Vorrei, ma non posso

Ve la ricordate la hit dell’estate 2016 di Fedez e J-Ax (in realtà il titolo era “Vorrei ma non posto”)? Ecco, la politica del governo italiano delle ultime settimane sembra voler ricordare il tormentone di allora: chiudo, non chiudo, alle 23 anzi alle 18, faccio giocare invece sospendo.

Come già scritto nello scorso articolo che trovare linkato, Conte e la sua squadra hanno perduto del tempo prezioso nelle scorse settimane ed adesso, pubblicando il terzo DPCM negli ultimi 11 giorni, sono costretti a rincorrere. Rincorrere i contagi, i tracciamenti, i posti in terapia intensiva, la pandemia. Il tempo perso, unito ad atteggiamenti scriteriati di tanti cittadini guidati da politici senza scrupoli e virologi che non azzeccano mai una previsione, ci hanno fatto precipitare nuovamente in quei meandri ansiogeni in cui tutti i giorni si aspetta il numero dei positivi per cercare di capire cosa ne sarà del nostro futuro.

Il titolo di questo articolo riassume gran parte delle decisioni assunte da Conte e dal governo: i ristoranti ed i bar ad esempio, chiuderanno alle 18,00, mentre nelle scuole superiori si chiede di raggiungere il 75% di didattica a distanza. Si chiudono i teatri, i cinema, le gare degli sport dilettantistici, le piscine, le palestre e finalmente le sale bingo. Si demandano però ai Sindaci ed ai Presidenti di Regioni possibili coprifuoco in determinate zone delle città e con orari flessibili. La speranza è che tutto questo sia sufficiente e che i risultati inizino ad arrivare velocemente perché, contestualmente alle decisioni del governo, nel paese cresce la rabbia che viene sempre più facilmente strumentalizzata da frange estreme che si insinuano nello scontento sociale. I risultati sanitari poi, dovranno essere accompagnati da sostegni economici rapidi per quelle categorie più colpite dalle misure del DPCM di domenica.

Se però siamo arrivati a questo drammatico punto, qualcuno dovrà pur essere chiamato a rispondere delle proprie responsabilità. Quando il Ministero della Salute negli ultimi mesi ha messo a disposizione delle sanità regionali materiale e denaro come mai era successo negli ultimi 20 anni, alcuni presidenti di Regione cosa hanno fatto? Come mai in alcune regioni non sono stati predisposti i letti di terapia intensiva per i quali sono stati inviati materiale e soldi? Come mai in alcune parti d’Italia i ventilatori polmonari sono stati chiusi in un magazzino anziché essere messi in corsia? Quando tutto sarà finito qualcuno sarà chiamato a rispondere di tutto ciò? O si continuerà a sbraitare come quelli che adesso si chiedono cosa abbia fatto il governo per prevenire la seconda ondata, ma hanno passato tutta l’estate a creare assembramenti ed a raccontarci che il virus era morto?

Eppoi non dimentichiamo lo scandalo del trasporto pubblico locale…. Abbiamo ancora un Ministro? La De Micheli è ancora in carica? Ci voleva che scoppiasse nuovamente la pandemia per capire che la capienza all’80% sui mezzi pubblici è pura follia? Era necessario aspettare oltre un mese di scuola per iniziare ad utilizzare i bus turistici? Era così difficile prevedere che, in assenza di un reale scaglionamento orario dell’ingresso dei ragazzi a scuola, gli studenti si sarebbero ammassati sui bus, nelle metro, nei treni nelle stesse fasce orarie? Ed in tutto questo, mentre altri ministri ci hanno sempre messo la faccia, De Micheli è sparita: nessuna decisione, nessuna idea, nessuna alternativa. In tanti hanno criticato e talvolta denigrato la Ministra Azzolina per le gestione della scuola, ma almeno dal punto di vista sanitario, il sistema scolastico sta reggendo. Non si capisce francamente perché De Micheli stia uscendo indenne da ogni critica, da ogni lamentela.

Anche se è difficile, perché siamo tutti stanchi ed arrabbiati, cerchiamo di seguire le regole! Mascherina, distanziamento, igiene delle mani!!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – UDINESE = 3 – 2

La Fiorentina torna finalmente alla vittoria al termine di una gara sofferta e gestita a fasi alterne. Castrovilli la decide con due grandi giocate, ma la difesa balla ancora troppo!

