Categoria: Le due T
La tecnica e la tattica calcistica a portata di mano
Il buono, il brutto, il cattivo
FIORENTINA – TORINO= 1 – 0
Buona la prima! Al termine di una gara ben giocata soprattutto nel secondo tempo, la Fiorentina conquista tre punti meritati e per una settimana si gode la testa della classifica. Commisso può festeggiare il ritorno dagli USA con la millesima vittoria viola al Franchi.
IL BUONO
- L’azione del gol: la combinazione Chiesa Castrovilli regala tre punti alla squadra viola e riempie gli occhi ai tifosi viola. I gioielli di Commisso hanno giocato una partita sottotono fino al momento decisivo, ma hanno fatto la giocata della partita. Gol, vittoria, tre punti, vetta dalla classifica. Serve altro?
- Biraghi: tornato da Milano nello scetticismo generale, gioca una partita decisamente convincente. Nel primo tempo è uno dei pochi calciatori viola in grado di creare qualcosa di importante, arriva più volte sul fondo e mette in mezzo tanti palloni interessanti. Anche nella ripresa resta su livelli ottimali nonostante qualche piccola sbavatura in fase difensiva. Sembra un altro!
- Dragowski: la Fiorentina ha avuto quasi sempre il controllo della gara ed ha creato le occasioni più importanti, ma se il portiere polacco non avesse compiuto un grandissimo intervento dopo circa 20 minuti, probabilmente staremmo parlando di un’altra partita. Spesso si dice che i grandi portieri sono quelli che risultano decisivi anche se impegnati una sola volta. Se è così, siamo sulla buona strada.
- Kouamè: nel primo tempo entra in tutte le occasioni della Fiorentina. In terzo tempo è un’ira di Dio, di testa sono tutte sua e solo un Sirigu in versione fenomeno riesce ad arginarlo. Se lo strapotere fisico fosse accompagnato alla freddezza sottoporta, saremmo di fronte ad un attaccante da ampia doppia cifra. In netta crescita.
- Milenkovic: un muro invalicabile! Seppur senza la guida di Pezzella, anche in questa occasione si conferma un vero baluardo. Uno sola indecisione a metà primo tempo, poi Zaza e Belotti sono sempre costretti a girare alla larga. Incedibile!
IL BRUTTO
- Ribery: attenzione…attenzione…..il francese ha sbagliato una partita!!! Stasera Franck è nettamente uno dei peggiori in campo; non salta mai l’uomo, non inventa mai nulla nè per sè stesso, nè per i propri compagni, non arriva mai al tiro in porta. Gioca una partita anonima ed inoltre appare evidente come limiti l’azione di Castrovilli: partendo sempre dal centrosinistra, occupa quegli spazi tra Biraghi e Kouamè che servirebbero a Castrovilli per inserirsi e ricevere la palla sulla corsa. Trovando invece gli spazi occupati dal francese, il numero 10 è costretto a ricevere palla sempre addosso e questo limita molto le sue potenzialità. Iachini deve trovare una soluzione!
- Chiesa: gioca in una posizione che non è la sua, ma l’atteggiamento del primo tempo è francamente inaccettabile. Non riesce mai a superare il diretto avversario, nè a calciare verso la porta. Cresce nel secondo tempo e diventa decisivo in occasione della rete di Castrovilli. A quando il vero Chiesa?
Ci siamo!!!
In un clima ovattato e ben diverso da quello solito, il campionato di Serie A sta per iniziare e sarà la Fiorentina ad avere l’onore e l’onere di toccare la prima palla della stagione 2020/2021.
Sarà ancora una volta un Franchi desolatamente vuoto ad ospitare la gara contro il Torino nella speranza che già dal prossimo mese di ottobre si possa tornare allo stadio seppur in numero ridotto e con regole nuove e diverse. E’ notizia di oggi che il Ministro Spadafora ha dato il via libera all’ingresso di un numero massimo di 1.000 spettatori per assistere ad eventi sportivi in spazi all’aperto rispettando un protocollo ben definito: questo fine settimana poi, in Toscana, si giocherà il primo turno delle Coppe delle categorie dilettanti di calcio con la presenza del pubblico secondo un protocollo rigido ed accurato. Speriamo che presto tocchi anche al calcio professionistico!
