Una settimana scoppiettante

Non ci siamo certo annoiati questa settimana a seguire le vicende in casa viola!

Prima la chiusura del mercato, poi la conferenza stampa del direttore sportivo Pradè, infine la presentazione del nuovo centro sportivo, il Viola Park!

Lunedì alle 20,00 abbiamo potuto emettere le prime sentenze della stagione e dobbiamo dire che i tifosi viola sono rimasti parzialmente delusi dalla sessione estiva di calciomercato. Le due principali accuse rivolte alla società sono quelle relative alla cessione di Federico Chiesa con una formula tanto fantasiosa quanto bizantina, ed il mancato acquisto di un attaccante in grado di andare regolarmente in doppia cifra nelle reti realizzate. Non tornerò nuovamente sulle polemiche nate dalle mosse della dirigenza viola, visto che ne ho parlato diffusamente anche nel video di YouTube linkato più sopra, ma ciò che devo rimarcare è che uno dei colpi rimasti in canna, cioè quello di Torreira, non è ascrivibile a mancanze societarie. In settimana infatti, il procuratore del centrocampista uruguaiano ha ammesso che aveva trovato l’accordo con tre squadre italiane (la Fiorentina e le due romane) ma il calciatore ha voluto fin dall’inizio andare all’Atletico Madrid e non ha ascoltato altre possibili destinazioni. Dunque la società viola ha probabilmente pensato che, una volta sfumato l’obiettivo prioritario, non avesse senso rincorrere calciatori dello stesso livello di quelli già presenti in rosa.

Quanto poi alle parole del direttore Pradè, dopo averle esaminate su YouTube, è ora possibile discutere anche delle reazioni che hanno scaturito. Innanzitutto i tifosi viola hanno compreso definitivamente che le pedine inamovibili in questa rosa non esistono: sia Milenkovic che Pezzella sono probabilmente destinati a partire perché a Firenze non verrà più trattenuto nessuno a dispetto dei santi. L’affare Chiesa ha convinto dunque Commisso a prendere in considerazione le offerte per i propri calciatori quando non ci sono le condizioni per continuare a percorrere la strada serenamente insieme. Credo sia la decisione più giusta e più saggia: nel calcio di oggi purtroppo i calciatori hanno sempre il coltello dalla parte del manico e spesso non portano più rispetto a quelle società che li hanno fatto crescere. Spetterà però alla società viola non farsi trovare impreparata alla cessione di qualche colonna ritrovandosi agli ultimi giorni di mercato per sostituire i partenti.

La notizia più bella per la Fiorentina però è stata quella annunciata dal Presidente Commisso e dal Sindaco di Bagno a Ripoli Casini, la nascita del fantastico Centro Sportivo che darà finalmente alla squadra viola strutture degne delle migliori società del mondo. La possibilità di riunire tutte le squadre del settore giovanile in un unico centro, all’interno del quale si alleneranno anche le prime squadre maschili e femminili, rappresenta un salto nel futuro del quale a Firenze si parlava da almeno 15 anni (vi ricordate la Cittadella Viola al centro del progetto dei Della Valle?). Il magnate americano ha fatto in 15 mesi ciò di cui si parlava da troppo tempo bruciando le tappe grazie ad un rapido acquisto dei terreni e grazie soprattutto (e oserei dire finalmente!!!!) alla collaborazione tra imprenditore privato ed enti pubblici, dal Comune alla Regione dalla Sovrintendenza agli uffici preposti. Una grande vittoria, un successo dell’interesse pubblico e privato declinato a beneficio di tutti: il centro sportivo crea lavoro oggi, con la costruzione del centro, domani con le attività inserite nel Viola Park e lascia alla città qualcosa di bello e di funzionale per la comunità. Oltre a tutto ciò poi, non dimentichiamoci che tutte le migliori società di Europa e del mondo sono partiti dalla costruzione del centro sportivo per lo sviluppo del settore giovanile: la nuova struttura aiuta fortemente le relazioni interne, lo scambio tra i tecnici della società, l’aggiornamento e la ricerca in merito agli aspetti tecnici, tattici e metodologici. Un obiettivo fondamentale per cui dobbiamo assolutamente ringraziare la caparbietà e la visione di Commisso e dei suoi uomini.