IL BUONO

  • Castrovilli: una gara da numero 10 a tutto tondo. Meno quantità, ma finalmente tanta qualità sia negli assist che nelle conclusioni in porta. Sotto gli occhi del CT Mancini, riconferma quanto di buono fatto nella scorsa stagione ed, a fasi alterne, in questa. Sta trovando una continuità diversa anche sotto porta: che sia la partita della svolta?
  • Lirola: inizio arrembante ed entusiasmante, gli giova l’assenza di Ribery. Lui, come Castrovilli, approfitta della fase difensiva di Callejon per guadagnare maggiore libertà offensiva. Picchiato più volte dai dirimpettai, si spenge alla distanza. Motore ritrovato.
  • Biraghi: ennesima presenza in questa rubrica per il terzino rientrato dall’Inter. Indubbiamente, da Milano è tornato un calciatore cresciuto tecnicamente, tatticamente ed in personalità. Pecca ancora in fase difensiva (dove manca incredibilmente nell’occasione del primo gol bianconero), ma la spinta continua e la leadership vocale, lo inserisce nella schiera dei migliori in campo. Leader.
  • Milenkovic: più volte questa estate ho ribadito che il difensore serbo doveva essere dichiarato incedibile non solo per la capacità difensiva, ma anche per le doti realizzative. Anche oggi si trova al posto giusto al momento giusto. Un’altra rete che nasconde ancora una volta i limiti offensivi della squadra. Insostituibile.
  • Dragowski: parte malissimo con un’uscita da brividi dopo nemmeno un quarto d’ora, poi diventa un baluardo con diverse parate su Lasagna ed Okaka. Non ha colpe sulle reti subite, manca solo la continuità.
  • De Paul: giocatore totale se ne esiste uno nel calcio italiano. Cresciuto esponenzialmente con mister Gotti, è un leader assoluto: ha qualità, quantità, tecnica e carattere. Il centrocampista che vorresti sempre avere.

IL BRUTTO

  • Caceres: continua il suo momento nero. Ne combina di cotte e di crude, sbaglia rinvii, si fa anticipare nelle azioni dei due gol. Titolare per contratto?
  • Vlahovic, Cutrone e Kouamè: giocare a calcio senza attaccanti è veramente difficile. In toscano si direbbe di tre un se ne fa uno…..ma la prestazione è stata veramente disarmante. La gestione da parte di Iachini poi, lascia perplessi perché nessuno dei tre sente la fiducia del tecnico, ma sarebbe opportuno offrire prestazioni quantomeno decenti. Non lottano, si impegnano poco, non creano nulla. Un terno che non esce mai.
  • Gestione della partita: la squadra riesce di nuovo, dopo la gara contro lo Spezia, ad andare in vantaggio di due reti ma non sa gestire la gara. Rischia nuovamente di farsi raggiungere sia sul 2 – 1 che sul 3 – 2. La Fiorentina non è in grado né di imporre il proprio gioco, né di palleggiare quando si trova in vantaggio. Nessuna identità.
  • Solidità difensiva: altre due reti al passivo, altre occasioni concesse. Iachini lo scorso anno aveva guidato la squadra ad essere la migliore difesa della Serie A post Covid, adesso Dragowski non riesce mai ad uscire imbattuto. Urge un’inversione di rotta.

Ci vediamo domani su YouTube per l’analisi tattica della gara!!

Che si gioca??

Torna l’appuntamento settimanale con la rubrica dei pronostici! La scorsa volta la Juventus, data per vittoriosa, mi ha smentito clamorosamente (ma perché fidarsi degli strisciati?!?!?!?!), mentre ho azzeccato il pronostico relativo alla sorpresa del turno di campionato.

Allora ci si riprova?

La gara più scontata: BENEVENTO – NAPOLI = 2

Dopo la squillante vittoria del turno scorso contro l’Atalanta, i partenopei sono caduti nella gara di Europa League contro l’AZ. Se conosco almeno un pò Gattuso, i suoi ragazzi dovranno riscattarsi prontamente se non vorranno vivere momenti difficili. Il Benevento gioca un buon calcio ma concede tanto agli attacchi avversari ed il tridente azzurro potrà approfittarne. Tre punti per Gattuso e soci!

