Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – INTER = 3 – 4

Una partita folle, emozionante, piena di distrazioni ed errori tecnici individuali che condanna la Fiorentina all’ennesima sconfitta interna e spenge le residue speranze di guardare ad un campionato diverso dal vivacchiare. Non si può dire che la squadra di Vincenzo Italiano non ci abbia provato dopo aver riaperto una gara che sembrava senza speranze già dopo 20 minuti, ma Valeri da una parte e Venuti dall’altra hanno tarpato le ali ad una rimonta che aveva fatto volare i cuori viola in Paradiso. A niente sono valsi i gol degli attaccanti, stavolta schierati insieme (sarà un caso?), ma sapere di poter fare male agli avversari aiuta sia dal punto di vista psicologico che tattico, come andremo a spiegare qui sotto. Resta comunque ancora una volta un migliore in campo indiscusso: l’Artemio Franchi pieno di amore ed orgoglio che, guidato da una splendida Curva Fiesole, meriterebbe molto di più da una proprietà che sembra pensare solamente agli utili, alle infrastrutture, alle polemiche con i giornalisti, di calciatori che sanno solo polemizzare per i (troppi) pochi fischi riversati sulla squadra dopo alcune prove oscene, di un allenatore che ha la rapidità di un bradipo nel leggere le partite e provare qualcosa di diverso.  

IL BUONO

  • Kouamè: lotta, si sbatte, salta più volte un difensore del rango di Skriniar. Ancora una volta si sfianca in un doppio, triplo lavoro diviso tra la fase offensiva e quella difensiva. Non riesce a pungere come nelle ultime occasioni, ma resta un perno della squadra. Non possiamo più farne a meno.
  • Cabral: dopo i primi cenni di risveglio visti a Lecce, anche contro l’Inter gioca un’onesta partita per il calciatore che è. Lotta, sgomita, offre sponde, apre spazi: insomma tutto l’armamentario di un centravanti che però non è probabilmente ai livelli del calcio italiano. Almeno non si lascia andare a esultanze sguaiate o gesti antipatici e segna con grande freddezza il rigore che riapre il match. Professionista vero.
  • Ikonè: si conferma un calciatore che rende al meglio quando trova campo davanti per attaccare gli spazi liberi. Il gol è un gioiello grezzo in una serpentina in cui, come al solito, prima aveva incespicato sulla palla. Enigma irrisolto.
  • ltaliano: se la squadra riapre la partita con il cambio modulo e con una prova furente ed aggressiva, è anche perché, volenti o nolenti, il mister siciliano è entrato sottopelle ai calciatori e riesce ad infondere loro quella voglia di non mollare mai che è ormai una bella compagna di viaggio della squadra da quando è sbarcato a Firenze. Di tutto il resto ne parliamo tra poco.

