Il buono, il brutto, il cattivo

MILAN – FIORENTINA = 1 – 0

La sconfitta di Milano ha un sapore amaro per come è arrivata e soprattutto per il modo in cui i viola hanno subìto la rete che ha deciso la contesa. Certo però la partita può essere interpretata in due modi opposti ma entrambi convincenti. Da una parte la classifica inizia a farsi preoccupante per la lotta per l’Europa poiché la terza sconfitta consecutiva rischia di compromettere un cammino che, fino alla gara di Salerno, era stato eccezionale. Bel gioco, vittorie inaspettate, squadra pronta a giocarsela alla pari su ogni campo e contro ogni avversario. Il risvolto di una medaglia deludente è però diverso: la gara di Milano ha visto finalmente la reazione di una Fiorentina che ha avuto un approccio, un’intensità ed un’attenzione completamente diversa rispetto ai due scivoloni contro Udinese e Salernitana. Vincenzo Italiano sembra essere riuscito a toccare le corde giuste per rinvigorire una squadra che ancora una volta ha giocato senza il centrocampo titolare ma ha lottato alla pari con la capoclassifica ed avrebbe anche potuto ritrovarsi in vantaggio se Maignan non avesse respinto da campione sull’incornata di Cabral. Si apre adesso una settimana fondamentale che ci porterà a giocare il posticipo di lunedì contro la Roma, diretta concorrente per l’Europa. Per arrivare al meglio al big match, il Corner Viola vi offrirà la presentazione della gara nei giorni precedenti con i frame di Flavio Bardaro.

IL BUONO

  • Amrabat: dopo averlo criticato tante volte, finalmente sta tornando quello che speravamo potesse essere anche a Firenze. Riproposto nel ruolo di Torreira, arpiona centinaia di palloni, gioca spesso a due tocchi, si fa trovare quasi sempre libero. Gioca una partita totale in cui viene anche chiamato al tiro. Che sia la volta buona che dimostra di poter giocare con Torreira?
  • Saponara: regala giocate di altissima scuola alla scala del calcio. Entra in tutte le azioni offensive viola e non disdegna anche la lotta con Calabria. Sta finendo la stagione in netta ascesa dopo un periodo di appannamento che lo aveva fatto sparire un pò dai radar. Io lo rinnoverei ieri.
  • Igor: dopo il passaggio a vuoto di Salerno, torna ad essere il gladiatore viola. Lotta con Giroud prima ed Ibrahimovic poi, uscendo quasi sempre vincitore dal duello. Molto più sicuro di Milenkovic, aiuta anche i compagni nell’impostazione del gioco. In questa Fiorentina, insostituibile!

IL BRUTTO

  • Terracciano: se in tutta la tua carriera sei sempre stato un ottimo portiere di riserva, è difficile riscoprirsi titolare di una squadra che lotta per l’Europa a 32 anni. Dispiace colpevolizzare un grande professionista come lui ma gli errori iniziano ad essere veramente troppi. Tra i gol presi sul primo palo, le incertezze in uscita e la frittata contro il Milan, il buon Pietro sta iniziando a costare troppi punti. Come dite? Fate giocare Dragowski?? Dalla padella nella brace!
  • Venuti: semplicemente non può giocare una partita di questo livello quando manca tutto il centrocampo titolare. Contro Leao ed Hernandez ha boccheggiato tutto il primo tempo anche perché poco assistito dal peggior Nico della stagione. Odriozola abbiamo bisogno di teeeeeeeeeeeeeeee!!!
  • Nico Gozalez: spento fisicamente, sbaglia diverse scelte e non salta mai l’uomo nemmeno per sbaglio. Nonostante sia in giornata deludente, non cambia modo di giocare e continua a sbattere contro la difesa avversaria senza cercare mai l’aiuto di un compagno. Quasi dannoso.

A più tardi con il Corner Viola!

6 pensieri su “Il buono, il brutto, il cattivo

  1. Buondì Lungo! Finalmente si è rivisto Amrabat quello vero. In un mondo diverso, con un altro allenatore, assieme a Torreira formerebbe una mediana a due da 40 milioni di valore, niente male per la Viola. E ha giocato in diffida se non erro, quindi costretto a contenere la sua esuberanza

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    • Proprio vero caro Ugo! Come ho scritto anche nel post, considerando anche i problemi di infortuni che abbiamo nel mezzo, sarebbe il momento di giocare 4-2-3-1…ma credo che il nostro sarà solamente un sogno che speriamo divenga realtà almeno la prossima stagione!

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      • In effetti guardando alla prossima stagione, è questa la mia perplessità maggiore. Dando per scontato che non ci saranno “colpi” sul mercato che sarà in autofinanziamento, l’idea di vedere per un altro anno questo gioco orizzontale e di possesso palla sterile, non è esattamente il massimo. L’integralismo tattico di Italiano è solo apparente, frutto di una scelta precisa. Per “far divertire la gente” come disse il DS. Lui giocò uno spareggio contro il Frosinone proponendo un catenaccio ultraspinto 😁

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        • In questo caso non la penso come te. A me il calcio di Italiano piace e nemmeno poco. Il suo integralismo sia anche il motivo per cui siamo migliorati così tanto: la squadra ha trovato velocemente stabilità e sicurezza e questo ha fatto sembrare migliori anche giocatori di una qualità poco più che normale!

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          • Non mi sono spiegato. Anche a me il calcio di Italiano è piaciuto. Quando è stato espresso con la necessaria intensità. A ritmi ridotti mi è piaciuto meno e auspico l’adozione di varianti tattiche. Anche perché come il precedente di Sousa ci insegna, gli avversari col tempo adottano contromisure

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            • Perfettamente d’accordo. Tra l’altro anche a Spezia il secondo anno ha adottato delle varianti che probabilmente a Firenze vedremo la prossima stagione. Ricordiamo sempre che in questa stagione ha dovuto smontare e rimontare una squadra che veniva da tre stagioni di non calcio! Grazie Ugo!

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