Tornando alla prima giornata di campionato, credo che la Fiorentina parta con i favori del pronostico. Se devo trovare un senso alla riconferma di Iachini, oltre alla costruzione di una delle migliori difese nelle gare post-Covid 19 ed alla salvezza conquistata con largo anticipo, credo che il senso sia da ricercare principalmente nel poco tempo a disposizione dei tecnici per preparare la nuova stagione. Tra la conclusione del vecchio campionato e l’inizio del nuovo, è trascorso poco più di un mese e questo dovrebbe avvantaggiare quelle compagini che lavorano con lo stesso allenatore. Se a ciò aggiungiamo che i viola si schiereranno con lo stesso modulo (non sia mai che si possa sperimentare qualcosa di diverso dal 3-5-2!!!) ed hanno cambiato pochissimo anche in fatto di uomini, la bilancia propende tutta dalla parte di Iachini e soci. La Fiorentina dovrebbe schierare solamente Bonaventura e Biraghi come debuttanti rispetto alla scorsa stagione, e non dimentichiamoci che il terzino sinistro viene da una stagione con Conte che utilizza esattamente lo stesso modulo e dunque i compiti per l’esterno mancino saranno più o meno gli stessi. Se poi Biraghi non dovesse farcela, ci sarà spazio per un altro fedelissimo del mister marchigiano, Pol Lirola. Davanti la coppia prescelta per partire dall’inizio dovrebbe essere quella composta da Kouamè e Ribery, con Cutrone e Vlahovic pronti a subentrare dalla panchina.
Di fronte invece, ci sarà un Torino rivoluzionato per ora più nelle idee che negli uomini. Con il nuovo mister Giampaolo, i granata si schiereranno con il 4-3-1-2, modulo preferito dal tecnico ex Milan, modulo però per il quale al momento la squadra non sembra essere coperta in ogni reparto. Dopo la gestione Mazzarri e l’interregno Longo, il Torino è di fronte ad una rivoluzione tattica che non sembra completata negli interpreti: basti pensare che un calciatore come Izzo, perfetto per la difesa a 3 e grazie ad essa arrivato in nazionale, fa fatica a trovare una giusta collocazione in una linea a 4. Esterno basso a destra oppure centrale accanto a Nkolou? E poi, giusto per fare un altro esempio: a chi affidare il ruolo di trequartista, vero fulcro del gioco di Giampaolo? Forse Berenguer, solitamente abituato però a giocare sull’esterno! Il reparto probabilmente più pronto a recepire le nuove istruzioni sembra essere il centrocampo, se non altro perché Giampaolo ha ottenuto il suo fido scudiero Linetty che sarà impegnato a contenere uno tra Bonaventura e Castrovilli.
Insomma, tutto sommato credo che il Torino sia uno degli avversari migliori che potessero capitare alla Fiorentina alla prima di campionato. Se poi, come dichiarato da Iachini nella conferenza stampa pre gara, i viola saranno veramente capaci di mostrare in fase offensiva la stessa organizzazione che fino ad oggi si è vista solamente nella metà campo difensiva, allora il campionato potrebbe rivelarsi molto interessante. Sarà fondamentale trovare alternative allo spartito “diamo la palla a Ribery e qualcosa succederà”, altrimenti il rischio è quello di continuare a vedere un film già visto troppe volte.
E purtroppo anche la pellicola più bella del mondo, se vista ogni settimana, alla lunga annoia.
Verso l’esordio in campionato
Due amichevoli in due giorni per mettere minuti nelle gambe in vista dell’esordio in campionato sabato prossimo con il Torino. Contro Grosseto e Reggiana si sono notati alcuni spunti interessanti ed utili non solamente in vista del debutto, ma anche per il proseguio del mercato e dell’annata.
1. La coppia Vlahovic Cutrone, seppur contro una squadra di Serie C sta provando a diventare tale. Nella gara contro il Grosseto, al di là delle reti a firma dei due attaccanti, i calciatori viola si sono cercati spesso ed hanno mostrato anche alcuni movimenti discretamente coordinati. A differenza della scorsa stagione quando sembravano sempre essere due individui che giocavano con la stessa maglia per caso, adesso si cercano e spesso si trovano. Ancora una volta si è visto che Cutrone (a segno anche da fuori area!!!) ha movimenti tipici della prima punta che attacca sempre la profondità, mentre Vlahovic svaria maggiormente sugli esterni ed ha bisogno di giocare più faccia alla porta, ma i due si sono mossi insieme e questo non è poco.
2. Il 3-5-2 continua ad essere inamovibile ma, almeno contro in queste due uscite, è stato interpretato in senso più offensivo. Si è visto attaccare la palla molto più avanti e, forse anche per merito di Amrabat, la riconquista della sfera è stata spesso effettuata conquistando lo spazio in avanti e non aspettando gli avversari nella propria metà campo. Speriamo sia una scelta filosofica e non estemporanea solamente per queste gare. La speranza nasce anche dalla considerazione che contro la Reggiana, pur avendo Duncan nel ruolo di centrale di centrocampo, lo spartito è stato il solito di quello suonato da Amrabat. Probabilmente alla prima contro il Torino sarà di nuovo l’ex Sassuolo ad essere impegnato in zona centrale: speriamo continui a convincere.