IL BRUTTO

  • Milenkovic: una partita costellata di errori sia nei confronti di Correa che di Dzeko. Troppo dolce, molto spesso distratto, il lontano parente del condottiero di cui la squadra avrebbe bisogno. Un passaggio a vuoto glielo possiamo concedere.
  • Venuti: BASTA….BASTA….BASTAAAAAA (non Dusan). Non ne possiamo più!!! Dopo Udine, Bologna, Istanbul, ancora lui a regalare la partita agli avversari. E lui è quello che prima di una delle ultime partite di Conference League si è lamentato delle polemiche del pubblico? Lollo a te non dovrebbe essere permesso nemmeno di cambiarti davanti ad uno stadio come quello di ieri sera. Sei un miracolato e come tale dovresti ringraziare ogni giorno della situazione in cui ti trovi. Adesso però, fai un gesto da tifoso vero, chiamati fuori: non è la tua dimensione!
  • Jovic: ecco un altro fenomeno che a Lecce sembrava si fosse rotto tutto! Uno che, dopo aver segnato la rete contro l’Inter (il gol mancava dalla prima di campionato contro la Cremonese), si è permesso di esultare in modo polemico. Uno degli ultimi a permettersi una cosa del genere, il Cholito Simeone, da lì in poi fu subissato di fischi: spero faccia la stessa fine!
  • Valeri: l’insopportabile profumo del potere. Deve averlo sentito anche il fischietto romano ieri sera…. il rosso che manca a Di Marco in occasione del rigore viola credo entri direttamente nella saga degli orrori arbitrali della stagione 2022/2023. Sul gol del 3-4 poi, l’azione è viziata da un fallo di Dzeko su Milenkovic. Ma tanto che importa, domenica di nuovo ad arbitrare questo circo! Rien ne va plus!
  • Italiano: ieri sera, quando è entrato Jovic al posto di un centrocampista con oltre mezz’ora da giocare, con la squadra che passava finalmente ad un vero e proprio 4-2-3-1, ho avuto paura iniziasse a nevicare. Il mister viola ci ha messo più di 3 mesi a capire che, per come è costruita questa squadra, non può giocare con il modulo da lui prescelto. Chiaro che ieri sera la squadra ha preso anche alcune imbarcate quando ha giocato con Jovic, Cabral, Kouamè ed Ikoné, ma dobbiamo anche dire che, essendo sotto nel risultato, i due centrocampisti centrali sono sempre stati di costruzione e non di filtro. Con la coppia Mandragora-Amrabat, sono convinto che la Fiorentina possa trovare quegli equilibri necessari per non dover sempre viaggiare sulle montagne russe come ieri sera. Incredibile poi che, quando i calciatori sono stati messi nel loro ruolo, abbiano segnato: qualcuno (Flavio) dirà che i gol sono stati segnati su palla inattiva ma se hai più calciatori offensivi in campo, anche le squadre avversarie dovranno coprirsi in maniera diversa e magari tirarsi indietro. Senza contare poi che, giocando contro l’Inter disposta a 3 dietro, la contemporanea presenza di quattro calciatori offensivi li obbliga a cambiare atteggiamento. Speriamo che l’inversione sia definitiva: anche perché in questo modulo possono trovare spazio nei 3 dietro la punta anche calciatori come Saponara, ultimamente spaesato e Bonaventura, che in mezzo al campo offre qualità ma non quel filtro necessario ad una difesa ballerina. La più grave colpa però, è quella dell’inserimento di Venuti: con Dodò che ha chiesto il cambio ci sono tantissime soluzioni per NON vedere Venuti in campo. Innanzitutto Terzic a destra (visto che Biraghi continuava a fare la sua mediocre figura come sempre), oppure l’inserimento di Igor con lo scivolamento di Quarta o Milenkovic a destra, o perché no l’impiego di Bianco che a Moena ha interpretato quel ruolo per tutto il ritiro. Quando si ha bisogno di portare via almeno un punto (e dovrebbe saperlo anche lui quanto bisogno avevamo), ci si può sempre inventare qualcosa. Ma forse aver già dovuto mettere nel cassetto il 4-3-3 ha tolto lucidità.

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

LECCE – FIORENTINA= 1 – 1

Siamo condannati ad un lunghissimo nulla? Sarà un campionato tristemente anonimo come ci aveva abituato la gestione Iachini? Se dovessimo guardare al primo tempo di ieri sera, propenderei per una risposta ancora peggiore, cioè per una Fiorentina in lotta per non retrocedere. I viola dei primi 45 minuti infatti, sono stati tra i più brutti della gestione Italiano: lenti, impacciati, senza fuoco dentro, capaci solamente di lasciare praterie agli avversari senza costruire praticamente nulla. Se invece vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno, la Fiorentina della ripresa è apparsa una squadra in grado di reagire, che ci crede ancora, che vuole provare a rimettere in sesto la stagione, che non si è arresa all’idea di perdere la gara. Insomma una compagine che ha ancora qualcosa da dire e da dimostrare, non poco rispetto alla prima frazione!

Resta la pochezza tecnica disarmante non solo della Fiorentina, ma della gara in generale: tanti errori tecnici evidenti, tante disattenzioni dei singoli, poche variazioni tattiche nell’ambito dei 90 minuti. Sconcertanti poi le prove di quasi tutti i nuovi acquisti viola, di cui parleremo in modo più approfondito in seguito. Da un Mandragora incapace di leggere la partita, di interpretare il ruolo di regista e senza quella personalità necessaria per essere il nuovo Torreira, a Barak che continua a giocare perennemente sotto ritmo e senza spunti interessanti, fino ad uno Jovic con talmente tanta voglia di rilanciarsi da fermarsi al primo dolorino, per finire ad un Dodò che, almeno ieri sera, ha dimostrato di avere da mangiare ancora diverse pagnotte difensivamente parlando. Sorvolando sull’ingente spesa per l’acquisto di questi calciatori, tanto i soldi non sono un problema, sarebbe l’ora di aprire finalmente una riflessione seria sull’operato societario in sede di mercato. Italiano è certamente testardo e restìo ai cambiamenti, ha chiaramente dei limiti nella lettura delle gare, ma i calciatori arrivati a Firenze questa estate hanno oggettivamente impoverito un progetto tecnico (sempre che ci sia) che ha dei precisi responsabili: Daniele Pradè e Joe Barone. Purtroppo il mister ha accettato passivamente lo scempio, e questa resta la sua più grande colpa!

