Chi vince, chi perde

Ed anche questo election day è passato! Differentemente da altre volte però, è possibile individuare piuttosto nettamente i vincitori e gli sconfitti nonostante le consuete dichiarazioni di rito. Il voto sul referendum e quello relativo alle elezioni regionali, ci pone di fronte ad una situazione piuttosto in controtendenza rispetto ai sondaggi ed a tutto ciò che ci è stato raccontato dalle maggiori testate giornalistiche italiane nelle ultime settimane. L’onda travolgente del centro destra è stata forte ma il centrosinistra, e soprattutto il Partito Democratico, ha retto l’urto riuscendo anche a segnare una vittoria assolutamente insperata fino all’apertura delle urne in Puglia.

Andiamo dunque per gradi:

  • Il primo dato che merita di essere analizzato, è quello dell’affluenza: quasi il 54% degli italiani è andato a votare nonostante la minaccia Covid e nonostante che in diverse parti del Paese la scheda referendaria fosse l’unica da depositare nell’urna. Che sia un segno di ritorno alla normalità o un reale interesse alla consultazione referendaria in sé, credo che la partecipazione sia sempre da salutare con entusiasmo e gioia. Penso che il dato sia stato gonfiato soprattutto dai sostenitori del No che negli ultimi giorni hanno oggettivamente cercato di mobilitare il più possibile il proprio elettorato creando un fronte comune su tutte le testate nazionali (escluso Il Fatto Quotidiano) che ha permesso una piccola rimonta. Il Si ha comunque vinto con il 69,6% dei voti, un si che è stato cavalcato quasi esclusivamente dal Movimento 5 Stelle e dal Partito Democratico (nemmeno tutto), che infatti si sono intestati la vittoria. Quando si opera un taglio lineare quale quello uscito da questa riforma, è doveroso interrogarsi subito su quali problemi possa creare tale taglio. Poiché ritengo alcuni dubbi espressi su tale riforma fondati, voglio credere a coloro i quali si dicono già pronti ad adattare il nuovo parlamento alle esigenze democratiche di rappresentanza di cui il paese ha bisogno. Credo sia dunque necessario un sistema elettorale proporzionale magari con le preferenze (o un sistema uninominale) che restituisca un rapporto maggiormente diretto tra eletti ed elettori. Urge poi ridisegnare i collegi elettorali onde evitare un’eccessiva penalizzazione per alcune zone del paese, così come una riforma dei regolamenti parlamentari e dell’elezione del Presidente della Repubblica. Insomma non mancano i nodi da sciogliere per ricucire saggiamente il taglio netto operato con la vittoria del Si.
  • Il secondo dato è quello delle elezioni regionali: di fronte allo sbandierato cappotto che aveva previsto Salvini non più tardi di 2 settimane fa, la “partita” è terminata con un pareggio 3-3. Diciamo subito che erano considerate chiuse le competizioni in Veneto, Campania, Liguria e Marche, mentre era tutto aperto in Puglia ed in Toscana. La dinamica delle due elezioni regionali è stata molto diversa. Quella toscana ha ricalcato quasi fedelmente la vicenda dell’Emilia Romagna, con una maggiore difficoltà derivata dalla campagna elettorale estiva e dall’assenza delle Sardine. Tali mancanze però, sono state compensate dalla drammatizzazione a cui abbiamo assistito negli ultimi 10 giorni di campagna elettorale quando i sondaggi sembravano dare in vantaggio la Ceccardi. La narrazione di una destra in camicia nera, di una terra da difendere contro i barbari, ha permesso al centrosinistra di serrare le fila e mobilitare, anche attraverso il mondo dello sport e del volontariato, le persone che ancora una volta hanno scelto la continuità rappresentata da Giani, un politico di lunga data molto conosciuto sul territorio ed apprezzato per la disponibilità e la cultura. In Puglia invece, la vittoria è più personalistica: non c’è nessun dubbio che Emiliano sia riuscito ad attrarre a sé una sorta di voto utile che ha fatto propendere la bilancia a suo favore con uno scarto assolutamente inaspettato. Gli ultimi giorni di campagna elettorale sono stati anche in questo caso decisivi, ed una ritrovata unità a sinistra ha giovato alla conferma del candidato. Basti pensare che nell’ultima settimana anche il predecessore di Emiliano, Nichi Vendola, ha lavorato con forza per far convergere sul Governatore uscente quelle forze di sinistra che lo hanno sempre visto quasi come un intruso (per alcuni troppo grillino, per altri troppo di destra). Fatto sta che la convergenza di un campo ampio di centrosinistra ha ribaltato sia in Toscana che in Puglia i pronostici ed i sondaggi.
  • Se vogliamo poi approfondire il voto toscano, possiamo dire che pur nella sconfitta il centrodestra arriva a percentuali oltre il 40% impensabili solo fino a qualche anno fa. La chiusura della campagna elettorale a Firenze con tutti i big aveva probabilmente fatto sognare ma, nonostante Salvini abbia tenuto un basso profilo, la vittoria è sfuggita anche stavolta. Nel centrosinistra invece, il PD esce come asso pigliatutto della coalizione che ha sostenuto Giani: conquista la quasi totalità dei consiglieri di maggioranza ed è solidamente il primo partito della regione. Chi esce fortemente deluso invece è Italia Viva che aveva annunciato che la Toscana avrebbe consegnato al partito di Renzi percentuali a due cifre. In realtà, la creatura dell’ex sindaco di Firenze, non arriva nemmeno al 5% e porta in Consiglio Regionale solamente due rappresentanti. Se a questo risultato sommiamo quello della Liguria, del Veneto e della Puglia (dove Italia Viva sta tra lo 0,6 ed il 2,5% seppur con +Europa o con Azione), dobbiamo constatare come ancora una volta i giornali diano grande risalto a personaggi che poi hanno ben poco riscontro nelle urne.  La sconfitta più sonora però, per la storia che rappresenta, è quella della sinistra in ogni sua declinazione. In Toscana non riesce ad entrare in Consiglio né la sinistra che si è adoperata affinché Giani divenisse governatore (Sinistra Civica Ecologista al 2,9%), né quella che si opponeva ad una candidatura e ad un programma troppo moderato ed asservito alle solite logiche (SI Toscana a sinistra con Tommaso Fattori al 2,8%). Il risultato è che la sinistra in Toscana, regione rossa per antonomasia, non avrà alcun rappresentante all’interno del nuovo Consiglio Regionale. Credo che ogni parola sia superflua: la sinistra segna il punto più basso della sua storia in regione. Riuscirà mai a risollevarsi dalla polvere?