La partita da NON giocare: CAGLIARI – CROTONE

Le due squadre vengono da risultati esaltanti nell’ultimo turno di campionato ma per entrambe è stata la prima gioia della nuova stagione. Dovranno dunque cercare di confermare le scorse prestazioni per iniziare ad avere una certa continuità. Le compagini di Di Francesco e di Stroppa hanno vissuto di alti e bassi all’interno dei 90 minuti e ciò non permette di prevedere cosa possa succedere. Inoltre il Cagliari dovrà fare a meno di Godin, mentre il Crotone punterà di nuovo su Simy e Messias: come andrà?

La sorpresa della giornata: PARMA – SPEZIA = 2

Non volendo giocare contro l’amata Fiorentina, che vedo malissimo contro un’Udinese che finora ha raccolto molto meno di quanto avrebbe meritato, mi butto sulla gara del Tardini. Lo Spezia, dopo il pareggio in rimonta contro i viola, vola sulle ali della fiducia anche se è ancora fortemente rimaneggiato; il Parma invece, è una squadra ancora in costruzione con assenze pesanti nel reparto avanzato ed in quello arretrato. Certo i ducali sulla carta partono favoriti, ma i ragazzi di Italiano non muoiono mai…. eppoi sennò che sorpresa sarebbe?

A voi per i pronostici!

DPCM: uno tira l’altro, come le ciliegie!

Il Presidente Conte domenica sera ha emanato il nuovo DPCM con l’obiettivo di contrastare più efficacemente la curva dei contagi che sta diventando di giorno in giorno più preoccupante. Come sa chi legge il blog, non mi piace parlare di cose che non conosco, quindi eviterò di commentare il numero dei contagiati,  dei ricoverati o dei tamponi poiché ho troppo rispetto per chi ha studiato medicina una vita per poter arrivare ad esprimere pareri consapevoli.

Chi ha tempo e voglia di leggere l’ultimo DPCM che resterà in vigore fino al prossimo 13 novembre (salvo peggioramenti della situazione), lo trova qui nel link ma mi sento in diritto di commentare ciò che mi ha principalmente colpito del Decreto in positivo ed in negativo.

Credo sia assolutamente condivisibile il tentativo di limitare gli assembramenti davanti, dentro e fuori dai locali. Se siamo in un momento di emergenza, dobbiamo essere pronti a rinunciare a scampoli di libertà per la salute pubblica di tutti, in primo luogo dei più deboli. Trovo dunque giustissimo il divieto di sostare in piedi davanti ai pub, locali e bar che non riescano ad assicurare il servizio al tavolo e, nel contempo, credo sia una buona mediazione la chiusura degli stessi alle 24. E’ inoltre da sottolineare positivamente la facoltà che il governo ha offerto a sindaci e presidenti di regione di chiudere le zone della città maggiormente frequentati per la movida o inasprire le direttive del governo centrale. Quanto al polverone alzato dai sindaci in merito a tale facoltà, trovo la polemica strumentale poiché sono gli stessi primi cittadini a chiedere quasi quotidianamente poteri speciali per governare meglio la città ed adesso che l’intenzione del governo è delegare loro la prerogativa di chiudere le zone a maggior rischio di assembramento, non vogliono esercitarla? Sono invece stati molto più reattivi i presidenti di Lombardia e Campania che, di fronte ad una curva di contagi in preoccupante ascesa, hanno deciso per il coprifuoco notturno che entrerà in vigore rispettivamente giovedì e venerdì. E’ giusto che venga delegata a chi conosce meglio il territorio la decisione di provvedimenti più restrittivi, mentre resta assolutamente da scongiurare l’ipotesi di un nuovo lockdown: interi settori produttivi non sopravviverebbero ad una seconda chiusura indiscriminata.