IL BUONO

  • Kouamè: ancora una volta si conferma per distacco il migliore in campo. Segna un bellissimo gol di testa, anche grazie ad un grande assist di Cabral, ed è protagonista di alcuni recuperi difensivi che dimostrano quanto il lavoro, l’applicazione, la voglia, possa aiutare un calciatore a raggiungere livelli impensabili fino a poco tempo fa. Il gol è da attaccante, i recuperi da difensore: serve altro?
  • Martinez Quarta: è ancora una volta il difensore più affidabile della squadra viola anche nel primo tempo quando la barca di Vincenzo Italiano rischia di affondare. Accanto ad un derelitto Igor, svetta più volte e mette pezze in ogni angolo di campo. Nella ripresa poi, con Milenkovic a fianco accompagna anche maggiormente l’azione e sfiora il gol con un tiro meraviglioso che chiama Falcone ad un grande intervento. Perno assoluto.
  • ll secondo tempo: dopo una prima frazione disarmante, la squadra ha giocato un secondo tempo migliore, fatto di aggressività, ritmo ma anche di tantissimi errori individuali. Al netto della pochezza tecnica di cui abbiamo già parlato, la Fiorentina ha però mostrato di essere ancora dalla parte del proprio allenatore, vedasi anche in occasione dell’abbraccio di Dodò ad Italiano dopo il gol del pareggio. Certo non può bastare per risalire la classifica e pensare ad un futuro lontano dall’anonimato, ma già il fatto che si cerchi di remare tutti dalla stessa parte ci fà sperare che non si venga trascinati nella lotta in zona retrocessione. E’ già qualcosa, anche se non abbastanza.

IL BRUTTO

  • Il mercato: ieri sera il primo tempo ha offerto la rappresentazione platica di una sessione di mercato da buttare! Jovic, detto i’bua dagli amici, che dopo 7 minuti abbandona la nave senza nemmeno provarci probabilmente per paura di perdere un mondiale dove certamente farà la comparsa; Mandragora che viene colpevolmente schierato ancora una volta in un ruolo che non ha mai ricoperto e che non può interpretare (ma Bianco proprio mai?). L’ex Torino gioca con un piede solo, non vede quasi mai la verticalizzazione possibile, ma soprattutto non ha quella personalità che serve per guidare una squadra, per chiedere la palla nei momenti di difficoltà, per prendere sulle proprie spalle i compagni sia in fase di impostazione che in fase di pressione della palla. Barak sembra sempre abbia il freno a mano inserito, non cambia mai passo, non ha mai la capacità né di accendere la luce, né di liberarsi per il tiro in porta. Dodò, il meno colpevole solamente perché non è ancora riuscito a trovare un minimo di continuità e perché cresce con il passare dei minuti, viene scherzato da un calciatore che è costato un ventesimo di lui in occasione della rete subita. Io farei fuori qualcun altro, prima del mister!
  • Igor: consiglierei vivamente all’Hulk dei poveri di tornare sulla terra. Sta giocando una stagione agghiacciante in cui è sempre coinvolto nei gol subiti dalla propria squadra: prima di pensare a faraonici rinnovi di contratto, torni il calciatore concentrato, duro e tignoso della scorsa stagione! Non essendo un fenomeno, appena cala di concentrazione e di atteggiamento, diventa un giocatore da Spal. Tra lui e Milenkovic ci passa come tra Benzema e Jovic!

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Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – HEARTS OF MIDLOTHIAN= 5 – 1