3. Gli sprazzi di Bonaventura: giocatore tecnicamente delizioso, ha già mostrato come si gioca la palla quasi sempre di prima cercando la soluzione migliore per la squadra e non fine a sé stessa. Lanci, aperture, assist, tutto fatto sempre a testa alta. Un’aggiunta qualitativamente eccellente per una squadra come la Fiorentina. Gli errori sottoporta contro la Reggiana sono stati bilanciati dai dialoghi continui con Ribery e con gli altri attaccanti. Appena riacquistata una condizione atletica buona, Bonaventura può diventare un vero valore aggiunto.
4. Il calcio di Ribery: il francese è un autentico fuoriclasse e come tutti i calciatori dotati di questo talento, spesso trasformano in oro tutto ciò che toccano. Kouamè e tutti quelli che giocano con lui beneficiano delle sue invenzioni ed adesso il francese sembra voler diventare maggiormente decisivo anche sotto porta. La coppia titolare per l’inizio di campionato sembra decisa….speriamo Beppe abbia fatto la scelta giusta sull’attaccante da affiancare a Frank.
5. Dragowski: in queste amichevoli estive spesso i portieri sono scarsamente impegnati e rischiano di perdere la concentrazione. Sia con il Grosseto che con la Reggiana, i viola hanno subito rete, ma Drago ha parato un rigore dimostrando di non voler perdere le buone abitudini. Speriamo nel frattempo i difensori tornino ad essere impeccabili come nella parte finale della stagione scorsa: con una squadra votata comunque a difendere molto spesso al limite della propria area di rigore, diventa fondamentale vincere i duelli individuali difensivi.
6. Infortuni: dopo due gare in cui i giocatori viola erano usciti sempre incolumi dal campo, contro la Reggiana Biraghi prima e Pezzella poi hanno accusato problemi fisici. Sembra sia stata solo precauzione e speriamo vivamente sia così, visto che la formazione iniziale utilizzata con la Reggiana sarà molto probabilmente quella che dovrà aprire il campionato di Serie A sabato prossimo. Incrociamo le dita!!
E’ tornato Ribery
La seconda uscita stagionale viola si è conclusa con un perentorio 5-0 contro la Lucchese.
Ma cosa ci hanno raccontato questi 90 minuti?
1. La partita non ha avuto grande significato non tanto per l’avversario, quanto per le molteplici assenze dei calciatori impegnati con le rispettive nazionali. In mezzo ad una gara insipida, come al solito ha giganteggiato Frank Ribery. Autore di una doppietta dopo aver colpito anche un palo, il francese ha dimostrato ancora una volta di essere l’unico fuoriclasse e l’unica fonte di gioco della squadra. Tutto passa dai suoi piedi e dalle sue invenzioni…. Basterà per vivere una stagione diversa rispetto alle ultime?
2. La prova positiva degli esterni Lirola e Venuti: spingono spesso e volentieri ed a volte dialogano tra loro quasi fossero gli esterni dell’Atalanta di Gasperini. Non hanno purtroppo quella qualità e si vede, ma per il resto niente da dire.
3. Kouamè : malissimo nel primo tempo quando si divora incredibilmente due occasioni nitide a tu per tu col portiere, si rifà con una doppietta nella ripresa. Si muove tanto, detta spesso il passaggio, ma sembra non avere il killer instinct del bomber. Una buona seconda punta che però fatica a fare il riferimento solitario. Servirà in un 3-5-2 in cui Ribery interpreta il ruolo di seconda punta?
4. La rete fallita da Eysseric : già il colore bianco non gli dona, vederlo poi sbagliare il gol con un rigore in movimento a 7 metri dalla porta, è una roba da ridolini… Grazie Pantaleo, per lui, Cristoforo, Montiel, Dabo, Zekhnini, Terzic e chi più ne ha più ne metta…
Chiudo poi con una riflessione più generale: anche stavolta, tanto per non sbagliare, abbiamo assistito ad una squadra schierata con un 3-5-2 assolutamente scolastico nelle mani di Ribery. Questo modulo, per essere efficace, ha bisogno di esterni di grande qualità che saltino spesso l’avversario che si trovano di fronte. Siamo proprio sicuri che con Biraghi, Lirola, Venuti, Chiesa fuori ruolo, sia questo il modulo più adatto a questa squadra? La relativa novità della serata, non so quanto dettata dall’avversario e quanto da una precisa volontà tattica, è stata una ripresa del gioco con verticalizzazioni più frequenti dai difensori (soprattutto Caceres) su Ribery scavalcando il centrocampo. Se fosse un’inversione di tendenza, non sarebbe preferibile investire su un difensore che sappia impostare bene dal basso, anziché su un centrocampista, visto che i viola dispongono già di Amrabat, Duncan, Castrovilli e Pulgar? La squadra poi è piena zeppa di seconde punte che sono capaci di sfruttare le seconde palle e di buttarsi negli spazi: Kouamè, Vlahovic, Ribery, Chiesa sono tutti attaccanti esterni o comunque hanno bisogno di un riferimento là davanti. L’unica punta centrale è Cutrone…perché giocare con un 3-5-2 dove Ribery gioca dietro una punta che nemmeno abbiamo? Un’ultima domanda che rimarrà senza risposta, come tutte le altre: che senso ha togliere Igor dopo 55 minuti per mettere Ceccherini e far fare i 90 minuti a due titolari inamovibili come Caceres e Pezzella? Far mettere minuti nelle gambe anche agli altri forse sarebbe preferibile ed aiuterebbe anche a prevenire possibili infortuni.