Concludendo,  ritengo opportuno nominare il grande vincitore ed il grande sconfitto di questa tornata elettorale: vince chiaramente Zingaretti, che riesce a tenere Puglia e Toscana, fagocita tutto l’elettorato di centrosinistra e stabilizza il governo e la prospettiva di un’alleanza organica con il M5S e la sinistra di Bersani, Speranza e (spero) Elly Schlein. Perde invece sonoramente Salvini che, dopo la sconfitta della Borgonzoni, incassa anche quella della Ceccardi e deve rinviare (chissà per quanto) la spallata al governo. Cresce l’insoddisfazione anche all’interno del proprio partito se si pensa che in Veneto la lista Zaia riesce ad ottenere più del triplo dei consensi leghisti e Fratelli d’Italia rosicchia diversi voti in tutte le regioni. Svolta in vista nel partito o cambio di linea?

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – TORINO= 1 – 0

Buona la prima! Al termine di una gara ben giocata soprattutto nel secondo tempo, la Fiorentina conquista tre punti meritati e per una settimana si gode la testa della classifica. Commisso può festeggiare il ritorno dagli USA con la millesima vittoria viola al Franchi.

IL BUONO

  • L’azione del gol: la combinazione Chiesa Castrovilli regala tre punti alla squadra viola e riempie gli occhi ai tifosi viola. I gioielli di Commisso hanno giocato una partita sottotono fino al momento decisivo, ma hanno fatto la giocata della partita. Gol, vittoria, tre punti, vetta dalla classifica. Serve altro?
  • Biraghi: tornato da Milano nello scetticismo generale, gioca una partita decisamente convincente. Nel primo tempo è uno dei pochi calciatori viola in grado di creare qualcosa di importante, arriva più volte sul fondo e mette in mezzo tanti palloni interessanti. Anche nella ripresa resta su livelli ottimali nonostante qualche piccola sbavatura in fase difensiva. Sembra un altro!
  • Dragowski: la Fiorentina ha avuto quasi sempre il controllo della gara ed ha creato le occasioni più importanti, ma se il portiere polacco non avesse compiuto un grandissimo intervento dopo circa 20 minuti, probabilmente staremmo parlando di un’altra partita. Spesso si dice che i grandi portieri sono quelli che risultano decisivi anche se impegnati una sola volta. Se è così, siamo sulla buona strada.
  • Kouamè: nel primo tempo entra in tutte le occasioni della Fiorentina. In terzo tempo è un’ira di Dio, di testa sono tutte sua e solo un Sirigu in versione fenomeno riesce ad arginarlo. Se lo strapotere fisico fosse accompagnato alla freddezza sottoporta, saremmo di fronte ad un attaccante da ampia doppia cifra. In netta crescita.
  • Milenkovic: un muro invalicabile! Seppur senza la guida di Pezzella, anche in questa occasione si conferma un vero baluardo. Uno sola indecisione a metà primo tempo, poi Zaza e Belotti sono sempre costretti a girare alla larga. Incedibile!

IL BRUTTO

  • Ribery: attenzione…attenzione…..il francese ha sbagliato una partita!!! Stasera Franck è nettamente uno dei peggiori in campo; non salta mai l’uomo, non inventa mai nulla nè per sè stesso, nè per i propri compagni, non arriva mai al tiro in porta. Gioca una partita anonima ed inoltre appare evidente come limiti l’azione di Castrovilli: partendo sempre dal centrosinistra, occupa quegli spazi tra Biraghi e Kouamè che servirebbero a Castrovilli per inserirsi e ricevere la palla sulla corsa. Trovando invece gli spazi occupati dal francese, il numero 10 è costretto a ricevere palla sempre addosso e questo limita molto le sue potenzialità. Iachini deve trovare una soluzione!
  • Chiesa: gioca in una posizione che non è la sua, ma l’atteggiamento del primo tempo è francamente inaccettabile. Non riesce mai a superare il diretto avversario, nè a calciare verso la porta. Cresce nel secondo tempo e diventa decisivo in occasione della rete di Castrovilli. A quando il vero Chiesa?