Qualcuno dirà che sarebbe bello giocare sempre contro gli scozzesi, altri penseranno che la Fiorentina si trasformi in Europa, io credo semplicemente che i viola siano una squadra in difficoltà psicologica che non riesce a dominare gli eventi. In Conference League, differentemente che in campionato, la compagine di Vincenzo Italiano ha la fortuna e/o il merito di trovare la porta e sbloccare per prima il risultato e questo mette tutti in discesa. Anche ieri sera contro gli Hearts i viola, dopo aver rischiato di andare sotto al primo pallone giocato, hanno potuto gioire grazie al colpo di testa di Jovic ed hanno raddoppiato velocemente per poi gestire la gara senza patemi. Gli episodi spesso fanno la differenza ed a maggior ragione sono fondamentali per squadre che rischiano di perdersi davanti alla prima difficoltà. Ricordiamoci infatti che la Fiorentina non è ancora mai riuscita a ribaltare una gara dopo essere passata in svantaggio, sembra quasi sentirsi vinta appena subisce una rete, appare timorosa ed impaurita alla prima difficoltà. Sarà importantissimo adesso dare continuità alla vittoria in campo europeo nel posticipo di Lunedì a Lecce dove una sconfitta contro i pugliesi potrebbe far scivolare i viola nel baratro della lotta per non retrocedere.

Andiamo adesso a vedere i migliori ed i peggiori di serata sottolineando che finalmente Vincenzo Italiano sembra aver fatto scelte definitive in alcuni ruoli: non so se siano giuste o sbagliate, ma almeno si inizia a dare continuità a Jovic davanti, a panchinare più spesso Venuti in favore di Terzic, a dare spazio e possibilità di inserimento a Mandragora. Guarda caso, i tre citati, sono apparsi tra i migliori contro gli scozzesi: solo una casualità?

IL BUONO

  • I gol da palla inattiva: ne parlavamo proprio nell’ultima puntata di questa rubrica. Se una squadra è in difficoltà realizzativa, deve provare ogni modo per andare a segno ed uno dei più utilizzati è proprio la specializzazione sulle palle inattive. Ieri sera la Fiorentina ha sbloccato il risultato su calcio d’angolo, ha raddoppiato su punizione, ha chiuso i giochi con un rigore. Non mi sembra che il gol di Jovic sia venuto da un particolare schema, ma già il fatto che si sia scelto di muovere la palla prima del cross (che poi è la cosa più importante) potrebbe essere l’inizio di un percorso di crescita. Avanti così!
  • Nico Gonzalez: non c’è niente da fare, Nico è per distacco il miglior calciatore che abbiamo e quello più decisivo sotto porta (e questo la dice lunga sui nostri problemi a fare gol). Finalmente abbiamo anche fatto rispettare la gerarchia nel calciare i rigori: basta con la storiella del tira chi se la sente! Li deve tirare Nico punto e basta. Imprescindibile.
  • Mandragora: Cresce di settimana in settimana in personalità e protagonismo offensivo. Colpisce un palo da fuori ed è capace più volte di ribaltare l’azione da difensiva ad offensiva. Con la prova di ieri sera dà l’ennesima riprova di ciò che non è, cioè un regista! Anche se sinceramente non ho ancora nemmeno capito che calciatore sia: una mezzala a tutto campo? Un mediano con buone proiezioni offensive? Intanto cresce, per adesso basta questo.
  • Tifosi degli Hearts of Midlothian: Firenze in questi giorni è stata pacificamente invasa da un fiume di tifosi meravigliosi, scherzosi, colorati e festosi. L’esultanza dei supporters scozzesi al gol è la fotografia di un tifo ancora puro, fatto da divertimento ed attaccamento ai propri colori. Nonostante i fiumi di birra e vino, non un incidente, non un contuso, non un vetro rotto. Onore a chi ancora insegna in giro per l’Europa come si fanno le trasferte: Chapeau!

IL BRUTTO

  • Amrabat: dopo averlo incensato per diverse gare, stavolta tocca al centrocampista marocchino salire sul palco degli imputati. Non gioca una partita insufficiente, ma cosa sarebbe successo se gli scozzesi avessero segnato, anziché prendere il palo, dopo 25 secondi grazie al suo incredibile errore? In una squadra come la Fiorentina, dove solitamente fare un gol è pressoché impossibile, è compito di tutti non commettere sciocchezze che possano portare la squadra in svantaggio. Fortunatamente stavolta la Dea bendata ci dà una mano, ma in quella posizione di campo non si può essere così ingenui! Fiducia in Amrabat!