La prima sgambata
Cosa resta della prima amichevole disputata dalla Fiorentina contro la Primavera? Tre curiosità e tre riflessioni di campo per iniziare a pensare alla nuova stagione.
Le 3 curiosità:
- Gaetano Castrovilli con la n. 10: il gol col cucchiaio che ha segnato in occasione del 5 – 0 testimonia che la scelta (non ancora ufficiale) di affidargli il numero più pesante del gioco del calcio, potrebbe essere la mossa più azzeccata degli ultimi anni. Finalmente dopo Mutu, e dopo aver visto con il 10 perfino Rùben Olivera o il Tanque Silva (!!!), un nuovo interprete degno di quella maglia?
- L’aver indossato subito la terza maglia, che tra l’altro a me piace tantissimo. Dopo aver abbandonato (purtroppo) i colori del calcio storico, la nuova proprietà ha dimostrato di non aver dimenticato del tutto la storia di Firenze con l’omaggio alla Repubblica Fiorentina. E’ nota la gelosia e l’orgoglio che i tifosi viola hanno nei confronti delle proprie tradizioni e della propria città e credo che la nuova maglia interpreti perfettamente questo spirito.
- La standing ovation tributata dalla squadra viola ai ragazzi della Primavera nel momento dell’ingresso in campo è stata la pagina più bella del pomeriggio. Vedere Castrovilli, Pezzella e soci attendere l’ingresso dei ragazzi di Aquilani per tributare loro il giusto applauso è sinonimo di un vento che cambia: finalmente si guarda al Settore Giovanile come un tutt’uno con la prima squadra, e la nascita del Centro Sportivo che verrà utilizzato da tutte le squadre viola, ne è il segno più tangibile.
Le 3 riflessioni tecnico-tattiche:
- Amrabat era il calciatore più atteso di questa amichevole e non ha deluso le aspettative. Intanto credo sia giusto dire che se l’acquisto fosse stato definito adesso anziché a gennaio scorso, l’entusiasmo della piazza sarebbe ben diverso. Sicuramente il nuovo centrocampista della Fiorentina non difetta in personalità (basti vedere come si è preso ed ha difeso il pallone per tirare il rigore), né in prestanza atletica (ha sradicato decine di palloni dai piedi avversari per far ripartire l’azione). Non è un mediano classico, ma ha i tempi per giocare davanti alla difesa: non capisco dunque tutto questo affannarsi dietro la ricerca di un regista in una squadra che difenderà molto bassa e cercherà di rubare palla agli avversari e ripartire. In più, Amrabat ha bisogno di spazi per correre perché è difficile ingabbiarlo in un ruolo, dunque un centrocampo a 2 sarebbe più adatto che un centrocampo a 3 con un regista accanto.
- Se qualcuno in questa estate aveva pensato che la Fiorentina potesse sperimentare nella prossima stagione la difesa a 4, ho paura rimarrà deluso. Anche contro la Primavera, la squadra è stata schierata con il solito 3-5-2, con i soliti tre difensori titolari, con Chiesa largo a destra a fare tutta la fascia. Ma un esperimento anche solo per farci sperare non si può fare nemmeno contro Aquilani e soci? Una difesa a 4 con due terzini che spingono dal basso proprio mai? Una squadra con due esterni offensivi (tra cui Chiesa) che arrivano sul fondo e servono decentemente gli attaccanti non si possono vedere nemmeno a fine Agosto?
- Saponara continua ad essere uno dei giocatori tecnicamente più deliziosi del panorama italiano. Se solo la Fiorentina dovesse giocare sempre le gare amichevoli o partite contro le compagini di bassa classifica sarebbe un titolare fisso. Anche contro la Primavera ha disegnato calcio con lanci, assist e cross meravigliosi: un enigma irrisolto del calcio italiano.
PS: il magazziniere arbitro ci ha restituito l’immagine di un calcio che non c’è più!!!
Le finali delle Coppe Europee
Stavolta lo possiamo dire, la stagione 2019/2020 è veramente conclusa!
Con la disputa delle finali di Europa League e Champions League, e le vittorie di Siviglia e Bayern Monaco, l’Europa ha designato le proprie regine. Credo si possa dire, senza paura di essere smentiti, che hanno vinto le due squadre migliori che, nonostante non partissero con i favori del pronostico, hanno messo in mostra il gioco collettivo migliore pur non annoverando tra le loro fila i talenti più cristallini.
