Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – TWENTE = 2 – 1

Un’altra gara dai due volti che regala alla Fiorentina un successo che lascia però aperta la qualificazione in vista della gara di ritorno. Un avvio scintillante, devastante, sontuoso, un primo tempo complessivamente ottimo che ha riempito gli occhi grazie a fraseggi, sovrapposizioni, scambi di prima, ha permesso ai viola di andare al riposo con un doppio vantaggio che sarebbe stato da gestire molto meglio. Nella ripresa infatti, la Fiorentina ha dovuto obbligatoriamente abbassare i ritmi (non era pensabile reggere 90 minuti in quel modo) ed ha ancora una volta pagato l’errore di un singolo che ha portato alla rete olandese. Peccato perché i viola avrebbero meritato, contando le occasioni da rete create, di uscire dal campo con un doppio vantaggio: solo un calo atletico o c’è qualcos’altro? Vediamolo assieme!

IL BUONO

  • Sottil: mamma mia che spettacolo!! Dopo la grande prova contro la Cremonese, l’ultima gemma uscita dal settore giovanile viola si riconferma con una prova sontuosa. Nel primo tempo si dimostra assolutamente immarcabile con giocate di alto livello che confezionano sia il primo che il secondo gol: dapprima inventa la giocata per liberare Biraghi al cross, poi scappa sul filo del fuorigioco e consegna a Cabral un cioccolatino solo da scartare. Al momento è il vero fulcro del gioco viola. Quanto conta la testa nel gioco del calcio: ora continuiamo a pedalare!!
  • Nico Gonzales: stavolta il proscenio è tutto per Sottil, ma quando gioca Nico tutto risulta più facile. Sblocca la gara con un gol da attaccante vero dopo 59 secondi e salta praticamente sempre il proprio marcatore nel primo tempo. Nei pochi momenti di difficoltà poi, è sempre furbo a prendersi la punizione giusta per far respirare la squadra. Ancora non al top atleticamente, cala insieme alla squadra nella ripresa. Totem indiscutibile.
  • Amrabat: letteralmente una piovra. In mezzo al campo recupera centinaia di palloni cercando anche di dare un senso alle giocate in fase di costruzione. Pur non essendo proprio un architetto, finché la squadra regge i ritmi alti ed i movimenti dei compagni sfiorano la perfezione, anche la sua regia sembra assolutamente appropriata. I problemi nascono invece nella ripresa quando i ritmi si abbassano e la Fiorentina avrebbe bisogno di una gestione del pallone di maggiore qualità. Non si può però chiedere al gladiatore Sofyan anche questo: Amrabat è un calciatore che ha bisogno di un piede fino accanto (vedi Veloso nel Verona o Torreira nella scorsa stagione), di qualcuno che lo aiuti quando, per uscire dalle situazioni complicate, serve la giocata di qualità. Daniele, Rocco, Joe mi ricevete?
  • L’approccio alla gara: se la Fiorentina è quella dei primi 30 minuti, anche quest’anno ci divertiremo veramente tanto! Se pensiamo tra l’altro che dalla formazione titolare mancavano il Rettore Bonaventura ed il roccioso Igor, l’inizio gara assume contorni ancor più esaltanti. Era chiaro che la squadra non avrebbe potuto reggere 90 minuti in quel modo, ma per essere la prima su una panchina europea di Vincenzo Italiano e la prima dopo tanti anni per la Fiorentina, c’è di che essere soddisfatti. In Olanda per entrare nella fase a gironi!