E’ stata dunque una settimana di saliscendi per i tifosi della Fiorentina! Dalla sconfitta interna contro la Sampdoria sembrano già passati anni tra mercato, centro sportivo e caso Chiesa. Spetta adesso a Beppe Iachini trovare la quadra ad una rosa che non è certamente a sua immagine e somiglianza: la bravura dei tecnici sta però spesso nell’ottenere il meglio dagli uomini a disposizione mettendoli nelle condizioni per esprimersi al top a costo di cambiare idee e metodi di lavoro. Se poi non dovesse riuscirci, con il mercato di gennaio che riapre tra meno di 90 giorni ed allenatori molto qualificati liberi sulla piazza, le soluzioni non mancheranno per Commisso e dirigenza.  Resto assolutamente convinto, come detto già in estate, che l’arrivo di Sarri sulla panchina viola riporterebbe grande entusiasmo e ricompatterebbe un ambiente che inizia a mostrare le prime crepe. Oltre al tecnico però, sarà importante rafforzare una società che continua a lavorare in chiaroscuro: ultimo esempio lampante è quello della fine del rapporto di lavoro con un team manager affidabile come Marangon. Fosse stato ancora al suo posto, l’errore madornale della fascia consegnata a Chiesa sarebbe stato ugualmente commesso?

Firenze chiede solamente di tornare a fare calcio in modo serio: società organizzata, strutture all’altezza, comparto tecnico unito, squadra che lotta e se la gioca con tutti senza paura. Nessuno chiede di vincere lo scudetto, basterebbe tornare a sognare!! Ed allora anche Commisso non si dovrebbe più arrabbiare in conferenza stampa: sarà un obiettivo raggiungibile?

Tra campionato e mercato

Al termine di una settimana in cui si è parlato di tutto tranne che di calcio, tocca di nuovo alla Fiorentina inaugurare la giornata di campionato. Questa sera, in un Artemio Franchi riaperto finalmente a 1.000 spettatori, la squadra viola se la vedrà con la Sampdoria.

Come detto anche da Iachini in conferenza stampa, sarà una gara insidiosa innanzitutto perché in questi giorni le attenzioni sono state rivolte quasi esclusivamente alle possibili partenze di Chiesa, Pezzella e Milenkovic ed ai relativi sostituti che potrebbero arrivare sulle rive dell’Arno. Speriamo che il mister e la società siano stati bravi a tenere a riparo il più possibile la squadra da queste voci perché altrimenti sarà difficilissimo interpretare al meglio la gara di stasera.

Ulteriori difficoltà arrivano poi dalle scorie della serata di Milano. La sconfitta subita in rimonta contro l’Inter è ancora una ferita aperta dal punto di vista psicologico e fisico. Vlahovic, nel mirino di critica e tifosi in questa settimana, è stato al centro delle attenzioni del mister marchigiano che ha cercato di lavorare soprattutto dal punto di vista della fiducia spalleggiato anche dalla società che ha ribadito la propria stima per l’attaccante. Anche dal punto di vista fisico, la Fiorentina si sta ancora leccando le ferite: Ribery, dopo la “carezza” ricevuta da Barella, ha lavorato quasi sempre a parte e resta in dubbio fino all’ultimo tanto che potrebbe essere impiegato anche a gara in corso. Pezzella non ha praticamente mai fatto parte del gruppo e dunque sembra che sarà sostituito per la terza gara consecutiva da Ceccherini al centro della difesa, mentre Chiesa, uscito a Milano a causa di un affaticamento muscolare, sarà quasi certamente sul prato del Franchi per disputare quella che dovrebbe essere l’ultima partita in maglia viola prima di salutare per vestire quella degli odiati rivali bianconeri. Per il resto, a centrocampo si contenderanno una maglia Duncan e Bonaventura: da vedere dunque se Amrabat sarà nuovamente chiamato a fare il centrale di un centrocampo a 3 oppure se verrà spostato nel ruolo di interno di centrocampo con l’inserimento di Duncan quale vertice basso, ruolo già interpretato all’esordio contro i granata.

