Un’annata esaltante: il bilancio viola

E’ stata una stagione meravigliosa, ricca di soddisfazioni e bel calcio. Dopo alcune annate più grigie del cielo novembrino, anche stavolta le premesse non erano delle migliori: un allenatore scelto direttamente dal Presidente, Gennaro Gattuso, il cui contratto non viene nemmeno depositato, un mercato che ci restituisce una Fiorentina che appare rinforzata ma non certo una corrazzata, un allenatore super sponsorizzato dal Corner Viola, ma alla prima esperienza in una piazza più grande. Ed invece stavolta la Fiorentina è riuscita a sovvertire ogni pronostico, riuscendo a mantenere un rendimento costante tra il girone di andata, chiuso con 32 punti, e quello di ritorno in cui Italiano ed i suoi ragazzi ne hanno conquistati 30. E la barca viola è riuscita a viaggiare con vento in poppa anche quando, durante il mercato di gennaio, il miglior calciatore è stato ceduto agli strisciati. Lì si è vista la grandezza di Vincenzo Italiano e la compattezza del gruppo: l’atteggiamento è cambiato e, dovendo fare i conti con un attacco ridimensionato, è cresciuta tantissimo l’attenzione difensiva aiutata anche da un rendimento a tratti strabiliante di calciatori insospettabili come Igor. Credo esista un dato che spiega perfettamente la rivoluzione copernicana alla quale abbiamo assistito in questa stagione, quello dei pareggi. Venivamo da un allenatore piuttosto conservativo il cui motto era quello del “muovere la classifica è sempre importante” ben raffigurato dai 13 pareggi ottenuti nelle 38 gare dello scorso campionato. In questa stagione invece, la mentalità è stata opposta (solamente 5 pari), quasi portata all’estremo soprattutto nelle primissime giornate: difendere in avanti, riconquistare palla il più vicino possibile all’area avversaria, ricerca del possesso palla finalizzato al tiro in porta. Questo cambio di atteggiamento ha certamente inciso anche sul numero delle sconfitte, ma il +22 in classifica testimonia la grandezza di un percorso che ha finalmente riportato la Fiorentina e la città di Firenze dove le compete, cioè in Europa. La speranza è che adesso non si vogliano tarpare le ali ad ambiente, allenatore e calciatori con discorsi fumosi su soldi, procuratori, fatturato ed infrastrutture. Noi quest’anno ci siamo emozionati grazie a ciò che abbiamo visto in campo, alle vittorie, all’atteggiamento della squadra e non certo per le gru del Viola Park….

Okay? Do You know?

STATISTICHE A CONFRONTO CON LA STAGIONE 2020-2021

Posizione finale:  7° (13° nel 2020-2021)

Punti:  62 media punti 1,63 (40 media punti 1,05)

Vittorie: 19 (9)

Pareggi: 5 (13)

Sconfitte:  14 (16)

Gol fatti: 59 (47)              

Gol subiti: 51 (59)

Differenza reti: +8  (-12)

Capocannoniere: Nico Gonzalez 7 – Vlahovic 17 (Vlahovic 21 reti)

Assist man: Nico Gonzalez 6 (Ribery 6)

Miglior gara dell’anno:

è innegabile che la libidine del tifoso viola ha toccato vette estreme in occasione dell’ultima di campionato. Vittoria contro la Juventus di Vlahovic per 2 – 0 ed Europa conquistata dopo cinque anni. Ma se devo scegliere la gara in cui ho preso coscienza della forza della Fiorentina, della compattezza del gruppo che si era cementato in un tutt’uno con il proprio allenatore e della voglia di Firenze e della Curva Fiesole di tornare ad essere protagonisti, allora scelgo il pareggio interno contro il Sassuolo. Dopo un primo tempo molto buono ma chiuso sotto di due reti per le innumerevoli parate di Consigli, una squadra diversa avrebbe anche potuto accettare l’idea che fosse una partita storta in cui tutto ti dice male: magari per altri, ma non per la Fiorentina di Vincenzo Italiano. I primi 20 minuti del secondo tempo mi rimarranno a lungo nel cuore e negli occhi per l’irruenza con cui i ragazzi sono tornati in campo, per la bellezza del gioco con cui i viola hanno scherzato il Sassuolo, per il tifo incessante che ormai da troppi anni non sentivo più. Ecco, lì credo sia girata la stagione viola, lì probabilmente abbiamo capito che lo spirito della squadra, unito alla voglia di Firenze, avrebbe potuto fare la differenza indipendentemente dagli interpreti e dalla buona o cattiva sorte.