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Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – LAZIO= 0 – 4

Non è semplice scrivere oggi questa rubrica, come non è semplice essere tifoso della Fiorentina nella vita. Dopo che nella scorsa stagione i viola ci avevano deliziato con un poker interno subito dall’Udinese, in questa stagione abbiamo fatto la gentile concessione alla Lazio di Maurizio Sarri senza nemmeno avere il coraggio di chiedere scusa ad uno stadio che, anche ieri sera, ha sostenuto al squadra fino al triplice fischio senza alcun cenno di fischio o contestazione. Né il capitano Biraghi, né il mister Vincenzo Italiano, né i dirigenti hanno avuto la decenza di ammettere l’autentico disastro serale: solite frasi di circostanza del capitano (“ci dobbiamo fare un esame di coscienza”), del mister (“abbiamo il problema di segnare e dobbiamo migliorare”), di Pradé (“testa bassa e lavorare”) e via andare, fino alla prossima partita come se non fosse successo niente. E’ veramente questo il modo di gestire determinate situazioni? E’ questa la risposta che merita un pubblico accorso anche ieri sera in più di 30.000 allo stadio? Intanto in classifica siamo stati superati dal Monza, dalla Salernitana ed avvicinati dall’Empoli. Lunedì prossimo, nel posticipo, i viola affronteranno in trasferta il Lecce senza Amrabat squalificato. Buone notizie ne abbiamo?

Come spesso diciamo anche al Corner Viola però, su tutto si può discutere tranne che sui numeri ed allora l’analisi odierna partirà dalle statistiche di una gara che la Fiorentina, nel primo tempo, ha condotto bene, giocando un buon calcio, creando tantissime occasioni. Non me la sento sinceramente di analizzare le prestazioni dei singoli poiché credo che il momento particolare che la squadra sta attraversando chiami tutti all’assunzione di responsabilità.

IL BUONO

  • Il gioco: se proviamo per un attimo a dimenticarci il risultato finale, tutti hanno riconosciuto che la Fiorentina avrebbe meritato di più per le occasioni create, il gioco proposto, il numero dei tiri in porta. La squadra di Vincenzo Italiano ha messo in campo un primo tempo offensivamente furioso in cui la palla girava sia in orizzontale che in verticale, gli attaccanti erano coinvolti nel gioco, i centrocampisti accompagnavano bene l’azione arrivando anche al tiro in porta, come in occasione della traversa di Mandragora. La Fiorentina ha ancora una volta scelto di non adattarsi al calcio proposto dagli avversari, giocando a specchio uomo contro uomo, andando a ricercare sempre e comunque una propria identità. Mentalità questa che, finché produce risultati, aumenta l’autostima e probabilmente permette ai calciatori di sentirsi anche più forti di quel che siano realmente, ma che inizia a mostrare la corda quando non si riesce a segnare e si subisce gol alla prima occasione. Purtroppo ancora una volta la squadra è rimasta a secco: la Fiorentina ad oggi ha segnato 7 gol in 9 partite ed in 5 occasioni, cioè oltre la metà non ha fatto rete. Intanto la classifica recita 9 punti in 9 partite: Rocco a noi non interessano i 16 milioni di utili, ma giocatori di qualità che facciano migliorare la squadra!! Do you konw?

IL BRUTTO

  • L’incapacità realizzativa: è vero giochiamo bene, teniamo tanto la palla e la circolazione adesso trova in diverse occasioni la verticalizzazione. E’ vero che costruiamo tanto anche contro le grandi, ma i numeri citati precedentemente parlano chiaro ed allora? Ed allora se Vincenzo Italiano ha grandissimi meriti per la scorsa stagione, ma anche per come ha gestito le due gare col Twente riportandoci in Europa dopo troppi anni, il mister adesso sembra entrato in una spirale dalla quale fatica a venire fuori. Certamente la squadra sta iniziando ad attaccare in modo diverso per sviluppo del gioco e per interpreti, ma è anche vero che nella lettura della gara in corso restano limiti preoccupanti. L’assoluta mancanza di elasticità è probabilmente il limite più grosso del mister: le sostituzioni sono sempre scontate, sempre pari ruolo, mai una variazione sul tema. Non solo, alcune sono del tutto cervellotiche per non dire di peggio. Ieri il cambio tra Kouamé, uno dei pochi ad attaccare la profondità e cercare la superiorità numerica, e Saponara avrebbe meritato di essere fischiato sonoramente da un Franchi ancora troppo rispettoso di squadra, società e tecnico. Incomprensibile anche l’ostracismo nei confronti di Duncan a favore di un Bonaventura in debito di ossigeno e con le idee appannate, così come la cancellazione di Cabral dal campo da gioco. Vorrei ricordare che negli ultimi sei mesi Italiano è stato capace, insieme alla società, di bruciare o comunque non confermare Piatek, Cabral ed adesso stiamo rischiando grosso con Jovic! Sempre colpa degli attaccanti? Mah…. Concludo poi con quella che ritengo la colpa più grave, cioè l’assenza di alternative nel trovare la porta. Se certamente dalla gara interna contro il Verona in poi è cambiato il modo di attaccare della Fiorentina, resta un buco nero pesantissimo per una compagine che non segna mai, quello delle palle inattive. Senza scomodare un maestro (ormai dimenticato) come Vio, sarà possibile che i viola si comportino sulle punizioni ed i calci d’angolo come una squadra della scuola calcio? Biraghi batte tutto, da destra e da sinistra, da vicino e da lontano e non mi sembra proprio un cecchino! Non solo, ma avete mai visto schemi su palle inattive? Non chiedo roba complicata come nel basket, ma almeno un paio di blocchi in mezzo all’area, un attaccante che spizza la palla sul primo palo o una qualsiasi cosa voglia inventarsi Italiano ed il suo staff!! La Fiorentina paga, se non sbaglio, 8 collaboratori di Vincenzo Italiano, ne esiste uno che fa lavorare la squadra sulle situazioni di gioco da fermo? Mi sembra folle che una compagine come quella viola che non segna nemmeno con le mani, non si specializzi in queste situazioni che non dipendono dalla qualità, ma solamente dai meccanismi e dall’acquisizione di determinate situazioni di gioco. E’ chiedere troppo? E’ lesa maestà?