Ironia della sorte ha voluto che proprio i condottieri delle due compagini sconfitte siano stati decisivi al contrario nelle finali: da una parte il bomber Lukaku, dall’altra la coppia Mbappé – Neymar. L’Inter è stata “tradita” dal proprio bomber che, dopo aver gonfiato la rete avversaria per più di 30 volte in stagione, ha fallito il contropiede decisivo sul risultato di 2 – 2 a tu per tu col portiere avversario ed ha poi deviato nella propria porta la palla che ha ingannato Handanovic ed ha condannato i nerazzurri alla sconfitta. Tale infortunio però, non ha fatto che legittimare una vittoria spagnola assolutamente meritata. La creatura di Monchi e Lopetegui ha avuto sempre il controllo della partita grazie ad una spinta continua dei terzini ( o esterni bassi come si dice adesso) che ha sempre messo in inferiorità numerica sugli esterni la squadra di Conte. Questa continua ricerca dell’ampiezza del campo di gioco, attraverso un possesso palla non sterile, ha fatto sì che l’Inter abbia giocato gran parte della gara in apnea nonostante una qualità media degli interpreti più alta. Ancora una volta l’Inter ha cercato di difendersi per ripartire sfruttando le qualità dei singoli ma non ha mai dato l’impressione di poter gestire la gara. Anche i tardivi cambi dell’ex CT della nazionale hanno ricalcato un copione insufficiente per poter portare a casa il trofeo. Si chiude dunque per l’Inter una stagione sottotono che, nonostante il grande mercato estivo, è stata contraddistinta soprattutto dalle continue polemiche tra l’allenatore e la dirigenza, polemiche che potrebbero portare anche ad un divorzio inatteso solo qualche settimana fa. Le chiacchiere però stanno a zero, i nerazzurri chiudono nuovamente senza titoli e con lo stesso piazzamento in Champions degli ultimi anni nonostante un mercato faraonico sia in estate (vedi Lukaku, Godin, Barella su tutti), che in inverno (Eriksen, Moses, Young e non solo).

La regina d’Europa, per la sesta volta, è il Bayern di Monaco che ha compiuto un’impresa leggendaria. E’ la prima squadra nella storia del trofeo ad aver vinto la Coppa facendo percorso netto, cioè aggiudicandosi tutte le partite giocate (11 su 11!). Seppur avendo giocato gare secche negli ultimi turni, l’impresa è destinata a rimanere scolpita nei libri di storia. Le difficoltà di una stagione che si è chiusa in modo trionfale, è dimostrata anche dall’avvicendamento in panchina, con Flick che è subentrato a Kovac a Novembre del 2019. L’organizzazione di questa squadra, con la crescita impressionante di un calciatore proveniente dal campionato canadese come Davies, unito allo spostamento di Alaba al centro della difesa, ha permesso ai bavaresi di giocare un calcio fatto dalla ricerca di anticipi difensivi a ridosso della linea di metà campo in modo quasi ossessivo. Con una difesa così alta, il centrocampo imperniato su Goretzka e Thiago Alcantara ha potuto giocare su poco più di 30 metri di campo, in modo da recuperare la palla già nella metà campo avversaria. La qualità degli attaccanti ha fatto poi il resto anche contro il Paris Saint Germain, compagine costruita sulle individualità di Neymar e Mbappè che però devono ancora crescere nelle gare decisive per diventare dei veri e propri leaders. Ancora una volta il concetto di squadra ha prevalso su quello di individualità soprattutto nella ripresa, quando il PSG non ha quasi mai dato l’idea di una squadra che potesse ribaltare la contesa. Ha vinto dunque la compagine che meritava di più, quella che ha saputo trovare la soluzione a tutti i problemi che si sono presentati nell’arco della competizione. Complimenti collettivi ad una società che ha saputo trovare un mix perfetto tra calciatori giovani e colonne portanti di grande esperienza e temperamento (Thomas Mueller su tutti).
Il mercato Viola
Il mercato appena iniziato deve partire da un presupposto assolutamente necessario: i viola non devono mai più iniziare una stagione senza obiettivi, dunque nella prossima deve ambire all’Europa considerando che in questa stagione la Fiorentina è arrivata decima e vuole migliorare.
Si riparte chiaramente dal 3-5-2 poiché Iachini è un cultore di questo modulo e dunque ipotizziamo un mercato centrato su questo modo di giocare.