Ciò che invece credo sia assolutamente inaccettabile, è la decisione presa dal governo in merito allo stop delle attività sportive a carattere provinciale degli sport di base. Le scuole calcio, le scuole di basket, quelle di rugby e di tutti gli altri sport di contatto sono costrette a fermarsi come fossero gli untori. Sarà possibile svolgere solo gli allenamenti in forma individuale (tornando dunque al protocollo utilizzato dalle società per i centri estivi), ma non le partite ed i tornei a carattere provinciale. La scelta è sbagliata sia dal punto di vista medico che da quello sociale: è scientificamente provato che la classe di età meno sottoposta al virus è quella dei bambini fino a 14 anni, e si decide di chiudere i settori giovanili? Ed inoltre, a che sono servite le prescrizioni dei protocolli seguiti da tutte le società sportive italiane? I soldi che sono stati spesi, le energie che tanti volontari e collaboratori hanno investito nella riapertura degli spazi di socializzazione dove vanno a finire? Il governo tiene aperte le sale bingo e chiude i campi sportivi in cui si disputano le partitelle ufficiali tra bambini? A quelle gare si può partecipare solamente se prima ci si è provati la febbre, se ci si è sanificati le mani, se insomma si è sani. Quegli stessi bambini e ragazzi che non possono fare attività, nelle ore che avrebbero trascorso all’interno di un campo sportivo, staranno a casa oppure andranno a giocare ai giardini o in piazza senza alcun controllo? O magari, perché no, potrebbero ritrovarsi insieme ad altra gente in un luogo al chiuso anziché all’aria aperta! Scusate ma dov’è la ratio della norma? Ed inoltre che distinzione è quella tra attività sportiva a carattere regionale e quella provinciale? In Toscana ad esempio, nel calcio, si potrà giocare fino alla seconda categoria, ma non in terza: perché? In base a cosa?

Nel frattempo, nessuna restrizione è prevista per centri commerciali, ipermercati, luoghi di assembramento naturale che giustamente stanno implementando i protocolli sanitari proprio come stanno facendo le società sportive! Ancora una volta di fronte alla pandemia pagano i ragazzi, i bambini ai quali già abbiamo sottratto tre mesi di scuola nello scorso anno scolastico ed ai quali adesso limitiamo lo sport: fino a quando intendiamo operare in tal senso anziché fare una delle pochi cose scontate e logiche, cioè incrementare il numero dei treni utilizzati dai pendolari, degli autobus utilizzati dagli studenti, delle corse delle metropolitane?

In parole povere ma chiare, INVESTIRE SUL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE E SCAGLIONARE I RITMI DELLA VITA QUOTIDIANA!!!

Oltre a limitare le possibilità di assembrato serali e notturne, dobbiamo dunque organizzare in modo diverso gli orari di lavoro e della scuola e, nel contempo, allocare risorse sul trasporto pubblico locale. E’ una cosa talmente scontata che potrebbe risultare rivoluzionaria!!

Il buono, il brutto, il cattivo

SPEZIA – FIORENTINA = 2 – 2

Torna la rubrica del dopo partita e, come chiesto da alcuni appassionati del blog, sarà nuovamente testuale per la parte relativa ai giudizi sui calciatori. L’appuntamento per l’analisi tattica della partita è invece rimandata a domani con un video su YouTube dove analizzeremo le scelte operate dal tecnico e le mosse effettuate e/o mancate nei 90 minuti della gara. Certo che purtroppo anche oggi la Fiorentina ha ben poco da festeggiare!

IL BUONO

  • L’approccio alla gara: non so se per caso o se per la voglia di vincere la partita, la squadra viola è entrata in campo con la faccia della tigre. Due gol in 4 minuti ed un risultato in discesa, dominio del gioco, zero occasioni concesse! Troppo bello per essere vero!!
  • Pezzella: il capitano è tornato! Il gol, una presenza importante nella retroguardia viola. Finché German resta in campo, al di là dell’errore di Caceres sul gol che riapre la gara, la Fiorentina non ruba l’occhio ma rischia il giusto. Leader vocale e tecnico della difesa.
  • Biraghi: un gol, un assist, uno dei pochi che gioca discretamente anche in fase difensiva. La squadra si appoggia spesso su di lui in uscita ma non ha grande aiuto dagli attaccanti. Torna comunque sui livelli della gara iniziale col Torino. Ritrovato.
  • Bonaventura: in una Fiorentina così modesta, basta la sua intelligenza e la sua attenzione al particolare per spiccare rispetto alla mediocrità degli altri. Imprescindibile.