Ci siamo!!!

In un clima ovattato e ben diverso da quello solito, il campionato di Serie A sta per iniziare e sarà la Fiorentina ad avere l’onore e l’onere di toccare la prima palla della stagione 2020/2021.

Sarà ancora una volta un Franchi desolatamente vuoto ad ospitare la gara contro il Torino nella speranza che già dal prossimo mese di ottobre si possa tornare allo stadio seppur in numero ridotto e con regole nuove e diverse. E’ notizia di oggi che il Ministro Spadafora ha dato il via libera all’ingresso di un numero massimo di 1.000 spettatori per assistere ad eventi sportivi in spazi all’aperto rispettando un protocollo ben definito: questo fine settimana poi, in Toscana, si giocherà il primo turno delle Coppe delle categorie dilettanti di calcio con la presenza del pubblico secondo un protocollo rigido ed accurato.  Speriamo che presto tocchi anche al calcio professionistico!

Tornando alla prima giornata di campionato, credo che la Fiorentina parta con i favori del pronostico. Se devo trovare un senso alla riconferma di Iachini, oltre alla costruzione di una delle migliori difese nelle gare post-Covid 19 ed alla salvezza conquistata con largo anticipo, credo che il senso sia da ricercare principalmente nel poco tempo a disposizione dei tecnici per preparare la nuova stagione. Tra la conclusione del vecchio campionato e l’inizio del nuovo, è trascorso poco più di un mese e questo dovrebbe avvantaggiare quelle compagini che lavorano con lo stesso allenatore. Se a ciò aggiungiamo che i viola si schiereranno con lo stesso modulo (non sia mai che si possa sperimentare qualcosa di diverso dal 3-5-2!!!) ed hanno cambiato pochissimo anche in fatto di uomini, la bilancia propende tutta dalla parte di Iachini e soci. La Fiorentina dovrebbe schierare solamente Bonaventura e Biraghi come debuttanti rispetto alla scorsa stagione, e non dimentichiamoci che il terzino sinistro viene da una stagione con Conte che utilizza esattamente lo stesso modulo e dunque i compiti per l’esterno mancino saranno più o meno gli stessi. Se poi Biraghi non dovesse farcela, ci sarà spazio per un altro fedelissimo del mister marchigiano, Pol Lirola. Davanti la coppia prescelta per partire dall’inizio dovrebbe essere quella composta da Kouamè e Ribery, con Cutrone e Vlahovic pronti a subentrare dalla panchina.

Di fronte invece, ci sarà un Torino rivoluzionato per ora più nelle idee che negli uomini. Con il nuovo mister Giampaolo, i granata si schiereranno con il 4-3-1-2, modulo preferito dal tecnico ex Milan, modulo però per il quale al momento la squadra non sembra essere coperta in ogni reparto. Dopo la gestione Mazzarri e l’interregno Longo, il Torino è di fronte ad una rivoluzione tattica che non sembra completata negli interpreti: basti pensare che un calciatore come Izzo, perfetto per la difesa a 3 e grazie ad essa arrivato in nazionale, fa fatica a trovare una giusta collocazione in una linea a 4. Esterno basso a destra oppure centrale accanto a Nkolou? E poi, giusto per fare un altro esempio: a chi affidare il ruolo di trequartista, vero fulcro del gioco di Giampaolo? Forse Berenguer, solitamente abituato però a giocare sull’esterno! Il reparto probabilmente più pronto a recepire le nuove istruzioni sembra essere il centrocampo, se non altro perché Giampaolo ha ottenuto il suo fido scudiero Linetty che sarà impegnato a contenere uno tra Bonaventura e Castrovilli.

Insomma, tutto sommato credo che il Torino sia uno degli avversari migliori che potessero capitare alla Fiorentina alla prima di campionato. Se poi, come dichiarato da Iachini nella conferenza stampa pre gara, i viola saranno veramente capaci di mostrare in fase offensiva la stessa organizzazione che fino ad oggi si è vista solamente nella metà campo difensiva, allora il campionato potrebbe rivelarsi molto interessante. Sarà fondamentale trovare alternative allo spartito “diamo la palla a Ribery e qualcosa succederà”, altrimenti il rischio è quello di continuare a vedere un film già visto troppe volte.

E purtroppo anche la pellicola più bella del mondo, se vista ogni settimana, alla lunga annoia.

Tra palco e realtà

Dopo troppi mesi di assenza dovuti essenzialmente all’emergenza sanitaria causata dal Covid 19, Rocco Commisso è tornato a Firenze ed ha dettato la linea. Ha usato parole chiare e nette ma non tutte sono quelle che i tifosi viola avrebbero voluto ascoltare.