Peggior gara dell’anno:

nonostante le gioie che la Fiorentina ci ha regalato quest’anno, non possono mancare le delusioni e le arrabbiature, sennò che passione sarebbe? La penultima di campionato a Genova contro la Sampdoria è stata una prestazione indecente, raccapricciante, vergognosa. Non tanto e non solo per come la Fiorentina ha giocato quella gara, ma soprattutto per l’atteggiamento di quegli stessi ragazzi che erano parsi ben altri anche solo la settimana precedente contro la Roma. Fortunatamente la vittoria contro la Juventus ha poi sanato la ferita, ma quel lunedì pomeriggio con la festa già pronta e lo spumante in frigo è stato difficilissimo da digerire. Nel nostro percorso di crescita sarà fondamentale evitare di ripetere prestazioni quali quella di Genova, Venezia, Empoli o Salerno.

Miglior calciatore: Lucas Torreira

Ho dovuto pensarci tanto perché sinceramente l’impatto di Nico Gonzalez è stato ottimo. Un esterno che gioca per la prima volta in Italia, con la pressione di essere il calciatore più pagato nella storia della Fiorentina e di essere il vero fiore all’occhiello del mercato viola, si è preso spesso sulle spalle l’intera squadra ed ha dimostrato di essere un calciatore vero. Scelgo però il centrocampista uruguagio perché è stato più continuo e soprattutto perché nell’arco della stagione ha saputo reinventarsi. Torreira era arrivato ed ha giocato l’intero girone di andata quale perno e fulcro del centrocampo e del gioco di Vincenzo Italiano. Al netto della personalità e della voglia di portare la squadra in Europa, Lucas è stato uno dei pochi calciatori in rosa che ha saputo trasformare non solo il proprio modo di giocare, ma anche l’impatto mentale alla gara nel momento in cui Commisso ha incredibilmente deciso di vendere il capocannoniere del campionato italiano alla Juventus. Da quel momento in poi Torreira ha dimostrato di essere un leader, un capitano senza fascia, un uomo che ha a cuore la maglia viola. Per stessa ammissione di Vincenzo Italiano, si è preso il compito di cambiare ruolo, diventare un vero e proprio incursore più vicino alla porta ed ha iniziato a segnare con una regolarità che ha permesso ai viola di sbloccare gare insidiose. Solo un’idea malsana di calcio, una crociata contro i fantasmi può far perdere a Firenze ed alla Fiorentina un calciatore di quelli che possono far fare il salto di qualità. Speriamo la società si ravveda e sia ancora in tempo per riscattarlo!

Peggior calciatore : Josè Maria Callejon

Può sembrare incredibile ma il laterale spagnolo ha disputato 30 gare in questa stagione. Alzi la mano chi avrebbe detto che ha giocato così tanto senza incidere praticamente mai. Arrivato a parametro zero per prendere il posto di quell’altro simpaticone di Chiesa, Callejon ha vissuto con Iachini un equivoco tattico che spesso è servito anche quale giustificazione. Un tecnico che giocava col 3-5-2 non poteva utilizzarlo al meglio….dunque con Italiano sarebbe stato decisivo! Ecco appunto sarebbe stato se avesse avuto voglia!! Tolta la cultura calcistica, la sapienza tattica, resta un meraviglioso nulla pagato 2,2 milioni netti all’anno. O Rocco ma se si dessero a Torreira?