IL BRUTTO

  • Caceres: se il calcio dipendesse dalle foto degli addominali postate su Instagram, l’uruguagio sarebbe titolare fisso nel Liverpool. Il problema è che poi si dovrebbe anche giocare al calcio, e nel caso dei difensori, sbagliare il meno possibile, ed allora diventa dura. E’ francamente imbarazzante in diverse situazioni e l’errore sul gol che riapre la partita è da copertina di “Mai dire Gol”. Igor in questo momento è davvero peggiore di lui?
  • Vlahovic: ennesima occasione offerta dal tecnico, ennesima occasione gettata al vento. Gli arrivano pochi palloni giocabili, ma sarebbe carino anche andare a cercarsi qualche occasione. Gioca con una sufficienza irritante, non lotta, non morde, non conclude. Indolente.
  • Ribery: piange il cuore, ma oggi il francese è la brutta copia del calciatore che abbiamo ammirato più volte. La Fiorentina senza gioco della gestione Iachini non può prescindere da lui. Oggi non incide nella fase offensiva, perde troppi palloni, non inventa nulla. Incredibilmente uno dei tanti, ed i viola non se lo possono permettere!!

Ci vediamo domani su YouTube per l’analisi tattica della gara!!

Che si gioca??

Quante volte abbiamo utilizzato queste tre parole per esprimere un concetto più ampio? Con gli amici al bar, con un proprio familiare, con un collega al lavoro in pausa caffè: da bambini avevamo il mito della schedina e del pronostico 1X2, adesso invece si è passati a scommettere (mi raccomando poco e di rado!!!) sulle singole partite.

La nuova rubrica si chiamerà proprio così: “Che si gioca?” e vuole individuare la partita con l’esito più sicuro, quella da evitare come la peste bubbonica e la possibile sorpresa di giornata. Io sono sempre stato una frana nell’azzeccare i risultati delle partite, ma ci provo lo stesso….. Allora si comincia?

La gara più scontata: CROTONE – JUVENTUS = 2

Anche se i bianconeri saranno privi di Cristiano Ronaldo, il Crotone visto nelle prime giornate di campionato non sembra assolutamente in grado di poter fermare la squadra di Pirlo. Il fatto di dover giocare a porte chiuse poi, senza il proprio caloroso pubblico, riduce le speranze della truppa di Stroppa al lumicino.

La partita da NON giocare: UDINESE – PARMA

La gara meno leggibile del turno di Serie A. L’Udinese ha assoluto bisogno di fare punti ma nelle prime tre giornate non è mai riuscita a segnare una rete. Il Parma ha un allenatore arrivato a ridosso dell’inizio del campionato a cui la società ha quasi completamente stravolto la squadra negli ultimi due giorni di mercato (cioè dopo la prima vittoria contro il Verona)…..come andrà a finire?

La sorpresa della giornata: SAMPDORIA – LAZIO = 1

La Lazio è fortemente rimaneggiata in tutte le zone del campo, la Samp viene dalla vittoria di Firenze ed ha piazzato un paio di colpi interessanti negli ultimi giorni di mercato (Keita e Silva). Inoltre le squadre di Ranieri non si battono mai da sole e in un modo o in un altro un gol lo trovano sempre. Se dovessi puntare uno spicciolo su di un risultato secco, lo butterei su Quagliarella e soci!

E voi che giochereste?

Il topolino

Dopo 48 ore di indiscrezioni che paventavano un’infinità di divieti, la montagna ha partorito il topolino ed il nuovo DPCM licenziato dal Governo Conte assomiglia molto ad un pannicello caldo.

Dagli spifferi che provenivano dai corridoi di Palazzo Chigi, sembrava che la parola “vietato” fosse la più ricorrente del decreto, mentre poi in realtà quel termine è stato quasi sempre sostituito da ”si raccomanda”. Sorvolerò sulle pretestuose polemiche che in questi giorni, a seguito della partecipazione ad una trasmissione televisiva, hanno cercato di colpire mediaticamente il Ministro Speranza di cui invito ad ascoltare le parole senza farsele riportare da altri.