Resta comunque inteso che la Sampdoria, dopo la sconfitta rocambolesca subita in casa col Benevento, sarà a Firenze con l’unico obiettivo di iniziare a fare punti. Ranieri probabilmente coprirà ulteriormente la squadra affidandosi ad un 4-5-1 abbottonatissimo con Candreva pronto ad innescare l’unica punta Quagliarella. La squadra di Iachini è chiamata dunque a prendere in mano il pallino del gioco come successo alla prima di campionato contro il Torino nella speranza che gli attaccanti, quali essi siano, riescano a centrare la porta con maggiore frequenza rispetto a quanto successo nelle prime due gare.

Conquistare tre punti e poi la chiusura del mercato:

stiamo in contatto….. Ne vedremo delle belle!!!

Chi vince, chi perde

Ed anche questo election day è passato! Differentemente da altre volte però, è possibile individuare piuttosto nettamente i vincitori e gli sconfitti nonostante le consuete dichiarazioni di rito. Il voto sul referendum e quello relativo alle elezioni regionali, ci pone di fronte ad una situazione piuttosto in controtendenza rispetto ai sondaggi ed a tutto ciò che ci è stato raccontato dalle maggiori testate giornalistiche italiane nelle ultime settimane. L’onda travolgente del centro destra è stata forte ma il centrosinistra, e soprattutto il Partito Democratico, ha retto l’urto riuscendo anche a segnare una vittoria assolutamente insperata fino all’apertura delle urne in Puglia.

Andiamo dunque per gradi:

  • Il primo dato che merita di essere analizzato, è quello dell’affluenza: quasi il 54% degli italiani è andato a votare nonostante la minaccia Covid e nonostante che in diverse parti del Paese la scheda referendaria fosse l’unica da depositare nell’urna. Che sia un segno di ritorno alla normalità o un reale interesse alla consultazione referendaria in sé, credo che la partecipazione sia sempre da salutare con entusiasmo e gioia. Penso che il dato sia stato gonfiato soprattutto dai sostenitori del No che negli ultimi giorni hanno oggettivamente cercato di mobilitare il più possibile il proprio elettorato creando un fronte comune su tutte le testate nazionali (escluso Il Fatto Quotidiano) che ha permesso una piccola rimonta. Il Si ha comunque vinto con il 69,6% dei voti, un si che è stato cavalcato quasi esclusivamente dal Movimento 5 Stelle e dal Partito Democratico (nemmeno tutto), che infatti si sono intestati la vittoria. Quando si opera un taglio lineare quale quello uscito da questa riforma, è doveroso interrogarsi subito su quali problemi possa creare tale taglio. Poiché ritengo alcuni dubbi espressi su tale riforma fondati, voglio credere a coloro i quali si dicono già pronti ad adattare il nuovo parlamento alle esigenze democratiche di rappresentanza di cui il paese ha bisogno. Credo sia dunque necessario un sistema elettorale proporzionale magari con le preferenze (o un sistema uninominale) che restituisca un rapporto maggiormente diretto tra eletti ed elettori. Urge poi ridisegnare i collegi elettorali onde evitare un’eccessiva penalizzazione per alcune zone del paese, così come una riforma dei regolamenti parlamentari e dell’elezione del Presidente della Repubblica. Insomma non mancano i nodi da sciogliere per ricucire saggiamente il taglio netto operato con la vittoria del Si.
  • Il secondo dato è quello delle elezioni regionali: di fronte allo sbandierato cappotto che aveva previsto Salvini non più tardi di 2 settimane fa, la “partita” è terminata con un pareggio 3-3. Diciamo subito che erano considerate chiuse le competizioni in Veneto, Campania, Liguria e Marche, mentre era tutto aperto in Puglia ed in Toscana. La dinamica delle due elezioni regionali è stata molto diversa. Quella toscana ha ricalcato quasi fedelmente la vicenda dell’Emilia Romagna, con una maggiore difficoltà derivata dalla campagna elettorale estiva e dall’assenza delle Sardine. Tali mancanze però, sono state compensate dalla drammatizzazione a cui abbiamo assistito negli ultimi 10 giorni di campagna elettorale quando i sondaggi sembravano dare in vantaggio la Ceccardi. La narrazione di una destra in camicia nera, di una terra da difendere contro i barbari, ha permesso al centrosinistra di serrare le fila e mobilitare, anche attraverso il mondo dello sport e del volontariato, le persone che ancora una volta hanno scelto la continuità rappresentata da Giani, un politico di lunga data molto conosciuto sul territorio ed apprezzato per la disponibilità e la cultura. In Puglia invece, la vittoria è più personalistica: non c’è nessun dubbio che Emiliano sia riuscito ad attrarre a sé una sorta di voto utile che ha fatto propendere la bilancia a suo favore con uno scarto assolutamente inaspettato. Gli ultimi giorni di campagna elettorale sono stati anche in questo caso decisivi, ed una ritrovata unità a sinistra ha giovato alla conferma del candidato. Basti pensare che nell’ultima settimana anche il predecessore di Emiliano, Nichi Vendola, ha lavorato con forza per far convergere sul Governatore uscente quelle forze di sinistra che lo hanno sempre visto quasi come un intruso (per alcuni troppo grillino, per altri troppo di destra). Fatto sta che la convergenza di un campo ampio di centrosinistra ha ribaltato sia in Toscana che in Puglia i pronostici ed i sondaggi.
  • Se vogliamo poi approfondire il voto toscano, possiamo dire che pur nella sconfitta il centrodestra arriva a percentuali oltre il 40% impensabili solo fino a qualche anno fa. La chiusura della campagna elettorale a Firenze con tutti i big aveva probabilmente fatto sognare ma, nonostante Salvini abbia tenuto un basso profilo, la vittoria è sfuggita anche stavolta. Nel centrosinistra invece, il PD esce come asso pigliatutto della coalizione che ha sostenuto Giani: conquista la quasi totalità dei consiglieri di maggioranza ed è solidamente il primo partito della regione. Chi esce fortemente deluso invece è Italia Viva che aveva annunciato che la Toscana avrebbe consegnato al partito di Renzi percentuali a due cifre. In realtà, la creatura dell’ex sindaco di Firenze, non arriva nemmeno al 5% e porta in Consiglio Regionale solamente due rappresentanti. Se a questo risultato sommiamo quello della Liguria, del Veneto e della Puglia (dove Italia Viva sta tra lo 0,6 ed il 2,5% seppur con +Europa o con Azione), dobbiamo constatare come ancora una volta i giornali diano grande risalto a personaggi che poi hanno ben poco riscontro nelle urne.  La sconfitta più sonora però, per la storia che rappresenta, è quella della sinistra in ogni sua declinazione. In Toscana non riesce ad entrare in Consiglio né la sinistra che si è adoperata affinché Giani divenisse governatore (Sinistra Civica Ecologista al 2,9%), né quella che si opponeva ad una candidatura e ad un programma troppo moderato ed asservito alle solite logiche (SI Toscana a sinistra con Tommaso Fattori al 2,8%). Il risultato è che la sinistra in Toscana, regione rossa per antonomasia, non avrà alcun rappresentante all’interno del nuovo Consiglio Regionale. Credo che ogni parola sia superflua: la sinistra segna il punto più basso della sua storia in regione. Riuscirà mai a risollevarsi dalla polvere?

Concludendo,  ritengo opportuno nominare il grande vincitore ed il grande sconfitto di questa tornata elettorale: vince chiaramente Zingaretti, che riesce a tenere Puglia e Toscana, fagocita tutto l’elettorato di centrosinistra e stabilizza il governo e la prospettiva di un’alleanza organica con il M5S e la sinistra di Bersani, Speranza e (spero) Elly Schlein. Perde invece sonoramente Salvini che, dopo la sconfitta della Borgonzoni, incassa anche quella della Ceccardi e deve rinviare (chissà per quanto) la spallata al governo. Cresce l’insoddisfazione anche all’interno del proprio partito se si pensa che in Veneto la lista Zaia riesce ad ottenere più del triplo dei consensi leghisti e Fratelli d’Italia rosicchia diversi voti in tutte le regioni. Svolta in vista nel partito o cambio di linea?