  1. La notizia più importante è che il Presidente della Fiorentina si fermerà in città per qualche mese, non per qualche giorno come successo le scorse volte. La decisione di stare vicino alla squadra, alla città, alla società, ben rappresenta l’importanza del momento: tanti nodi sono venuti al pettine ed è arrivato il momento delle scelte definitive.
  2. Il Centro Sportivo: dopo che si è tenuta la Conferenza dei Servizi alla presenza del Comune di Bagno a Ripoli e della Sovrintendenza, sembra si sia finalmente arrivati ad un accordo che permetterà l’avvio dei lavori al massimo all’inizio del 2021. Commisso ha nuovamente fatto presente che più volte la società è venuta incontro alle richieste del Dr. Pessina e soci, adesso è il momento del si o del no. Sono perfettamente d’accordo con la presa di posizione del Presidente viola poiché ancora una volta si rallentano lavori su una zona che precedentemente era completamente abbandonata! L’area in cui sorgerà il Centro Sportivo viola era piena di erbacce, sterpaglie, rifiuti ed alcune palazzine erano anche occupate da spacciatori e senzatetto. Oltre a ciò, si dovrebbe anche pensare all’impatto economico che tali lavori avranno sul tessuto fiorentino: in un momento di crisi come questo, siamo sicuri che far scappare gli investimenti che mirano al recupero di tali zone sia la decisione migliore?
  3. Lo Stadio: Commisso ha avuto parole di grande apprezzamento per la modifica della norma che potrebbe aprire la strada ad un nuovo Franchi, ma ha anche già messo in chiaro che le sue condizioni per investire su Campo di Marte restano le stesse. Il patron vuole il controllo totale sul progetto, tempi rapidi e costi giusti. Qui credo si giocherà una partita a scacchi in cui i giocatori saranno molteplici e sarà necessaria la collaborazione tra Stato, Comune e Società per venirne a capo. E’ chiaro che un nuovo stadio a Campo di Marte non è pensabile senza la realizzazione della tramvia e senza una modifica importante alla viabilità dell’intero quartiere: ciò rischierebbe di creare gli stessi problemi che viviamo oggi. Ad ognuno dovrà spettare la propria parte e credo che in tal senso anche le Ferrovie dovrebbero diventare attore protagonista non solamente con il possibile nuovo parcheggio da 3.000 posti nella zona di loro proprietà, ma anche con il rafforzamento dei collegamenti tra la stazione di Campo di Marte e le altre stazioni. Anche qui, pur rispettando la storia dell’Artemio Franchi, credo sia necessario uno scatto in avanti, un cambio di passo, che faccia diventare Firenze una città più moderna, più ricca, al passo con i tempi.
  4. La squadra: e qui veniamo alle dolenti note (o forse solamente alla pretattica). Commisso ha utilizzato le stesse parole del Direttore Sportivo Pradè: la rosa è pressoché completa anche se di fronte ad un’occasione la proprietà non si tirerà indietro. Sinceramente la cosa non mi convince. Credo sia una posizione di pretattica poiché la scorsa stagione, quando il Patron raccontò che i soldi non erano una problema, tutti i prezzi andarono alle stelle. Ciò detto, non possiamo però negare un filo di delusione: la gestione dei rinnovi contrattuali ad esempio, sembra essersi incanalata su un binario morto e Milenkovic, Chiesa e Pezzella sono ancora ad attendere quel riconoscimento promesso pubblicamente dalla società. Far arrivare tre dei tuoi migliori giocatori in scadenza 2022 senza rinnovo a questo punto della stagione, non mi sembra l’idea del secolo soprattutto se dietro ad uno dei migliori difensori giovani del campionato lavora quel volpone di Ramadani, se uno dei migliori talenti del settore giovanile degli ultimi anni gioca col muso lungo ormai da 1 anno ( e con questo allenatore deve fare il terzino) e se il capitano è appetito da piazze più importanti ma non ha ancora ricevuto ciò che gli è stato promesso. Ma la delusione più grande è stata la parte dell’intervista relativa agli obiettivi: sentir dire che la mancata qualificazione europea della Fiorentina non può essere considerata un fallimento, è un colpo al cuore per dei tifosi che hanno accolto Commisso come fosse il nuovo Messia. Sentirsi dire che l’obbiettivo primario è rimanere nella parte sinistra della classifica, significa che anche la stagione 2020/2021 parte con ben poche ambizioni.

Insomma, dopo l’espressione clienti, siamo all’arte del vivacchiare.  Se poi i tifosi viola devono accontentarsi del ritorno di Borja Valero …. allora forse avevamo capito male!!

I bambini di nuovo a scuola!

Dopo più di 6 mesi di attesa, la campanella è tornata a suonare in Toscana!