La sorpresa: Igor

Un difensore roccioso, bravissimo nelle marcature preventive, rapido e svelto sia nel gioco che nell’apprendere i dettami di Italiano. Con un piede molto educato, ha scavalcato velocemente le gerarchie della difesa viola che lo vedevano partire dietro a Quarta e Nastasic rivelandosi il giusto complemento di Milenkovic. Arrivato dalla Spal sottotraccia, credo possa essere uno dei perni della difesa viola dei prossimi anni perché perfetto per l’interpretazione della difesa nel calcio moderno. Deve ancora maturare nella continuità poiché alterna prestazioni clamorose ad altre non eccezionali, ma considerando la relativa giovane età (24) e l’inesistente esperienza ad alti livelli credo possa essere un calciatore su cui investire pesantemente se la Fiorentina vuole crescere. Speriamo che il prossimo anno sia quello della defintiva consacrazione!

La delusione: Riccardo Sottil

In una stagione in cui la squadra è stata guidata da un tecnico che non ha avuto problemi a rilanciare chicchessia, da Duncan ad Amrabat, da Igor a Saponara, e che sposa il 4-3-3 come unica filosofia di gioco, Riccardo Sottil doveva essere un calciatore decisivo. Soprattutto nella prima parte di stagione quando gli esterni offensivi erano solamente quattro, il viola proveniente dalla Primavera riscattato dopo il prestito a Cagliari, ha alternato troppi bassi a pochissimi acuti. Nonostante la fiducia non sia mai mancata e sia anche testimoniata dal rinnovo contrattuale, Sottil è stato raramente decisivo ed ancora meno volte ha dimostrato l’atteggiamento giusto. Spesso svogliato, poco incline al sacrificio e molto bravo solamente a guardarsi allo specchio con giocate fini a sé stesse, ha raramente contribuito al gioco di squadra ed alle sorti viola. Peccato perché se a questa età non si capisce che questa potrebbe essere l’occasione per far svoltare una carriera, allora sarà sempre più difficile lasciare il segno.

Voto alla stagione viola: 7

Una stagione che era nata senza particolari pretese se non quelle di non soffrire e provare a divertirsi, termina con la qualificazione alla Conference League! La classifica finale restituisce l’Europa ad una piazza ed un pubblico che non hanno mai abbandonato al squadra del cuore anche nei momenti più bui. Tocca adesso alla proprietà, alla dirigenze, al comparto tecnico alimentare quella passione, quell’amore e quel fuoco eterno che può anche covare sotto la cenere ma a Firenze non si spenge mai. Aspettiamo solamente un pò di benzina per continuare ad incendiare i nostri cuori allo stadio Artemio Franchi. Non ci tradite e troverete sempre una città, un popolo al vostro fianco!