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – TORINO= 1 – 0

Buona la prima! Al termine di una gara ben giocata soprattutto nel secondo tempo, la Fiorentina conquista tre punti meritati e per una settimana si gode la testa della classifica. Commisso può festeggiare il ritorno dagli USA con la millesima vittoria viola al Franchi.

IL BUONO

  • L’azione del gol: la combinazione Chiesa Castrovilli regala tre punti alla squadra viola e riempie gli occhi ai tifosi viola. I gioielli di Commisso hanno giocato una partita sottotono fino al momento decisivo, ma hanno fatto la giocata della partita. Gol, vittoria, tre punti, vetta dalla classifica. Serve altro?
  • Biraghi: tornato da Milano nello scetticismo generale, gioca una partita decisamente convincente. Nel primo tempo è uno dei pochi calciatori viola in grado di creare qualcosa di importante, arriva più volte sul fondo e mette in mezzo tanti palloni interessanti. Anche nella ripresa resta su livelli ottimali nonostante qualche piccola sbavatura in fase difensiva. Sembra un altro!
  • Dragowski: la Fiorentina ha avuto quasi sempre il controllo della gara ed ha creato le occasioni più importanti, ma se il portiere polacco non avesse compiuto un grandissimo intervento dopo circa 20 minuti, probabilmente staremmo parlando di un’altra partita. Spesso si dice che i grandi portieri sono quelli che risultano decisivi anche se impegnati una sola volta. Se è così, siamo sulla buona strada.
  • Kouamè: nel primo tempo entra in tutte le occasioni della Fiorentina. In terzo tempo è un’ira di Dio, di testa sono tutte sua e solo un Sirigu in versione fenomeno riesce ad arginarlo. Se lo strapotere fisico fosse accompagnato alla freddezza sottoporta, saremmo di fronte ad un attaccante da ampia doppia cifra. In netta crescita.
  • Milenkovic: un muro invalicabile! Seppur senza la guida di Pezzella, anche in questa occasione si conferma un vero baluardo. Uno sola indecisione a metà primo tempo, poi Zaza e Belotti sono sempre costretti a girare alla larga. Incedibile!

IL BRUTTO

  • Ribery: attenzione…attenzione…..il francese ha sbagliato una partita!!! Stasera Franck è nettamente uno dei peggiori in campo; non salta mai l’uomo, non inventa mai nulla nè per sè stesso, nè per i propri compagni, non arriva mai al tiro in porta. Gioca una partita anonima ed inoltre appare evidente come limiti l’azione di Castrovilli: partendo sempre dal centrosinistra, occupa quegli spazi tra Biraghi e Kouamè che servirebbero a Castrovilli per inserirsi e ricevere la palla sulla corsa. Trovando invece gli spazi occupati dal francese, il numero 10 è costretto a ricevere palla sempre addosso e questo limita molto le sue potenzialità. Iachini deve trovare una soluzione!
  • Chiesa: gioca in una posizione che non è la sua, ma l’atteggiamento del primo tempo è francamente inaccettabile. Non riesce mai a superare il diretto avversario, nè a calciare verso la porta. Cresce nel secondo tempo e diventa decisivo in occasione della rete di Castrovilli. A quando il vero Chiesa?

Ci siamo!!!

In un clima ovattato e ben diverso da quello solito, il campionato di Serie A sta per iniziare e sarà la Fiorentina ad avere l’onore e l’onere di toccare la prima palla della stagione 2020/2021.

Sarà ancora una volta un Franchi desolatamente vuoto ad ospitare la gara contro il Torino nella speranza che già dal prossimo mese di ottobre si possa tornare allo stadio seppur in numero ridotto e con regole nuove e diverse. E’ notizia di oggi che il Ministro Spadafora ha dato il via libera all’ingresso di un numero massimo di 1.000 spettatori per assistere ad eventi sportivi in spazi all’aperto rispettando un protocollo ben definito: questo fine settimana poi, in Toscana, si giocherà il primo turno delle Coppe delle categorie dilettanti di calcio con la presenza del pubblico secondo un protocollo rigido ed accurato.  Speriamo che presto tocchi anche al calcio professionistico!