Da quel maledetto mese di Marzo, in Italia sono successe tante cose: il lockdown con la chiusura delle scuole, la polemica sulle riaperture (ve li ricordate Renzi e Salvini che a fine aprile volevano già riaprire tutto senza considerare minimamente la complessità del problema che solamente adesso viene presa in considerazione?), la polemica sulla didattica a distanza, poi quella sui banchi con le rotelle, successivamente sui bambini chiusi nel plexiglass, quella sulle cattedre vuote il primo giorno di scuola (perché negli ultimi 15 anni sono mai state piene?) e chi più ne più ne metta!!

Posto che i problemi della scuola non nascono certo da oggi, mi sembra che purtroppo anche la crescita dei nostri bambini sia diventata solamente un’arma elettorale con cui cercare di fare polemica senza dare nessun tipo di soluzione ai problemi reali. Basti pensare che dai primi anni novanta in poi (do you remember D’Onofrio?) la scuola di ogni ordine e grado è sempre stata considerata un costo e mai un investimento ed in questo paese al governo sono passati tutti i partiti dell’arco costituzionale negli ultimi 30 anni. E la strada maestra è sempre stata la stessa: tagliare la scuola, l’università, la ricerca e la sanità perché i livelli di spesa non erano sostenibili…. e via con la riforma Gelmini, con il taglio dei trasferimenti alle regioni operato da centrodestra e centrosinistra, con le classi pollaio benedette da tutti, con l’accorpamento di più scuole in plessi sempre più grandi, con la chiusura degli istituti nei paesi più sperduti. In un paese in cui negli ultimi 30 anni si è ragionato così, era possibile affrontare la riapertura post pandemia senza scontare la miopia di queste scelte?

Il tiro al piccione verso il Ministro Azzolina lo trovo giustificabile solo in  parte poiché alcune decisioni sono state certamente prese in netto ritardo, ma non si può pensare di risolvere tutti i  problemi generati dalle errate riforme e dai tagli effettuati negli ultimi decenni in un’estate di pandemia. La speranza è che questa catastrofe abbia finalmente fatto aprire agli occhi non solo alla classe dirigente ma anche a noi che votiamo: dobbiamo chiedere, anzi pretendere, che sul futuro dei nostri figli e sulla salute di noi cittadini si smetta di risparmiare o di fare scelte che mirano solamente a fare cassa. Si deve assolutamente ripartire, grazie anche ai soldi che arriveranno dal Recovery Fund europeo, dagli investimenti nella scuola, nella ricerca, nella sanità, per disegnare un futuro che non guardi sempre e solo al profitto come unico paradigma della nostra società.

Ecco dunque il primo giorno, ed ecco ritornare quell’emozione quasi dimenticata dell’accompagnarli a scuola: dopo settimane di messaggi sulla chat di classe, di problemi raccontati come irrisolvibili, di fogli da riempire, di fotocopie da portare, gli studenti ci hanno dato la lezione più importante: quella della serenità. Contenti, gioiosi, curiosi di tornare sui banchi in mezzo ai loro amici indipendentemente dalle mascherine, dagli accessi separati, dalle merende portate da casa, dal distanziamento tra i banchi. Troppe volte ci dimentichiamo che l’uomo è un essere abitudinario che si sa adattare a tutte le situazioni ed i bambini hanno spirito di adattamento ancora maggiore perché innocenti e senza sovrastrutture o pregiudizi. A ciò ha contribuito anche l’organizzazione perfetta per l’accesso sia alla scuola primaria che alla scuola materna, accesso che è avvenuto in modo ordinato e compassato. Insomma, l’immagine dell’Italia migliore, del paese che vorremmo sempre vedere, di istituzioni che funzionano. E pazienza se troppe volte tante persone parlano a casaccio dell’organizzazione e dei lavoratori italiani: questa è una risposta talmente forte da non ammettere repliche.

Un discorso a parte meritano invece gli insegnanti: architravi fondamentali della società presente e futura, hanno in mano il bene più prezioso che c’è, il futuro del nostro paese, il pennarello con cui disegnare il domani della nostra società. Ho visto personalmente l’impegno massimale profuso nella didattica a distanza nella gran parte del gruppo docente (anche se purtroppo non in tutto), ma sinceramente la polemica sui lavoratori fragili non fa onore ad una classe di lavoratori tra le più tutelate in termine di contratto di lavoro. Seppur sottopagate rispetto a gran parte dei colleghi europei, non dobbiamo dimenticare tutti i diritti che i lavoratori statali hanno rispetto ai dipendenti privati. Ma questo è un discorso che ci porterebbe fuori dal seminato. Resta da ricordare che la scuola viene fondamentalmente rappresentata dalla maestra e non viceversa: le strutture fatiscenti, la mancanza di materiale didattico, la scarsa collaborazione da parte del Dirigente Scolastico o da parte dei genitori possono rappresentare un ostacolo, ma non riusciranno mai a bloccare la forza di quella bacchetta magica che la brava maestra sa utilizzare per rapportarsi con i nostri bambini riuscendo a farli crescere grazie a regole condivise con una inflessibile serenità.

Sta agli insegnanti indicare la strada, sta a noi genitori accompagnare i bambini aiutandoli a superare problemi e gli ostacoli che si troveranno di fronte.