IL BRUTTO

  • La gestione del secondo tempo: credo nessuno potesse pensare che i viola avrebbero giocato una ripresa pari alla prima frazione, ed infatti così è stato. Credo che la compagine di Italiano sia ben allenata e ben preparata e che dunque la condizione atletica sia destinata a crescere gradualmente nelle prossime settimane. Ciò che però mi disturba è la pochissima qualità presente nella rosa del centrocampo viola: come avevamo anticipato al Corner Viola in sede di presentazione, affidando le chiavi della regia ad Amrabat, diventa inevitabile cercare la giocata sugli esterni ma in questo modo diventi una squadra monodimensionale e dunque più leggibile. L’infortunio di Castrovilli, il mancato riscatto di Torreira e l’assenza di Bonaventura hanno privato la squadra dei calciatori in grado di accendere la luce e dunque quando devi alzare il piede dall’acceleratore tutto diventa più complicato. In tre parole: tocca alla società!
  • Il gol subito: dopo i macroscopici errori della prima di campionato, ieri sera ci siamo cascati nuovamente. La Fiorentina ha subito un gol evitabilissimo per una grave disattenzione di Biraghi, fino a quel momento tra i migliori, che non ha tenuto la linea lasciando in gioco l’attaccante del Twente. Questi cali di concentrazione non sono ammissibili a questi livelli, soprattutto se poi ci riempiamo la bocca dichiarando che proveremmo addirittura a lottare per la Champions (pura follia per me)! Le gare spesso si decidono sui dettagli, dobbiamo migliorare in fretta!
  • Ikonè: un calciatore così delizioso tecnicamente non può giocare in questo modo! E’ assolutamente inaccettabile l’atteggiamento con cui è entrato in campo anche ieri sera: timido, svogliato, senza mai la voglia di azzannare la palla ed il campo. Non salta l’uomo, non calcia in porta, gioca la palla solo in orizzontale. Non avrei mai pensato di dirlo ma…. meglio Kouamè!!

Alla prossima!

4 pensieri su “Il buono, il brutto, il cattivo

  1. Ciao a tutti e grazie per questo bellissimo spazio!
    La frequentazione virtuale intensiva 😅 alla lunga consente di “tipizzare” i frequentatori. Che ne dite?
    Da Flavio per esempio mi aspettavo quel tipo di gradita risposta dell’altro giorno. Siamo in mercato aperto? La società provveda.
    Lungo è un entusiasta. La sua preferenza su Mr Novanta Chili (come viene definito dai critici) la dice…Lunga 😂.
    Anche io mi aggrappo a Jovic come unica speranza di andare oltre i 62 punti. Perché per il resto, il mercato è stato conservativo. Si sono sostituiti prestiti ad alto ingaggio con giocatori a titolo definitivo con stipendi nei parametri.
    Comunque caro Lungo ieri è stato divertente come sempre guardare Jovic. Trotterellava a piccoli passi come un pistolero che sfiora il grilletto. Nell’unico pallone giocabile che ha ricevuto, anche da fermo ne ha messi a sedere due. Sarà roba da circo come tanti dicono: a me da bambino il circo è sempre piaciuto

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    • Grazie Ugo! Sia per la tua frequente lettura, sia per i tuoi commenti sempre intelligenti e divertenti. Devo dire però che stavolta ti sei superato…. è uno dei più bei commenti mai scritto su questo blog! Grazie di cuore, è per queste cose che ho avuto l’idea di aprire un blog ed avere persone come te che scrivono mi fa capire che l’idea era giusta!

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  2. Che Ikoné fosse svogliato (nel senso che non ha voglia di stare a Firenze) lo si poteva intuire già qualche mese fa, quando disse chiaro e tondo che considerava la Fiorentina uno step intermedio della sua carriera. Come a dire: per il momento mi tocca stare qua, ma state tranquilli che un domani calcherò palcoscenici più importanti. Le cose stanno proprio all’opposto di come crede Ikoné: per lui è già troppo anche la Fiorentina, e infatti (come hai detto tu) in questo momento anche un Kouamé qualsiasi si sta dimostrando migliore di lui.
    Cabral invece ha proprio l’atteggiamento giusto. Ha accettato il suo ruolo di riserva fin dal primo giorno, senza mai fare polemica; in più, quando viene chiamato in causa si impegna e lascia il segno. In tutti i ruoli è difficile trovare un giocatore che stia in panchina senza fiatare, ma nel caso del centravanti ancora di più, perché loro vivono per il gol, e non possono sopportare di stare a guardare un’altra punta che li fa al posto loro. Di conseguenza mi sento molto fortunato ad avere Cabral nella mia squadra, e spero che ci resti per tanti anni ancora.

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    • Caro Wwayne hai proprio ragione su tutta la linea! Al momento Ikoné non merita assolutamente di giocare in una compagine che sta disputando le competizioni europee…speriamo torni presto quello di Lille. Quanto a Cabral, ha dimostrato di essere un grande professionista: si è messo a disposizione di allenatore e squadra, si è impegnato anche se entrato a pochi minuti dal termine, ha lasciato che venisse prima la parola “noi” anziché “io”. Avanti con Re Artù!

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