Tornando alla prima giornata di campionato, credo che la Fiorentina parta con i favori del pronostico. Se devo trovare un senso alla riconferma di Iachini, oltre alla costruzione di una delle migliori difese nelle gare post-Covid 19 ed alla salvezza conquistata con largo anticipo, credo che il senso sia da ricercare principalmente nel poco tempo a disposizione dei tecnici per preparare la nuova stagione. Tra la conclusione del vecchio campionato e l’inizio del nuovo, è trascorso poco più di un mese e questo dovrebbe avvantaggiare quelle compagini che lavorano con lo stesso allenatore. Se a ciò aggiungiamo che i viola si schiereranno con lo stesso modulo (non sia mai che si possa sperimentare qualcosa di diverso dal 3-5-2!!!) ed hanno cambiato pochissimo anche in fatto di uomini, la bilancia propende tutta dalla parte di Iachini e soci. La Fiorentina dovrebbe schierare solamente Bonaventura e Biraghi come debuttanti rispetto alla scorsa stagione, e non dimentichiamoci che il terzino sinistro viene da una stagione con Conte che utilizza esattamente lo stesso modulo e dunque i compiti per l’esterno mancino saranno più o meno gli stessi. Se poi Biraghi non dovesse farcela, ci sarà spazio per un altro fedelissimo del mister marchigiano, Pol Lirola. Davanti la coppia prescelta per partire dall’inizio dovrebbe essere quella composta da Kouamè e Ribery, con Cutrone e Vlahovic pronti a subentrare dalla panchina.

Di fronte invece, ci sarà un Torino rivoluzionato per ora più nelle idee che negli uomini. Con il nuovo mister Giampaolo, i granata si schiereranno con il 4-3-1-2, modulo preferito dal tecnico ex Milan, modulo però per il quale al momento la squadra non sembra essere coperta in ogni reparto. Dopo la gestione Mazzarri e l’interregno Longo, il Torino è di fronte ad una rivoluzione tattica che non sembra completata negli interpreti: basti pensare che un calciatore come Izzo, perfetto per la difesa a 3 e grazie ad essa arrivato in nazionale, fa fatica a trovare una giusta collocazione in una linea a 4. Esterno basso a destra oppure centrale accanto a Nkolou? E poi, giusto per fare un altro esempio: a chi affidare il ruolo di trequartista, vero fulcro del gioco di Giampaolo? Forse Berenguer, solitamente abituato però a giocare sull’esterno! Il reparto probabilmente più pronto a recepire le nuove istruzioni sembra essere il centrocampo, se non altro perché Giampaolo ha ottenuto il suo fido scudiero Linetty che sarà impegnato a contenere uno tra Bonaventura e Castrovilli.

Insomma, tutto sommato credo che il Torino sia uno degli avversari migliori che potessero capitare alla Fiorentina alla prima di campionato. Se poi, come dichiarato da Iachini nella conferenza stampa pre gara, i viola saranno veramente capaci di mostrare in fase offensiva la stessa organizzazione che fino ad oggi si è vista solamente nella metà campo difensiva, allora il campionato potrebbe rivelarsi molto interessante. Sarà fondamentale trovare alternative allo spartito “diamo la palla a Ribery e qualcosa succederà”, altrimenti il rischio è quello di continuare a vedere un film già visto troppe volte.

E purtroppo anche la pellicola più bella del mondo, se vista ogni settimana, alla lunga annoia.

Tra palco e realtà

Dopo troppi mesi di assenza dovuti essenzialmente all’emergenza sanitaria causata dal Covid 19, Rocco Commisso è tornato a Firenze ed ha dettato la linea. Ha usato parole chiare e nette ma non tutte sono quelle che i tifosi viola avrebbero voluto ascoltare.