Verso l’esordio in campionato

Due amichevoli in due giorni per mettere minuti nelle gambe in vista dell’esordio in campionato sabato prossimo con il Torino. Contro Grosseto e Reggiana si sono notati alcuni spunti interessanti ed utili non solamente in vista del debutto, ma anche per il proseguio del mercato e dell’annata.


1. La coppia Vlahovic Cutrone, seppur contro una squadra di Serie C sta provando a diventare tale. Nella gara contro il Grosseto, al di là delle reti a firma dei due attaccanti, i calciatori viola si sono cercati spesso ed hanno mostrato anche alcuni movimenti discretamente coordinati. A differenza della scorsa stagione quando sembravano sempre essere due individui che giocavano con la stessa maglia per caso, adesso si cercano e spesso si trovano. Ancora una volta si è visto che Cutrone (a segno anche da fuori area!!!) ha movimenti tipici della prima punta che attacca sempre la profondità, mentre Vlahovic svaria maggiormente sugli esterni ed ha bisogno di giocare più faccia alla porta, ma i due si sono mossi insieme e questo non è poco.

2. Il 3-5-2 continua ad essere inamovibile ma, almeno contro in queste due uscite, è stato interpretato in senso più offensivo. Si è visto attaccare la palla molto più avanti e, forse anche per merito di Amrabat, la riconquista della sfera è stata spesso effettuata conquistando lo spazio in avanti e non aspettando gli avversari nella propria metà campo. Speriamo sia una scelta filosofica e non estemporanea solamente per queste gare. La speranza nasce anche dalla considerazione che contro la Reggiana, pur avendo Duncan nel ruolo di centrale di centrocampo, lo spartito è stato il solito di quello suonato da Amrabat. Probabilmente alla prima contro il Torino sarà di nuovo l’ex Sassuolo ad essere impegnato in zona centrale: speriamo continui a convincere.

3. Gli sprazzi di Bonaventura: giocatore tecnicamente delizioso, ha già mostrato come si gioca la palla quasi sempre di prima cercando la soluzione migliore per la squadra e non fine a sé stessa. Lanci, aperture, assist, tutto fatto sempre a testa alta. Un’aggiunta qualitativamente eccellente per una squadra come la Fiorentina. Gli errori sottoporta contro la Reggiana sono stati bilanciati dai dialoghi continui con Ribery e con gli altri attaccanti. Appena riacquistata una condizione atletica buona, Bonaventura può diventare un vero valore aggiunto.

4. Il calcio di Ribery: il francese è un autentico fuoriclasse e come tutti i calciatori dotati di questo talento, spesso trasformano in oro tutto ciò che toccano. Kouamè e tutti quelli che giocano con lui beneficiano delle sue invenzioni ed adesso il francese sembra voler diventare maggiormente decisivo anche sotto porta. La coppia titolare per l’inizio di campionato sembra decisa….speriamo Beppe abbia fatto la scelta giusta sull’attaccante da affiancare a Frank.

5. Dragowski: in queste amichevoli estive spesso i portieri sono scarsamente impegnati e rischiano di perdere la concentrazione. Sia con il Grosseto che con la Reggiana, i viola hanno subito rete, ma Drago ha parato un rigore dimostrando di non voler perdere le buone abitudini. Speriamo nel frattempo i difensori tornino ad essere impeccabili come nella parte finale della stagione scorsa: con una squadra votata comunque a difendere molto spesso al limite della propria area di rigore, diventa fondamentale vincere i duelli individuali difensivi.

6. Infortuni: dopo due gare in cui i giocatori viola erano usciti sempre incolumi dal campo, contro la Reggiana Biraghi prima e Pezzella poi hanno accusato problemi fisici. Sembra sia stata solo precauzione e speriamo vivamente sia così, visto che la formazione iniziale utilizzata con la Reggiana sarà molto probabilmente quella che dovrà aprire il campionato di Serie A sabato prossimo. Incrociamo le dita!!

Un grande ritorno?

Le indiscrezioni degli ultimi giorni stanno diventando realtà, Borja Valero torna ad indossare la maglia viola!

Sarà necessario scindere l’aspetto tecnico da quello cosiddetto “sentimentale” che molti tifosi dimostrano di provare ancora per il calciatore spagnolo, per scrivere questo articolo. Parlando di calcio, Borja Valero è legato ad uno dei periodi più belli della gestione Della Valle: la prima Fiorentina di Vincenzo Montella, quella del possesso palla, del divertimento, della sfrontatezza su tutti i campi, della rimonta con la Juve. Borja ha convinto fin da subito i fiorentini grazie ad una eccezionale commistione tra le doti tecniche, assolutamente sublimi, e lo spirito di sacrificio dimostrato in ogni singola partita. L’aspetto fisico poi, più simile ad un impiegato delle poste o dell’ufficio delle entrate, ha fatto il resto. Tutti si sono impersonificati in un uomo arrivato in silenzio che senza tanti titoloni e senza tante chiacchiere ha dettato legge nel centrocampo viola per diversi anni. Se a questo poi uniamo il sentimento nei confronti della città che ha dimostrato più volte sui social network insieme alla sua famiglia, Borja Valero è diventato un beniamino ed un leader dentro e fuori dal campo, tanto da venir soprannominato “sindaco”. Ciò che però dobbiamo considerare, è che il Valero che torna adesso, non è più quello di alcuni anni fa. Porta sulle spalle il peso di quasi 36 anni, anche se nell’ultima stagione all’Inter ha dimostrato di essere fisicamente ancora integro. Se già prima non era un fulmine, adesso lo è ancora di meno e probabilmente anche per questo Conte lo ha utilizzato molto spesso davanti alla difesa: la speranza è che il suo ritorno non sia simile a quello di Badelj (presentato lo scorso anno da Pradè come “il miglior acquisto della Fiorentina”).  