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

HEARTS OF MIDLOTHIAN – FIORENTINA = 0 – 3

E’ vero, non giocavamo certamente contro una squadra dalle grandi abilità tecniche, né molto organizzata tatticamente o fortissima fisicamente, ma forse il Riga lo era? E l’Istanbul era una compagine da cui subire tre reti senza quasi mai tirare in porta? Certamente no! Ed allora caliamoci nella realtà attuale della manifestazione e della nostra Fiorentina dicendo che è una vittoria importante, anzi fondamentale, insomma era proprio quello che ci voleva!

Per la squadra intristita, moscia, spenta vista spesso in questo primo scorcio di stagione, una vittoria così netta potrebbe essere quella scintilla che Italiano cercava da settimane. Spesso dove non arrivano le gambe, la qualità, la tattica, arrivano testa e cuore e, se l’impegno non era mai mancato, la gara di ieri potrebbe far tornare brillantezza in quel motore che sembrava ingolfato. L’approccio al match, davanti ad una bolgia di 20000 scozzesi, è stato perfetto: la Fiorentina ha preso fin da subito il comando del gioco attaccando alto con un centrocampo fisico ed ha avuto il merito e la fortuna di segnare alla prima occasione con Mandragora su bellissimo assist di Terzic. Che il vento stia cambiando? Le prestazioni dei singoli saranno approfondite qui sotto, ma mi sento di poter dire che Vincenzo Italiano sta cercando di far cambiare marcia alla squadra grazie anche all’abbandono di qualche dogma che sembrava ormai stantio. La squadra gioca maggiormente in verticale cercando di scavalcare la linea difensiva avversaria anche con il lancio lungo, gli inserimenti dei terzini, in particolare Terzic, non vengono più effettuati solamente con la sovrapposizione esterna, ma talvolta con il taglio dentro il campo tra la mezz’ala e l’esterno di attacco, i centrali difensivi sono tornati ad accompagnare maggiormente il gioco lasciandosi spesso alle spalle il fido Amrabat. Non so se tutto ciò sarà sufficiente per la partita di Lunedì contro la Lazio, ma se la Fiorentina inizia anche a recuperare calciatori del calibro di Dodò, Milenkovic, Nico e Sottil, il vento può veramente cambiare!