PORTIERI : tra i pali la squadra viola è a posto. Dragowski, scelto lo scorso anno nel ballottaggio con Lafont, ha disputato una stagione più che discreta con diversi picchi in alto ed alcune gare non propriamente sufficienti che sono giustificabili vista la giovane età e la relativa esperienza in Serie A. Alle sue spalle abbiamo scoperto un calciatore che vale certamente più di un 12 normale e cioè Terracciano che si è esaltato nella parte finale del campionato. Chissà che non nasca una sorta di competizione per la porta viola! All’estero intanto, Lafont è risultato uno dei migliori estremi difensori della Ligue 1 dove resterà per terminare il proprio processo di maturazione. Reparto dunque da confermare in blocco a meno che non arrivino offerte importanti (soprattutto per Drago).
DIFENSORI : passando al reparto difensivo, è necessario fare un discorso più ampio. Se guardiamo solamente al periodo post Covid, il reparto sarebbe da confermare in toto, ma se lo sguardo va oltre, non possiamo dimenticare che soprattutto Pezzella è apparso spesso distratto e vulnerabile. Se si vuole migliorare, credo sia necessario prendere un leader difensivo in grado anche di far ripartire l’azione dal basso possibilmente mancino. La speranza è di non dover sacrificare Milenkovic, vera architrave della retroguardia viola e difensore da 4-5 gol a campionato. Se arrivasse un vero leader, il reparto potrebbe essere a posto considerando i vari Igor, Ceccherini e Ranieri da aggiungere ai 3 titolari di questa stagione.
CENTROCAMPISTI : Questo è il reparto su cui vertono più dubbi. Con Amrabat, Duncan e Castrovilli il terzetto titolare potrebbe essere pressoché fatto, ma si legge che la Viola stia cercando un nuovo innesto. Tanto dipenderà da come vorrà giocare Iachini: se la volontà sarà quella di arrivare ad un costruttore di gioco, Pulgar (oltre a Badelj non riscattato) verrà considerato di troppo ed anche i tre di cui sopra non avranno il posto assicurato. Se invece si cerca un calciatore più di corsa, come il futuribile Ricci o il trattore Fofana, allora le chiavi saranno date ad Amrabat. Credo che si dovrà comunque cercare un calciatore che non offuschi il talento e la crescita di Castrovilli, perno della Fiorentina dei prossimi anni. In questo, Duncan ed Amrabat mi sembrano due giocatori funzionali allo scopo poiché in grado di disporsi in una linea a 2 davanti alla difesa pronti a coprire le scorribande del futuro numero 10 viola.
ESTERNI: Qui ed in attacco saranno necessari gli investimenti più importanti. Il sogno sarebbe prendere due esterni, uno a destra ed uno a sinistra, poiché né Dalbert né Lirola hanno mantenuto le promesse. Se però per il terzino ex Sassuolo credo sia necessaria una prova d’appello viste le grandi stagioni passate, chi è da sostituire con un titolare è Dalbert. Eterno incompiuto, ha denotato limiti sia in fase offensiva che difensiva. Qui sarebbe necessario un grande investimento.
ATTACCANTI : la pedina necessaria è il bomber da 18-20 reti da mettere accanto a Ribery. Un attaccante che, oltre a segnare, sia in grado di far salire la squadra quando si è in debito di ossigeno e si difende in 10 sotto palla (come spesso accade da quando Iachini è sulla panchina viola). Un attaccante dunque che sia in grado di fare reparto da solo. Questo è un affare imprescindibile se si vuole puntare a migliorare la scorsa stagione. Accanto ad un Kouamè sempre pronto all’evenienza, ad un Cutrone velenoso negli ultimi minuti, serve un bomber vero e serve subito. Gli schemi offensivi passeranno ancora una volta dai piedi di Ribery e dunque diventa necessario offrirgli una sponda su cui poter contare.
“Solo” 3 colpi, ma 3 colpi importanti e di spessore: così la Fiorentina può tornare a lottare fin da subito per l’Europa.
Non ho affrontato il discorso Chiesa semplicemente perché credo sia stato già detto anche troppo. Nel 3-5-2 Chiesa può giocare solamente al posto di Ribery. Quinto a destra è sprecato, mentre quello di centravanti non è il suo ruolo. Se la Fiorentina ha scelto un allenatore che gioca in questo modo, credo che tutti siano d’accordo nel far arrivare il malloppo ed accompagnarlo alla porta. Peccato! L’ennesimo figlio del settore giovanile viola che si è sentito arrivato un po’ troppo presto e che ha messo un dito davanti alla bocca nei confronti di quei tifosi che lo avevano eletto, purtroppo con troppa fretta, propria bandiera.
Il buono, il brutto, il cattivo
SPAL – FIORENTINA = 1 – 3
La Fiorentina chiude la propria stagione con un’altra squillante vittoria e chiude nella parte sinistra della classifica. Tante buone notizie ed alcuni esperimenti negli uomini ma non nella disposizione tattica, l’immodificabile 3 – 5 – 2. Nota di merito al gruppo ed al mister che non hanno mollato un centimetro ed hanno vinto la partita nell’ultimo quarto d’ora, simbolo di grande mentalità.
