Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – BOLOGNA = 1 – 0

Una Fiorentina più fortunata che bella conquista tre punti che tengono viva la speranza per la rincorsa all’Europa. Una volta tanto anche la Dea bendata ha arriso a Vincenzo Italiano ed i suoi ragazzi: i due pali colpiti dal Bologna nella prima frazione avrebbero potuto minare tutte le certezze viola, ma stavolta è andata decisamente bene. L’espulsione di Bonifazi poi, ha cambiato del tutto le gerarchie della gara ed ha permesso alla Fiorentina di giocare un secondo tempo arrembante e convincente. Ancora una volta è stato il capitano morale di questa squadra, il condottiero di Firenze Lucas Torreira ad essere decisivo non solamente con una prestazione sontuosa ma stavolta anche con la rete che ha deciso il match. L’uruguagio, insieme alla coppia difensiva composta da Igor e Milenkovic, ha permesso alla Fiorentina di tornare alla vittoria e di continuare a sognare quel traguardo che ad inizio anno sembrava impossibile. Certo il prossimo appuntamento a Milano, contro l’Inter di Simone Inzaghi, non è tra i più agevoli, ma i ragazzi di Italiano hanno dimostrato più volte di essere in grado di giocarsela con tutti a viso aperto. Vediamo adesso i migliori ed i peggiori della gara contro il Bologna.

IL BUONO

  • Torreira : che vita sarebbe senza il centrocampista uruguagio? Certo in questi anni Pradè ne avrà sbagliate tante di scelte, ma questa è una di quelle che cambia la faccia della squadra. Lotta, sgomita, recupera palloni, imposta il gioco, gestisce i ritmi della contesa. Ultimamente poi, per farlo uscire dalle grinfie delle marcature avversarie, Italiano gli ha chiesto di inserirsi di più in area e di andare ad attaccare l’area avversaria con continuità. Dopo che con il Verona aveva sprecato una chance clamorosa su assist di Callejon, stavolta segna il gol da 3 punti dopo aver colpito anche un palo. Leader indiscusso.
  • Nico Gonzalez: uno dei giocatori più antipatici contro cui giocare in serie A. Cerca sempre il contatto, simula spesso, picchia almeno quanto viene picchiato….ma quando gioca nella tua squadra lo ami perché non si risparmia mai ed è sempre in grado di fare la differenza. Anche contro il Bologna guadagna decine di falli, riempie gli avversari di cartellini, recupera tantissimi palloni. Fastidioso come una birra calda a Ferragosto.
  • La coppia Igor Milenkovic: contro una squadra che ha un attacco in cui si mischiano potenza e velocità sbagliano pochissimo. Finalmente si conoscono e si coprono le spalle, le rispettive caratteristiche si sposano perfettamente ed anche le pause sono limitate al minimo. Solo in un’occasione Igor si fa saltare secco da Orsolini che fortunatamente prende il palo, poi più nulla. Coppia titolare.
  • La Dea bendata: spesso nelle ultime settimane ci siamo rammaricati perché tutti gli episodi sembravano averci voltato le spalle. Contro il simpaticissimo Mihajlovic ci siamo rifatti con gli interessi! Se solo penso a come poteva essere la partita sotto di un gol dopo dieci secondi mi vengono i brividi….Speriamo non ci abbandoni più!

IL BRUTTO

  • La coppia Piatek – Cabral: la gara contro il Bologna ha dimostrato che purtroppo, al momento, non abbiamo un attaccante completo per l’assalto all’Europa. Piatek, mortifero nei sedici metri, ha nuovamente messo in luce tutti i suoi limiti nella fase di copertura della palla e di costruzione del gioco insieme alla squadra. Pur non avendo di fronte dei mastini insormontabili, il polacco ha perso quasi tutti i duelli personali e non si è mai reso pericoloso. Il brasiliano che lo ha sostituito poi, si è certamente dato da fare, ma è apparso indietro sia nella condizione atletica che nella comprensione del calcio italiano. Spesso anticipato, non è mai riuscito a concludere verso la porta avversaria. Strada in salita!
  • Terracciano: anche lui sembra essersi fermato al gol subìto contro la Juventus nel recupero. Non è più così sicuro né in presa né soprattutto con i piedi rischiando almeno un paio di volte di regalare occasioni clamorose agli attaccanti felsinei. Se la differenza tra lui e Dragowski risiede soprattutto nel gioco tra i piedi, urge tornare a trovare sicurezza ed intraprendenza. Forza Pietro!

A più tardi con il Corner Viola!