6 pensieri su “Un’annata esaltante: il bilancio viola

  1. I tuoi giudizi sui calciatori viola mi trovano tutti perfettamente d’accordo. L’unico sul quale esprimo qualche riserva è Igor: ha meritato appieno il titolo di sorpresa della stagione, ma fatico a credere che non sia più capace di compiere quelle papere da calciatore di serie D che hanno caratterizzato i suoi primi anni in viola (anche perché una di quelle papere l’ha compiuta solo poche settimane fa, nella partita che abbiamo perso con la Salernitana). Mi risulta molto più facile credere che Igor sia un giocatore generalmente mediocre, al quale quest’anno è capitato di fare una stagione molto superiore al suo reale valore: per questo motivo se fossi in Commisso lo venderei subito, perché il costo del suo cartellino è destinato a scendere nelle prossime stagioni. Il calciomercato è come la borsa, bisogna capire quando è il momento di vendere e quando è il momento di comprare: nel caso di Igor questo è palesemente il momento di vendere. A meno ovviamente che al posto di Igor non venga promosso titolare quella sciagura di Martinez Quarta o quell’ex calciatore di Nastasic: a quel punto ovviamente meglio tenersi Igor.
    A mio giudizio la miglior gara dell’anno è stata il 5 – 2 a Napoli in Coppa Italia. Non tanto per il risultato (comunque clamoroso), quanto piuttosto perché in quella partita abbiamo espresso una fluidità di gioco e una naturalezza nei passaggi che a Firenze non vedevamo dai tempi del primo ciclo di Montella. Un risultato notevole se consideriamo che molti pilastri di questa squadra sono arrivati da poco, e soprattutto che questa squadra era reduce da 3 stagioni di non calcio: è incredibile che in così pochi mesi siano passati dalle pallonate a caso di Iachini al gioco super organizzato e spumeggiante di Italiano.
    Adesso che abbiamo risolto il problema del gioco dobbiamo colmare una grande lacuna di questa squadra, ovvero l’assenza di giocatori di personalità. Se ce li avessimo avuti già quest’anno, la figuraccia con la Sampdoria che hai menzionato nel post non sarebbe mai successa, e quindi non avremmo dovuto giocarci l’Europa nella difficilissima partita con la Juventus: lo so che arrivare all’obiettivo in quel modo ha reso tutto ancora più bello ed entusiasmante, ma la settimana di agitazione che ha preceduto quella partita me la sarei risparmiata molto volentieri, e sarebbe bastato avere 2 o 3 trascinatori in rosa per evitarla e chiudere la pratica già nella comodissima gara con la Sampdoria.
    Attenzione: quando faccio questo discorso intendo dire che dobbiamo comprare dei giocatori che abbiano ANCHE la personalità, non solo quella. Ad esempio, anche Pulgar ha personalità (e infatti in passato ha segnato dei rigori di un’importanza enorme per le nostre salvezze), ma se lo metti in mezzo al campo a dettare i tempi di gioco ti accorgi che non vale neanche un’unghia di Torreira. Anche Ribery ha personalità, ma è in condizioni fisiche molto precarie e quindi riesce a giocare solo 20 gare l’anno (pochissime delle quali per intero). Di conseguenza io voglio dei giocatori che abbiano non solo personalità, ma anche dei piedi almeno decenti e un’età ben lontana dal pensionamento calcistico. Qualcuno potrebbe dirmi che sto chiedendo la luna, ma la realtà è che con i soldi di Commisso potremmo pretendere questo ed altro. A patto ovviamente che il nostro presidente si decida a spenderli: se invece continua a pensare che siano troppi anche i 15 milioni che l’Arsenal ci chiede per Torreira, allora tanto vale che tolga il disturbo e ceda la società a qualcun altro.

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    • Ciao amico mio! Innanzitutto mi scuso se approvo solamente adesso il tuo commento, ma sono stato impegnatissimo in questi due giorni.
      La partita che citi è stata in ballottaggio fino alla fine, ma ho scelto quella col Sassuolo per la presa di coscienza che ho avuto in quell’occasione. Quando abbiamo vinto a Napoli, ero già sicuro dell’ottimo lavoro del mister e dunque la metto un pelo dietro. Quanto ad Igor invece, non sono d’accordo perché credo che possa ancora migliorare: molti difensori hanno qualche parentesi in cui commettono errori, ma la continuità mostrata in questa stagione dal brasiliano, mi lascia ben sperare. Sottoscrivo poi il discorso della personalità, dote assolutamente fondamentale se vogliamo stare sempre nelle prime 8 del campionato!

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  2. Faccio un raffronto tra due partite per dimostrare come Italiano sua meno dogmatico di come viene descritto. Nel primo tempo contro l’Inter girone di andata, si è visto calcio “all’olandese”, quello che una volta veniva definito calcio totale. Nessun club di serie A regge quella intensità per più di 45 minuti.
    Nella vittoria di Napoli invece si è visto un calcio più tattico ma altamente spettacolare. Un calcio da big in lotta per lo scudo. C’è stata una evoluzione nell’arco della stagione che ha permesso di compensare la perdita di un attaccante da 24 reti a stagione.
    Per paradosso, questa evoluzione ha fatto sì che la coppia dei centrali è l’unica che ha richieste di mercato importanti.
    E pensare che si era iniziata la stagione con l’imbarcata dell’Olimpico…

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    • Hai perfettamente ragione! Come detto anche nell’ultima puntata del Corner viola la Fiorentina ha cambiato modo di difendere e di giocare dopo il mercato di gennaio. Spesso porta inviolata è Terracciano imbattuto. Ci vediamo ad inizio settimana per una nuova puntata.

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