L’Europa batte un colpo!

Finalmente possiamo tornare a sperare in un’Unione Europea propriamente detta e non solamente in un’espressione geografica

Ciò che è accaduto a Bruxelles può rappresentare una svolta nel lungo percorso di integrazione europea. Per la prima volta negli ultimi anni, i leaders europei, al termine della maratona negoziale più lunga della storia, hanno assunto delle decisioni tale da far sentire meno soli i paesi più colpiti dalla pandemia. Quante volte nei mesi di marzo ed aprile Italia e Spagna hanno denunciato l’assenza di solidarietà? Quante volte abbiamo tutti pensato che l’Europa ci aveva lasciato soli nel momento dell’emergenza? Certamente c’era del vero in quel grido accorato, come adesso invece possiamo gioire del cambio di direzione.

Andando nello specifico dell’accordo sul Recovery Fund ci sono alcuni aspetti positivi ed altri più critici che cercherò di approfondire con voi:

  • Il primo risultato da sottolineare è il raggiungimento di un accordo in tempi relativamente brevi. Se solo ripensiamo a come i paesi europei sono arrivati al vertice decisivo, dobbiamo ricordare che tutti gli analisti politici scommettevano su un rinvio decisionale. Quasi nessuno pensava possibile che, partendo i paesi da posizioni così distanti, fosse possibile raggiungere un compromesso. Da una parte i cosiddetti paesi frugali che arrivavano a Bruxelles schernendo coloro i quali parlavano di debito comune europeo, dall’altra Italia, Spagna e Francia che volevano accelerare in tutti i modi per portare a casa il prima possibile risorse preziose per le rispettive economie. In questo caso il ruolo negoziale del Presidente del Consiglio Europeo Michel è stato decisivo nell’avvicinare le posizioni
  • Altro aspetto straordinario è che, per la prima volta nella storia europea moderna, i 27 paesi hanno deciso di mettere il debito in comune, e questa è la vittoria più grande del governo italiano e di Conte. Il tambureggiare continuo del Presidente del Consiglio Italiano da maggio ad oggi, unito all’opera di Macron e di Sanchez, non ha dato tregua a quei paesi che continuavano a parlare di soli prestiti anche per i paesi più colpiti. L’appoggio poi della Merkel è stato decisivo e dunque, almeno in questo frangente, possiamo parlare di Comunità Europea nel senso più alto del termine: la messa in comune del debito è un segnale fondamentale che dà speranza per il futuro dopo i disastri commessi negli anni scorsi ad esempio in Grecia con la Troika
  • Passando ai numeri l’Italia, che nelle prime stime del Recovery Fund doveva ottenere circa 173 miliardi di euro (di cui 85 a fondo perduto ed 88 in prestiti a tassi vantaggiosi), è uscita dal vertice di Bruxelles con una dote di 208,8 miliardi di euro. Tanto per fare un paragone, circa 7 leggi finanziarie! Di questi soldi, la parte relativa ai finanziamenti a fondo perduto è leggermente scesa ad 82 miliardi di euro mentre i prestiti hanno raggiunto la cifra di 127 miliardi. Dunque Conte, Amendola, il governo ed i cittadini italiani hanno incassato addirittura 36 miliardi di euro in più rispetto a quanto ci si aspettava: io sinceramente capisco la dialettica politica, l’antipatia personale, o l’avversità ideologica, ma dire che Conte è stato sconfitto perché è andato a giro con il cappello in mano (Salvini) o che avrebbe potuto ed anzi dovuto ottenere di più (Meloni), fa semplicemente sorridere. Ma non è possibile una volta tanto gioire tutti insieme non solo per un ottimo risultato in campo internazionale del governo italiano, ma anche per una vittoria europea?
  • L’Italia riceve dunque il 28 per cento del totale del Recovery Fund e tra l’altro i 36 miliardi in più ottenuti sono pressappoco la stessa cifra che il MES metterebbe a disposizione del nostro paese per le spese sanitarie. Un caso o un altro aiuto al nostro governo che sul MES balla ormai da mesi?
  • Non è però tutto oro quel che luccica. Il primo problema è quello temporale: i fondi dall’Unione Europea arriveranno solamente dalla metà del 2021 in poi e, nel frattempo, l’Italia dovrà comunque affrontare una crisi economica devastante. Intanto si punta ad un nuovo scostamento di bilancio di almeno 20 miliardi per continuare a sostenere lavoratori ed imprese ma non potremo accumulare debito pubblico all’infinito considerando anche che prima o poi i parametri del trattato di Maastricht torneranno a farsi sentire. Vedendo poi come si sono comportati già in queste trattative paesi come Olanda, Austria, Danimarca e Svezia ho il fondato timore che cercheranno di rimettere i paletti il prima possibile
  • Altro problema che prima o poi tornerà fuori è quello della netta spaccatura tra paesi europei. I cosiddetti frugali hanno un’idea di Europa in cui i paesi nazionali contano più delle istituzioni sovranazionali e la cessione della sovranità deve essere ridotta al minimo indispensabile. Da qui l’accesa contesa sulla messa in comune del debito e sulla volontà di frenare in ogni modo i finanziamenti a fondo perduto. L’Olanda, attraverso il premier Rutte, aveva addirittura proposto di sottoporre ad un voto all’unanimità la possibilità di finanziare i progetti presentati dai diversi paesi. La ferma opposizione di Italia, Spagna e Francia ha avuto fortunatamente la meglio e dunque il cosiddetto super freno voluto dai paesi frugali è stato fortemente ammorbidito
  • I soldi poi saranno ovviamente vincolati. Una delle più grosse stupidaggini che siamo stati obbligati ad ascoltare, è che l’Italia esce da questo vertice con un MES 2 che condizionerà e limiterà la nostra libertà nazionale. Questa tesi sarebbe suffragata dal fatto che i soldi verranno stanziati su progetti ben definiti che vadano verso la direzione dell’economia verde, della digitalizzazione del paese, della riforma della giustizia e di quella dell’amministrazione alfine di diminuire il peso della burocrazia. Se questo è il contratto capestro, sono felice di averlo sottoscritto. Quanti anni sono che in questo paese si dice che la burocrazia è un ostacolo allo sviluppo? Da quanto si cerca di snellire la giustizia civile? Quanti di noi sono contrari ad un’economia più clemente con l’ambiente che permetta di non distruggere l’ecosistema? Vorrei sottolineare che i finanziamenti verranno erogati sulla base di queste riforme e che i progetti verranno valutati e finanziati in corso d’opera: ma non è lo stesso metodo che utilizziamo quando ristrutturiamo casa nostra pagando ad avanzamento lavori? E dove sarebbe la troika? Nel caso, se le riforme non vanno avanti, se l’Italia non riesce a presentare progetti credibili, non arrivano i soldi… tutto qua. Non arriva alcuna troika che mette sotto controllo i conti italiani o che ci obbliga a fare macelleria sociale come accaduto in Grecia. Penso anzi che questa sia una sfida meravigliosa per immaginare e disegnare l’Italia di domani. Se vogliamo essere un grande paese, dobbiamo essere in grado di immaginare il futuro, di anticipare i cambiamenti, di governare il domani. Quale sfida più affascinante di questa?