IL BUONO
- Chiesa: guida la propria squadra alla vittoria con la fascia da capitano al braccio. Disegna l’assist del primo gol, conquista il rigore della sicurezza e nel mezzo fa tante cose buone dimostrando di sentirsi sempre più a suo agio nel ruolo di seconda punta alla Ribery, libero di inventare e calciare in porta. Si cimenta anche nel ruolo di interno di centrocampo al posto di Agudelo (anche oggi, nonostante l’ultima di campionato e l’impegno in casa dell’ultima in classifica, nessun esperimento tattico) e non demerita assolutamente. Tardiva continuità
- Duncan: dimostra ancora una volta l’importanza del suo innesto nel centrocampo viola. Segna la rete del vantaggio grazie ad un bel tiro al termine di un’azione manovrata che lui stesso aveva iniziato con un gran recupero al limite dell’area. Sfiora la doppietta con un bel tiro al volo dal limite dell’area e non si ferma mai. Colonna da cui ripartire
- Venuti: in queste partite, il prodotto del vivaio viola ci sta alla grande. Dopo le ottime prestazioni con Lecce ed a Roma con la Lazio, mantiene dritta la barra e si dimostra un grande professionista sempre pronto all’uso. Nella rosa ci può stare
- Agudelo: uno dei misteri del mercato di Gennaio ha finalmente 55 minuti a disposizione per far vedere di che pasta è fatto. Tecnicamente bravissimo anche se usa solo il piede sinistro, quasi imprendibile quando ha tempo e spazio per giocare 1 contro 1, rapido nel breve, sfrontato a calciare in porta. Se non cresce fisicamente però, rischia di essere solamente un ottimo giocatore di calcio a 5
- Sottil: entra finalmente col piglio giusto. Rapido, arrembante, sempre pronto a saltare l’avversario. A volte porta troppo la palla fino a strafare ma ha l’argento vivo addosso. Un prestito in Serie A (perchè no a Crotone?) eppoi di nuovo qua
- Kouamè: nei primi minuti di impiego, la tocca poco e male. Si pesta spesso i pedi con Vlahovic e non risulta mai incisivo. Poi però segna il gol del 2 – 1 e allora……Avanti così!
- Iachini: pochi giorni dopo la conferma sulla panchina, dimostra ancora una volta la sua arma migliore: il rapporto con il gruppo. Anche contro la Spal, la Fiorentina gioca la propria partita gagliarda per novanta minuti e, nonostante il caldo e la stanchezza, la squadra viola vince la partita negli ultimi minuti. Tre punti che mantengono i viola nella parte sinistra della classifica. Missione compiuta
IL BRUTTO
- Lirola: ennesimo errore incredibile di una stagione che si chiude nel peggiore dei modi. Dopo aver regalato il rigore a Roma, oggi perde in maniera puerile la palla che porta al gol del momentaneo pareggio della Spal. Dopo un inizio di stagione pessimo sotto la gestione Montella, sembrava essersi ripreso con l’avvento di Iachini, ma nelle ultime settimane siamo tornati a livelli molto mediocri. Qual è quello vero?
- Vlahovic: svogliato, senza mordente, indolente. Ha almeno un paio di buoni palloni ma non trova mai la porta né di piede né di testa. Nonostante Iachini gli conceda un’ottima occasione contro l’ultima in classifica, non dà certo l’idea di voler buttare il cuore oltre l’ostacolo. Ha pure l’ardire di contestare il cambio. Andare a lezione di mentalità per cortesia
- Fares: se la Fiorentina della prossima stagione vuole ripartire da un calciatore come lui, allora sarà difficile fare il salto di qualità. Un onesto calciatore ma tra lui, Dalbert e Biraghi non esiste tutta questa differenza. Certo sarebbe perfetto per giocare 3 – 5 – 2 ma non è certo un calciatore che possa dare la svolta. Uno dei tanti
La conferma di Beppe
Dopo un casting durato settimane, e dopo che sembrava ormai in dirittura d’arrivo l’accordo con Eusebio Di Francesco, la Fiorentina ha scelto la continuità. Anche nella stagione 2020/2021 Beppe Iachini siederà sulla panchina viola. La decisione, come nelle migliori tradizioni di una città come Firenze, ha da subito diviso e fatto discutere. Certamente è una conferma che in pochi ormai si aspettavano e che lascia aperti diversi punti interrogativi. Il primo ed anche il più grande è quello relativo agli obiettivi della prossima stagione. Con Beppe sembra ci si debba aspettare una squadra che lotterà sempre col coltello tra i denti ma continuerà ad avere quell’atteggiamento da provinciale di cui abbiamo già parlato diverse volte anche su questo blog. Se l’obiettivo della proprietà era scaldare l’entusiasmo della piazza, temo che la scelta si rivelerà un boomerang.
