Il buono, il brutto, il cattivo

ATALANTA – FIORENTINA = 3 – 0

Dopo il pareggio acciuffato al 97° contro il Genoa, ci aspettavamo una Fiorentina che provasse a giocarsela alla pari contro l’Atalanta, soprattutto dopo che il Torino aveva perso in casa contro l’Udinese. Invece Prandelli ha preparato una partita di grande attenzione difensiva, di chiusura di tutti gli spazi per evitare le verticalizzazioni nerazzurre, di raddoppi soprattutto sulle fasce laterali. L’idea iniziale era anche giusta e la squadra ha dimostrato di seguire il mister, ma il gol subito al 44° ha ripresentato alla squadra i vecchi fantasmi e da lì in poi è stato buio totale. Una squadra timorosa, mai in grado di ripartire, nemmeno cattiva agonisticamente. La Fiorentina ha giocato un secondo tempo indecente, un altro disastro.

IL BUONO

  • Dragowski: prima di capitolare al termine del primo tempo, salva i viola in almeno tre occasioni con parate eccezionali. Anche nel secondo tempo si disimpegna bene in più occasioni, ma deve arrendersi al bombardamento nerazzurro. Unico a salvarsi.
  • Venuti – Lirola – Eysseric: non me la sento di infierire su calciatori che fino ad oggi non erano stati praticamente mai impiegati. Hanno fatto il loro compitino, hanno cercato di chiudere le fasce, hanno dato ciò che hanno. Il punto però è proprio questo, ciò che hanno non è sufficiente a giocare una partita di Serie A contro una squadra di rango europeo anche se non hanno sfigurato. Se questo era l’obiettivo di giornata come credo, allora va bene ma mi sembra veramente riduttivo. I meno colpevoli.

IL BRUTTO

  • Pulgar: gioca l’ennesima gara da fantasma. In 45 minuti non un’apertura intelligente, non una chiusura da ricordare. Non è più decisivo nemmeno da palla ferma e dunque credo sia venuto il tempo di cambiare il bastone di comando. Game over.
  • Amrabat: se Pulgar è ai titoli di coda, anche il marocchino continua a non convincere. Sempre troppo lento a far ripartire l’azione nel primo tempo, quando ancora esiste una partita, non riesce mai ad accelerare per andare ad accompagnare Vlahovic nella metà campo avversaria. Porta spesso il pressing in modo solitario e sconclusionato. A che serve?
  • Pezzella: è ormai decisamente il gregario di Milenkovic tra i difensori viola. Viene scherzato da Zapata in occasione del 2 – 0 quando l’Atalanta chiude la gara. Mai deciso, mai importante in fase di ripartenza, non vince un duello diretto. E c’è chi lo chiama leader!
  • Vlahovic: scivola tre volte consecutive nei primi tre palloni ricevuti. Non riesce mai a far salire la squadra, non tiene un pallone contro i difensori atalantini ed in una gara come quella odierna questo fa la differenza. Sicuramente non è una prima punta, ma non sta facendo nemmeno nulla per diventarlo. Calcia in porta una sola volta impegnando Gollini ma non può bastare. Se la Fiorentina pensa di salvarsi così allora siamo messi proprio male….
  • Tutti gli altri: potrei gettare fiumi di “inchiostro” per parlarne, ma non si meritano nemmeno il mio tempo. Vergogna!!!!

Ci vediamo domani su YouTube per le altre considerazioni sulla gara!!!

4 pensieri su “Il buono, il brutto, il cattivo

  1. A questo punto, ovvero dopo tre allenatori in neanche un anno e mezzo, concentrarsi sulla guida tecnica è inevitabilmente riduttivo, visto e considerato, anche, che le due squadre dell’era Commosso non hanno quasi mai dato spettacolo, con nessun allenatore.. Il problema vero, quello più grave e preoccupante, è l’encefalogramma totalmente piatto che caratterizza questo gruppo, indipendentemente da chi gioca, dallo schema utilizzato e dall’avversario di turno! Siamo messi male, ragazzi: e non vedo come anche il mercato di gennaio possa aiutarci..

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    • Esattamente Niccolò! Siamo messi male perché la squadra non gioca, non reagisce, non difende e non attacca, non è cattiva né bella. Non ha alcuna qualità da poter mettere in campo. Siamo veramente allo sbando, menomale che anche questa giornata è passata e quelli dietro sono sempre dietro….

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    • Hai proprio ragione… Infatti il video di domani sarà incentrato su questo… La verità è che questi calciatori non sono per niente attaccati alla maglia, la società non sa come gestire i problemi, gli allenatori che ci toccano sono sotto la media….

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