IL BUONO

  • Kouamé: il migliore in campo per distacco. Segna una rete meravigliosa, serve un assist perfetto per Jovic, lotta su tutti i palloni come se fosse l’ultimo della sua partita. Mette il fisico al servizio della squadra ed, oltre ad essere dominante di testa come sempre successo, sembra migliorato anche nei movimenti offensivi. Si lancia a prendere il ruolo di prima punta ogni qualvolta Jovic viene a legare il gioco con i centrocampisti e non si tira mai indietro quando deve aiutare la squadra in fase difensiva. L’abbraccio ad Italiano dopo il gol è la fotografia più bella della serata.
  • Jovic: visto che in molti avevamo evidenziato l’attacco come il problema più grave di questa squadra, mi sembra giusto citare subito anche l’ex Real Madrid. Dopo lo scampolo di Bergamo in cui era entrato in modo convincente, in terra scozzese Jovic si conferma perché risulta nuovamente volenteroso ed attento alle giocate della propria squadra. Lega le azioni, riempie di cartellini gialli e rossi gli avversari, dialoga bene con Kouamé e, dopo qualche tentativo a vuoto, torna finalmente al gol. Mister per favore, proviamo a dargli continuità che magari si è sbloccato!
  • Mandragora: dopo averlo bacchettato più volte, stavolta dobbiamo dire che la sua gara è stata finalmente molto buona. Oltre al decisivo gol che ha sbloccato il risultato, ha mostrato quella capacità di inserimento che molti ricordavano come una delle sue qualità migliori. Nel ruolo di incursore alla Barak, si è più volte reso pericoloso senza però dimenticare di randellare in mezzo al campo all’occorrenza. Dimostra ancora una volta di NON essere un regista, spero l’abbiano capito tutti. Avanti così!
  • Martinez Quarta: continua la crescita impetuosa di questo marcatore argentino. Anche ieri sera chiusure attente, impostazioni intelligenti, ripartenze fulminee, come in occasione del terzo gol. Speriamo Igor stia bene, ma con il recupero di Milenkovic possiamo comunque stare tranquilli.
  • Terzic: mi piace premiare nuovamente il terzino serbo che, seppur impiegato a destra, ha mostrato grande applicazione, discreti spunti offensivi ed addirittura cross al bacio sia con il mancino, come in occasione del gol di Mandragora, sia con il destro. Mai con le mani sui fianchi, mai supponente. Tra lui e Venuti non c’è gara!

IL BRUTTO

  • Gollini: seppur rimasto imbattuto, rischia anche stavolta di combinarla grossa con un’uscita improvvida al limite dell’area di rigore. Si riprende poi con la parata salva risultato quando la Fiorentina è ancora sul 2-0 ma regala sempre quella sensazione di insicurezza che è inammissibile a certi livelli. Da ritrovare.
  • Saponara: è in un momento di crisi persistente. Probabilmente gioca solamente per le contemporanee assenze di tutti gli altri esterni, ma la sua prova è ancora una volta insufficiente. Non salta quasi mai il diretto avversario, non accende mai la luce con i suoi passaggi in verticale, ma soprattutto si macchia della disattenzione che potrebbe riaprire la partita quando vuole stoppare un pallone in area viola combinando una bella frittata. Menomale che Gollini ci mette una pezza ed il vantaggio resta rassicurante. Ricky lunedì con la Lazio ci riposiamo ok?

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Il buono, il brutto, il cattivo

ATALANTA – FIORENTINA = 1 – 0

Un’altra occasione sciupata in un campionato mediocre che rischia di far diventare la nostra stagione anonima presto, troppo presto. Anche a Bergamo, come ad Udine e Bologna, una Fiorentina non certo scintillante torna a casa sconfitta pur senza essere stata messa sotto: ancora una volta contano le disattenzioni individuali di calciatori che non sono all’altezza del compito richiesto (citofonare prima di tutti a Venuti). E’ un vero peccato perché probabilmente anche quest’anno, se i viola vorranno provare a tornare in Europa, l’Atalanta sarà una delle dirette concorrenti e vedendola ieri non sembra essere superiore. Ha però un’elasticità diversa, interpreta le gare ed ha cambiato completamente modo di giocare rispetto allo scorso anno: baricentro basso, grande densità in mezzo al campo, ripartenze fulminee sull’attaccante anziché sugli esterni.

Vincenzo Italiano, che non saprei se mettere nel buono o nel brutto, ha dimostrato ancora una volta di essere un grandissimo allenatore quando ha a disposizione il tempo per lavorare con i propri ragazzi. La Fiorentina gioca alla pari per 55 minuti contro la prima in classifica, concede poco e prova a masticare calcio con troppi passaggi in orizzontale (Mandragora regista è troppo anche per un tifoso sfegatato come me) e poca brillantezza sugli esterni (avete mica notizie di Saponara?). Il problema del mister resta ancora una volta la lettura della gara e soprattutto la reazione agli eventi: anche stavolta si prova a forzare la partita, con l’innesto della seconda punta, solo venti minuti dopo aver preso rete e concedendo poco tempo a Jovic e Cabral per incidere. Sicuramente i due non sono fenomeni, ma sarebbe possibile concedere loro almeno un pò di tempo per vedere come vanno insieme? E se proprio le due punte sono impossibili quando la squadra ha in campo Nico e Sottil, quando gli esterni sono Saponara ed Ikoné la qualità la si può trovare solamente nelle combinazioni centrali tra i due attaccanti. Una volta tanto vorrei che Italiano fosse più simile a Gasperini (cosa mi tocca dire!!!): meno dogmi, più reattività per provare a cambiare il corso della gara oppure l’anonimato ci inghiottirà!