6 pensieri su “Il buono, il brutto, il cattivo

  1. Nella stagione 2018 – 2019 la Fiorentina giocò con uno dei peggiori portieri che abbia mai avuto: Alban Lafont. Era chiaro fin dalle prime partite che era stato un acquisto sbagliato, ma la Fiorentina l’aveva pagato 8 milioni di euro, quindi Pioli fu costretto a farlo giocare titolare tutto l’anno. Dragowski, consapevole di essere forte il triplo di lui, giustamente non accettò questa situazione e a Gennaio andò in prestito a Empoli, dove disputò un girone di ritorno strepitoso.
    Dopo essere tornato alla base ha sempre giocato titolare fino a pochi mesi fa, quando Terracciano l’ha superato nelle gerarchie per il motivo che hai detto tu: lui sa giocare con i piedi e Dragowski no. Lo capii nella partita d’andata con l’Inter: in quell’occasione il polacco provò più volte ad avviare l’azione, ma ogni volta tirava delle svirgolate pazzesche, facendo innalzare il pallone a campanile e rischiando di farlo finire sui piedi di Dzeko e Lautaro Martinez quando tornava giù.
    Mi dispiace molto che la storia di Dragowski in maglia viola sia finita in questo modo. Sia perché lo ritengo un buon portiere, sia perché non approvo questa moda della costruzione dal basso: per me i portieri e i difensori devono pensare a difendere e basta, se si mettono a giocare la palla rischiano di perderla in una zona pericolosa del campo e di far subire alla squadra un gol assolutamente evitabile.
    P.S.: Lafont non è stato l’unico calciatore che siamo stati costretti a far giocare “per non disperdere l’investimento fatto sul giocatore”. Ad esempio, ai tempi di Prandelli era chiaro come il sole che Pazzini era molto meglio di Bojinov come spalla di Luca Toni, ma Bojinov era stato pagato 15 milioni di euro, e quindi Prandelli era costretto a farlo giocare pur sapendo benissimo che avrebbe fatto pietà dal primo all’ultimo minuto. Onestamente non ho mai amato queste scelte “aziendaliste”: se un giocatore strapagato non rende lo devi togliere, altrimenti oltre ai soldi perdi anche dei punti in classifica. E infatti quell’anno con Lafont in porta ci siamo salvati solo all’ultimo minuto dell’ultima giornata: per non buttare gli 8 milioni investiti su di lui abbiamo rischiato di buttare la serie A.

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    • Grazie mille! Ad onor del vero con Lafont la società ha fatto un’ottima plusvalenza ed anche la stagione successiva con Dragowski in porta ci siamo salvati nelle ultimissime battute. Io non credo agli allenatori che rischiano di perdere le partite per fare giocare chi vuole la società ma tutto può essere. Effettivamente alcune scelte tecniche sono spesso incomprensibili e dunque può essere che sia come dici tu. Ottimo anche l’esempio di Bojinov…altro pacco che ci rifilò Corvino a peso d’oro…

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      • Corvino quando si trattava di vendere sapeva sempre spuntare un prezzo superiore al reale valore del giocatore, e la cessione di Bojinov lo prova in modo molto chiaro. Il problema è che non sapeva comprare, perché si fidava troppo del suo fiuto, e riempiva la squadra di incognite assolute provenienti da campionati improbabili: quando le sue intuizioni si rivelavano esatte la Fiorentina faceva un buon campionato, quando toppava venivano fuori delle stagioni da incubo. E siccome una società come la nostra non può giocare d’azzardo in questo modo, Commisso fece benissimo a non confermarlo quando arrivò alla Fiorentina (Corvino per uscirne bene disse che se n’era andato di sua spontanea volontà, ma sappiamo tutti che Rocco non gli avrebbe mai rinnovato il contratto).
        Ho visto anche il tuo video su Youtube: il tuo interlocutore fa benissimo a sottolineare che è assurdo giocare come ai tempi di Vlahovic (ovvero facendo dei lanci in verticale per la punta), perché a differenza del serbo Piatek non è bravo ad arpionare il pallone quando viene servito in questo modo. Con lui bisogna giocare in maniera diversa, la maniera che ha suggerito il tuo amico: dobbiamo giocare palla a terra e mettergliela direttamente sui piedi, altrimenti non segnerà mai.
        Tu invece hai fatto bene a sottolineare che Torreira ha fatto una partita mostruosa nonostante Soriano l’abbia marcato a uomo per tutta la partita. Solo i campioni riescono a giocare bene anche quando hanno un uomo addosso, e Torreira ieri ha dimostrato di esserlo: è una vera fortuna che un giocatore così bravo si sia innamorato di Firenze. Amore assolutamente ricambiato! 🙂

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