  1. La notizia più importante è che il Presidente della Fiorentina si fermerà in città per qualche mese, non per qualche giorno come successo le scorse volte. La decisione di stare vicino alla squadra, alla città, alla società, ben rappresenta l’importanza del momento: tanti nodi sono venuti al pettine ed è arrivato il momento delle scelte definitive.
  2. Il Centro Sportivo: dopo che si è tenuta la Conferenza dei Servizi alla presenza del Comune di Bagno a Ripoli e della Sovrintendenza, sembra si sia finalmente arrivati ad un accordo che permetterà l’avvio dei lavori al massimo all’inizio del 2021. Commisso ha nuovamente fatto presente che più volte la società è venuta incontro alle richieste del Dr. Pessina e soci, adesso è il momento del si o del no. Sono perfettamente d’accordo con la presa di posizione del Presidente viola poiché ancora una volta si rallentano lavori su una zona che precedentemente era completamente abbandonata! L’area in cui sorgerà il Centro Sportivo viola era piena di erbacce, sterpaglie, rifiuti ed alcune palazzine erano anche occupate da spacciatori e senzatetto. Oltre a ciò, si dovrebbe anche pensare all’impatto economico che tali lavori avranno sul tessuto fiorentino: in un momento di crisi come questo, siamo sicuri che far scappare gli investimenti che mirano al recupero di tali zone sia la decisione migliore?
  3. Lo Stadio: Commisso ha avuto parole di grande apprezzamento per la modifica della norma che potrebbe aprire la strada ad un nuovo Franchi, ma ha anche già messo in chiaro che le sue condizioni per investire su Campo di Marte restano le stesse. Il patron vuole il controllo totale sul progetto, tempi rapidi e costi giusti. Qui credo si giocherà una partita a scacchi in cui i giocatori saranno molteplici e sarà necessaria la collaborazione tra Stato, Comune e Società per venirne a capo. E’ chiaro che un nuovo stadio a Campo di Marte non è pensabile senza la realizzazione della tramvia e senza una modifica importante alla viabilità dell’intero quartiere: ciò rischierebbe di creare gli stessi problemi che viviamo oggi. Ad ognuno dovrà spettare la propria parte e credo che in tal senso anche le Ferrovie dovrebbero diventare attore protagonista non solamente con il possibile nuovo parcheggio da 3.000 posti nella zona di loro proprietà, ma anche con il rafforzamento dei collegamenti tra la stazione di Campo di Marte e le altre stazioni. Anche qui, pur rispettando la storia dell’Artemio Franchi, credo sia necessario uno scatto in avanti, un cambio di passo, che faccia diventare Firenze una città più moderna, più ricca, al passo con i tempi.
  4. La squadra: e qui veniamo alle dolenti note (o forse solamente alla pretattica). Commisso ha utilizzato le stesse parole del Direttore Sportivo Pradè: la rosa è pressoché completa anche se di fronte ad un’occasione la proprietà non si tirerà indietro. Sinceramente la cosa non mi convince. Credo sia una posizione di pretattica poiché la scorsa stagione, quando il Patron raccontò che i soldi non erano una problema, tutti i prezzi andarono alle stelle. Ciò detto, non possiamo però negare un filo di delusione: la gestione dei rinnovi contrattuali ad esempio, sembra essersi incanalata su un binario morto e Milenkovic, Chiesa e Pezzella sono ancora ad attendere quel riconoscimento promesso pubblicamente dalla società. Far arrivare tre dei tuoi migliori giocatori in scadenza 2022 senza rinnovo a questo punto della stagione, non mi sembra l’idea del secolo soprattutto se dietro ad uno dei migliori difensori giovani del campionato lavora quel volpone di Ramadani, se uno dei migliori talenti del settore giovanile degli ultimi anni gioca col muso lungo ormai da 1 anno ( e con questo allenatore deve fare il terzino) e se il capitano è appetito da piazze più importanti ma non ha ancora ricevuto ciò che gli è stato promesso. Ma la delusione più grande è stata la parte dell’intervista relativa agli obiettivi: sentir dire che la mancata qualificazione europea della Fiorentina non può essere considerata un fallimento, è un colpo al cuore per dei tifosi che hanno accolto Commisso come fosse il nuovo Messia. Sentirsi dire che l’obbiettivo primario è rimanere nella parte sinistra della classifica, significa che anche la stagione 2020/2021 parte con ben poche ambizioni.

Insomma, dopo l’espressione clienti, siamo all’arte del vivacchiare.  Se poi i tifosi viola devono accontentarsi del ritorno di Borja Valero …. allora forse avevamo capito male!!