatti mostrato che anche chi non è dotato di qualità superiori, può rendersi utile e farsi trovare pronto in ogni occasione grazie alla volontà, la dedizione, la professionalità. Venuti è esattamente la fotografia di tutto questo, è un degno rappresentante di quella classe operaia che ogni tanto arriva in Paradiso. Impiegato spessissimo come esterno di un centrocampo a 5, talvolta anche a sinistra, ha dimostrato di poterci stare e di meritare la conferma anche per il prossimo anno quando, con il ritorno della difesa a 4, potrebbe perfino esprimere meglio le proprie potenzialità. Il Martin Jorgensen dello spogliatoio viola si è finalmente trasformato in farfalla, aspettiamo magari di salutarne un gol sotto la Fiesole!

La delusione: Sofyan Amrabat

Presentato come il fiore all’occhiello della campagna acquisti viola dopo la splendida stagione in maglia Hellas Verona, il centrocampista marocchino ha deluso talmente le aspettative da perdere anche la titolarità che tutti avremmo dato per scontata anche solo 10 mesi fa. Apparso lento, impacciato, involuto, non è stato certamente aiutato dal calcio di Iachini che prevedeva facesse il regista, ruolo che a Verona era ricoperto da Veloso. Calciatore di tutt’altro spessore, Amrabat ha dimostrato di avere caratteristiche completamente diverse che mal si sposano anche con Pulgar se si intende giocare con un centrocampo a 3. Tolte alcune prove ampiamente sufficienti più per la corsa infinita ed i polmoni spremuti che per il raziocinio utilizzato, la stagione resta mediocre anche se attendiamo fin da ora un pronto riscatto visto l’arrivo sulla panchina viola di quel Gattuso che lo avrebbe voluto volentieri già a Napoli. Speriamo la seconda sia migliore!

Voto alla stagione viola: 5

Il piazzamento finale, il tredicesimo posto, è mediocre ed è in linea con il gioco espresso dalla squadra per la quasi totalità della stagione. I viola hanno collezionato solamente 40 punti (punteggio più basso mai raggiunto dal ritorno in Serie A) ed hanno raggiunto la salvezza con 180 minuti di anticipo solo perché le altre hanno tenuto un passo da lumaca. Le aspettative erano ben altre soprattutto dopo che tutti i critici avevano individuato nel centrocampo viola uno dei migliori reparti d’Italia e la difesa era rimasta pressoché invariata. La sola cessione di Chiesa non può giustificare l’anonimato dentro al quale la squadra ha vissuto l’ennesimo campionato da dimenticare. Speriamo davvero sia l’ultimo!

Il buono, il brutto, il cattivo

HELLAS VERONA – FIORENTINA = 1 – 2

Una Fiorentina brutta, sporca e cattiva! Insomma la squadra che tutti i tifosi avevano chiesto dopo la vergognosa sconfitta di Reggio Emilia contro il Sassuolo e che serviva per guadagnare finalmente 3 punti che fanno tirare un sospiro di sollievo. Intendiamoci bene, se qualcuno voleva vedere una bella partita di calcio spero non fosse sintonizzato sulle frequenze televisive di Sky Calcio perché avrebbe visto una squadra che non ha più niente da chiedere al campionato che ha giocato con una logica contro una compagine impaurita, direi quasi terrorizzata che sperava solamente in un episodio a proprio favore. Iachini ed i suoi hanno interpretato una gara prettamente difensiva in cui si doveva aspettare per ripartire sperando di non subire rete e così è stato. Non finiremo mai di ringraziare abbastanza Cesare Prandelli che ci ha donato un centravanti di livello internazionale che sgomita, lotta, calcia in porta, colpisce di testa, segna rigori decisivi. Altri poi meritano una menzione e li citeremo finalmente con piacere nella nostra rubrica!

IL BUONO

  • Vlahovic: non mi nascondo, io ero tra quelli che ad inizio anno pensavo fosse meglio per lui andare a giocare dal momento che Iachini lo vedeva poco. Fortunatamente Pradè ha azzeccato almeno questa e Prandelli ha allenato la Viola per 6 mesi durante i quali ha fatto sbocciare un attaccante eccezionale. Continua a migliorare senza soluzione di continuità: anche se ancora a volte scopre la palla, è diventato cattivo non solamente nei confronti della porta avversaria ma anche nei contrasti con i difensori, ha iniziato a colpire pericolosamente di testa e si batte come un leone su ogni pallone. Oltre a tutto ciò tira senza difficoltà un calcio di rigore che pesa un quintale ed a fine gara, in contropiede, si dimostra anche altruista. Resta con noi vero?
  • Venuti: in questa rubrica sono stato spesso duro con il Lollo viola, ma stasera mi ripaga di tutte le delusioni che ho patito in questa stagione. Salva sulla linea il possibile gol dello svantaggio e poi avvia l’azione del rigore di Bonaventura con una giocata da esterno puro. Oltre a ciò non appena Iachini, con colpevole ritardo gli posiziona Amrabat accanto, blocca le sortite offensive di Di Marco che fino ad allora lo aveva messo in croce. Anche nel secondo tempo resta sempre concentrato e gioca una partita di spessore. Ma quanto è bello omaggiare un vero cuore viola!
  • Bonaventura: chissà perché, ma quando abbiamo bisogno di giocate di qualità, di giocate intelligenti, dobbiamo sempre affidarci a Jack. Dopo il gol contro il Sassuolo, Bonaventura si guadagna il rigore che spacca la partita con un taglio da scienziato alle spalle dei marcatori del Verona. Ancora una volta dimostra un’intelligenza calcistica ed una capacità di leggere le situazioni enormemente superiore rispetto ai suoi compagni. Oltre a ciò fa tantissime cose utili che magari si notano meno, ma che fanno la differenza; peccato solamente per il giallo che lo costringerà a saltare la gara di domenica contro la Juventus. Nella Fiorentina attuale è una fuoriserie.
  • Caceres: con lui la difesa a tre acquisisce una maggiore sicurezza e quando le partite contano davvero difficilmente sbaglia. Al secondo gol stagionale, dopo il primo contro la Juventus, dimostra ancora una volta di essere uno di quei calciatori su cui si può sempre contare quando la palla scotta. Io ripartirei anche da lui.

IL BRUTTO

  • Biraghi: sta diventando quasi una gag dover parlare sempre dell’ex terzino dell’Inter, ma anche stasera è uno dei pochi che riesce a stare sotto la sufficienza. Faraoni lo asfalta ogni volta che vuole ed è colpevole anche sul gol di Salcedo quando proprio l’esterno del Verona gli vola in testa per confezionare l’assist. Non riparte mai e difende spesso male. Considerando che tanto deve fare il difensore, con la Juve perché non Igor?
  • La gestione del vantaggio: capisco la paura, capisco la posizione di classifica. Ma considerando che hai la fortuna sfacciata di andare in vantaggio al riposo grazie ad un rigore realizzato proprio all’ultimo secondo di una frazione giocata in un modo non certo indimenticabile, non potevi ripartire un pò meglio? La Fiorentina esce dallo spogliatoio timorosa, senza furore agonistico, tutta rintanata negli ultimi 35 metri di campo. Sicuri sia l’atteggiamento giusto? Non è bastato il Sassuolo?
  • Kouamè: come mi ha detto l’amico di questo blog Bomber Siiimo “Kouamé che inciampa controllando una palla datagli da un metro di distanza rasoterra è puro futurismo”. L’ennesimo cartellino giallo guadagnato senza nemmeno toccare palla invece è impressionismo. 18 milioni di scapaccioni!

Ci vediamo domani su YouTube per l’approfondimento!!