Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – CREMONESE = 0 – 0

E’ stato lo 0 – 0 più bello della mia vita!

Una partita sinceramente noiosa, povera di spunti tecnici, senza spunti tattici, con ben poche emozioni si è però trasformata in una festa lunga 90 minuti perché vivere una serata come questa in Curva Fiesole ripaga di tantissime cose. Delle delusioni spesso patite, della sofferenza accusata, delle angherie che troppe volte ci hanno colpito, degli addii di gente senza patria né cuore che adesso vedranno la Fiorentina giocarsi la finale di Coppa Italia dal loro lussuoso divano. Perché dalla coreografia in poi, ieri sera, lo spettacolo si è visto quasi esclusivamente sugli spalti, dove Firenze e la Fiorentina sono tornati ad essere una sola cosa, un solo cuore che batte all’unisono, quel cuore che ha portato i ragazzi con la maglia viola, diretti magistralmente da uno dei migliori allenatori italiani, ad un traguardo che in pochissimi si sarebbero aspettati.

Questa è Firenze!

La partita di per sé ci ha raccontato di una squadra che ha scelto di non rischiare, con Biraghi pressoché bloccato sulla linea dei due centrali difensivi, con un Mandragora sempre attento a dare copertura, ed un ritmo che non è mai stato alzato più per scelta che per incapacità. La Fiorentina, memore dei disastri iniziali con il Lech Poznan ed il Braga, ha gestito gli spazi ed i tempi della gara, dimostrando fin da subito che contro la Cremonese non aveva intenzione di scoprire il fianco al contropiede avversario. La speranza è che quando servirà, i ragazzi di Vincenzo Italiano abbiano ancora in corpo la birra necessaria per ricominciare ad essere quella squadra tambureggiante, spavalda e bellissima che ci ha regalato quella striscia lunghissima di vittorie, risultati positivi e spettacolo. Contro l’Inter, in finale, servirà una di quelle prestazioni ma manca ancora quasi un mese alla finale di Roma e noi, nel frattempo, non siamo stanchi di sognare dato che c’è un’altra meta da raggiungere, quella finale europea che manca da troppi anni a Firenze ed alla Fiorentina. Crediamoci che magari, dopo tutto il veleno che abbiamo dovuto inghiottire, stavolta tocca a noi!  

IL BUONO

  • Dodò: semplicemente un marziano! Un giocatore di un’altra categoria rispetto ai ventuno con i quali ha condiviso il terreno di gioco. Ara la fascia senza soluzione di continuità, salta avversari come birilli, in fase difensiva ha qualche sbavatura che però riesce sempre a risolvere. Ebbene sì, acquisto clamoroso!!!
  • Castrovilli: nel primo tempo sembra essere l’unico calciatore in grado di ribaltare l’azione, di creare gioco con aperture tanto belle quanto intelligenti. Con Mandragora che copre ogni pertugio del centrocampo, prova a buttarsi negli spazi liberi per andare a rete. Cala alla distanza, ma il recupero sembra procedere alla grande! Quanto ci sei mancato!
  • Vincenzo Italiano: il vero artefice di una stagione che sembrava da buttare nel cestino solamente tre mesi fa. Ha dato alla squadra un gioco ed un’anima ma soprattutto ha riacceso Firenze creando un unicum tra gli atleti, la società, i tifosi. Regalaci la ciliegina!
  • La gestione della gara: la lezione avuta nella gara contro il Lech Poznan e contro il Braga sembra finalmente essere servita e la Fiorentina stavolta non rischia nulla. La prova che serviva.
  • La coreografia: credo sia sufficiente la foto pubblicata qui sopra.

IL BRUTTO

  • Nulla: la serata perfetta per il risultato, il passaggio del turno, il tifo, l’atmosfera. Tutto fantastico!

A voi per i commenti!!

5 pensieri su “Il buono, il brutto, il cattivo

  1. Bella analisi complimenti! E’ sempre un piacere leggervi ed ascoltarvi!
    Io, ottimista per natura, è da qualche partita che temo e noto una certa stanchezza nelle gambe. Ovviamente non Dodo, di un altro pianeta, ma neanche Cabral. L’ho vista soprattutto in coppa nel pressing alto, fatto non in modo sincrono con più giocatori come nei mesi scorsi, ma dai singoli, in modo scomposto e spesso non efficace.
    Insomma mi pare serva un richiamo per affrontare maggio, che di partite ce ne sono tante e le occasioni, tra coppe, e l’ottavo posto in campionato, sono ghiotte.
    Ho letto della tua ammirazione per Castrovilli e in parte la condivido. Il tocco è superiore a quello di molti compagni, sembra balli in campo. Però alterna prestazioni in cui non sembra neanche in campo, si scansa quando gli avversari lo puntano. Tu vedi realmente una progressione dopo il recupero dall’infortunio?
    Potremmo davvero puntare sul 10 nei prossimi campionato o sarà un eterna promessa?

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    • Ciao Ema! Grazie per i complimenti e per seguirci sempre. Hai perfettamente ragione in merito alla condizione atletica che certamente non è più quella di inizio stagione. Non so se ci sia lo spazio per poter fare un richiamo di preparazione, credo invece che il lavoro personalizzato sia in palestra che in campo sia ormai da qualche anno la via maestra per riportare i calciatori in condizione. Castrovilli effettivamente in fase difensiva è spesso posizionato male con il corpo quando viene puntato dagli avversari ma in questo sconta la sua storia calcistica, cioè il fatto di nascere trequartista e di non aver praticamente mai difeso in vita sua. Se pensi a quando è arrivato a Firenze, i progressi sono evidenti ed anche dopo l’infortunio ha vissuto quegli alti e bassi tipici di calciatori reduci da operazioni al ginocchio. Penso che la stagione decisiva sarà la prossima quando, con una preparazione fatta in modo adeguato, vedremo se davvero possa essere il 10 del futuro viola oppure no. A presto!

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  2. Come ho scritto sul gruppo whatsapp a te e al pappagallone reale Flavio.. mi state sul cazzo però.. grande coreografia, va ammesso! 👏👏👏

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