Credo sia comunque un’operazione intelligente. Indubbiamente il calciatore ha spinto e spinge per tornare a Firenze, ed è certamente una presenza che nello spogliatoio può aiutare a superare quei momenti difficili all’interno della partita e della stagione che lo scorso anno sono spesso sembrati insormontabili per problemi di leadership. Con Borja Valero, Ribery, Bonaventura la società sta cercando di colmare il gap di personalità con le squadre che nelle ultime stagioni le sono arrivate davanti in classifica. E’ chiaro però che non ci possiamo aspettare lo stesso giocatore di 5 o 6 anni fa. Dovrà essere un uomo di rotazione e non più il fulcro del centrocampo viola.

Quanto all’aspetto emozionale poi, io sono tra quelli che hanno smesso di innamorarsi dei calciatori. Dopo aver visto Batistuta andare a vincere in giallorosso, ho promesso a me stesso che non lo avrei più fatto. Con la maglia viola addosso ci sono solamente due persone che meritano di rimanere eternamente nei cuori dei tifosi come vere e proprie bandiere, Davide Astori e Giancarlo Antognoni. Tralasciando la tragedia del povero Astori, “La luce” è stata l’unica vera bandiera mai ammainata: diversamente da tutti gli altri, ha respinto al mittente ogni tipo di offerta per giocare sempre con la stessa maglia! Ha detto no alla Juve di Agnelli, al Milan di Liedholm ed a tutti coloro che si sono presentati a bussare alla porta. Giancarlo Antognoni è l’unica bandiera che si merita di non essere mai riposta in un cassetto. A differenza di tutti gli altri, ha giocato in maglia viola quando si puntava a vincere, quando si lottava per salvarsi, quando era considerato un peso dalla società senza lamentarsi mai. A qualcuno magari fischieranno le orecchie, ma le vere bandiere sono queste. Tutto il resto è social network, comunicazione, merchandising.

Bentornato Borja Valero!

Che la nuova avventura sia entusiasmante quanto la precedente!

Il giorno di Jack

Finalmente è arrivato a Firenze! Giacomo Bonaventura è virtualmente un nuovo calciatore della Fiorentina e sta per firmare il contratto che presumibilmente lo legherà alla maglia viola per i prossimi 2 anni. Arriva svincolato dal Milan che, nell’ottica della nuova gestione tecnica, ha deciso di non avvalersi più delle prestazioni del centrocampista di San Severino Marche.

Bonaventura, nato il 22 agosto del 1989, ha esordito in Serie A con la maglia dell’Atalanta nella stagione 2007/2008, ma ha iniziato a giocare con continuità nella seconda parte del 2009/2010 con la maglia del Padova. Tornato poi alla sua casa calcistica, a Bergamo è rimasto fino alla stagione 2014/2015 prima di approdare al Milan. Fino ad oggi ha disputato 254 gare in Serie A in cui è riuscito a segnare 44 reti ed a smistare 38 assist: in una gara ogni tre è dunque entrato, in un modo o nell’altro, nel tabellino dei marcatori.

Personalmente credo sia un grande colpo. Frenato spesso da troppi infortuni, Bonaventura è innanzitutto un calciatore intelligente ed ha una grandissima dote, quella di saper giocare in quasi tutti i ruoli della metà campo: interno di un centrocampo a 3 sia a destra che a sinistra, trequartista dietro 1 o 2 punte, esterno offensivo di un attacco a 3 oppure esterno offensivo in un 4-2-3-1. In altre parole ha cultura calcistica, nel senso che conosce il gioco e dunque sa interpretarne i vari aspetti. E’ un calciatore che raramente fa la giocata da lasciare a bocca aperta, ma quasi mai sbaglia la scelta decisiva: questa si chiama competenza. Oltre a tutto ciò, vede anche la porta! Le sue statistiche parlano chiaro, considerando anche che negli ultimi anni al Milan ha spesso giocato spezzoni di gara a causa degli infortuni. Se la malasorte deciderà di lasciarlo finalmente in pace, ci potremo godere il tipico calciatore che fa la fortuna di ogni allenatore.