Se guardiamo alla carriera del mister di Ascoli Piceno, nelle sue esperienze in Serie A, quando è partito dall’inizio della stagione è riuscito a concludere il proprio mandato solamente una volta (a Palermo) chiudendo all’undicesimo posto. Non che abbia mai guidato delle corrazzate, ma i numeri sono lampanti: Iachini sembra essere un mister bravissimo a rianimare squadre cotte, ottimo per vincere i campionati di Serie B, ma in difficoltà nella serie maggiore. Se poi guardiamo anche all’esperienza viola, fino alla vittoria con il Lecce la media punti di Iachini era pressoché identica a quella di Montella anche se l’atteggiamento dei calciatori era certamente diverso. Ciò che è evidente è che la decisione della società è stata condizionata da un gruppo che ha dimostrato più volte l’attaccamento al mister col cappellino e questo non può e non deve essere sottovalutato.
I dubbi in merito alla conferma di Iachini sono però molti:
- Se davvero la Fiorentina era così entusiasta del lavoro di Beppe, perché non confermarlo subito dopo la vittoria con il Lecce che ha praticamente regalato ai viola la salvezza? Ciò avrebbe dato la possibilità di sperimentare anche in vista del prossimo anno calciatori, moduli e magari trame di gioco un po’ più innovative rispetto a ciò che abbiamo visto ad esempio nella trasferta di Roma. Non è che la conferma è arrivata così tardi solo per l’assenza di alternative? Speriamo che la scelta sia stata fatta con convinzione altrimenti al danno potrebbe aggiungersi la beffa
- Il calcio di Iachini è vecchio, datato e sinceramente spesso noioso. C’è da dire che non appena la squadra ha raggiunto la matematica salvezza, i giocatori si sono sciolti ed hanno dimostrato qualcosa in più ma la fase offensiva è chiaramente improvvisata. Diamo la palla a Ribery (o Chiesa in assenza del francese) e qualcosa succederà. Quando la squadra si difende, lo fa sempre negli ultimi 30 metri di campo schierando almeno 10 calciatori sotto palla in modo che, una volta recuperata la sfera, per arrivare al tiro occorrono tanti passaggi ed una buona dose di fortuna. In più la squadra è centrata su 5 difensori (vedasi Chiesa costretto a fare il terzino destro a Roma) e quando và in svantaggio fa tantissima fatica a recuperare. I palloni giocabili per gli attaccanti poi, sono sporadici e quasi sempre frutto di intuizioni personali dei vari Ribery, Castrovilli o dei calci piazzati di Pulgar
- I proclami (forse troppi) del magnate Commisso avevano convinto Firenze che si potesse tornare a sognare. “I soldi non sono un problema”, “l’anno prossimo si torna a lottare per l’Europa”…. con Iachini si può? La decisione di oggi suona come un brusco risveglio, una doccia fredda. Dopo che si è sbandierata la voglia di prendere top player ed allenatori vincenti, la prossima stagione ci ritroviamo con Iachini in panchina (ottimo per salvarsi ma mai cimentatosi in una lotta del genere) ed una squadra da rinforzare in ogni reparto
- Iachini poi è un maniaco del 5-3-2 ma in questo sistema di gioco Chiesa dove lo mettiamo se abbiamo già Ribery? Non certo quinto a destra come a Roma (uno scempio), ma nemmeno attaccante insieme a Ribery! Possiamo prescindere da Chiesa? O la Fiorentina riesce a venderlo per rinforzare la squadra o altrimenti anche il prossimo anno rischiamo la riproposizione del tormentone Chiesa si – Chiesa no: anche basta please!
- Il gruppo creato da Iachini sembra granitico e questo è certamente una nota di merito importante. Tutti i calciatori, anche quelli meno impiegati, sembrano essere coinvolti e questo ha certamente avuto un ruolo decisivo nella scelta societaria: basterà per tornare stabilmente nelle prime 8 del campionato?
Devo confessare che io non avrei mai confermato Iachini. Credo che il calcio che abbiamo visto in questi mesi sotto la sua guida, sia quello di una provinciale che mira a vivacchiare a metà classifica ed a salvarsi, ed io avevo capito che questa proprietà voleva esattamente il contrario. La Fiorentina che si chiude a riccio e gioca solo di contropiede non è degna della bellezza di una città d’arte come Firenze. Se tanto non si deve vincere nulla, se non si deve nemmeno lottare per l’Europa, almeno che si faccia vedere uno spettacolo degno di questo nome! Se poi Beppe e la squadra sapranno smentirmi in tema di spettacolo e di risultati, sarò il primo ad esserne felice.
“Voglio trovare un senso a questa situazione
Anche se questa situazione un senso non ce l’ha“
(Vasco Rossi)