Entrando nel merito del nuovo Decreto, approfondirò due aspetti che credo siano centrali per la vita di ogni paese che creda nel benessere dei propri cittadini e nel futuro delle nuove generazioni. Ho trovato sinceramente vergognosa la proposta relativa al ritorno della didattica a distanza per le ultime classi delle scuole superiori, proposta giustificata dai continui assembramenti che si vengono a creare sui mezzi del trasporto pubblico. L’idea che le Regioni hanno portato al governo è sbagliata sia dal punto di vista filosofico che pratico. I ragazzi che frequentano gli ultimi anni delle scuole superiori sono infatti spesso provvisti di mezzi privati quali scooter, moto o macchine e dunque impattano sul trasporto pubblico molto meno dei ragazzi dei primi anni della scuola superiore o di quelli che frequentano le scuole medie. Oltre a ciò, dobbiamo ricordare che la scuola è la palestra di vita più importante che abbiamo e non possiamo e non dobbiamo fermarla nuovamente. Solo chi ha bambini e ragazzi che provano quotidianamente le esperienze scolastiche, sociali e culturali, può capire quanto dannosa sia tale proposta? Penso e spero proprio di no! La sospensione prima e la cancellazione poi delle lezioni da marzo a giugno è stato un vero e proprio trauma per tutti i bambini e ragazzi del nostro paese che sono rimasti indietro non solo didatticamente, ma soprattutto socialmente. Che razza di proposta è quella che taglia le esperienze sociali, culturali e didattiche a fronte di problemi di trasporto? Anziché tenere i ragazzi a casa, investiamo nel trasporto pubblico!!! Ci vuole tanto a capirlo?? Eppoi…. che fine hanno fatto gli ingressi ad orari scaglionati? Soprattutto nelle scuole medie e superiori, dove ormai i ragazzi vanno o possono andare autonomamente a scuola non sarebbe preferibile scaglionare gli ingressi anziché tenerli a casa? Ancora non si riesce a comprendere che la scuola è un investimento per il futuro e non un costo nel presente?

Finché non usciamo da questa dialettica in cui tutto viene prima della scuola e dell’educazione dei nostri figli non avremo mai nuove generazioni con teste pensanti  ed autonome!

Se la polemica sulla scuola è stata incresciosa, trovo poi addirittura peggiore quella sullo sport. Innanzitutto credo che sarebbe necessario conoscere ciò di cui si parla prima di aprire la bocca a casaccio. Nel nuovo decreto sono stati bloccati diversi sport facendo una netta distinzione tra le pratiche amatoriali e quelle riconosciute da Federazioni Sportive ed Enti di Promozione. Molti si sono soffermati ed hanno fatto ironia sulla distinzione che è stata introdotta tra il calcetto, il calcio ed il basket tra amici e quello invece regolato ed organizzato dagli enti federali riconosciuti dal CONI. Conoscendo bene il settore, credo che il decreto abbia reso giustizia agli sforzi enormi che le piccole società e realtà del territorio nazionale hanno messo in campo per far ripartire l’attività giovanile e dilettantistica che praticano i nostri ragazzi. Considerando l’atavica mancanza di strutture sportive all’interno delle scuole (vedi i casi frequenti di plessi senza palestra), se chiudiamo anche gli impianti delle società sportive i nostri ragazzi dove dovrebbero andare a fare sport? Chiaramente l’attività deve essere svolta in sicurezza, ma le federazioni hanno adottato già dalla scorsa estate Protocolli dettagliati in accordo con il Comitato Tecnico Scientifico e con il Ministero per riaprire gli ambienti in sicurezza. Ogni società sportiva già dal mese di agosto deve misurare la febbre agli atleti ed agli accompagnatori, deve avere accessi separati, deve far rispettare il distanziamento e l’uso della mascherina! Lo sport amatoriale, quello per intendersi del calcetto tra amici del giovedì non prevede tutto questo! Mentre viene previsto nei campionati organizzati da Enti di promozione sportiva che hanno sottoscritto ed applicato tale protocollo. Si può andare al cinema o a teatro in posti chiusi perché si segue un protocollo e, con le stesse norme, non si può fare attività fisica all’aperto? Quindi oltre a far fare ai ragazzi la didattica a distanza, togliamo loro anche la valvola di sfogo dello sport? Senza poi considerare che le società sportive svolgono anche quel fondamentale ruolo di presidio sul territorio che prima era invece interpretato dagli oratori, dai gruppi sportivi scolastici o da altre forme di aggregazione.

La verità è che il DPCM contiene tantissime raccomandazioni e ben pochi divieti alcuni dei quali trovo giustissimi (ad esempio l’impossibilità di sostare in piedi davanti ai locali!!). Ciò che ancora troppo spesso manca però, è l’irrogazione della sanzione: se metti le regole ma poi non punisci purtroppo l’effetto della sola dissuasione non funziona. Ancora una volta dunque molto, se non tutto, dipenderà dal buonsenso e dalla responsabilità di ciascuno di noi. Cerchiamo di non fallire, altrimenti un nuovo lockdown potrebbe non essere così lontano.