Qui però veniamo al dunque. Nel 3-5-2 che abbiamo visto riproposto nelle prime amichevoli stagionali, Bonaventura può giocare nei due ruoli di centrocampo vicino al centrale (dove con Castrovilli e Amrabat inamovibili ci sarebbero lui e Duncan a giocarsi una maglia), oppure vicino all’attaccante (ma qui Ribery non si discute). Possibile che la Fiorentina abbia investito su di un calciatore della nazionale italiana che ha appena compiuto 31 anni un contratto biennale economicamente pesante solo per avere un’alternativa? Oppure davvero il buon Beppe sta pensando a qualcosa di diverso? Solo il tempo ci fornirà la risposta, ma intanto noi lo speriamo con tutto il cuore.

E’ tornato Ribery

La seconda uscita stagionale viola si è conclusa con un perentorio 5-0 contro la Lucchese.

Ma cosa ci hanno raccontato questi 90 minuti?

1. La partita non ha avuto grande significato non tanto per l’avversario, quanto per le molteplici assenze dei calciatori impegnati con le rispettive nazionali. In mezzo ad una gara insipida, come al solito ha giganteggiato Frank Ribery. Autore di una doppietta dopo aver colpito anche un palo, il francese ha dimostrato ancora una volta di essere l’unico fuoriclasse e l’unica fonte di gioco della squadra. Tutto passa dai suoi piedi e dalle sue invenzioni…. Basterà per vivere una stagione diversa rispetto alle ultime?
2. La prova positiva degli esterni Lirola e Venuti: spingono spesso e volentieri ed a volte dialogano tra loro quasi fossero gli esterni dell’Atalanta di Gasperini. Non hanno purtroppo quella qualità e si vede, ma per il resto niente da dire.
3. Kouamè : malissimo nel primo tempo quando si divora incredibilmente due occasioni nitide a tu per tu col portiere, si rifà con una doppietta nella ripresa. Si muove tanto, detta spesso il passaggio, ma sembra non avere il killer instinct del bomber. Una buona seconda punta che però fatica a fare il riferimento solitario. Servirà in un 3-5-2 in cui Ribery interpreta il ruolo di seconda punta?
4. La rete fallita da Eysseric : già il colore bianco non gli dona, vederlo poi sbagliare il gol con un rigore in movimento a 7 metri dalla porta, è una roba da ridolini… Grazie Pantaleo, per lui, Cristoforo, Montiel, Dabo, Zekhnini, Terzic e chi più ne ha più ne metta…

Chiudo poi con una riflessione più generale: anche stavolta, tanto per non sbagliare, abbiamo assistito ad una squadra schierata con un 3-5-2 assolutamente scolastico nelle mani di Ribery. Questo modulo, per essere efficace, ha bisogno di esterni di grande qualità che saltino spesso l’avversario che si trovano di fronte. Siamo proprio sicuri che con Biraghi, Lirola, Venuti, Chiesa fuori ruolo, sia questo il modulo più adatto a questa squadra? La relativa novità della serata, non so quanto dettata dall’avversario e quanto da una precisa volontà tattica, è stata una ripresa del gioco con verticalizzazioni più frequenti dai difensori (soprattutto Caceres) su Ribery scavalcando il centrocampo. Se fosse un’inversione di tendenza, non sarebbe preferibile investire su un difensore che sappia impostare bene dal basso, anziché su un centrocampista, visto che i viola dispongono già di Amrabat, Duncan, Castrovilli e Pulgar? La squadra poi è piena zeppa di seconde punte che sono capaci di sfruttare le seconde palle e di buttarsi negli spazi: Kouamè, Vlahovic, Ribery, Chiesa sono tutti attaccanti esterni o comunque hanno bisogno di un riferimento là davanti. L’unica punta centrale è Cutrone…perché giocare con un 3-5-2 dove Ribery gioca dietro una punta che nemmeno abbiamo? Un’ultima domanda che rimarrà senza risposta, come tutte le altre: che senso ha togliere Igor dopo 55 minuti per mettere Ceccherini e far fare i 90 minuti a due titolari inamovibili come Caceres e Pezzella? Far mettere minuti nelle gambe anche agli altri forse sarebbe preferibile ed aiuterebbe anche a prevenire possibili infortuni.

5000 volte grazie!

Ieri sera, prima di andare a letto, ho aperto il sito e mi sono emozionato!

I numeri solitamente sono freddi, non raccontano nulla, non danno emozioni. Stavolta invece, non è assolutamente così. 5.000 (cinquemila!!!) persone hanno aperto il mio blog www.ilcornerdellungo.wordpress.com per leggere i miei pensieri, per riflettere con me, per commentare, interloquire, crescere insieme.

Cinquemila visualizzazioni in due mesi e mezzo per un sito fatto completamente da autodidatta (e magari si vede pure) con il mese di agosto nel mezzo. Mi viene in mente una sola parola: GRAZIE! Grazie davvero per questo senso di comunità che mi avete trasmesso e ci siamo trasmessi a vicenda. Il dialogo, il confronto, la conoscenza, sono gli unici antidoti alla violenza e rafforzano sempre la libertà di pensiero e di azione.

Nella speranza che, dopo aver messo un “mi piace” su Facebook facciate un giro sul blog per leggere i contenuti,  vi prometto che ci metterò tutto me stesso per tenere il blog aggiornato e per rispondere a tutti i vostri commenti!!