L’Italia torna dunque da Bruxelles con tante opportunità che potranno tramutarsi in una bella vittoria o in una cocente delusione. Spetta al nostro paese dimostrare di essere capace di fare un salto nel futuro e se, una volta tanto, riuscissimo a farlo tutti insieme con l’aiuto di ciascuno, la vittoria si trasformerebbe in trionfo.

3 pensieri su “L’Europa batte un colpo!

  1. Il 2020 sarà ricordato da tutto il mondo come l’anno che sconvolse la vita di tutti, più di ogni altra emergenza o crisi di ogni tipo vissuta fino ad oggi. I danni sono stati evidenti, permanenti, gli effetti si sentiranno per diverso tempo ma come hai scritto tu sono emersi degli elementi forti e caratterizzanti. Da un lato c’è lo straordinario ed innegabile risultato ottenuto a livello diplomatico da Conte e dall’altro la continua ed incessante attività distruttiva e fuorviante fatta dalle opposizioni. Sono state messe in campo misure ed incentivazioni a livello economico/fiscale mai viste fino ad ora, relativamente veloci considerando anche i soliti meandri oscuri della burocrazia italiana. D’altro canto la continua ricerca di sviare l’opinione pubblica dai fatti reali creando allarmismi e alimentando tensioni sociali è abbastanza chiara ed evidente, dalla questione profughi alla gestione dell’emergenza sanitaria passando per il mes/recovery found. Sembra che una parte del paese abbia lottato compatta a livello nazionale per ottenere quanto di meglio possibile dall’Europa mentre l’altra che professa le parole sovranità e patria faccia di tutto per fare l’esatto contrario toccando tutte i nervi scoperti del paese in barba ai principi fondamentali della Costituzione.
    Penso che siamo ad un bivio e più che ai posteri, come diceva il Manzoni, va al popolo già a partire da oggi l’ardua sentenza.

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    • Commento azzeccatissimo. Credo che sia incredibile che partiti che si dichiarano sovranisti e nazionalisti siano alleati in Europa proprio con quelle forze che lavorano ogni giorno per rendere il nostro paese più debole economicamente (tagliando i trasferimenti), politicamente (cercando di aumentare i controlli) e fiscalmente (esercitando da anni il dumping fiscale). Gli sforzi del governo, chiaramente con errori e ritardi dovuti anche all’eccezionalità dell’evento, non possono però passare sotto silenzio né essere derisi.
      Dopo l’ottima prova data dal popolo italiano nei mesi del lockdown, ho la speranza che stavolta i cittadini sapranno guardare all’interesse di tutti e non solamente a quello della propria bottega. Se una cosa il Covid ci ha insegnato, è che da questa situazione si esce tutti insieme o non si esce. Speriamo di non dimenticarlo!

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