IL BUONO

  • Martinez Quarta: molti indicano Terracciano come il migliore in campo ma l’uscita a vuoto di testa e l’indecisione sul pallone successivo quando non attende la palla in area, mi fà propendere per il centrale argentino. Senza paura, sempre pronto a far ripartire l’azione, insuperabile di testa e palla a terra. In occasione della rete avversaria è sfortunato nel rimpallo contro Muriel quando lo accompagna verso il raddoppio di Venuti, raddoppio che stiamo ancora tutti aspettando. Baluardo.
  • Jovic: oltre i tiri in porta c’è di più. Entra in campo finalmente con uno spirito diverso: lotta, rincorre gli avversari, fà a sportellate con tutti quelli che gli capitano vicino. Oltre a ciò, messo finalmente accanto ad un’altra punta, trova quegli spazi tra le linee che invochiamo con Flavio da inizio stagione e dialoga pericolosamente con il compagno di reparto. Tira verso la porta ben quattro volte in un quarto d’ora ed impensierisce Sportiello. Con Amrabat e Duncan in mezzo al campo, è proprio impossibile pensare a Jovic accanto ad un altro attaccante?
  • Terzic: Venuti mi ha portato talmente all’esasperazione che preferisco un mancino a destra, che non sa difendere (come Venuti), che ha difficoltà a crossare perché deve rientrare sul sinistro, che non ha praticamente mai giocato con continuità, ma che almeno NON METTE MAI LE MANI SUI FIANCHI E NON STA AD INVEIRE CONTRO L’ARBITRO OGNI VOLTA CHE PERDE PALLA. Voglio Terzic, Bianco o Favasuli finché non torna Dodò!
  • Il quarto d’ora finale: saranno stati i cambi di Italiano, compreso l’inserimento di Duncan, sarà stata l’Atalanta che si è rintanata in area regalandoci metri di spazio, ma almeno gli ultimi 15 minuti ci hanno restituito brividi, tiri in porta e pressione sulla palla nella metà campo avversaria. La squadra non avrà avuto equilibrio, sarà stata portata ai lanci lunghi su Cabral, ma almeno ci ha provato ed ha costruito qualcosa. Vincenzo per favore ricominciamo da qui!

IL BRUTTO

  • Venuti: è ufficiale, non lo sopporto più! Con gli amici del Parterre, facciamo sempre la battuta il giovedì, dicendo che se non è buono per la serie A come può esserlo per giocare in Europa? Al netto delle qualità tecniche, certamente insufficienti per una squadra che voglia competere dalla metà classifica in su, ciò che trovo assolutamente insopportabile è la supponenza con cui gioca. Quando Venuti si è affacciato in serie A con la Fiorentina, almeno potevamo dire che fosse un lottatore, uno che dava tutto per la maglia, un calciatore arcigno e sempre concentrato. Adesso nemmeno più questo: ieri, in occasione della rimessa laterale da cui scaturisce il gol del vantaggio orobico, si disinteressa dell’attaccante che ha alle spalle e quando si accorge che Quarta deve uscire per tappare la falla, non ha nemmeno il buongusto di aiutarlo con un raddoppio di marcatura. Oltre a ciò è sempre a protestare con l’arbitro come se si meritasse la benevolenza arbitrale non si sa per quale motivo. Ma Udine non ti ha insegnato nulla? Per non parlare poi del suo ormai inevitabile show personale fatto di passaggi all’indietro e cross sulla schiena dell’avversario. Bastaaaaaaaaaaaaaaa!!
  • Irrati: due errori talmente gravi da non poterne non parlare perché aiutano a spiegare il regolamento. Il cartellino rosso a Kouamé è contro lo spirito del gioco: l’attaccante viola commette certamente fallo perché entra in modo scomposto ma per il cartellino manca sia la violenza che la volontarietà. Errore per certi versi ancor più grave Irrati lo commette più tardi quando, dopo aver toccato la palla in un’azione di gioco, non ferma la gara e permette alla Fiorentina di ripartire in contropiede. Semplicemente assurdo.
  • Saponara: se avete notizie per favore contattatemi in privato. Ghost.

A voi per i commenti!!