Il buono, il brutto, il cattivo

INTER – FIORENTINA = 1 – 1

Una bella partita, una Fiorentina bellissima. La trasferta di San Siro è stata una di quelle gare in cui non sai se essere più contento ed orgoglioso per la prestazione della squadra, oppure deluso per il rimpianto di ciò che poteva essere la classifica con una vittoria che i ragazzi di Italiano hanno sfiorato in chiusura di gara. Il pareggio finale è certamente il risultato più giusto, ma entrambe le squadre hanno avuto le occasioni per portare a casa il bottino pieno. Oltre alle prestazioni individuali di cui parlerò più approfonditamente in seguito, sono contento per aver visto una squadra per niente intimorita, che ha cercato di fare la partita ogni volta che è stato possibile, che è sembrata in crescita anche dal punto di vista atletico. Di fronte ai campioni d’Italia che hanno vinto anche ad Anfield, Torreira ed i suoi compagni hanno lottato su ogni pallone senza aver mai paura di cercare la giocata anche se ancora una volta non sono stati abbastanza precisi sotto porta. Dietro la coppia formata da Igor e Milenkovic ha fatto benissimo, il centrocampo ha rotto il gioco avversario ed ha fatto ripartire l’azione, gli esterni sono stati pericolosi anche se non hanno trovato la via della rete. Non so se sia un punto guadagnato o due persi, ma certamente vi posso assicurare che giocando così saremo in lotta fino alla fine per l’Europa: speriamo adesso che dalle nazionali i nostri calciatori tornino tutti integri e pronti per lo sprint finale!

IL BUONO

  • Torreira : se Vincenzo Italiano può far giocare un “calcio totale” alla propria squadra è anche e soprattutto grazie a questo fenomeno in mezzo al campo. Fenomeno perché pur non essendo tra i top né fisicamente, né tecnicamente, né tatticamente, indirizza ogni singola partita che gioca. Intercetta migliaia di palloni, ne rigioca ancor di più e nelle ultime settimane ha iniziato anche a segnare con una regolarità spaventosa con inserimenti intelligenti e puntuali. Di solito il leader in campo sputa sangue, lui sputa anche i denti!
  • Igor: uno dei giocatori che sono migliorati di più in questa stagione. Lotta, sgomita, recupera palloni e riesce anche ad impostare con un piede sinistro sempre più educato. Si divide bene la zona difensiva con Milenkovic ma, a differenza del compagno di reparto, non rimedia cartellini gialli stupidi ed assolutamente evitabili. Colonna portante.
  • Castrovilli: avrei potuto citare Nico oppure Terracciano ma stavolta voglio premiare un calciatore che negli ultimi mesi abbiamo bastonato spesso. La maturazione del numero 10 viola sembra essere vicina al compimento: pur giocando un calcio completamente diverso da quello contrassegnato da spazi ampi davanti in cui correre, Castrovilli si è completamente reinventato sia in fase difensiva che offensiva. Aiuta nella catena di destra Venuti, raddoppia spesso nella zona di Torreira coprendogli anche le spalle, recupera sulle verticalizzazioni avversarie. In fase offensiva, non si incaponisce più nel voler saltare ogni singolo avversario, ma ha imparato a giocare con e per la squadra. Complimenti, senza il lavoro non si migliora così!

IL BRUTTO

  • Le occasioni sprecate: sgombriamo subito il campo dai dubbi! Non parlo di Piatek che, purtroppo, non l’ha strusciata mai…. ma i nostri esterni continuano ad essere troppo dolci ed inconcludenti in fase realizzativa. Saponara, Gonzalez, Ikoné hanno tutti avuto almeno un’occasione per far male ad Handanovic e compagni ma nessuno dei tre è riuscito a fare rete. Per andare in Europa abbiamo bisogno dei loro gol!
  • I difensori esterni: io credo che anche stasera la Fiorentina abbia fatto vedere ampiamente quali sono i ruoli in cui si dovrà intervenire in sede di mercato se l’obiettivo è l’Europa. Certamente serviranno gol sugli esterni, sicuramente sarà necessario un attaccante diverso da Piatek, ma soprattutto sarà necessario trovare sul mercato due terzini che sappiano fare meglio di Biraghi e Venuti! Non credo sia così difficile setacciare il mercato in questi due ruoli…ad esempio già con Bellanova a destra e Udogie a sinistra si farebbe un salto in avanti notevole! Cerchiamo di tappare le falla con il gioco di squadra, al futuro ci penseremo poi.
  • Il gol subìto: un peccato, un vero peccato! Certo l’Inter avrebbe potuto (e magari dovuto) segnare in altra occasione perché la rete che abbiamo preso è stata veramente atroce. Detto che l’analizzeremo in modo approfondito grazie ai frame nella puntata del Corner Viola, devo però dire che non è ammissibile prendere un gol così. Tra Biraghi che stringe troppo ma stavolta chiama Duncan a supporto, ed il centrocampista viola (certamente il più colpevole) che si dimentica completamente di fare la diagonale su Dumfries, il gol arriva da un errore difensivo e questo è ciò che brucia di più. Con maggiore attenzione, migliore comunicazione ed una buona collaborazione, la Fiorentina avrebbe potuto evitare il gol del pareggio. Poi magari lo avrebbe subìto successivamente, ma prenderlo in quel modo è assolutamente inaccettabile. Sveglia che i punti adesso pesano il doppio!

A domani con il Corner Viola!

4 pensieri su “Il buono, il brutto, il cattivo

  1. Come ricorderai, nel 2004 – 2005 la Fiorentina fece una stagione davvero orribile. Certo, fu condizionata in negativo anche dalle manovre occulte di Moggi, ma quella squadra era così pietosa che avrebbe fatto fatica a salvarsi anche se lui non ci avesse messo i bastoni tra le ruote.
    Così nell’Estate 2005 si decise di cambiare totalmente registro, comprando tanti giocatori che avrebbero costituito lo zoccolo duro della nostra squadra per tanti anni. Quel gruppo ci regalò tante soddisfazioni sul campo, ma nello spogliatoio si comportava in maniera davvero odiosa: infatti vedevano qualsiasi nuovo arrivo come una minaccia al loro status di titolari, e quindi tutti i calciatori che furono acquistati dalla Fiorentina negli anni successivi venivano guardati in cagnesco ed emarginati proprio dai senatori, quelli che più di tutti avrebbero dovuto aiutarli ad integrarsi.
    Questi meccanismi furono svelati da Kharja in un’intervista successiva al suo addio a Firenze, ma io me n’ero accorto molto prima. Più precisamente in un Lazio – Fiorentina del 24 Settembre 2008, quando i giocatori “storici” non passarono la palla ai nuovi arrivati neanche una volta, neanche per sbaglio. La logica conseguenza di questa situazione surreale fu che prendemmo 3 gol in 10 minuti e tornammo a Firenze con la coda tra le gambe.
    Queste brutte situazioni mi hanno fatto capire che uno spogliatoio non dev’essere soltanto unito, ma anche “sano”. E’ inutile che i giocatori siano affiatati tra loro, se poi quest’affiatamento li porta a formare un gruppo chiuso che respinge in malo modo chiunque provi ad inserirsi. Alla luce di questo, mi ha fatto molto piacere il post ironico di Rosati sul dente perso da Torreira: il fatto che un uomo spogliatoio scherzi con un nuovo arrivato mi fa capire che adesso certe situazioni marce non ci sono più, e che si è formato un gruppo di bravi ragazzi prima ancora che di bravi calciatori. Anche per questo la rosa attuale va mantenuta non ti dico in blocco (Venuti, Martinez Quarta, Callejon e Sottil non li posso vedere), ma almeno in gran parte.
    P.S.: L’occasione di Ikoné a cui facevi riferimento era un gol fatto. Dato che ha sbagliato un gol fatto anche in Coppa Italia e che non sforna neanche assist a grappoli, comincio a temere che questo sia l’ennesimo finto calciatore comprato da Pradé.

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    • Bellissimo commento! Bravo e grazie per condividere queste idee con il Corner del Lungo. Mentre ti leggevo ho esattamente pensato alla foto di Rosati con Torreira! E la cosa che mi fa più ridere è che, al momento della cessione di Vlahovic, qualche “beninformato” parlava di spogliatoio spaccato ed in crisi come se il simpaticone serbo fosse un leader. Quanto alla rosa devo dire che dei giocatori che non puoi vedere io salverei Quarta e Sottil per almeno un’altra stagione mentre cederei anche Biraghi. Per Ikone’ credo che sia opportuno aspettare ancora un po’…la giocata con cui salta Calhanoglu è da alta scuola…

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      • Anche El Shaarawy e Bojan Krkic facevano continuamente giocate di alta scuola, ma quando bisognava arrivare al sodo non riuscivano a fare né gol né assist. E infatti adesso il primo scalda la panchina nella Roma, il secondo è finito addirittura in Giappone. Osservando le loro carriere ho capito che i calciatori “tutto fumo e niente arrosto” strappano applausi alle prime partite, ma dopo un po’ stufano e vengono ceduti a squadre sempre più deboli; i calciatori che badano alla concretezza invece sono meno appariscenti, ma alla lunga finiscono per essere i più vincenti e i più apprezzati. Mi auguro che lo capisca anche Ikoné. Grazie mille per i complimenti, e buona Domenica! 🙂

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